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NEWS: Giornali Internet 23/11/07



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CACCIA
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Bracconaggio,una denuncia
http://www.unionesarda.it
Tempo di caccia ai bracconieri. In tutta la provincia si intensificano i
controlli per fermare i cacciatori di frodo. L’ultima operazione in ordine
cronologico contro il bracconaggio è stata svolta dagli agenti della
stazione forestale di Villaurbana. I continui servizi e appostamenti
notturni nelle campagne del paese hanno permesso agli uomini del Corpo
forestale di cogliere sul fatto un bracconiere residente in paese, munito di
armi, mentre utilizzava una fonte luminosa. All’uomo è stato contestato
immediatamente il reato venatorio per caccia in periodo di divieto al
cinghiale, con l’utilizzo di munizione spezzata. Il verbale è stato poi
trasmesso alla Procura della Repubblica di Oristano.
Frequenti pare siano i casi di bracconaggio in provincia; tanti infatti i
ritrovamenti di esche per i cinghiali. Con queste il cacciatore di frodo
attende anche per ore nell’oscurità l’arrivo della preda, per sparare a
colpo sicuro da distanza ravvicinata senza possibilità di errore. Ma
stavolta gli Agenti preposti alla vigilanza e controllo, hanno fermato e
denunciato il bracconiere. E intanto non si allenta la morsa contro coloro
che commettono lo stesso reato.
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La tragedia tra Montalto e Manciano. Il colpo che ha colpito al petto
Spigarelli sarebbe partito da una distanza di circa venti metri
«Giancarlo è inciampato e si è sparato da solo»
Questa la prima versione dell’altro civitavecchiese, che però non ha affatto
convinto i carabinieri
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20071123&ediz=10_CIV_VECCHIA&npag=4
9&file=A_3767.xml&type=STANDARD
di ALBERTO SALVATELLI
Vanno a caccia di cinghiali, a Montauto (tra Lazio e Toscana), ma un
cacciatore per errore spara un colpo e colpisce a morte l’amico. È accaduto
poco prima delle 20 di mercoledì, nei boschi ai confini tra Manciano e
Montalto di Castro all’altezza della miniera di antimonio. Luoghi impervi e
già noti per essere stati scelti come prigione per sequestri di persona
(come quello di Dante Belardinelli) e ricchi di cinghiali.
Giancarlo Spigarelli, pensionato di 65 anni residente a Civitavecchia, ha
perso la vita per il colpo di fucile che lo colpito sia al petto che all’
altezza della arteria femorale; è morto praticamente dissanguato dopo pochi
minuti. A colpirlo una rosa di pallettoni del calibro di quelli che si usano
per la caccia al cinghiale. A sparare il colpo, dalle prime ricostruzioni,
un suo compagno di caccia, C.F., 71 anni, anche lui di Civitavecchia; ma su
questo stanno ancora indagando i carabinieri di Montalto.
In un primo momento C.F. ha raccontato ai soccorritori che Spigarelli fosse
inciampato, facendo partire accidentalmente il colpo dal proprio fucile. Ma
dopo un primo esame esterno del corpo da parte dei carabinieri del nucleo
operativo di Tuscania, è invece emerso che il colpo è arrivato da un altro
fucile e da una distanza di almeno 20 metri.
Proprio in base a questi elementi si sta ricostruendo la dinamica dei fatti.
Anche perchè il soccorso del 118 è stato chiesto tempo dopo, e non sul posto
della tragedia. Secondo una prima ricostruzione, F.C. dopo aver visto cadere
in terra l’amico, spaventato, ha cercato di soccorrerlo con l’aiuto di
alcuni uomini di origine romena; insieme lo hanno caricato in macchina, una
Fiat Uno di uno dei cacciatori. L’auto è partita verso Montalto dove l’uomo
ha cercato un posto di soccorso, arrivando proprio davanti la postazione del
118. Qui il medico di turno si è precipitato a soccorrere Spigarelli, ma non
ha potuto far altro che constatarne il decesso. Un po’ più tardi ha dovuto
soccorrere anche C.F. che, colto da malore, è stato portato all’ospedale di
Tarquinia dove i sanitari gli hanno diagnosticato un infarto. Le sue
condizioni non sono gravissime.
Sulla ricostruzione dei fatti, va anche valutato che nel fitto della
boscaglia, lontano dal centro abitato, potrebbe non essere stato possibile
aver segnale sul telefonino.
Ieri sul luogo dell’incidente si sono recati di nuovo i carabinieri di
Montalto e Tuscania a caccia di riscontri al racconto fatto dal cacciatore,
per il quale con molta probilità scatterà la denuncia per omicidio colposo;
senza escludere il bracconaggio. La vettura è stata posta sotto sequestro.
Sul caso, per competenza territoriale, indaga la Procura di Grosseto.
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Grande tristezza al circolo “Caccia e pesca” di viale Baccelli
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20071123&ediz=10_CIV_VECCHIA&npag=4
9&file=C_3774.xml&type=STANDARD
Musi lunghi, sguardi fissi per terra, poca voglia di parlare. E' il quadro
che si presentava ieri mattina nel marciapiede di fronte al circolo Caccia e
Pesca di viale Guido Baccelli.
La tragica morte di Giancarlo Spigarelli ha lasciato il segno tra i
frequentatori. Tutti conoscevano Spigarelli, e tutti conoscevano anche F.C.,
il suo compagno di caccia che adesso dovrà rispondere di fronte ad un
giudice dell'incidente avvenuto l'altra sera in un bosco tra Manciano e
Montalto di Castro. «Stavano sempre insieme - racconta un avventore del
circolo - li chiamavano scherzosamente moglie e marito».
Qualcuno racconta qualche aneddoto di cui Spigarelli si era reso
protagonista, magari anche divertente, come quando voleva esporre davanti al
circolo i cinghiali uccisi. Ma certo ieri mattina nessuno aveva voglia di
sorridere. E c'è chi pensa anche alla persona che incidentalmente lo ha
ucciso. «Anche lui non sta bene, speriamo che superi l’infarto».
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Mantovan: «Difendiamo la caccia»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3587675&Pagina=DELTA
(m.g.b.) L'abbattimento di un numero abnorme di anatidi all'interno di
un'azienda faunistica venatoria, ha spinto Virginio Mantovan, cacciatore da
una vita, ma anche consigliere delegato a caccia e pesca del Comune, a una
serie di riflessioni che partono dalla stigmatizzazione di quanto avvenuto.
Passando per la difesa della maggioranza dei cacciatori, che rispettano le
regole, arriva all'invito a far in modo che la caccia rientri nell'esclusivo
ambito della passione, che garantisce rispetto alla fauna e all'ambiente.
«Innanzi tutto condanno un fatto che non trova giustificazione, ma nel
contempo, invito a non strumentalizzare l'avvenuto, che sicuramente non
rappresenta il comportamento di tutti i cacciatori, che si comportano nel
rispetto delle regole. Non si deve fare di ogni erba un fascio penalizzando
l'intera categoria». C'è anche un'altra constatazione che deriva
dall'annuncio della predisposizione di nuovi disciplinari provinciali e
regionali. «Non è aggiungendo nuovi vincoli nei vari disciplinari -
riprende - che si risolvono i problemi venatori. Sono più a monte e si
chiariscono sicuramente con un passo indietro da parte di tutti, anche da
parte delle istituzioni, riportando la caccia nell'esclusivo ambito della
passione. Va senza ombra di dubbio salvaguardata, poiché rientra nella
storia e nella cultura di questo Paese, ma va praticata rispettando non solo
le regole imposte, ma anche il nostro territorio. Da politico e da
cittadino, sono convinto di una cosa: non si usa la caccia per far politica,
ma la politica per salvare la caccia».
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ALLEVAMENTO
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Maiali "maltrattati", denuncia a due francesi
ovada, trasportati senza cura
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=606474&IDCate
goria=595
Belforte. Trasporto di animali in condizioni di grave precarietà e al limite
della sopravvivenza. La polizia stradale ha bloccato un Tir francese con un
carico di oltre cento maiali. Provenivano da allevamenti francesi ed erano
diretti in Meridione per la macellazione. Spesso i trasportatori non
rispettano le norme che regolano questo tipo di trasporto (soste di ore,
garanzia del cibo e dell'abbeveramento, sistemazione idonea sull'automezzo
che li trasporta) per anticipare i tempi e i costi, e gli animali rischiano
di morire durante i viaggi. E' successo ancora sulla A26. Oltre alla polizia
stradale di Belforte al comando del vice commissario Nicola Disette, c'erano
gli animalisti dell'associazione internazionale "Animal Angels" che sono
presenti alle frontiere e lungo i percorsi che segnalano tempestiamente i
Tir sospetti. Cosìè stato. Un Tir di suini è stato fermato nei pressi di
Ovada: animali stipati in modo incredibile, affamati, assetati, in
condizioni precarie vistose. L'autista Francois Chamot, 52 anni e il
proprietario, S.A., 51 anni, entrambi residenti in Francia, sono stati
denunciati alla magistratura per maltrattamento di animali. In più dovranno
pagare una sanzione pecuniaria di 12 mila euro.
B. ma.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it