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NEWS: Giornali Internet 22/11/07



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CACCIA
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Incidente di caccia: muore civitavecchiese
Carlo Spigarelli, pensionato 65enne di Civitavecchia, è stato freddato da un
colpo di fucile partito accidentalmente
Stava con l'amico, C.F. di 71 anni, che lo ha trascinato fino alla macchina
e portato al pronto soccorso di Montalto di Castro
http://www.civonline.it/CivOnLineNotiziaStandard.php?IDNotizia=61019&IDCateg
oria=354
CIVITAVECCHIA - Aveva appena partecipato ad una battuta di caccia, ma è
rimasto vittima di un tragico incidente. Giancarlo Spigarelli, di 65 anni,
pensionato di Civitavecchia stava con l'amico, C.F. di 71 anni, anche lui di
Civitavecchia, nei boschi ai confini tra Manciano e Montalto di Castro,
all'altezza della miniera di antimonio a pochi passi da Montaùto, quando è
stato freddato da un colpo di fucile partito accidentalmente, che lo ha
raggiunto all'altezza del petto e dell'arteria femorale. L'incidente sarebbe
avvenuto intorno alle 20 e sulla dinamica dell'accaduto indagano gli uomini
dell'Arma di Montalto e i carabinieri della compagnia di Tuscania.  Secondo
le prime ricostruzioni Spigarelli sarebbe stato subito soccorso dall'amico,
che dalla vallata lo avrebbe trascinato fino alla macchina, una Fiat Punto,
grazie all'aiuto anche di alcune persone (sembra si tratti di rumeni). E'
stato poi trasportato al pronto soccorso di Montalto di Castro dove il
medico non ha potuto che costatarne il decesso.  C. F. invece è stato
portato all'ospedale di Tarquinia dove è tuttora ricoverato per alterazione
cardiaca. Ieri sera presso l'obitorio di Montalto si è recato il medico
legale Gino Saladini per un esame esterno del corpo. Intanto la macchina è
stata posta sotto sequestro. Le indagini sono state affidate alla Procura di
Grosseto (provincia dove si è consumata la tragedia), che ha nominato un
medico legale del posto per effettuare l'autopsia.
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Roccagorga. Ferisce donna durante battuta di caccia
http://parvapolis.panservice.it/index.php3?idnotizia=35763
I Carabinieri di Roccagorga hanno deferito in stato di libertà per il reato
di lesioni personali colpose aggravate, C.P. 58enne consulente del lavoro
della provincia di Roma. L'uomo, durante una battuta di caccia, colpiva
accidentalmente con un colpo di fucile alla mano sinistra una donna 29enne
casalinga di Priverno, che era intenta a cogliere delle olive da un albero.
La malcapitata immediatamente soccorsa dal cacciatore veniva trasportata
presso Ospedale civile di Priverno e, in ragione della specificità delle
lesioni riportate, condotta presso nosocomio S.M. Goretti di Latina. I
sanitari, dopo intervento chirurgico, procedevano alla rimozione di un
pallino dalla mano interessata, dimettendola in seguito con una prognosi di
otto giorni. Roberta Colazingari
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Dramma. Cacciatore rischia una mano
http://www.quibrescia.it//index.php?/content/view/3555/5/
(red.) Un’intera rosa di pallini di un colpo, partito per errore dal suo
stesso fucile, l’ha centrato alla mano sinistra. Vittima dell’infortunio un
cacciatore 57enne di Botticino, Luigi Bosi, che ieri si era recato con il
fratello per una battuta nell’Oltrepo pavese, a Versiggia di Montecalvo.
I due appassionati seguaci di Diana si trovavano in un capanno nel quale
stavano attendendo il passaggio dei migratori quando, nell’appoggiare il
calcio del fucile a terra, Luigi Bosi forse ha inavvertitamente sganciato la
sicura, oppure quest’ultima non ha funzionato facendo partire un colpo.
Con l’arto sanguinante sfracellato dalla rosa di pallini, si è capito subito
che non si trattava di una ferita da poco. L’uomo è stato immediatamente
soccorso dal fratello. Ora e all’ospedale di Pavia, ma rischia di perdere l’
uso della mano.
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Cesarò Entrambi catanesi, sui Nebrodi
Cacciatore inciampa e parte un colpo che ferisce l'amico
http://www.lagazzettadelsud.it
CESARÒ
Tragedia sfiorata domenica in un incidente di caccia avvenuto nelle campagne
tra Cesarò e San Teodoro, estremi lembi dei Nebrodi della provincia di
Messina al confine con quella di Catania. Protagonisti due cacciatori,
amici, provenienti dal capoluogo etneo.
Stando alla ricostruzione dei fatti effettuata dai carabinieri della
compagnia di S.Stefano Camastra, competenti per territorio, i due armati di
doppiette e con gli immancabili cani dal grande fiuto al seguito, erano
intenti a cacciare.
All'improvviso l'incidente: M.A., 60 anni, inciampa su una grossa pietra e,
cadendo, fa partite inavvertitamente un pallettone dal suo fucile calibro 16
che raggiungeva al basso ventre l'amico L.R., 41 anni. Quest'ultimo è caduto
a terra sanguinante soccorso dal sessantenne che pur nella disperazione del
momento ha cercato di tamponare la ferita e ha lanciato l'allarme
telefonando con il cellulare al 118. E' sopraggiunta rapidamente
un'ambulanza per il trasferimento del ferito all'ospedale "Prestianni" di
Bronte, distante una trentina di chilometri dal luogo dell'accaduto. Qui i
sanitari sono riusciti a suturare la ferita provocata dal colpo di arma da
fuoco e a scongiurare il pericolo di un'emorragia. Tanto che il cacciatore
etneo si è ripreso visilmente anche se la situazione clinica resta sotto
osservazione.
Il centralinista del 118 che aveva ricevuto la segnalazione, come da prassi,
ha telefonato al 112 e, da qui, l'intervento dei carabinieri del nucleo
radiomobile della compagnia stefanese che hanno ricostruito la dinamica. E'
stato fatto n controllo sui fucili calibro 16 in dotazione ai due
cacciatori, che risultano legittimamente posseduti. E' stato sentito anche
il feritore che naturalmente ha confermato l'accidentalità del
fatto.Giuseppe Lazzaro
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CASTEGNERO La polizia provinciale sequestra a Ponte 781 uccelli tra
allodole, cardellini, verzellini e passeri. Indagini in corso sulla loro
provenienza
Nel frigorifero della macelleria fauna protetta
Denunciati il titolare del negozio e suo figlio. Ricevevano prenotazioni. La
consegna avveniva ogni venerdì
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Vicenza&Codice
=3586753&Pagina=PROVINCIA
Castegnero
Nuova, importante operazione della Polizia Provinciale. Sequestrati nei
giorni scorsi, in una macelleria di Ponte di Castegnero, 781 uccelli per lo
più appartenenti a specie protette. A finire nei depositi della Provincia,
infatti, 150 allodole con penne, 1 fringuello con penne e 220 cardellini,
140 verzellini, 210 passeri e 60 storni tutti spiumati. Denunciate
all'autorità giudiziaria, con l'accusa di aver esercitato il commercio di
fauna selvatica appartenente a specie cacciabili e protette, due
commercianti, M.D.R., 64 anni, titolare della macelleria a Ponte, e suo
figlio F.D.R, 40 anni. "Si tratta - sottolinea l'Assessore Provinciale alla
Caccia Marcello Spigolon - di un sequestro importante giunto al termine di
una operazione di intelligence, da parte dei nostri agenti, molto accurata.
Ancora una volta la Polizia Provinciale e questo Assessorato confermano che
l'attenzione verso l'attività venatoria va di pari passo con un'azione
incisiva volta al rispetto della legalità". Tutto è nato da una segnalazione
che in una macelleria della Riviera Berica si commerciavano uccelli.
Infruttuosa una prima serie di appostamenti, anche per l'impossibilità di
restare a lungo in loco senza essere notati. "Approfondendo con discrezione
le indagini - commenta il comandante Giancarlo Bonavigo - siamo venuti a
sapere che il titolare riceveva prenotazioni ed effettuava consegne al
venerdì". Nuovi appostamenti hanno permesso, grazie all'oscurità, di capire
con esattezza cosa accadesse all'interno della macelleria. "Agenti in abiti
civili - continua l'assessore Spigolon - hanno atteso all'esterno, finchè
non hanno notato il figlio del titolare recarsi nel corridoio dietro il
bancone, aprire la porta di una cella frigorifera, per poi fare ritorno alla
cassa con una busta di plastica che aveva tutta l'aria di un ordine
preparato. A quel punto due agenti sono intervenuti, qualificandosi e
chiedendo di poterne ispezionare il contenuto". Rinvenute due confezioni
trasparenti di allodole, la pattuglia richiedeva l'intervento dei colleghi
appostati all'esterno, mentre F.D.R. avvertiva il padre. Questi veniva messo
a parte dagli agenti dei loro sospetti e dunque invitato a farsi assistere
da un legale nella perquisizione dei locali. M.D.R., pur avendo fornito il
nome del legale, non riteneva però di avvisarlo. In diverse celle
frigorifere poste sotto una tettoia nel retro del negozio e in una di quelle
principali nella stanza dietro al bancone, venivano rinvenuti e sequestrati
781 volatili, nonché alcuni fogli con numeri di telefono con la dicitura
"uccelli", una prenotazione e un'etichetta adesiva di un importatore.
"L'unica cosa che non siamo riusciti ancora a sapere - conclude Bonavigo - è
la provenienza di questi uccelli, ovvero se sono stati cacciati in Italia o
se provengono dall'estero". Le indagini continuano.
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Caccia: ucciso un daino
http://www.ponentenotizie.it/articolo_animali.asp?id_art=10623
ALBENGA
L'uccisione è avvenuta domenica pomeriggio alle spalle della frazione Salea.
L'allarme è scattato intorno alle 14,30, quando alcuni escursionisti hanno
telefonato alla Guardia forestale
Un daino viene ucciso da una fucilata sulle alture al confine con Cisano sul
Neva, arriva la Guardia forestale di Zuccarello e una squadra di cacciatori
finisce sotto inchiesta. L'uccisione è avvenuta domenica pomeriggio alle
spalle della frazione Salea, ma è stata resa nota solo ieri da alcuni
testimoni. Le forze dell'ordine proseguono le indagini in queste ore per
appurare le responsabilità della morte. Quando gli uomini della Forestale
sono arrivati nella zona collinare, il caposquadra albenganese C.P. si è
accusato spontaneamente del delitto. Gli inquirenti stanno cercando di
capire se la confessione sia veritiera oppure se l'uomo stia cercando di
coprire un compagno di spedizione. La caccia al daino è infatti vietata
dalla legge e i trasgressori rischiano di essere denunciati per
bracconaggio. Tra le sanzioni è prevista anche la sospensione del tesserino
ai cacciatori coinvolti e il blocco della stagione venatoria nella zona del
crimine.
L'allarme è scattato intorno alle 14,30, quando alcuni escursionisti hanno
telefonato alla Guardia forestale per segnalare l'abbattimento dell'animale.
Sei agenti hanno raggiunto il punto indicato dai testimoni, dove c'era una
comitiva impegnata nella caccia al cinghiale. Dopo qualche minuto, i
guardiacaccia hanno rinvenuto la carcassa del ruminante e l'hanno messa
sotto sequestro in attesa dell'autopsia.
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PESCA
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Caccia alla pesca di frodo
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=76024
Peschereccio
Settecentomila metri di spadare sequestrate, oltre duecentomila controlli,
missioni aeree e navali che hanno portato ad accertare nel 2007 quasi
cinquemila violazioni. Sono questi alcuni dei risultati ottenuti dal lavoro
degli uomini delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera.
"La pesca responsabile e' un obiettivo ambizioso ma necessario che richiede
politiche appropriate per la conservazione delle risorse biologiche dei mari
e delle attivita' di pesca - ha detto il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali Paolo De Castro.
Prevenire e scoraggiare le attivita' di pesca illegale e' un dovere,
affinche' venga riconosciuto il lavoro della gran parte dei pescatori che
operano nel rispetto delle regole. I controlli compiuti sull'intera filiera
tutelano la sicurezza alimentare dei consumatori

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it