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NEWS: Giornali Internet 31/10/07



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CACCIA
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INCIDENTE CACCIA: NIPOTE SPARA A ZIO E QUASI GLI AMPUTA BRACCIO
http://www.agi.it/milano/notizie/200710312008-cro-r012843-art.html
(AGI) - Bergamo, 31 ott. - Un cacciatore ha avuto la parziale amputazione
dell'avambraccio destro a causa di un colpo di fucile partito
accidentalmente dall'arma del nipote.
L'incidente e' avvenuto nel primo pomeriggio di oggi, mentre l'uomo, un
67enne, si trovava con il parente nei campi intorno a Treviglio con il
nipote di 49 anni. Quest'ultimo ha visto una preda e ha sparato. Ma subito
dopo ha perso l'equilibrio, e cadendo avrebbe premuto il grilletto della
doppietta, colpendo lo zio al braccio. Il ferito e' stato subito portato in
ospedale e operato: secondo i medici sara' molto difficile recuperare la
funzionalita' del braccio ferito, per la quale dovra' sottoporsi a un altro
intervento chirurgico e poi alla rieducazione. (AGI)
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BRACCONAGGIO: UNA DENUNCIA PER L’ABBATTIMENTO DI UN RAPACE PROTETTO NELL’
ANCONETANO
Sequestrati fucile e munizioni e recuperato il corpo senza vita di uno
sparviero
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5850
31 ottobre 2007 - Durante un regolare servizio di controllo nelle foreste
dell’entroterra Marchigiano, gli agenti del Comando Stazione di Arcevia
(Ancona) del Corpo forestale dello Stato hanno colto in flagrante un uomo
mentre abbatteva a colpi di fucile uno sparviero (Accipiter Nisus), rapace
protetto rigorosamente dalla legge. Gli agenti hanno immediatamente disposto
il sequestro dell’arma e delle munizioni di tipo spezzato. Il responsabile
del reato, C.G., è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria che ha
provveduto anche alla convalida del sequestro. L’uomo si è difeso sostenendo
di aver sparato ad un comune colombaccio, ma intanto i Forestali hanno
proceduto al recupero e al sequestro del corpo del volatile, trovato
purtroppo senza vita.
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BRACCONAGGIO: TORINO, UNA DENUNCIA PER CACCIA CON MEZZI ILLECITI E
MALTRATTAMENTO DI ANIMALI
Sequestrati lacci metallici utilizzati per la cattura di fauna selvatica.
Rinvenuta una volpe agonizzante rimasta vittima delle trappole e poi
soppressa dal personale medico-veterinario mobilitato dagli agenti
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5849
31 ottobre 2007 – Gli uomini del Comando Stazione del Corpo forestale dello
Stato di Bussoleno (Torino) hanno rinvenuto, in località Frazione Foresto,
una volpe agonizzante rimasta intrappolata in un laccio metallico. Sono
scattate le indagini per risalire al responsabile del reato che, una volta
identificato, è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria. Si tratta di un
settantenne del luogo, L. P. residente a Susa, responsabile della violazione
delle normative che regolano l’attività venatoria e del reato di
maltrattamento di animali. Infatti constatato lo stato di grande sofferenza
della volpe, i forestali hanno chiesto anche l’intervento dei veterinari
della ASL territorialmente competente, che hanno dovuto procedere alla
soppressione dell’esemplare tramite iniezione indolore. Gli agenti nell’
ambito dell’indagine hanno ritrovato e sequestrato, nelle adiacenze di una
proprietà agricola, anche altri due lacci in acciaio predisposti per la
cattura di fauna selvatica. A seguito della contestazione del reato l’uomo
si è giustificato sostenendo che il suo gesto è scaturito dalla disperazione
per le continue razzie delle volpi nel suo pollaio.
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ACCOLTO IL RICORSO DEL WWF
Caccia, Tar vieta l'uso dei pallini di piombo in aree umide
http://lanazione.quotidiano.net/firenze/2007/10/31/44850-caccia_vieta_pallin
i_piombo_aree_umide.shtml
Il Tar accoglie la richiesta di sospensione dell'uso dei pallini di piombo
contenuta in un ricorso del Wwf. Il provvedimento interesserà la Palude del
Fucecchio (porzione fiorentina) e gli stagni della Piana Fiorentina
Firenze, 31 ottobre 2007 - Stop all'uso dei pallini di piombo nelle
principali aree umide della provincia fiorentina. Lo affermano i
rappresentanti del Wwf  sottolineando che il divieto partirà dal 31 ottobre
2007 e riguarderà la Padule di Fucecchio (porzione fiorentina) e gli stagni
della Piana Fiorentina. Il provvedimento segue a un decreto cautelare del
TAR, che accoglie la richiesta di sospensione contenuta in un ricorso del
WWF al fine di salvaguardare le Zone di protezione speciale (cioè le aree
più importanti ai fini della tutela dell'avifaunea in Europa).
''La Provincia di Firenze -specifica Wwf - con delibera 259/2007, aveva
clamorosamente annullato le norme di salvaguardia della delibera regionale,
fra cui in primis il fondamentale divieto dell'utilizzo di pallini di
piombo, già introdotto in moltissimi paesi all'estero. I pallini di piombo,
oltre a costituire un grave fattore di inquinamento ambientale, nelle zone
umide causano ogni anno la morte di centinaia di migliaia di uccelli
acquatici (soprattutto anatre selvatiche), che li assumono per ingestione
quando si alimentano filtrando il sedimento. Gli uccelli acquatici sono,
infatti, soliti ingoiare piccoli sassolini che nel loro apparato digerente
favoriscono la frantumazione del cibo e al posto dei sassolini possono
ingoiare pallini di piombo con conseguente avvelenamento. Per questo il
piombo nelle munizioni è bandito da vari trattati internazionali e, salvo
rare eccezioni, bandito nelle aree umide di quasi tutti i paesi europei. Il
piombo può essere sostituito con materiali non tossici, facilmente
reperibili sul mercato, come ad esempio l'acciaio''. La Provincia di
Firenze, cosi come altre province toscane (il WWF sta presentando ricorso
anche su Pistoia e Grosseto), ha approvato una delibera per rinviare ancora
di un anno l'applicazione di questo importante provvedimento.
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«Nei corridoi è una mattanza»
Le aziende venatorie: «Abbattute almeno mille lepri e altrettanti fagiani»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3560543&Pagina=TREVISO
Una mattanza autorizzata. Questo il bilancio che Bruno Zambon fa del primo
fine settimana di caccia nei "corridoi" istituiti dalla Provincia tra le
aziende faunistico venatorie e le zone destinate alla protezione della
fauna. È un vero e proprio grido di dolore, lacerante, quello lanciato dal
presidente de "La Marca Venatoria", associazione che riunisce i
concessionari di aziende faunistico venatorie della provincia.
«Nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 ottobre i cacciatori-fan del
presidente della Provincia Leonardo Muraro e dell'assessore alla Caccia
Mirco Lorenzon, alcune centinaia di persone in tutto munite di porto d'armi
uso caccia, hanno dato l'assalto ai "corridoi" di una quindicina di aziende
Faunistico venatorie - scrive in una lettera Zambon -, organizzati in
squadre anche di sei-sette elementi con tanto di portatori al seguito, molto
solerti nel recuperare lepri, fagiani e starne abbattuti dai primi e nel
depositarli dentro fuoristrada e autovetture parcheggiate un po' dovunque in
aperta campagna».
In un'assemblea pubblica promossa dal presidente dell'Atc 8 di Maserada
entrambi gli amministratori avevano "scatenato" i cacciatori: «Hanno
spronato gli incerti cacciatori ad invadere i corridoi, "giustamente
sottratti" alle aziende Faunistico venatorie, per esercitare la caccia e
consumare la dovuta "vendetta" - accusa Zambon -. Non sono mancate parole
tranquillizzanti e la certezza dell'impunità e di un pieno salvacondotto
all'indirizzo di quanti fossero stati in qualche modo impediti nella loro
azione. Finalmente "giustizia era fatta" ed i "cacciatori poveri",una volta
tanto, potevano essere ammessi a godere dell'abbondante fauna finora
appannaggio dei soli "cacciatori ricchi"».
Il presidente de "La Marca Venatoria" fa i conti della strage: «La sete di
giustizia dei nostri prodi si è concretizzata nell'abbattimento di oltre un
migliaio di lepri ed altrettanti fagiani, oltre a qualche volo di starne
distrutto. Ovviamente non tutti i capi di selvaggina sono stati portati via:
il recupero di fagianotti di 3-4 etti di peso e di leprotti comunque
abbattuti, nonché il recupero dei soggetti feriti, sono stati omessi perché
non ne valeva la pena. E l'assessore Lorenzon non ci venga a dire che non è
vero, che sono dati gonfiati. Anch'egli ha dato il "buon esempio" guidando
l'entusiasmante battuta di caccia nel corridoio dell'azienda "Fossadella" a
Ponte di Piave».
Zambon chiude con amarezza: «È inutile recriminare ora sui misfatti
compiuti, sull'assenza della Vigilanza provinciale, sul mancato controllo da
parte di questa dei carnieri realizzati e della regolarità degli stessi.
Tanto la selvaggina stanziale della quale si è voluto fare scempio ed il
ceppo di lepri e starne indigene faticosamente costituito in anni di oculata
gestione e contenuto prelievo non torneranno a rivivere. Rimane un forte
rammarico per il modo arrogante e sprezzante con il quale si è voluto
distruggere un patrimonio faunistico realizzato nel tempo». Marco Gasparin
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Fucili scatenati, abbattute trecento “code di cotone”
http://edicola.ilcittadino.it/edicola/Articoli/2007/10/31/BOX3.asp?Data=31/1
0/2007&Pagina=11
Lotta dura, fucili in spalla, contro uno dei flagelli più pericolosi per gli
equilibri ambientali del Lodigiano. Mentre Graffignana tiene a battesimo il
nuovo patto tra la provincia e l’Asl per risolvere le problematiche
igieniche della fauna selvatica, a tenere banco è ancora la minilepre, la
cosiddetta “coda di cotone” che da anni affligge il territorio provinciale.
Importata in Italia nel 1966, la “Sylvilagus floradinus” si segnala non solo
come animale estremamente vorace (consuma almeno 70 specie vegetali,
spontanee e coltivate) ma anche come portatrice sana di malattie, come la
mixomatosi, molto pericolose per altre razze animali. Caratteristiche che,
sommate a una notevole capacità riproduttiva (dai 18 ai 39 “eredi” per
ciascuna femmina) rendono la minilepre un elemento di grave disturbo per l’
habitat lodigiano. Di qui, le robuste spedizioni (sette, soprattutto nella
Zrc di Maleo) compiute per abbattere le “code di cotone”; un piano capace,
attraverso l’eliminazione di 296 esemplari, di ridurre di quasi il 70 per
cento la densità delle minilepre, passata da 27,5 a 8,3 per chilometro
quadrato. Eppure, la sensazione è di non poter andare oltre a un
“contenimento” di questa prolifica specie. Un auspicio che, sottolineato il
felice rinnovo dell’alleanza con palazzo San Cristoforo, anche il
responsabile del servizio veterinario dell’Asl, Giovanni Ferri, condiviso:
«È giusto che il contenimento venga mantenuto, altrimenti potremmo avere
molti problemi a livello sanitario - conferma Ferri fidando nel contributo
del periodo di caccia -. Il problema sono le malattie, specie per il
coniglio selvatico: abbiamo un focolaio di mixomatosi a Lodi, vicino al
Parco tecnologico, e rappresentano un rischio anche per gli allevamenti
rurali: consiglio a tutti di fare vaccinare i loro animali».
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RANDAGISMO
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ANIMALI : NUOVI ACCERTAMENTI DELLA FORESTALE PRESSO IL CANILE DI STATTE NEL
TARANTINO
Rinvenuto un altro cane deceduto all’interno del canile “Tarantum 2000”
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5851
31 ottobre 2007 - Ieri è stato rinvenuto presso il canile di Statte in
località Leucaspide un altro cane deceduto, ma questa volta è stato trovato
all’interno del canile denominato “Tarantum 2000”. I Comandanti delle
Stazioni del Corpo Forestale di Mottola e Taranto, sentito il magistrato di
turno, sono intervenuti sul posto unitamente alla AUSL – Servizi Veterinari
di Taranto, per porre sotto sequestro probatorio la carcassa al fine di
accertare attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Taranto i motivi del
decesso mediante l’esame autoptico. Proseguono senza soluzioni di continuità
le indagini per accertare compiutamente i fatti e le responsabilità
soggettive.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it