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NEWS: Giornali Internet 16/11/07



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CACCIA
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ANIMALI: UCCISO UN LUPO IN PROVINCIA DI PISTOIA
Il reato è avvenuto all’interno di un’area della Riserva Naturale Statale di
Abetone
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5926
Pistoia 16 novembre 2007- Un lupo senza vita è stato trovato dagli agenti
del Corpo forestale dello Stato in località La Secchia (Pistoia) nella
Riserva Naturale Statale di Abetone. Si trattava di una femmina di 8 anni,
morta in seguito a ferite di arma da fuoco. Quattro fori riscontrati tra la
spalla destra e la gola dell’animale non lasciano dubbi sul fatto che si sia
trattato di un atto di bracconaggio. Gli agenti hanno posto sotto sequestro
il corpo dell’animale e coinvolto nelle indagini un biologo esperto come
tecnico ausiliario. L’esame autoptico sarà effettuato nei prossimi giorni
dall’Istituto Zooprofilattico di Firenze. Il lupo è una specie altamente
protetta e nella Riserva Naturale Statale di Abetone la caccia è comunque
sempre vietata. Sono in corso le indagini al fine di risalire ai
responsabili del reato e in futuro verranno intensificati i controlli sul
territorio, in particolare in materia venatoria.
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Uta. Una sofisticata attrezzatura sistemata dalla Lipu nei boschi di Monte
Arcosu
Il “grande fratello” anti bracconaggio
Padre e figlio sorpresi dalle telecamere a catturare tordi
http://www.unionesarda.it
Le reti le avevano probabilmente piazzate loro, tra la macchia e gli alberi
di Monte Arcosu. Muri di nylon capaci di fermare il volo dei tordi e di
tanti altri uccelli migratori che in questo periodo raggiungono la Sardegna
per svernare. E da quelle trappole, padre e figlio, cacciatori di frodo di
54 e 23 anni, entrambi di Uta, hanno raccolto il frutto del loro mestiere da
bracconieri: volatili pregiati finiti ammagliati e destinati a finire in
pentola per diventare tacculas, le costosissime grive così tanto apprezzate
dai buongustai isolani, disposti a spendere anche sessanta euro per otto
uccelli cotti a dovere nell’acqua e nel sale e poi infilati negli spiedini
di mirto.
A inchiodare i due uccellatori sono state le microtelecamere piazzate in
campagna dai volontari della Lipu, l’associazione ambientalista sempre più
decisa contrastare questa pratica illegale in Italia ma anche in Sardegna. I
due uccellatori, ripresi dall’occhio del “Grande fratello”, sono poi stati
denunciati per bracconaggio e maltrattamento di animali dai carabinieri
della Compagnia di Iglesias e dalle stazioni di Uta e Vallermosa. Non solo,
padre e figlio sarebbero stati identificati dalle immagini riprese con le
telecamere grazie agli esami eseguiti dagli specialisti del Ris dell’Arma.
Successivamente i due bracconieri sono stati deferiti alla Procura della
Repubblica. «Operazioni come questa», ha detto Giovanni Malara, responsabile
dei campi antibracconaggio della Lipu in Sardegna, «dimostrano come colpire
l’uccellagione non sia per nulla difficile, basta ci sia la volontà di
farlo».
L’associazione ambientalista, che da anni e in particolare in autunno
promuove in Sardegna la campagna contro l’uso di reti, cavetti e trappole
per la cattura di tordi, storni e volatili, lancia ora una vera proposta per
tentare di fermare quest’attività venatoria illegale, e chiede alla
popolazione sarda di «boicottare il consumo di grive e bloccare il mercato
clandestino de is tacculas, particolarmente fiorente in provincia di
Cagliari». Ma anche la vendita e il consumo delle grive in quei ristoranti
che, in barba alle leggi, continuano ad offrire i prelibati piatti a base di
tordi.
Intanto nei giorni scorsi gli agenti del Corpo forestale e di vigilanza
ambientale di Capoterra hanno bloccato e denunciato all’autorità giudiziaria
un socio di una compagnia di caccia grossa di Uta, A. S. di 58 anni,
sorpreso a bordo di un  fuoristrada in cui aveva custodito due grossi
cinghiali di circa trenta chili ognuno. Gli animali erano stati catturati
con un laccio il sabato pomeriggio a Gutturu Mannu, nella zona di Maistu
Bertu.
Un compendio boschivo, questo, dove la Regione ha intenzione di istituire,
in accordo con le amministrazioni comunali di Pula, Villa San Pietro, Uta,
Assemini, Sarroch, Siliqua e Santadi, un parco naturale a cui sarà collegata
la riserva di Monte Arcosu.
I ranger sospettavano che il cacciatore non sempre rispettasse le regole
trasformandosi da “regolare doppietta” in bracconiere. Così la stazione di
Capoterra ha organizzato una vera e propria trappola bloccando ogni strada
che da Gutturu Mannu porta a valle. Quattro squadre hanno atteso al varco A.
S., fermato con i due cinghiali ancora caldi, evidentemente appena
recuperati dai cavetti d’acciaio in cui erano rimasti intrappolati. L’uomo è
stato denunciato per caccia con uso di mezzi illeciti e esercizio di caccia
in giornate non contemplate nel calendario venatorio.
ANDREA PIRAS
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ANIMALI: DENUNCIATI DUE UOMINI PER DETENZIONE E COMMERCIO DI FAUNA SELVATICA
PROTETTA NEL VICENTINO
Le specie di avifauna poste sotto sequestro erano destinate a diventare
portate gastronomiche in un ristorante locale
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5927
16 novembre 2007- I controlli sull’attività di caccia effettuati dal
personale del Nipaf (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale)
del Comando Provinciale di Vicenza, insieme al Coordinamento Distrettuale di
Asiago hanno portato alla denuncia di diversi soggetti. Un uomo è stato
denunciato a Malo, in provincia di Vicenza, per la vendita di uccelli senza
le autorizzazioni necessarie; a Tezze di Brenta (Vicenza) un cacciatore è
stato, invece, querelato per omessa custodia delle armi. In una trattoria di
Grancona (Vicenza) il Corpo forestale dello Stato, insieme al Servizio di
Igiene degli Alimenti, ha posto sotto sequestro alcuni uccelli cucinati
appartenenti a specie non cacciabili. Il proprietario del locale è stato
sanzionato per detenzione illecita di fringillidi.
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Caccia riaperta, già da sabato
Duemila «doppiette» erano sul piede di guerra
http://www.eco.bg.it/EcoOnLine/CRONACA/2007/11/16_Caccia2.shtml
I cacciatori bergamaschi possono tornare a imbracciare le loro doppiette e,
già da domani, rientrare in azione. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto
il ricorso della Provincia di Bergamo, sospendendo l'ordinanza del Tar che
venerdì scorso aveva congelato il Piano faunistico provinciale, bloccando di
fatto l'attività venatoria. La giunta provinciale, riunitasi nella giornata
di sabato, aveva immediatamente predisposto il ricorso al Consiglio di
Stato, che oggi ha risposto con un decreto immediato accogliendo le
motivazioni di via Tasso.
Da domani quindi tutto torna alla normalità, anche se il 27 novembre è
previsto un altro passaggio importante: in quella data la decisione presa
per decreto dovrà essere confermata definitivamente dal Consiglio di Stato.
Nel qual caso tutto sarà rinviato a gennaio, quando sono previste le udienze
di merito del Tar.
Soddisfazione per la decisione, a nome delle migliaia di cacciatori orobici,
è stata espressa dal presidente di Federcaccia, Piero Moioli. Soddisfatto
anche il presidente della Provincia, Valerio Bettoni, che ha colto
l'occasione per rispedire al mittente le accuse di chi, secondo lui, ha
cercato di strumentalizzare la vicenda per attaccare la Provincia.
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Cacciare in questa maniera ormai è diventato avvilente
http://edicola.ilcittadino.it/edicola/Articoli/2007/11/16/aa-StoryA-018.asp?
Data=16/11/2007&Pagina=31
A militare quando mancava un mese circa al termine della leva si urlava: “Le
finida”. Si può dire altrettanto della caccia, infatti dopo un mese dall’
apertura i cacciatori hanno fatto, come ogni anno, strage di selvaggina. Ha
inizio la caccia degradante, umiliante intorno alle aziende faunistiche
venatorie, alle zone di riproduzione e cattura, alle zone di rifugio
sperando che un selvatico sia uscito dai confini, un continuo andarivieni,
si formano sentieri accessibili con scarpe di ginnastica. I cani non sanno
leggere i cartelli, entrano ed escono dai confini, il cacciatore è lì in
attesa e pensa al fagiano già nella pignatta. Quando il girotondo non dà più
risultati positivi ha inizio la caccia a pagamento esagerato, iperbolico. È
vergognosa la caccia d’appostamento sia temporaneo che fisso che attirano
con richiami vivi i loro simili di passo che anziché trovare una sosta
idonea vengono uccisi dalle fucilate dei cacciatori mimetizzati.Un
cacciatore che possiede un breton non più abile alla ricerca di selvaggina
mi riferisce che in una ex riserva in campagna di un amico possessore di un
pointer che ha fermato e gattonato e ha fatto involare due fagiani che ha
abbattuto con due fucilate. Il suo entusiasmo si è spento quando li ha avuti
nelle mani. Avevano i piedi completamente ricoperti di feci, sembravano
fagiani con gli stivaletti. “Le finida, basta ale l’ultim an, l’an che ven
vo pù”.Tarcisio Papetti
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COMMERCIO
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ZAMPE D'ELEFANTE VERE IN VETRINA MILANO, POLEMICHE E VIA
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2688103.htm
l?ref=hpsbdx
Due vere zampe di elefante, mozzate e svuotate per essere trasformate in due
portabottiglie esposte in uno storico negozio d'abbigliamento di lusso di
una centrale via di Milano, sono state rimosse grazie all'intervento del
Garante comunale per la Tutela degli Animali su richiesta della LAV. Pochi
giorni fa la LAV aveva ricevuto la segnalazione, documentata da fotografie,
dei due trofei di caccia esposti nel negozio come oggetti d'arredo. Da qui
la segnalazione al Garante Tutela Animali di Milano che, tempestivamente, e'
intervenuto ottenendo dal negoziante la rimozione immediata delle due zampe,
senza la necessita' di ricorrere ad altre misure o di coinvolgere forze
istituzionali. "L'esposizione di trofei di caccia non e' purtroppo ancora
vietata in Italia ma citta' come Milano si sono impegnate, a cominciare dal
Regolamento Tutela Animali, a garantire norme minime a tutela degli
animali - dichiara Giacomo Ferrara, responsabile LAV Milano - Allo sconcerto
per il cattivo gusto di esporre resti di animali tanto raccapriccianti, si
associa la consolazione per la diffusa sensibilita' che non vuole vedere
animali uccisi, sezionati e degradati a oggetti da esposizione".

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it