[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 14/11/07



======
CACCIA
======
AMBIENTE
Incidente caccia Gabellino Cacciatore ferito durante una battuta al
cinghiale
http://lanazione.quotidiano.net/
UN CACCIATORE è rimasto leggermente ferito nel corso di una battuta al
cinghiale che si è svolta nella zona del Gabellino nei pressi di Prata.
L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio. L’uomo, Doris Sorresina, 70 anni,
abitante a Suvereto, è stato colpito di striscio ad una gamba da una
cartuccia a palla vacante. Sul poso personale del «118» che ha disposto il
ricovero del cacciatore al «Misericordia». Accertamenti dei carabinieri di
Massa.
-----
CACCIATORE DI RICCO' DEL GOLFO DIMENTICA IL FUCILE E SI BECCA UNA DENUNCIA
http://www.ligurianotizie.it/news.php?news_id=29780
LA SPEZIA. 14 NOV. Prima della battuta di caccia si è voluto concedere un
caffè al bar, ma si è dimenticato il fucile fuori del locale. Così il
cacciatore distratto di Riccò del Golfo si ritrova con una denuncia per
omessa custodia di armi. Proprio in quel momento, infatti, stava passando un
uomo della Forestale, non in servizio: è stato lui ad accorgersi della
distrazione e a far scattare i controlli.
-----
IL CASO. A Dueville
Commercio d’uccelli? Rinviato a giudizio
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/E.htm
Avrebbe fatto commercio di tordi bottacci a casa? La procura a questa
domanda risponde in maniera affermativa e ha rinviato a giudizio Walter
Guido, 49 anni, Dueville, via Porto 8, difeso dall’avv. Paolo Mele junior.
Ieri mattina avrebbe dovuto iniziare il processo al quale si è presentata
anche la Lac per costituirsi parte civile con l’avv. Massimo Rizzato.
Tuttavia, il giudice Roberta Resenterra ha rinviato l’udienza perché il pm
Simone Ghirotto ha chiesto la modifica del capo d’imputazione e, pertanto, l
’avv. Mele jr. ha chiesto i termini a difesa.
A condurre l’operazione era stata la polizia provinciale. I fatti risalivano
al giugno di un paio d’anni fa quando gli agenti si erano presentati a casa
di Guido il quale avrebbe detenuto in maniera illegittima dei nidi di tordi
bottacci per poi rivenderli come uccelli da richiamo. Almeno è questa l’
ipotesi per la quale ieri la procura ha chiesto sia formalizzata l’accusa ed
ha chiesto la citazione a giudizio.Walter Guido, per contro, respinge in
maniera decisa le accuse sostenendo di non avere fatto commercio dei tordi e
che l’ipotesi della polizia provinciale, la quale si era recata a casa sua,
è priva di fondamento.
-----
Caccia: l'attività della Polizia Provinciale nel 2007
http://www.modena2000.com/modules.php?name=News&file=article&sid=64717&mode=
thread&order=1
Modena  - Un cacciatore è stato sorpreso dalla Polizia provinciale di Modena
domenica 11 novembre a Castelfranco Emilia mentre cacciava in una zona di
ripopolamento a cattura dove l’attività venatoria è vietata. Per il
cacciatore sono scattati il sequestro del fucile e la denuncia penale. E’
solo l’ultima violazione rilevata dalla Polizia provinciale che dall’inizio
dell’anno ha effettuato 978 controlli sui cacciatori. Le sanzioni in materia
di caccia sono 176 (sono 117 dall’avvio della stagione venatoria il 16
settembre).
Tra le violazioni principali spiccano il mancato rispetto dell’obbligo delle
distanze da immobili, fabbricati e strade, il tesserino regionale di caccia
manomesso o contraffatto, la violazione delle regole per l'esercizio
venatorio da appostamento fisso con i richiami vivi l’impiego di cani
vaganti e senza dovuto controllo del proprietario e la violazione al
calendario venatorio.
«I controlli - sottolinea Alberto Caldana, assessore provinciale all’
Ambiente - sono mirati soprattutto per contrastare particolari violazioni,
riguardanti la sicurezza, come cacciare in vicinanza di case e strade oppure
in aree protette per il contrasto del bracconaggio. L’obiettivo è garantire
un corretto svolgimento dell’attività nel pieno rispetto delle regole
previse».
Dall’inizio del 2007 in materia di caccia le notizie di reato sono state 14
soprattutto per l’esercizio venatorio in zone di divieto (parchi regionali e
zone di ripopolamento e cattura), la caccia con mezzi vietati, in
particolare utilizzo di trappole e la caccia in giornate di silenzio
venatorio.
A proposito delle accuse apparse sulla stampa da parte delle associazioni
ambientaliste sulla presunta illegittimità del calendario venatorio Caldana
sottolinea che «il calendario è legittimo, al pari del Piano faunistico che
è stato prorogato in attesa dell’approvazione del nuovo Piano entro pochi
mesi».
La caccia alla selvaggina stanziale, aperta dal 16 settembre, vede impegnate
oltre otto doppiette fino al 2 dicembre. L’attività di controllo viene
effettuata dai 21 agenti della Polizia provinciale che hanno il compito di
tenere sotto controllo 250 mila ettari di territorio: 160 mila ettari di
superficie cacciabile, 60 mila ettari di aree protette dove è vietata la
caccia a cui si aggiungono le campagne destinate allo sviluppo edilizio e le
aree rurali vicino ai centri abitati dove è vietato cacciare. Al loro lavoro
si aggiungono una ventina di Guardie volontarie provinciali nonché alcuni
nuclei di Gev e le tre guardie venatorie degli Atc.
-----
Via libera alla caccia allo storno
http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=a7.11.14.13.42
Firenze – La caccia allo storno sarà consentita fino al 31 dicembre 2007,
con un limite massimo per ogni cacciatore di venti capi giornalieri e cento
capi complessivi. Il prelievo, esclusivamente da appostamento, non è
consentito nelle superfici boscate. E’ quanto prevede la legge sul prelievo
venatorio in deroga, approvata ieri dal Consiglio regionale. Hanno votato
contro i gruppi Verdi e Sinistra democratica. "Nel solco del provvedimento
dell’anno scorso – ha dichiarato il presidente della commissione
Agricoltura, Marco Remaschi (Pd) - la caccia allo storno viene disciplinata
in un’ottica di rispetto e salvaguardia delle produzioni agricole di qualità
della Toscana e nella considerazione che ci troviamo di fronte ad una specie
in forte proliferazione e tutt’altro che a rischio".
Remaschi, dopo aver sottolineato i molti emendamenti introdotti nella
proposta di legge originaria presentata da Piero Pizzi (FI), ha sottolineato
la necessità che il legislatore nazionale inserisca la specie nell’elenco di
quelle cacciabili. Soddisfatto anche Piero Pizzi, che però ha presentato un
ulteriore emendamento, poi respinto, per utilizzare gli storni da
allevamento come richiami.
Negativo il giudizio di Mario Lupi, capogruppo dei Verdi. "Siamo di fronte d
una scorretta applicazione del regime di deroga – ha detto - che ha già
portato molte Regioni a subire procedure di infrazione da parte dell’Unione
europea, con costi a carico dei cittadini".
"Il passo fondamentale, per evitare di dover ricorrere ogni anno alla
deroga – ha affermato Roberto Benedetti (An) - è l’inserimento dello storno
tra le specie cacciabili". Una valutazione condivisa anche dall’assessore
all’agricoltura Susanna Cenni, che ha assicurato l’impegno della Giunta in
questo senso anche verso il Governo. "Occorre un quadro normativo certo - ha
dichiarato – La legge non fa altro che prolungare di venti giorni quanto già
deciso con una delibera di Giunta".
“E' una legge praticamente identica a quella che la Regione Liguria approvò
un anno fa e che valse il deferimento dell'Italia alla Corte di Giustizia
Europea – dichiara Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna
selvatica della LAV – ora si ripropone lo stesso copione. La Regione
Toscana, con la scusa dei danni all'agricoltura, ha voluto fare un favore
alle frange più estremiste del mondo venatorio, senza rendersi neppure conto
delle gravissime conseguenze, anche di natura economica, che ricadranno su
tutti i cittadini italiani!" La legge appena approvata, contiene numerosi
profili di violazione delle norme europee e nazionali. Ad esempio prevede
l'abbattimento di un numero di storni di ben 5 volte superiore a quello che
la Commissione Europea giudicò “troppo elevato” per la Liguria e che valse
l'incriminazione dell'Italia. Inoltre non prende neppure in considerazione
il ricorso ad altre misure, alternative all'abbattimento, come imposto
invece dalla direttiva europea e dalla legge italiana. Ma l'aspetto più
scandaloso è che la legge, pur dichiarando di voler salvaguardare le
produzioni agricole, non menziona mai i danni che sarebbero stati patiti
dalle coltivazioni che si vorrebbero tutelare. La LAV ha già provveduto a
coinvolgere il Governo nazionale chiedendo di depositare il ricorso per
questione di legittimità costituzionale della legge toscana ammazza-storni,
come già fatto l'anno scorso per la legge ligure. A breve l'associazione
invierà anche una richiesta urgente di intervento del Commissario Europeo
all'Ambiente. "E' inaccettabile che le regioni gestiscano la fauna selvatica
al solo scopo di soddisfare gli appetiti dei cacciatori più estremisti –
conclude Vitturi – la Toscana è solo l'ultima, in ordine di tempo, delle
tante regioni italiane che, con la scusa dei danni prodotti all'agricoltura,
approfittano delle deroghe, al solo scopo di favorire i cacciatori e
consentire loro di abbattere animali protetti in tutta Europa.”
=============
NOCIVOSARAITU
=============
Barzio il presidente della comunità montana risponde alla proposta di
cassina «aironi da abbattere? mi adeguo»
http://www.laprovinciadilecco.it/online/online.asp?SiglaEdizione=LE&Sezione=
LE_VALSASS&Bassa=si&Pagina=25&IDNotizia=2701912
Carlo Molteni
barzio le proposte di paolo bianchi, sindaco-veterinario di cassina, di
pensare a un piano di abbattimento degli aironi cinerini e delle cornacchie
perché sono aumentati a dismisura in valsassina colgono in contropiede il
presidente della comunità montana. «gli aironi - ha spiegato bianchi - non
sono una specie autoctona e si moltiplicano a dismisura. stranamente si
stanno alzando e sono stati visti in val biandino e val varrone. si dovrebbe
pensare a catture o piani di abbattimento per contenere il numero e
mantenere in un determinato habitat quello che c'è. i pesci ad esempio, che
sono invece autoctoni». «sono sorpreso - è la replica di carlo molteni -,
perché nel vedere l'airone associavo l'idea della qualità dell'ambiente che
ritengo ancora elevata. il fatto che si cibano delle trote è vero, però
allora lo stesso fanno pure cigli e svassi. se però lui, che è un esperto
nel campo, afferma che la presenza di queste due specie va limitata in
qualche modo, pur non essendo molto dell'avviso, mi adeguo. soprattutto se
serve a riequilibrare lo squilibrio ambientale che abbiamo causato noi
uomini». bianchi sosteneva, proponendo la riflessione al presidente
provinciale virginio brivio, che l'airone che non è autoctono si sta
diffondendo sempre di più risalendo anche le valli dei nostri torrenti in
cerca di cibo, mentre le cornacchie proliferano perché l'ambiente è sempre
più sporco. «le cornacchie - ricorda molteni - sono i nostri avvoltoi e gli
spaventapasseri sono stati inventati per loro e per i passeri. il fatto di
voler sfoltire caprioli, aironi, cornacchie mi sembra quasi un pretesto come
autorizzazione per aumentare la caccia, anche se può costituire un
deterrente per l'aumento delle specie. si può valutare il problema se va a
beneficio dell'ambiente». la comunità montana si era occupata del caso delle
aquile, soprattutto dopo l'uccisione nel gennaio scorso di un esemplare nel
territorio di primaluna. un evento che fece discutere e non poco,
coinvolgendo non solamente i cacciatori. l'ente aveva preso l'impegno a
riportare una coppia, in sostituzione. in seguito le cose sono andate
diversamente: «ci hanno detto che ci sono altri due gruppi di aquile sulle
grigne, quindi o allargano la loro zona oppure non è possibile riempirla in
modo coercitivo, prendendo una coppia da una parte e trasportandola da
un'altra. quando il maschio sarà cresciuto, sperando non voglia fare il
bamboccione - afferma molteni in conclusione con una battuta -, il vuoto
sarà colmato in modo naturale». mario vassena
===========
ALLEVAMENTO
===========
Aviaria, virus in Gran Bretagna non allarma l’Europa
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20071114&ediz=NAZIONALE&npag=1
4&file=BOX.xml
Londra. È del ceppo H5N1, il più pericoloso per l’uomo, il virus influenzale
che ha colpito un allevamento di tacchini a Norfolk, in Gran Bretagna.
Cinquemila i volatili già abbattuti, grande quanto l’intera contea la zona
di sicurezza. Per il Regno Unito è il quarto caso di epidemia aviaria
registrato quest’anno, il secondo provocato dalla variante più temibile del
virus. L’H5N1, ha finora causato la morte di oltre 200 persone nel mondo a
partire dal 2003. Secondo la virologa dell’Istituto Superiore di Sanità
Isabella Donatelli, la situazione non deve destare allarme: «La presenza di
questo ceppo del virus in Europa non è una cosa nuova - spiega - già dal
2006 ci sono stati dei focolai, ma non c’è da preoccuparsi, perché è un
fenomeno noto e che viene tenuto bene sotto controllo dalle misure che si
adottano in questi casi. Certo, finché il virus circola negli animali la
possibilità teorica di contagio c’è - sottolinea Donatelli - ma è molto
bassa. Qui le precauzioni e le condizioni sono molto diverse dalla Cina».
-----
BAGNOLI IRPINO
Brucellosi in un allevamento: scatta l'allarme
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20071114&ediz=AVELLINO&npag=35
&file=FUMO.xml
PAOLA DE STASIO Bagnoli Irpino. Scoperto un caso di brucellosi in un
allevamento tra Bagnoli e Montella. Il bovino è già stato abbattuto.
Sottoposti, invece, ad analisi altri casi sospetti. Immediatamente sono
scattati i controlli sanitari al caseificio presso il quale l'allevatore
vendeva i suoi prodotti. Sospesa l'autorizzazione a vendere o trasformare
latte proveniente da quell'allevamento fino a che il rischio brucellosi non
sarà azzerato. In questi giorni i carabinieri della compagnia di Montella,
al comando del capitano Saccone, i Nas, ed il servizio veterinario dell'Asl
Av1 hanno effettuato un controllo capillare negli allevamenti dei territori
di Montella e Bagnoli concentrati per lo più sull'altipiano Lacero ed a
Verteglia. Un lavoro di sinergia che ha permesso di effettuare un accurato
monitoraggio su oltre 200 capi di bestiame, sia bovini che ovini.
Considerato il numero degli allevamenti già "visitati" si può esprimere un
giudizio positivo sulla situazione, stando a quanto riferiscono gli enti
preposti ai controlli e le forze dell'ordine la situazione può essere
ritenuta più che soddisfacente da un punto di vista igienico - sanitario,
una garanzia per gli utenti che acquistano prodotti derivati quali latte e
carne. Allo stato attuale - ricordiamo - il caso di brucellosi e qualche
altro sospetto, sono stati trovati in un unico allevamento, si tratterebbe
quindi di un fenomeno isolato. Nei prossimi giorni proseguiranno i controlli
preposti dal comando provinciale dei carabinieri di Avellino negli altri
allevamenti dell'Alta Irpinia. Un monitoraggio costante per la tutela della
salute dei cittadini.
==========
RANDAGISMO
==========
Porto Empedocle, l'area ex Montedison presto libera dai cani
http://www.lasicilia.it/giornale/1411/AG1411/AG/AG04/06.html
Porto Empedocle. Sono rimasti 14 cani in quello che ormai è l'ex canile
provvisorio nell'area ex Montedison.
Passata per concessione ventennale data dal Comune al gruppo Moncada, per
realizzarvi una fabbrica di turbine per le pale eoliche, un palasport e
altre strutture di pubblico interesse, l'area è diventata ovviamente off
limits per tutti gli estranei ai lavori. Lavori iniziati in grande stile, in
questa fase con le prime operazioni di bonifica dei locali abbandonati da
decenni e delle aree a essi limitrofe. Dopo avere sgomberato con cura quasi
200 cani, sistemandoli nei canili del nord Italia, con tanto di
trasferimento delle bestiole in aerei, gli operai di Moncada hanno
provveduto a liberare anche il gattile nato alcuni anni fa su iniziative di
un pensionato del luogo.
Gatti liberati, secondo quanto sottolineato dal gruppo Moncada, senza alcuna
scena di violenza nei confronti dei felini. A rimanere nell'area sono dunque
rimasti solo gli ultimi 14 cani, abbandonati alcune settimane fa da chi non
sapeva cosa farsene. Animali che, in attesa di essere anch'essi trasferiti
come accaduto per gli altri 200 esemplari, una volta effettuate le adeguate
terapie mediche da parte dei funzionari dell'Ausl 1, devono in questo
momento essere alimentati. Essendo la zona vietata a tutti i non addetti ai
lavori, ma con la consapevolezza di non poter far morire di fame le
bestiole, gli operai consentono agli animalisti coordinati da Assuntina Dani
Rametta di entrare muniti di casco da operaio edile, dar da mangiare ai cani
e uscire.
Operazione autorizzata per pochi minuti per non ostacolare il veloce
andamento dei lavori. Una disponibilità che Assuntina Dani Rametta riconosce
al gruppo Moncada sottolineando come «da parte nostra non si sono mai
lanciate accuse a questo imprenditore che tanto ha fatto per risolvere la
situazione. Il tutto evidenziando come gli ultimi cani rimasti - sottolinea
l'animalista - non li abbiamo messi dentro noi, ma alcuni introdottisi nei
giorni scorsi nell'area prima che gli operai chiudessero ogni varco».
Intanto cresce l'attesa del giorno in cui si potrà inaugurare il nuovo
canile, costruito da Moncada, in contrada Fauma.
Francesco Di Mare

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it