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Nuovi rivoluzionari sviluppi nei test di tossicità



Title: Nuovi rivoluzionari sviluppi nei test di tossicità


COMUNICATO 12/11/07

Notizia annunciata da Jeremy Rifkin su “l’Espresso” oggi in edicola (datato 15/11/07):

Nuovi rivoluzionari sviluppi nei test di tossicità



Secondo il Rapporto “Toxicity testing in the 21st Century: a vision and a strategy” del NRC, Consiglio Nazionale delle Ricerche della Academy of Sciences statunitense (presentato a giugno ’07, ma tenuto fino ad oggi segreto), nuovi rivoluzionari sviluppi - in campi di ricerca quali la tossicogenomica, la bioinformatica, i sistemi biologici, l’epigenetica e la tossicologia computazionale - investono tutti i test di tossicità.
 
Questi test hanno un’importanza straordinaria al giorno d’oggi, a causa della valutazione, sempre più necessaria, dell’impatto che hanno migliaia di prodotti chimici industriali sulla salute e sull’ambiente (vedi Regolamento europeo REACH, entrato in attuazione il 1° giugno di quest’anno).
 
Il progresso in queste branche della scienza, dice il Rapporto del NRC, porterà ad usare “principalmente metodi in vitro capaci di valutare i cambiamenti dei processi biologici, grazie all’impiego di cellule, o linee cellulari, principalmente di origine umana”.
 
I benefici, riferisce Jeremy Rifkin, sono numerosi. I laboratori possono iniziare a ridurre gli opinabili test che effettuano su milioni di animali, e al contempo sviluppare valutazioni molto più accurate e rigorose circa i rischi e i pericoli che le sostanze chimiche rappresentano (ad esse è dovuto un costante aumento di tumori, malformazioni, malattie neurodegenerative, disordini del sistema endocrino, riproduttivo, ecc, ecc), con enorme riduzione anche dei costi e dei tempi.
 
Negli ultimi anni un numero crescente di scienziati ha espresso dubbi sempre più forti sul valore di un metodo che, per valutare i danni di una sostanza negli esseri umani, prevede che ne siano iniettate dosi massicce nel corpo di animali da laboratorio.
Secondo il Rapporto del NRC “i test attuali forniscono poche informazioni sui meccanismi di azione, cruciali per comprendere le differenze tra le specie”.

Dice anche Rifkin: “Da anni le associazioni e leghe antivivisezioniste sostengono questa tesi e vengono schernite da enti scientifici, associazioni mediche e lobby industriali… ma ora l’establishment scientifico è arrivato alla stessa conclusione: le prove di tossicità eseguite su animali sono da considerare scienza di cattiva qualità e dalla loro sostituzione dipende la salvezza di molte vite umane”.

Inoltre, prosegue il famoso economista statunitense, presidente della Foundation on Economic Trends, “se il progetto europeo REACH (contro l’inquinamento chimico) deve rappresentare un modello per il resto del mondo, allora deve gradualmente fare proprie le nuove tecnologie di sperimentazione. In caso contrario, rischia di diventare costoso e inefficace, senza alcun impatto benefico”.
 
Il Comitato Scientifico EQUIVITA gioisce nel veder sorgere una
nuova epoca storica, nel vedere che infine i principi per i quali i suoi aderenti hanno sempre lottato iniziano a vincere l’ostilità di chi ha difeso, fino ad oggi (per ragioni di ignoranza o di interesse) la validità scientifica della sperimentazione animale.
 
Ufficio Stampa
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