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NEWS: Giornali Internet 07/11/07



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CACCIA
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TRAGEDIA A SAN GIORGIO
Cacciatore attraversa i binari per inseguire il cane, travolto
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/bologna/2007/11/07/46061-cacciatore_
attraversa_binari.shtml
Versa in gravissime condizioni nel reparto di Rianimazione dell'ospedale
Maggiore il 73enne investito da un treno all'altezza di San Giorgio in
Piano. Secondo la testimonianza di un compagno, la vittima, durante una
battura venatoria, si sarebbe pericolosamente avvicinato alle rotaie mentre
transitava il convoglio.
BOLOGNA, 7 NOVEMBRE 2007 - Urtato dal treno e sbalzato a centinaia di metri
dove è stato trovato esanime e gravemente ferito. Vittima un 73enne di San
Giorgio di Piano. L'uomo, un cacciatore sembra che si fosse avvicinato ai
binari della ferrovia per inseguire il suoi cane lanciato verso una preda. A
investire il cacciatore è stato, lungo la linea Bologna-Venezia, il
Regionale 6411.
In base ai primi rilievi della Polizia Ferroviaria si sarebbe trattato senza
dubbio di una disgrazia. A confermarlo e' la testimonianza di un altro
cacciatore, che ha raccontato di avere visto il compagno rincorrere il
proprio cane, durante una battuta venatoria. L'uomo si sarebbe avvicinato
pericolosamente alla massicciata, per poi attraversare i binari. La motrice
del convoglio, che procedeva a velocita' sostenuta essendo in aperta
campagna e ancora lontano dalla stazione di San Giorgio, lo ha urtato, o
forse agganciato, sbalzandolo ad alcuni metri di distanza.
Soccorso con l'eliambulanza del 118, M.B. e' stato ricoverato all'ospedale
Maggiore con prognosi riservata. In seguito all' incidente la linea
Bologna-Venezia e' rimasta completamente bloccata per circa 20 minuti, poi
uno dei binari e' stato riaperto, con ulteriori rallentamenti che sono
proseguiti fino alle 10.30.
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BRACCONAGGIO: SEQUESTRATO UN FUCILE NEL CHIETINO
Recuperate anche diverse cartucce nel corso di un servizio antibracconaggio
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5877
7 novembre 2007 – Gli uomini del Comando Stazione di Gissi (Chieti) del
Corpo Forestale, lungo la strada provinciale Carpineto Sinello –
Roccaspinalveti, hanno sequestrato ieri un fucile retrocarica e 14 cartucce
ad un pensionato del posto sorpreso mentre osservava un passaggio di
cinghiali. L'uomo è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Vasto
oltre che per caccia abusiva, anche per porto illegale di arma comune da
sparo per uso venatorio. E' risultato sprovvisto di porto d'armi, poichè con
ordinanza della Questura di Chieti il documento gli era stato sospeso e
definitivamente revocato dal 2003. Inoltre a suo carico erano emersi
precedenti giudiziari sia per porto abusivo e detenzione di armi sia per
violazioni alla normativa venatoria, con conseguente sequestro di armi.
Nonostante il pensionato abbia escluso il possesso di armi all’interno della
propria autovettura, una Fiat Panda 4x4, sul sedile posteriore del veicolo,
coperta da un telo, è stata notata la silhouette del calcio di un fucile. I
Forestali hanno proceduto immediatamente alla perquisizione del mezzo per
cercare eventuali armi detenute in modo illegale. Sullo stesso sedile, all’
interno di una bisaccia di pelle, sono state trovate anche altre 14 cartucce
calibro 20, tra cui un “pallettone” per la caccia al cinghiale. La posta al
cinghiale è molto praticata dai bracconieri, che imparano a riconoscere i
sentieri creati dal passaggio degli animali e li attendono al varco con le
armi in pugno o con apposite trappole, anch’esse illegali.
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Il Wwf ha ospitato le delegazioni di Lipu e Lac nel Delta per monitorare i
reati venatori commessi dalle doppiette
Bracconaggio, un caso nazionale
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3568676&Pagina=ROVIGO
(F.P.) Stavolta gli ambientalisti fanno sul serio. Da anni il Wwf denuncia
gli atti di bracconaggio perpetrati nel Delta del Po da cacciatori senza
scrupoli che macchiano anche la reputazione di coloro che si comportano
legalmente e alla fine ne decreteranno la definitiva messa al bando.
Nell'attesa, la bordata che sta preparando il mondo protezionista è di
quella destinate a far parlare. Sì, perché nel Delta a inizio novembre sono
calati gli attivisti della Lipu e della Lac, rispettivamente Lega per la
protezione degli uccelli e Anticaccia che, scortati dalle guardie zoofile
polesane, hanno vagato tra scanni e lagune, sacche e aziende faunistiche
dentro e fuori al perimetro del Parco, raccogliendo ogni tipo di
informazioni sui reati venatori che vengono commessi dai bracconieri
polesani e foranei.
Raccontano le "guide" del Wwf che gli ospiti ambientalisti vantano una
lunghissima esperienza di campi anti bracconaggio in giro per lo Stivale,
dallo Stretto di Messina alle valli bresciane. E i bracconieri locali non li
hanno delusi, dando ampio sfoggio della loro abilità nel cacciare in modo
illegale. «Tanto che il Delta - spiega il Wwf - a parere dei nostri esperti
di Lac e Lipu, è pronto ad entrare a pieno titolo tra le zone calde d'Italia
per il tasso di bracconaggio».
Il Wwf sottolinea che, durante la perlustrazione, i vietatissimi richiami
elettroacustici risuonavano in tutte le lagune e si sono udite raffiche di
sette, otto e anche nove colpi di fucili modificati. «Gli amici di Lac e
Lipu sono stati testimoni di un vero "concerto" in Vallona e in Barbamarco.
Ma anche a Canarìn, a Boccasette e a Caleri i richiami erano a tutto volume.
Persino da una nota valle da pesca è arrivata la conferma che le violazioni
non hanno limite. Una sorpresa, perché in tre anni di sopralluoghi regolari
non avevamo mai avuto l'onore di sentire i richiami risuonare nelle aziende
faunistico venatorie».
Il Wwf racconta anche un retroscena del sottobosco di collusioni e omertà
interessata che alimenta una certa attività venatoria nel Delta. «A
Boccasette le cosiddette vedette, per scoprire la presenza di vigili
nottetempo appostatisi sullo scanno, hanno inventato un ingegnoso quanto
ingenuo sistema. Sul ponte tra la terraferma e la lingua di sabbia hanno
posizionato di traverso un filo di lana e, dal lato del mare, hanno spianato
ben bene la sabbia. La rottura del filo ed eventuali orme sulla sabbia,
sarebbero stati i segnali del passaggio di qualche controllo. Sono stati
intercettati anche cacciatori che hanno sparato dalla barca - una pratica
vietata - su anatre ferite che tentavano l'ultima disperata fuga dai pallini
delle doppiette». Insomma, quasi un film. Che adesso conoscerà tutta
l'Italia.
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COMMERCIO
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ANIMALI: SEQUESTRATE 1000 TESTUGGINI PROTETTE A SALERNO
L’operazione “Testudo libera” ha portato alla denuncia di due trafficanti
napoletani
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5879
7 novembre 2007- Circa mille testuggini (Testudo graeca) sono state
rinvenute nel porto di Salerno dal servizio Cites del Corpo forestale dello
Stato di Napoli. Le testuggini erano state accuratamente nascoste da due
trafficanti napoletani nelle loro rispettive automobili. Da tempo tenuti
sotto controllo dal Servizio Cites (specializzato nel contrasto dei commerci
illegali di animali e piante in via di estinzione protetti dalla Convenzione
di Washington), i responsabili si erano imbarcati pochi giorni prima per la
Tunisia, nazione da cui ogni anno provengono clandestinamente migliaia di
testuggini destinate al mercato nero nel nostro Paese. Al loro rientro a
Salerno le autovetture dei trafficanti di Napoli sono state perquisite e
nelle imbottiture dei sedili posteriori sono state trovate le tartarughe,
stipate dentro calze di nylon e sacchi traforati. I due uomini sono stati
denunciati a piede libero per importazione illecita di specie protette,
contrabbando e maltrattamento.
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RANDAGISMO
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ANIMALI: SOTTO SEQUESTRO IL CANILE DI STATTE DOVE 600 CANI VIVONO IN PESSIME
CONDIZIONI IGIENICO-SANITARIE
Segnalati all’Autorità Giudiziaria il legale rappresentante e il gestore
della struttura presunti responsabili di gravi reati ambientali e di
maltrattamento degli animali
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5878
7 novembre 2007 – Lo scorso lunedì gli uomini del Nucleo Investigativo per i
Reati in Danno agli Animali (NIRDA) del Corpo forestale dello Stato, insieme
ad agenti dei Comandi Stazione di Mottola (Taranto) e Taranto, ha effettuato
una verifica a Statte nel canile "Tarentum 2000 srl", che attualmente
detiene in pessime condizioni igienico-sanitarie circa 600 cani di proprietà
pubblica, in convenzione con i Comuni interessati. Sono stati segnalati all’
Autorità Giudiziaria il legale rappresentante e il gestore del canile che è
stato posto sotto sequestro. Nei giorni scorsi, in un’area limitrofa al
canile all'interno del Parco Regionale Terra delle Gravine, era stata
rinvenuta una discarica abusiva con centinaia di carcasse di cani in stato
di avanzata putrefazione, mentre nel bosco circostante all'impianto erano
state trovate una decina di carcasse ancora intatte, anche di cuccioli,
insieme a cumuli di feci, ossa e strati di pellame mummificato. L’area era
stata posta sotto sequestro dagli agenti della Forestale mentre si
attendevano gli esiti delle indagini in corso. Dai controlli attuali,
condotti con l'ausilio di veterinari e di tecnici nominati dal NIRDA, è
emerso che almeno il 45% degli animali del canile presenta sintomi
ascrivibili a leishmaniosi, malattia infettiva dagli esiti fatali se non
curata adeguatamente; alcuni esemplari presentano masse tumorali in varie
parti del corpo, tali da comprometterne seriamente le funzioni vitali e non
sono sottoposti ad alcuna terapia. Quasi tutti i cani maschi non sono stati
sterilizzati, provocando, considerato l'affollamento del canile, frequenti
episodi di aggressione, come testimoniano profonde ferite oltre alle
cicatrici di vecchia data; numerosi quattrozampe sono affetti da zoppia,
presumibilmente a causa del pavimento dei box costituito da terreno
sconnesso e pietre affioranti; diffuse sono le dermatiti dovute alla
mancanza di cure del pelo degli animali e alle parassitosi; infine
all'interno dei box non sono state rinvenute ciotole idonee per
l'alimentazione, né recipienti sufficienti all'abbeverata. Anche la
struttura del canile ha evidenziato caratteristiche non compatibili con la
buona cura degli animali, in quanto costituita da materiali fatiscenti (reti
vetuste, con punte acuminate pericolose per l'incolumità degli animali,
magazzino del cibo infestato dai topi, mancanza di ripari per i cani che in
tal modo rimangono esposti alle intemperie). Infine è risultato che il
canile non dispone del direttore sanitario per la prevenzione e la cura
delle patologie né di adeguate strutture infermieristiche e non sono stati
trovati farmaci per la cura degli animali. Il personale forestale ha quindi
provveduto a porre sotto sequestro il canile e i cani in esso detenuti,
affidandone la custodia, in quanto responsabili per legge, ai Sindaci
proprietari degli animali e alla ASL competente per quanto riguarda la
vigilanza sanitaria. La gestione degli animali, al fine di migliorare subito
le loro condizioni di mantenimento, è stata affidata a una associazione
zoofila a livello nazionale, particolarmente attiva nella zona. I reati
ipotizzati al momento sono: uccisione di animali e loro maltrattamento;
detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura;
gestione di discarica non autorizzata e smaltimento illegale di rifiuti ad
alto rischio costituiti da sottoprodotti di origine animale, ma gli
operatori stanno lavorando anche su altre ipotesi di condotte criminose,
riguardanti reati contro la pubblica amministrazione.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it