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NEWS: Giornali Internet 21/11/07



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CACCIA
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Saverino: «E ora ci vuole un blitz»
Cacciatore ucciso, spunta l'ipotesi dell'agguato nel bosco
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=606104&IDCate
goria=593
MAURIZIO CIONI è stato ucciso sabato pomeriggio fra le 14 e le 15 da una
pallottola utilizzata per la caccia al cinghiale. Il proiettile, calibro 12,
sparato da una cinquantina di metri di distanza lo ha raggiunto al petto,
gli ha lacerato il cuore e il polmone sinistro, ha preso la vena aorta ed
infine, prima di uscire dalla schiena, gli ha spaccato una vertebra. Non
dovrebbe essere morto subito, Maurizio, ma l'agonia è durata un minuto.
Sessanta lunghissimi secondi. Un'eternità, quando si è feriti a morte.
È quanto è emerso ieri pomeriggio durante l'autopsia, eseguita dal patologo
Maurizio Ratti, sul corpo del magazziniere di 49 anni. Il dato più
importante dell'autopsia è proprio l'orario della morte - individuata con
esattezza perchè i cibi mangiati a pranzo non erano stati ancora digeriti -
che potrebbe indirizzare le indagini su una pista sinora solo sussurrata:
Maurizio potrebbe essere stato vittima di un agguato. Vediamo perchè.
Il cacciatore era uscito dalla sua casa di campagna, a Tavernelle, alle
13.30 di sabato, come confermato dalla moglie, Clara Maneschi ai
carabinieri. Dal paesino dell'alta Lunigiana, si impiega oltre mezz'ora ad
arrivare a Pallerone. Non solo: per raggiungere il luogo dove Cioni è stato
ritrovato, il bosco sopra il cimitero, ci vogliono altri 20 minuti. In
pratica, stando all'orario della morte accertato dal medico legale, Maurizio
Cioni sarebbe stato ucciso poco dopo essere entrato nella boscaglia.
Qualcuno lo stava aspettando per cacciare assieme oppure per regolare
qualche conto in sospeso? Non solo. Ci sono altre piste. Il magazziniere,
che bene conosceva i boschi di Pallerone, potrebbe essere finito senza
rendersene conto, nel mezzo di un'azione di bracconaggio.
Si tratta solo di ipotesi: l'unica cosa certa è che nella vicenda sono
coinvolti altri cacciatori, non solo quello che ha sparato e ucciso
Maurizio. Bracconieri fuggiti senza un minimo di pietas cristiana e ai quali
stanno dando la caccia i carabinieri di Pontremoli. Che potrebbero aver
stretto il cerchio su tre cacciatori lunigianesi, anche ieri ascoltati a
lungo in caserma. Si tratta di tre persone sulla cinquantina, che vanno a
caccia di frodo nella zona di Pallerone, forse addirittura amici della
vittima.
Non appena si era sparsa la voce che Maurizio Cioni aveva perduto la vita
durante una battuta, sarebbero stati altri cacciatori "regolari", a puntare
il dito contro il terzetto.
«Noi non c'entriamo nulla con quelli là - avrebbero riferito agli
investigatori alcuni capi delle squadre locali per la battuta al cinghiale,
riferendosi ai bracconieri - Tra loro si conoscono bene, cacciano in piccole
squadre da tre, quattro persone al massimo. Indagate tra quella gente, loro
sanno cosa è successo e conoscono bene chi ha sparato».
Una dritta che i carabinieri al comando del capitano Antonio Ciervo, non si
sono lasciati sfuggire. Da quel momento è iniziata un'indagine sui
cacciatori "paralleli" quelli che se ne infischiano dei regolamenti e che,
per mettere in tasca più quattrini, riducono le squadre dei cacciatori al
minimo. E che, soprattutto, sparano quando la caccia è chiusa. Legato alla
caccia al cinghiale, infatti, da anni in Lunigiana vi è un fiorente
business, dal quale sono tagliate fuori le squadre regolari. Quelle che
arrivano sino a 50 persone e che, una volta abbattuto l'ungulato,
organizzano cene e pranzi tra loro senza alcun profitto, ma con la sola
voglia di divertirsi cacciando, nel rispetto delle regole e della sicurezza.
Silva Collecchia
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BRACCONAGGIO: UN DENUNCIATO NELLA SIBARITIDE PER RICHIAMI PROIBITI
L’uomo esercitava tale attività con l’ausilio di un richiamo meccanico a
funzionamento elettromagnetico occultato nella sabbia
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=5943
21 Novembre 2007 – Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato del Comando
Stazione di Castrovillari hanno denunciato per violazione alla legge sulla
caccia una persona di Marano (Napoli) per “uso di richiami non consentito
dalla legge”. Il sessantacinqenne cacciatore campano è stato fermato da una
pattuglia durante un controllo del territorio nel comune di Cassano allo
Ionio e in particolare nella frazione di Sibari, località questa
particolarmente frequentata per l’attività venatoria. L’uomo esercitava tale
attività con l’ausilio di un richiamo meccanico a funzionamento
elettromagnetico occultato nella sabbia. Tali richiami usati in particolare
per la caccia ad alcune specie di volatili presenti sul territorio sono
illegali e quindi assolutamente vietati durante ogni tipo di attività
venatoria . Giunti sul posto gli uomini del Corpo forestale dello Stato
hanno posto sotto sequestro oltre al richiamo anche un fucile calibro 12 a 3
colpi diverso munizionamento e due mestoloni da poco abbattute dal
cacciatore.
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ERICE
Bracconaggio a Marausa
Sequestrati tre fucili
http://www.lasicilia.it
ERICE. Gli uomini del Corpo Forestale di Trapani, in servizio presso il
Distaccamento Forestale di Erice, durante il servizio di controllo del
territorio nonché a seguito di segnalazioni effettuate da associazioni
ambientaliste sulla pratica di caccia illegale in località Marausa hanno
provveduto ad eseguire degli appostamenti volti ad accertare gli illeciti.
Dagli appostamenti è stata accertata la presenza di tre cacciatori colti in
flagranza di reato mentre erano intenti a praticare la caccia con richiami
illegali. I Forestali hanno provveduto a denunciarli alla Procura della
Repubblica di Trapani dopo aver provveduto al sequestro di un richiamo
elettronico, tre fucili e circa cinquanta cartucce. R. T.
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Caccia ai bracconieri nel parco del Taburno
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20071121&ediz=AVELLINO&npag=39
&file=DEDA.xml
Bracconaggio, operazione a tutto campo del Corpo Forestale dello Stato nel
parco naturale Taburno Camposauro. Ed alla contrada Vallicelle di Vitulano
l'intervento fa scoprire un magnifico esemplare di cinghiale appena
abbattuto. Il bracconiere o i bracconieri - estremamente precisi, in quanto
il cinghiale è stato abbattuto con un colpo in fronte - si sono dati alla
fuga, lasciando sul posto anche i cani da caccia, che in mancanza di segnali
di identificazione sono stati posti sotto sequestro ed inviati presso un
canile di Salerno. Il ritrovamento è avvenuto ai confini del parco, in una
zona in cui negli ultimi tempi si erano resi più frequenti gli avvistamenti
di cinghiali. Il controllo del territorio protetto è portato avanti
congiuntamente dai comandi stazione di Airola, Cautano, Sant'Agata dei Goti,
Solopaca, Torrecuso e Vitulano e che negli ultimi giorni ha fatto scattare
anche diverse contestazioni per violazioni amministrative. In particolare
sono state elevate sanzioni per la mancata annotazione della giornata di
caccia sul tesserino. Ogni cacciatore può infatti dedicarsi alla sua
passione per tre giorni a settimana, esclusi martedì e venerdì, giornate di
silenzio venatorio. do.za.
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AMBIENTE
ORBETELLO Pallini di piombo vietati Provincia contro Tar
http://lanazione.quotidiano.net/
LA PROVINCIA intende opporsi alla decisione del Tar Toscana, che,
accogliendo il ricorso del Wwf, vieta l’uso dei pallini di piombo, anche
nichelati, nella laguna di Orbetello. Giovedì 29 , al Tribunale regionale
verrà discussa la sospensiva, prima di emettere la definitiva ordinanza, in
presenza anche della Provincia, oltre che del Wwf. «La decisione di
sospendere la delibera di giunta provinciale 163, del 28 agosto 2007 —
dicono dalla Provincia — che si intitola ‘Adozione di misure di salvaguardia
urgenti per le Zone di protezione speciale’, che vietava di utilizzare
pallini di piombo a meno che questi non siano di piombo cosiddetto
nichelato, è stata assunta senza sentire la nostra posizione».
«Nel frattempo — aggiunge l’assessore Gian Carlo Bastianini — abbiamo dato
disposizione alla Polizia provinciale di effettuare controlli nell’intento
di far rispettare quanto stabilito dal Tar. Tuttavia gli agenti sono stati
pregati di fare anche azione di informazione, perché molti cacciatori
potrebbero ancora non conoscere la nuova regola».
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VERTICE IN PREFETTURA
Si corre ai ripari per l’eccessiva presenza di cinghiali nella riserva dello
Zingaro
http://www.lasicilia.it
Anche la Riserva dello Zingaro è minacciata dalla presenza massiccia del
cinghiale selvatico. Per questo motivo si è svolto presso la prefettura di
Trapani un primo incontro utile per definire le strategie più efficaci da
adottare per far fronte a questa emergenza.
Oltre all’Azienda Regionale Foreste Demaniali, ente gestore della Riserva,
hanno preso parte alla riunione il servizio Faunistico Venatorio e
Ambientale dell’Assessorato Agricoltura, la Ripartizione Faunistico
Venatoria di Trapani, l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Trapani,
il Sindaco di San Vito Lo Capo e alcuni rappresentanti della Lipu.
La presenza del cinghiale selvatico allo Zingaro rappresenta un problema
sotto tanti aspetti; da quello relativo alla sicurezza del personale e
soprattutto delle migliaia di visitatori, a quello relativo ai danni
procurati dall’animale alla vegetazione, alle strutture dell’area protetta,
ma anche al pericolo di dissesto idrogeologico che l’animale causa con la
sua tendenza a scavare e smuovere massi.
Casi emblematici l’attacco di un cinghiale ad un camper di turisti e la
completa distruzione a «Cala della Disa» di molti esemplari di palma nana.
Nonostante i ripetuti avvistamenti da parte degli operatori della Riserva,
non è stato possibile effettuare un censimento dei cinghiali presenti. Le
strategie di contenimento finora adottate non hanno sortito gli effetti
sperati. Pertanto dall’incontro in Prefettura è emersa la necessità di una
strategia di contenimento della popolazione del cinghiale quanto più
immediata e risolutiva.
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ZINGARO. La Lac scrive al prefetto in difesa dei cinghiali
http://www.lasicilia.it
an.ve.) «Dato che la caccia nelle aree protette è vietata dalla vigente
normativa, la società civile non assisterà passivamente a una mattanza
illecita, ma interverrà in tutte le sedi istituzionali a difesa del
patrimonio naturale». È quanto afferma il segretario nazionale della Lega
Nazionale per l’Abolizione della Caccia Guido De Filippo in una lettera
indirizzata al Prefetto Finazzo sulla questione dei cinghiali selvatici
nella Riserva dello Zingaro. Nei giorni scorsi, in un vertice al Palazzo di
Governo, si era lamentata l’eccessiva presenza degli esemplari, che
risulterebbero dannosi per i visitatori e per la vegetazione, ed era stata
prospettata l’adozione di misure di contenimento della specie.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it