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NEWS: Giornali Internet 13/11/07



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CACCIA
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CACCIA: GRECIA; SOSPESA OVUNQUE DOPO INCENDI ESTIVI
http://www.ansa.it
(ANSA) - ATENE, 10 NOV - Il Consiglio di Stato ellenico, la piu' alta corte
amministrativa greca, ha ordinato oggi la sospensione dell'inizio della
stagione venatoria in tutta la Grecia dopo la richiesta di una Ong locale di
adottare misure per la protezione della fauna sul territorio dopo i
devastanti incendi della scorsa estate.
La quinta sezione del Consiglio di Stato ha sospeso la decisione del
ministro dell'Agricoltura - con la quale era sta consentita la caccia in
Grecia dal 20 agosto al 29 febbraio del 2008 in alcune regioni del Paese -
provocando come c'era da attendersi le dure reazioni dei numerosi cacciatori
greci, ovvero poco meno di 300 mila doppiette registrate su 11 milioni di
abitanti.
La 'Societa' animalista ed ecologica della Grecia' aveva presentato ricorso
chiedendo l'annullamento di tale decisione, ricorso che sara' esaminato dal
Consiglio di Stato in via definitiva il prossimo 21 novembre. I giudici del
Consiglio di Stato hanno accettato il ricorso della societa' animalista,
sostenendo che per la protezione dell'ambiente e dell'ecosistema non e'
sufficiente il divieto di caccia soltanto in alcune zone del Paese deciso
dopo gli incendi estivi. La decisione del ministro, e' sottolineato nel
verdetto, 'non si basa su particolari studi che prendono in esame le
conseguenze delle catastrofi provocate dagli incendi all'equilibrio
biologico delle specie della fauna selvatica'. In base all'articolo 24 della
Costituzione concludono i giudici lo Stato ha l'obbligo di adottare misure a
protezione dell'ambiente, cosi' come della fauna selvatica nella sua
varieta' '. (ANSA).
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Cacciatore spara all’anatra ma colpisce al volto l’amico
http://www.corrieredinovara.it/cdn/interface.jsp?fun=c_b&myid=10618&cat=2&u_
cat=0
Novara - Spara all’anatra, ma colpisce l’amico che era con lui a caccia. Che
rischia di perdere un occhio.E’ successo sabato nelle campagne di
Casalbeltrame, protagonisti due residenti a Gravellona Toce che avevano
raggiunto la Bassa appunto per una battuta di caccia.
A sparare un pensionato 56enne con un fucile calibro 12, che fa la
 “classica” rosa di pallini. Avrebbe messo nel mirino una anatra, ma per
cause al vaglio dei Carabinieri, che stanno compiendo accertamenti per
ricostruire con precisione l’accaduto, avrebbe colpito l’amico, anche lui
pensionato, di 57 anni, che si trovava nei paraggi. Per fortuna è stato
raggiunto soltanto da alcuni pallini (la “rosa” si allarga allontanandosi
dal fucile), che gli hanno procurato lesioni al capo.(...)
p.v.
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Val Daone: i soccorsi allertati dall'amico
Cacciatore scivola e si ferisce alla gamba
http://www.ladige.it/giornale_online/giornale_articolo.php?id_pagina=34602&p
agina=27&versione=testuale&zoom=&id_articolo=178672
Infortunio durante una battuta di caccia, ieri mattina, in val Daone.
Armando Corradi era salito oltre quota 2 mila metri, su per la val Daone, a
caccia di camosci. Improvvisamente però, deve aver perso l'equilibrio
mettendo il piede su una pietra che lo ha fatto scivolare. Fortunatamente
ieri durante l'escursione si trovava in compagnia dell'amico, Odorizio
Ghezzi, perché il trauma alla gamba che si è procurato cadendo lo
impossibilitava a muoversi. È stato dunque l'amico cacciatore ad allartare i
soccorsi che verso le 11 di ieri mattina hanno fatto intervenire
l'elisoccorso del Trentino. Armando Corradi, l'infortunato, ha 45 anni ed
era già rimasto vittima di un infortunio due anni fa. Si era ferito durante
la fiera di santa Lucia, mentre lavorava dietro al banco «ambulante» dei
polli arrosto: l'uomo, che in quel momento era assieme alla figlia ed alla
suocera, venne investito in pieno dalle fiamme sprigionatesi dopo una fuga
di gas dalle bombole che alimentano il girarrosto del camion attrezzato con
grill. L'uomo successivamente aveva cambiato lavoro: ora gestisce un bar a
Condino.
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Terrore a San Polo. Panico nel weekend tra le Grave del Piave e via Guizza,
danneggiati anche i vigneti. Settanta segnalazioni alle forze dell’ordine
Impallinati dai cacciatori: due feriti
Zio e nipote colpiti mentre stavano lavorando nella propria abitazione
http://tribunatreviso.repubblica.it/
SAN POLO DI PIAVE. Sparatorie a pochi passi dalle abitazioni, due persone
leggermente ferite e piante polverizzate dai pallini dei cacciatori. Non è
uno scenario di guerra, ma la situazione che sabato scorso hanno vissuto i
residenti della zona sud-ovest del paese, tra le grave del Piave e la
Guizza, dove le segnalazioni alla guardia provinciale e alle forze dell’
ordine sono state una settantina.
 Segnalazioni che riguardavano violazioni della proprietà privata e atti di
vandalismo nei confronti di colture e piante. Insomma, campi devastati ed
echi di spari per un pomeriggio intero nella zona tra via Cornadella e la
Guizza con i residenti nelle case di campagna costretti a barricarsi in casa
per non rischiare di diventare bersaglio mobile di qualche scalmanato che
imbraccia un fucile a caccia di lepri e volatili. A raccontare il terrore è
Vendrame Facchin, professionista che vive in via Francolin. «E’ stata una
situazione indescrivibile - racconta - ci sono state sparatorie in mezzo ai
campi e interventi violenti in tutto il territorio. Per sparare ad un
fagiano nei pressi di casa nostra, un pallino ha polverizzato i tralci di
vite, a pochi passi da dove gioca di solito mia nipote di 7 anni. Ma non
basta. Mio figlio e mio fratello che stavano lavorando intorno a casa sono
stati raggiunti e leggermente feriti da un paio di pallini sparati da due
cacciatori che si erano avvicinati parecchio alle abitazioni. Non sono
andati al pronto soccorso, ma abbiamo chiamato carabinieri e guardacaccia
provinciale per segnalare l’accaduto e chiedere maggiore tutela».
 Proprio quando sono arrivate le forze dell’ordine la famiglia si è resa
conto che la situazione non riguardava solo la propria via, ma un’ampia zona
del paese. Del resto i rumori degli spari riecheggiavano chiari e forti nel
silenzio della campagna lungo il Piave. «La guardia provinciale sabato
intorno alle 19.30 ci ha detto che aveva già fatto una settantina di
verbali - continua il signor Facchin - abbiamo sentito anche altri abitanti
della zona che ci hanno confermato che si è trattato di una vera e propria
invasione. Bisognava esserci per potersi rendere conto di quanta barbarie c’
era in quelle persone, spesso molto giovani, con il fucile in mano». Sotto
accusa le nuove regole poste a livello regionale con la definizione di
corridoi di caccia, motivo che induce molti cacciatori a comportarsi più da
predatori che cheda appassionati dello sport venatorio. «Ho visto gente che
per sparare ad un passero si è spinta nei giardini delle abitazioni,
mettendo a repentaglio l’incolumità delle persone - continua Vendrame
Facchin - l’assessore regionale Elena Donazzan dovrebbe mettersi una mano
sulla coscienza e pensare alle scelte fatte. La caccia va gestita in un’
altra maniera. La tutela della persona penso sia superiore a qualsiasi altro
criterio nelle scelte politiche. Non vogliamo più trovarci costretti a
vedere scene come quelle dello scorso fine settimana. La gente che vive nei
famosi corridoi sabato e domenica è oramai costretta e chiudersi in casa per
non rischiare di venire impallinata. Non penso sia giusto nei confronti di
chi vive da queste parti. Lanciamo l’avvertimento ora, sperando che non ci
si trovi come al solito a dover cambiare solo quando succede una tragedia».
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La condanna della Lac: è il terzo incidente nella Marca
«Queste leggi sono inadeguate Le sanzioni vanno inasprite»
http://tribunatreviso.repubblica.it/
SAN POLO DI PIAVE. Sono già due gli incidenti di caccia accaduti nella Marca
dall’inizio della stagione venatoria. A denunciarlo la Lac, associazione che
è stata informata su quanto accaduto sabato nelle campagne di San Polo. La
Lac ha preso ancora una volta posizione dopo la sparatoria di domenica
quando, durante una battuta di caccia alla lepre a Farra di Soligo, è
rimasto ferito un cacciatore quarantenne. «Si tratta dell’ennesimo di una
lunga serie di incidenti che da anni si verificano nelle nostre campagne e
colline - dicono i responsabili dell’associazione per l’abolizione della
caccia - quest’anno il 16 settembre, giorno dell’apertura della caccia, a
Fossalunga un cacciatore aveva impallinato, fuggendo subito a gambe levate,
l’auto transitante lungo la trafficatissima strada regionale castellana, di
un locale consigliere comunale, per ironia della sorte è un cacciatore, che
viaggiava con la moglie e l’anziano padre. A fine ottobre è stato invece un
ciclista di Conegliano a rischiare di essere impallinato durante un’
escursione sulle colline di Susegana, sfiorato da due fucilate».
Dall’inizio della stagione in Italia si sono già verificati 94 incidenti con
64 feriti e ben 34 morti. «Le attuali leggi sulla caccia sono ormai
inadeguate e sorpassate per una società moderna e per le nostre campagne
fortemente urbanizzate - commenta Andrea Zanoni presidente della Lac
Veneto - bisognerebbe bloccare subito la caccia e far rifare seri esami a
tutti i cacciatori. Sono troppi i morti e i feriti, ma non c’è da stupirsene
viste le condizioni in cui si caccia con un altissimo numero di cacciatori
che esercita la propria attività violenta e pericolosa in un territorio tra
i più densamente popolati al mondo. Bisogna poi inasprire le sanzioni per
chi spara vicino a case e strade, prevedendo il ritiro della licenza e
aumentando la vigilanza venatoria». (b.b.)
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Cacciatori mettonosotto tiro una villetta
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=604013&IDCate
goria=595
A CARROSIO
Carrosio. Piero Odino non ha ancora presentato denuncia, ma lo farà presto
per i fatti che ha subito in quest'ultimo mese. L'uomo, che abita a Genova,
ma possiede una seconda casa a Carrosio, dove trascorre come molti altri
liguri il fine settimana, si è visto "bersaglio" dei cacciatori.
Il fatto più grave accade il 6 ottobre scorso quando poco prima delle sette
del mattino, mentre è ancora a dormire, Piero Odino e la moglie vengono
svegliati da un gran rumore. E solo più tardi di si rendono conto che la
persiana della stanza ed una parte del muro è stata centrato da una rosa di
pallini partiti da un fucile da caccia. Odino avverte le autorità
competenti, forestale e carabinieri di Voltaggio, quest'ultimi si recano
anche sul posto per un primo sopralluogo.
Il secondo fatto, che spinge l'uomo a scrivere una lettera aperta al
sindaco, si verifica la scorsa settimana. La figlia, infatti, durante una
passeggiata, mentre si trova nei pressi della propria casa, si trova
all'improvviso davanti un cacciatore con il fucile imbracciato. Il bersaglio
doveva essere un fagiano che si trovava a poca distanza dalla ragazza. «E'
una situazione ormai diventata insostenibile» afferma Piero Odino, la cui
abitazione si trova in località Borghi nei pressi della Pineta di Carrosio.
Si tratta di una zona immersa nei boschi, dove si trovano numerose
abitazioni per lo più abitate solo nei fine settimana o nella stagione
estiva.
Così attraverso una lettera aperta l'uomo ora chiede che ad intervenire sia
anche il sindaco, Valerio Cassano. «Tra i punti del programma del sindaco
era presente anche un programma di video sorveglianza e chiedo quindi che il
sindaco mantenga fede alle promesse fatte e che collabori con le autorità
territoriali segnalando alle stesse comportamenti o situazioni non in linea
con le vigenti normative», è la richiesta di Odino.
Da parte sua il sindaco Cassano afferma che esiste una norma precisa che
vieta la caccia in prossimità di strade ed abitazioni e che per queste
violazioni sono competenti altre autorità. «Noi in ogni caso collaboreremo
con le autorità per quanto sono le nostre competenze. Per quanto riguarda la
video-sorveglianza sarà attuata non appena verrà sciolto il nodo dell'adsl,
che non è ancora presente a Carrosio»
Angela Agostino
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Sparavano nella Riserva:
denunciati 2 bracconieri
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20071113&ediz=05_LATINA&npag=39&fil
e=J_2096.xml&type=STANDARD
Approfittavano delle giornate feriali per andare a caccia all'interno di
un'area ricadente all'interno della Riserva del Litorale Romano, suscitando
preoccupazione da parte degli abitanti della zona, in quanto i bracconieri
cacciavano anche nelle immediate vicinanze di una scuola elementare e
pertanto i cittadini stessi hanno chiamato il numero d'emergenza ambientale
1515 del Corpo Forestale dello Stato e inviato esposti al Comando di Ostia.
Nella tarda mattinata di ieri, il personale del Corpo Forestale dello Stato
del Comando di Ostia, appartenente al Comando Provinciale di Roma, durante
un servizio mirato al controllo caccia in località “Coccia di Morto”, a
Fiumicino, nei pressi di abitazioni e scuole, effettuava sequestri di fucili
da caccia, attrezzatura per il richiamo di fauna e selvaggina di varie
specie, nonché procedeva alla denuncia-segnalazione di due persone
all'Autorità Giudiziaria, per porto abusivo di arma da fuoco all'interno
della Riserva e caccia con materiale non consentito.
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OPERAZIONE ANTIBRACCONAGGIO
Un picchio rosso e due caprioli abbattuti, quattro denunce
Cacciavano con mezzi non consentiti, tra cui richiami, registratori e fucili
caricati con più colpi rispetto a quelli permessi dalla legge. Trovato anche
un rapace ferito, la Provincia si costituirà parte civile
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/pesaro/2007/11/13/46934-picchio_ross
o_caprioli_abbattuti_quattro_denunce.shtml
Pesaro, 13 novembre 2007 - Esercitavano la caccia con mezzi non consentiti,
tra cui richiami, registratori e fucili caricati con più colpi rispetto a
quelli consentiti dalla legge. Per questo, tre persone sono state denunciate
all’autorità giudiziaria dalla polizia provinciale, guidata dal comandante
Daniele Gattoni, nell’ambito di un’operazione antibracconaggio portata
avanti negli ultimi giorni.
Gli uomini sono stati fermati ad Acquaviva di Cagli dagli agenti
provinciali, che hanno provveduto a sequestrare i mezzi illeciti. Nell’
ambito della stessa operazione, un altro uomo residente nella zona è stato
denunciato per l’uccisione di una specie protetta (picchio rosso maggiore)
dopo essere stato colto in flagranza di reato: si è quindi provveduto al
sequestro del fucile e del volatile abbattuto.
Sempre la polizia provinciale, nel fermare un fuoristrada a Montesanto di
Urbania, ha rinvenuto al suo interno due caprioli uccisi: agli occupanti del
mezzo sono state applicate soltanto sanzioni amministrative “per essersi
impossessati degli animali senza autorizzazione”, mentre non è stata
applicata alcuna sanzione penale poiché non è stato possibile accertare se i
caprioli siano stati abbattuti dalle medesime persone o soltanto trovati
morti e caricati nell’autovettura.
Infine, gli agenti hanno rinvenuto a Ca’ Pezzolo di Borgo Pace un rapace
diurno ferito, della specie “astore”, che è stato immediatamente affidato
alle cure veterinarie: in questo caso è scattata la denuncia contro ignoti.
In tutte le operazioni l’amministrazione provinciale si costituirà parte
civile per la richiesta di risarcimento danni.
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ARSIÈ Un uomo di 47 anni aveva già catturato cinque esemplari di uccelli
vietati all’interno della riserva di cui non era socio: 1000 euro di multa e
fucile sequestrato
A caccia di fringuelli con la carabina proibita
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3575340&Pagina=FELTRE
I forestali di Fonzaso hanno sorpreso un appassionato con un’arma irregolare
e la licenza con tasse e assicurazione da pagare
Arsiè
Fucile sequestrato e sanzione da mille euro per un cacciatore vicentino,
fermato sabato scorso in località Col del Gallo, in comune di Arsiè.
D.T., 47 anni, proprietario di una casera in zona arsedese, è stato trovato
mentre non solo cacciava specie di uccelli proibite, ma utilizzava anche la
carabina di calibro non consentito dalla legge per l'attività venatoria e
con la licenza non in regola con tasse governative e assicurazione.
Nell'ambito di una serie di controlli sul territorio, gli agenti della
forestale della stazione di Fonzaso, sabato scorso, hanno colto in flagranza
di reato il quarantasettenne, residente a San nazario (Vicenza). I forestali
non hanno esitato a procedere quindi al sequestro dell'arma da fuoco con cui
il cacciatore aveva appena ucciso cinque esemplari di fringillidi (pepole e
fringuelli), attività che gli è costata una sanzione amministrativa di mille
euro (sarebbe stato reato penale se gli esemplari fossero stati più di
cinque).
Non solo, un controllo dei documenti in suo possesso hanno fatto emergere
che stava cacciando in zona della riserva di Arsiè senza esserne socio
regolare.
L'uomo, inoltre, era sprovvisto di assicurazione e non aveva pagato le tasse
previste da Stato e Regione per il tipo di attività che stava effettuando,
pur avendo licenza di caccia.
L'attività della forestale di Fonzaso in questo periodo è particolarmente
intensa e volta a tutelare la fauna e il territorio del Feltrino orientale.
La perlustrazioni sono mirate a individuare, identificare e punire chi
caccia senza averne titolo e chi approfitta delle licenze per uccidere
specie non consentite dalla legge, anche con metodi ritenuti illegali. Anna
Valerio
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REGIONE LIGURIA, BOCCIATA L' URGENZA SULLA CACCIA
http://www.ligurianotizie.it/news.php?news_id=29723
GENOVA. 13 NOV. In merito alla bocciatura della dichiarazione di urgenza sul
prelievo venatorio in deroga per lo storno (vedi comunicato 252) sono state
rilasciate le seguenti dichiarazioni: Udc: la maggioranza paralizza la
Regione. "Neanche con l'appoggio della minoranza la maggioranza che governa
la Regione riesce ad approvare provvedimenti urgenti". È il commento di
Nicola Abbundo (Udc) a margine della votazione di urgenza, poi respinta dall
’Assemblea, delle due proposte di legge sul prelievo in deroga dello storno
presentate rispettivamente da Moreno Veschi (L'Ulivo) e Francesco Bruzzone
(Lega Nord). "La proposta di legge sulla caccia allo storno, dannoso per
l'agricoltura e in particolare per l'olivicoltura, non sarà votata. La
maggioranza non si è fatta trovare e fa specie che proprio un cacciatore
come Paladini non fosse presente in aula al momento del voto". E il collega
Matteo Marcenaro ha rimarcato: "La maggioranza non riesce comunque ad
approvare nessun tipo di provvedimento. Ancora una volta, oggi, una
componente di sinistra si è messa di traverso. Al di là della pace formale,
resta una paralisi generale dell’Ente". Moreno Veschi (L'Ulivo): un fatto
grave. Moreno Veschi, vicepresidente del gruppo L'Ulivo, su prelievo
venatorio allo storno ha dichiarato: "Considero molto grave che nella seduta
odierna del consiglio regionale non sia passata l'urgenza sia sulla proposta
di legge, di cui io sono primo firmatario, sia su quella presentata dai
consiglieri del centro-destra. Fatto salvo che alcuni consiglieri hanno
chiesto il congedo per motivi istituzionali o per salute, e dunque erano
giustificati, la mancanza al voto, di consiglieri di maggioranza e di
minoranza, scontato il voto contrario del gruppo Verdi, è un fatto
ingiustificabile in quanto blocca la possibilità di discutere nel merito con
urgenza i provvedimenti, perché siamo già inoltrati nella stagione in cui
sarebbe possibile cacciare lo storno. Se ciò è avvenuto per un problema di
disguido o di ritardo nella presenza in aula, credo che tutti i consiglieri
dovrebbero fare uno sforzo per essere presenti e votare, per questo siamo
stati eletti dai cittadini; se ci sono problemi di dissenso nel merito su
questo o quel punto delle proposte di legge questo non doveva impedire di
dare l'urgenza per poi discutere le leggi, magari proponendo emendamenti
modificativi, ma non ritardando colpevolmente tutto come invece è accaduto".
Morelli, Verdi: due proposte illegittime: "Noi siamo stati contrari all’
urgenza di questi due provvedimenti di deroga alla caccia allo storno perché
continua ad essere una proposta illegittima, troviamo ridicolo e vergognoso
che coloro che sostenevano queste proposte non siano riusciti ad avere il
numero legale per votarle per farle approvare. Questo significa mancanza di
serietà verso i propri elettori. La cosa più vergognosa è stato assistere
alla mancanza del numero legale che avrebbe consentito l'urgenza da parte di
quei consiglieri che sbraitano sempre in difesa della caccia e sono pronti a
'calarsi' tutto per 4 voti dei cacciatori. I Verdi hanno naturalmente votato
contro a queste due proposte di legge e sono risultati determinanti nel far
mancare il quorum di 30 voti a favore perché coerenti con i propri principi
etici che vedono la caccia come una grave azione di depauperamento e
distruzione della biodiversità". Paladini: caccia allo storno in tutta la
Regione. "Presenterò una proposta di legge per autorizzare la caccia allo
storno in tutta la Regione". Lo ha detto polemicamente Giovanni Paladini
(L'Ulivo), dichiarando la propria contrarietà alla proposta di legge di
Moreno Veschi (L'Ulivo) e altri che prevede il prelievo in deroga dello
storno soltanto in alcuni comuni della provincia spezzina. "Non si può
pensare, che la caccia allo storno possa essere autorizzata solo a Spezia e
non è possibile votare l'urgenza su un provvedimento di questo tipo".
Paladini, che era assente al momento della votazione sull’urgenza in aula,
ha ribadito che la caccia allo storno "deve essere aperta in tutte e quattro
le province liguri" e ha lamentato che la maggioranza non abbia trovato in
commissione una soluzione per risolvere in tutta la Liguria il problema
delle deroghe contro il divieto di abbattere gli storni. Orsi (FI): "Ancora
una volta la maggioranza prende per i fondelli i cacciatori". Franco Orsi
(Forza Italia), vicepresidente del Consiglio regionale ed uno dei
sottoscrittori della proposta di legge avanzata dal centrodestra per
consentire il prelievo in deroga dello storno (un'altra proposta è stata
presentata dal centrosinistra ed ha come primo sottoscrittore Veschi), dopo
la mancata approvazione da parte del Consiglio della procedura d'urgenza per
le due leggi, commenta: "Ancora una volta la maggioranza promette e non
mantiene". La procedura d'urgenza necessita del voto favorevole dei tre
quarti dell'assemblea. Questa mattina erano quindi necessari trenta voti.
Per entrambe le proposte di legge non si è raggiunto il numero necessario, a
causa dei due voti contrarti dei Verdi e per assenze al momento del voto.
Orsi rimarca che la mancata procedura d’urgenza di fatto non consentirà più,
almeno per quest’anno, la caccia allo storno: con la procedura ordinaria le
leggi rischiano di essere approvate quando di storni, animali migratori, in
Liguria non ci sarà più traccia.
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NOCIVOSARAITU
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il primo cittadino veterinario lancia l'allarme per l'ecosistema: «abbondano
le marmotte e scarseggiano aquile, immettiamo i rapaci» troppi aironi,
bianchi chiede un piano per abbatterli il sindaco di cassina: «non è specie
autoctona e si ciba delle trote dei nostri torrenti». nel mirino anche le
cornacchie
http://www.laprovinciadilecco.it/online/online.asp?SiglaEdizione=LE&Sezione=
LE_VALSASS&Bassa=si&Pagina=19&IDNotizia=2697778
barzio l'airone cinerino spopola sempre più in valsassina, la cornacchia si
è riprodotta a dismisura e anche le marmotte stanno popolando le alte valli
in modo abnorme. non sarebbe il caso di abbattere gli aironi, uccello non
autoctono, a tutela delle specie ittiche di cui si nutrono, risalendo fino
in val biandino e la valle del varrone? non si potrebbe vietare ai privati
di somministrare cibo ai selvatici, soprattutto alle cornacchie? non sarebbe
il caso di reintrodurre i predatori per compensare i disastri combinati
dall'uomo oppure studiare sistemi di controllo di alcune specie come ad
esempio le marmotte? domande che paolo bianchi, veterinario e sindaco di
cassina, ha rivolto nell'incontro di barzio tra gli amministratori locali e
di villa locatelli, al presidente provinciale virginio brivio, titolare
della delega del settore caccia e pesca, per invitare ad un riflessione sul
tema del rapporto tra uomo e ambiente che ha fatto degenerare gli equilibri
nel contesto montano e richiede ora misure di correzione. «gli aironi -
spiega bianchi - non sono una specie autoctona e si moltiplicano a
dismisura. stranamente si stanno alzando e sono stati visti in val biandino
e val varrone. si dovrebbe pensare a catture o piani di abbattimento per
contenere il numero e mantenere in un determinato habitat quello che c'è. i
pesci ad esempio, che sono invece autoctoni». altro caso è la cornacchia,
che a differenza dell'airone, è specie che ha sempre abitato le nostre valli
ed oggi, a causa della spazzatura che aumenta e del cibo che trova in
abbondanza ha aumentato la sua presenza. «va riportata ad una quantità
giusta e corretta. ci vuole, - afferma bianchi - perché ripulisce tutto, ma
è dannosa anche perché è predatrice dei nidiacei. si dovrebbero reintrodurre
alcuni predatori. penso al corvo imperiale, ad altri rapaci notturni, alla
lince, agli orsi o ai lupi che comunque prima o pio arriveranno. anche al
gipeto che è uno spazzino. si potrebbe studiare un sistema mirato di caccia,
che ritengo comunque un male necessario, perché l'uomo ha combinato tanti
disastri e l'habitat non è più in equilibrio». bianchi ha voluto aprire un
fronte di discussione per mettere sul piatto ragionamenti che potrebbero
andare in direzione anche di recuperare aree abbandonate per alcune specie
che come le pernici ormai non ci sono più. sugli alpeggi ci sono sempre meno
animali mentre iniziano ad aumentare le marmotte che scendono verso il
basso: «sono troppe - continua bianchi - una volta non si vedevano che oltre
il lago di sasso, ora sono scese alla bocca di biandino e non c'erano
nemmeno a bobbio ma solo nella valle dei muli. questo vuol dire che sono
diminuite le aquile che trovavano nelle marmotte il cibo preferito».
cambiando specie animale, è in crescita pure la popolazione degli stambecchi
che tuttavia non gode di ottima salute: «si ammalano di
cheratocongiuntivite - dice il veterinario - non di certo per la presenza
delle pecore o delle capre. tre o quattro anni fa soltanto c'erano più
pecore sui monti ma non si ammalavano. pensiamo anche cosa comporterà
inoltre l'arrivo dei cervi». l'esempio degli aironi e delle cornacchie è
quello più eclatante messo sul tavolo della discussione «che deve arrivare
però a risultati concreti». l'eccessiva presenza degli aironi era già stata
sollevata a fine 2004 dai pescatori della valsassina che avevano lamentato
la strage di pesci nel torrente pioverna, senza però avere riscontri
positivi dall'amministrazione provinciale a cui si erano rivolti
direttamente, ed in seconda battuta con il consigliere di minoranza locale,
giandomenico beri. ora bianchi ha rilanciato il problema all'interno di una
tematica più generale che il presidente brivio ha promesso di affrontare
prossimamente. mario vassena
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la proposta sconcerta l'ambientalista lavelli «per fortuna gli animali non
votano»
http://www.laprovinciadilecco.it/online/online.asp?SiglaEdizione=LE&Sezione=
LE_VALSASS&Bassa=si&Pagina=19&IDNotizia=2697783
lecco (m. vas.) cosa ne pensa sandro lavelli, presidente dell'associazione
naturalistica lombarda dell'idea di abbattere gli aironi? «resto allibito da
quanto ha detto bianchi, persona che comunque stimo. è un modo becero di
ragionare fatto da una persona intelligente, che quindi non accetto. i danni
all'ambiente li stiamo facendo noi». lavelli invita a guardare lungo le
autostrade e per non andar lontano ai bordi della statale 36 «dove il
territorio è stato distrutto e con la spazzatura presente c'è il regno delle
cornacchie. e per fortuna che ci sono. dopo la vicenda delle due aquile
uccise in valsassina, si dovrebbe stare zitti. le marmotte - aggiunge - sono
un veicolo turistico che dovrebbe servire a portare la gente in montagna che
invece è stata conciata come l'hinterland milanese. non possiamo che
aspettarci queste cose». l'airone pesca il pesce, l'alveo dei torrenti è
stato modificato e non ci sono quasi più le cannette e le pozze d'acqua dove
i pesci potevano trovare riparo. «la valsassina è diventata una piana di
capannoni - denuncia lavelli - a servizio dello sviluppo industriale e dei
servizi. doveva vivere di turismo e portare la gente a vedere le aquile
invece che sparargli. è stata distrutta la valle senza fare programmazione:
non tutti hanno la cultura dell'ambiente come c'è in svizzera o in austria».
per fortuna gli animali non votano perché altrimenti, secondo lavelli
«dovrebbero citarci tutti per danni. un esempio? - chiede ? le volpi:
vogliono ammazzarle senza sapere quante ce ne sono. è un modo di
ragionare?».
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CIRCO
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TRIESTE: CIRCO BELLUCCI, DENUNCIATA AI CARABINIERI LA SCOMPARSA DI UN
COCCODRILLO
http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.1550004676
Trieste, 13 nov. (Adnkronos) - La proprietaria del circo acquatico Bellucci
ha denunciato stamattina la scomparsa di un coccodrillo ai carabinieri della
compagnia di via Dell'Istria, a Trieste. Secondo la denuncia, l'animale
sarebbe scomparso ieri dal rione di borgo San Sergio, nei pressi dello
stadio Rocco, dove il circo e' montato.
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CLONAZIONE
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BIOTECNOLOGIE. A realizzare il test mai attuato prima sui primati uno
scienziato d’origine russa
«Clonati in Oregon embrioni di scimmia»
Primo tentativo riuscito con cellule di macaco adulto Gli esperti: «Un altro
passo verso la clonazione umana»
La pecora Dolly primo mammifero «fotocopia»
Dopo l’annuncio di un quotidiano britannico, attesa l’ufficializzazione
sulla autorevole rivista Nature
http://www.larena.it/ultima/oggi/nazionale/Aac.htm
LONDRA
Un vero e proprio «balzo in avanti» verso la clonazione degli esseri
superiori è quello annunciato da un gruppo di biologi dell’Oregon National
Primate Research Centre di Beaverton, negli Stati Uniti, guidati dallo
scienziato d’origine russa Shoukhrat Mitalipov.
Il laboratorio sarebbe riuscito per la prima volta a clonare decine di
embrioni di scimmie adulte, utilizzando un metodo da loro messo a punto. A
darne per primo la notizia è stato il quotidiano britannico The Independent,
in attesa della prossima pubblicazione di un articolo sulla rivista
scientifica Nature. I «cloni» realizzati provengono da cellule da un unico
esemplare di macaco (Macacus Rhesus), di 10 anni.
I macachi sono primati che si possono considerare, sulla scala evolutiva,
«parenti prossimi» dell’uomo. In altre parole, il metodo messo a punto dal
gruppo di Mitalipov non sarebbe che l’anticamera della clonazione umana.
I ricercatori riferiscono di essere stati in grado di estrarre cellule
staminali da alcuni embrioni clonati, e di aver estratto, da essi, cellule
trasformatesi in tessuti cardiaci e nervosi.
È la prima volta che gli scienziati riescono a creare embrioni clonati
vitali da una scimmia adulta. Avrebbero anche provato, senza successo, a
impiantarli nell’utero di macachi femmina. Non sono seguite nascite, ma
occorre ricordare che undici anni fa per clonare la pecora Dolly, il primo
clone di un mammifero adulto nella storia, furono necessari centinaia di
tentativi.
La notizia del conseguimento da parte dei biologi americani era già da tempo
diffusa negli ambienti specializzati. Ora, dopo essere stata menzionata in
un rapporto Onu, è stata confermata da Alan Trouson della Monash University
in Australia, specialista di tecniche di clonazione. Lo stesso Mitalipov, ad
un convegno alcuni mesi fa, anticipò di essere riuscito a ottenere cellule
staminali da embrioni clonati.
Trounson sottolinea che il metodo di Mitalipov costituisce il «salto di
qualità», visto che finora nessuno finora era riuscito a produrre embrioni
di primati da cellule adulte mediante la clonazione. Ora si sa che anche i
primati (e quindi l’uomo) possono essere oggetto di clonazione.
La clonazione riguarda già molti animali da allevamento. Per questo ieri la
Coldiretti, in riferimento ad uno dei temi dell’incontro fra l’Autorità
europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e l’agenzia statunitense Food and
Drug Administration (Fda), ha chiesto adeguate regole per escludere che
latte, formaggi e carne provenienti da animali clonati arrivino
inconsapevolmente nel piatto dei cittadini.
Se la notizia della clonazione di embrioni di scimmia venisse confermata
ufficialmente, lo zoo degli animali clonati si arricchirebbe di un pezzo
pregiato, il più vicino all’uomo: fino a questo momento sono, infatti, stati
replicati pecore, mucche, cavalli, maiali, conigli, topi, gatti e cani, ma
un tentativo è stato fatto perfino con un animale selvaggio come il muflone
della Sardegna.
Il primo mammifero ad essere clonato con successo da una cellula adulta fu
la pecora Dolly. Vide la luce il 5 luglio 1996 ma gli scienziati del Roslin
Institute di Edimburgo, in Scozia, ne annunciarono la nascita solo il 22
febbraio 1997. Sopravvisse fino al 14 febbraio 2003. Di recente è stata
annunciata la clonazione stabile di un maiale per quattro generazioni dal
genetista giapponese Hiroshi Nagashima dell’Università di Tokyo.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
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