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NEWS: Giornali Internet 24/11/07



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CACCIA
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Continua la moria di volatili che hanno ingerito i pallini delle cartucce
caduti sul fondo delle lagune del Delta
Fenicotteri morti, dito puntato sulle Afv
Carnacina: «Il piombo disperso abbonda solo intorno alle "botti" delle valli
private»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3588942&Pagina=ROVIGO
Non si ferma la moria di fenicotteri. Altri tre sono stati ritrovati
cadaveri e al centro per il recupero degli animali feriti o malati di
Polesella sono morti anche i volatili debilitati per gli evidenti segni
dell'avvelenamento da piombo, raccolti dalla Forestale, dalla Provincia e
dall'Ulss 18 in valle Pozzatini insieme alle carcasse dei fenicotteri
deceduti sul posto.
Deleteria è quindi l'ingestione dei pallini di piombo ma una lettura più
precisa del fenomeno è arrivata da un esponente del mondo venatorio che,
sgombrando il campo dalle generalizzazioni che affastellano le cronache di
questi giorni intorno alle cause della moria, ha puntato il dito su una
casistica ben individuata.
«Responsabilità dirette sono da ricercare proprio nei posti teatro
dell'avvelenamento - ha sottolineato Lorenzo Carnacina, presidente dell'atc
Ro3 oltre che numero due di Federcaccia - Questi fenicotteri hanno ingerito
il piombo nelle uniche zone del Delta in cui i pallini sono presenti in
grandissima quantità: le barene e i laghi della aziende faunistico
venatorie. Lì da decenni si spara agli acquatici sempre negli stessi punti.
Intorno alle "botti" si è formato un deposito stabile di pallini.
In effetti un colpo di fucile ha una gittata che non supera i 150-180 metri
e il piombo cade tutt'intorno a ogni appostamento fisso. I fenicotteri,
anche se sono morti nelle valli libere, erano andati a grufolare in quei
fondali. «Dato che l'ingerimento del piombo è avvenuto dentro al perimetro
delle aziende faunistico venatorie - ha aggiunto Carnacina - adesso si pone
un problema di bonifica che ricade in capo ai concessionari. Anche perché
nel resto del territorio libero il piombo disperso è talmente poco da non
creare danno alcuno».
Concessionari, vale la pena di aggiungere, che dovrebbero essere obbligati a
utilizzare tecniche e mezzi appropriati per "pulire" il limo dei fondali
delle aree umide che sono stati autorizzati a gestire per fini venatori e
faunistici.
«Da quest'anno - ha chiuso Carnacina - il nuovo Piano faunistico del Veneto
(legge regionale 1 del 2007, ndr) ha stabilito, nelle norme di attenuazione
introdotte per la caccia nelle zone Sic e Zps, l'impiego di cartucce con
pallini di piombo rivestiti di nichel che non si degrada e non rilascia
sostanze nocive nell'intestino dei volatili. In futuro quindi questo
problema dovrebbe essere definitivamente scongiurato». Franco Pavan
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FRISANCO In tutto il 2006 i soci della riserva venatoria si erano fermati a
quota 21
Cinghiali abbattuti, record
I cacciatori ne hanno uccisi trenta in poco più di due mesi
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3588889&Pagina=MANIAGHESE
Frisanco
I cacciatori della riserva di Frisanco hanno abbattuto in poco più di due
mesi la bellezza di trenta cinghiali. Sembra essere davvero una stagione da
record, questa, per la caccia ai temibili animali che, riproducendosi con
grande facilità, popolano in ampio soprannumero i boschi attorno ai centri
abitati di buona parte della Pedemontana. Il problema in zona assume i
caratteri dell'emergenza, dato che molti di questi animali si spingono a far
razzia di patate e altri ortaggi coltivati negli orti anche a ridosso delle
abitazioni più lontane dal centro dei borghi. Vanificano così gli sforzi di
chi ancora si impegna a coltivare quelle verdure "biologiche" tipiche della
tradizione contadina locale, che necessitano di cura e attenzioni costanti.
Oltre ai raccolti distrutti spesso i maiali selvatici non mancano di forare
reti e staccionate, aggiungendo danno al danno.
Senza contare poi l'effettivo pericolo di quegli esemplari che che vagano al
buio, spostandosi da soli o in branco e che attraversando le strade comunali
mettono in pericolo i conducenti delle auto in transito.A cercar di porre un
limite considerevole alle "abitudini vandaliche" dei cinghiali ci stanno
pensando appunto i soci della riserva venatoria di Frisanco, che hanno
abbattuto già trenta capi dall'apertura della caccia -la seconda domenica di
settembre- ad oggi, come spiega il direttore della riserva, Dario Facchin.
«Nel 2006 abbiamo chiuso la stagione a quota 21». Quest'anno il numero è già
di molto maggiore, con prede che vantano pure una certa mole: «Alcuni dei
cinghiali catturati in queste settimane in Val Colvera raggiungevano anche
il quintale e trenta - conclude Faccin - mentre i più "piccoli" superavano
comunque i cinquanta chili». Anna Vallerugo

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it