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NEWS: Giornali Internet 26/11/07



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CACCIA
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Tragico incidente di caccia
I compagni di battuta hanno trovato il corpo di Franco Righino appoggiato ad
un albero
http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200711articoli/5204girata.a
sp
I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica dell'incidente
TORINO
Un cacciatore, Franco Righino, 37 anni, di Pavone Canavese (Torino) è morto
ieri pomeriggio durante una battuta di caccia nella zona panoramica di
Brosso Canavese (Torino). Era impegnato con altre cinque persone in una
caccia al cinghiale.
Sulla vicenda indagano i carabinieri della Compagnia di Ivrea che stanno
cercando di capire cosa sia realmente accaduto. Da una prima ricostruzione,
Righino si sarebbe nascosto dietro un cespuglio senza che se ne accorgessero
le persone che erano con lui. Quando le foglie si sono mosse, è partito un
colpo che lo ha colpito e ucciso.
Righino - che è un tecnico dell’Asl di Ivrea, è sposato e padre di un bimbo
di 6 anni - era andato alla battuta di caccia con cinque amici, tutti
abitanti come lui in paesi del Canavese. Ora i carabinieri li stanno
interrogando per ricostruire i fatti. Pare infatti che più di uno abbia
sparato e non è ancora chiaro chi abbia colpito la vittima.
La disgrazia è avvenuta in Valchiusella, in località Battaglia nel comune di
Brosso (Torino), intorno alle 15.30. La battuta era appena iniziata. Il
gruppo si trovava in un bosco e si era diviso per stanare i cinghiali.
Quando si è mosso un cespuglio qualcuno ha sparato, pensando all’arrivo di
una delle bestie selvatiche ed invece era Righino. Uno dei pallettoni con
cui erano caricati i fucili ha centrato il tecnico dell’Asl alla coscia
sinistra e gli ha tranciato l’arteria femorale. In pochi minuti è morto
dissanguato per l’ emorragia. Quando sul posto è giunto il soccorso del 118
non c’era più nulla da fare.
Armi e munizioni sono state sequestrate dai carabinieri e su di esse sarà
ordinata una perizia. La salma di Righino sarà sottoposta ad autopsia nei
locali della Medicina legale dell’ Asl di Strambino (Torino).
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GIORNATA IMPEGNATIVA PER IL 118
Ferito un cacciatore a Passo d'Acera, e ancora un incidente sulla Flaminia
Giornata impegnativa per il personale del sistema 118 – Umbria Soccorso di
Spoleto.
http://www.spoletonline.com/index.php?sezione=articolo&azione=leggitutto&id=
44966&from=articoli&paginafrom
Le 2 ambulanze, della Pubblica Assistenza Stella d’Italia, hanno registrato
diversi ricoveri al Pronto Soccorso del ospedale San Matteo nell’arco della
giornata. In modo particolare si segnalano 2 eventi.
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CACCIA: OPERAZIONE CFS NEL VIBONESE, DUE DENUNCE
http://www.agi.it
(AGI) - Vibo Valentia, 26 nov. - Nel territorio di San Nicola da Crissa, in
localita’ Federico, per sonale del Corpo forestale dello Stato ha sorpreso
una persona del posto, G.A. di anni 30, ad esercitare l’attivita’ venatoria
servendosi dell’ausilio di un richiamo elettromagnetico per attirare i
tordi. Il marchingegno, completo di tutti gli accessori necessari per il suo
funzionamento, era stato accuratamente celato all’interno della vegetazione,
nelle vicinanze della postazione di caccia del G.A.. Nel comune di Soriano
Calabro,invece, gli uomini del Cfs hanno colto sul fatto P.M. di anni 37, da
Francavilla a Mare (Chieti), intento anch’egli ad esercitare la caccia con
un richiamo elettromagnetico camuffato tra la vegetazione. Allo stesso P.M.,
inoltre, e’ stato contestato lo svolgimento dell’attivita’ venatoria in
ambito territoriale di caccia senza la prescritta autorizzazione. Di
conseguenza, si e’ proceduto con la segnalazione degli interessati all’
autorita’ giudiziaria competente per esercizio della caccia con mezzi
vietati. Il materiale rinvenuto, unitamente ai fucili ed al loro
munizionamento, e’ stato posto sotto sequestro (AGI)
Ros/Cli
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Aveva freddato con una fucilata alle spalle un compagno di caccia di vecchia
data
all'origine del gesto ci sarebbero stati motivi passionali: arrestata la
moglie della vittima
Finge incidente di caccia e uccide l'amico
dopo una settimana si toglie la vita
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/suicidio-incidente-caccia/s
uicidio-incidente-caccia/suicidio-incidente-caccia.html
LA SPEZIA - Ha ucciso un amico, fingendo un incidente di caccia, ha cercato
di tenere nascoste le proprie responsabilità ma non ce l'ha fatta, e si è
tolto la vita. Una doppia tragedia quella che si è consumata tra le province
di Massa e di La Spezia nell'ultima settimana. Domenica 18 novembre, nei
boschi di Pallerone, in Toscana, era stato trovato il cadavere di Maurizio
Cioni, 49enne magazziniere di Follo (La Spezia), ucciso da un colpo di
fucile alle spalle. Ieri, il suo amico e compagno di caccia da una vita
Giordano Trenti, 45 anni, dipendente dell'Enel, si è tolto la vita: alla
famiglia ha lasciato una lettera in cui ha scritto di non essere il
responsabile della morte dell'amico, ma forse è stato proprio il rimorso ad
essergli fatale. All'origine di tutto vi sarebbero motivi passionali.
Arrestata anche la moglie di Cioni, con l'accuso di concorso in omicidio.
E' accaduto tutto durante una battuta di caccia al cinghiale. Il corpo di
Cioni era stato rinvenuto la domenica mattina, ai margini di una radura, da
alcuni passanti che avevano dato l'allarme. Al momento si era pensato a un
colpo partito accidentalmente, sparato forse da un bracconiere nel corso di
una battuta di caccia al cinghiale che, nel giorno del sabato, è vietata. Ad
alimentare la tesi, il fatto che lo sconosciuto autore del gesto si fosse
dato alla macchia.
Sul caso avevano cominciato a indagare i carabinieri della stazione di
Pontremoli (Massa). Ieri, il suicidio di Trenti. Accanto al cadavere,
rinvenuto nei boschi di Pallerone (Massa), i militari dell'Arma hanno
trovato il fucile da caccia, ma anche due biglietti. Su uno c'era scritto
"non c'entro nulla con la morte del mio amico". L'uomo, sostiene l'accusa,
non ha retto dopo quel che aveva fatto una settimana prima, e si è sparato
con lo stesso fucile con il quale avrebbe freddato il suo amico, sembra per
motivi passionali. Un rancore, secondo indiscrezioni, che nutriva da molto
tempo nei confronti di Cioni.
I carabinieri hanno arrestato anche la moglie di Cioni, Clara Maneschi, con
l'accusa di concorso in omicidio. Da tempo la donna conosceva Trenti e,
secondo gli investigatori, con una telefonata lo avrebbe avvertito che
quella mattina suo marito sarebbe andato a caccia. Nei giorni scorsi lo
stesso Trenti era stato ascoltato a lungo dagli investigatori, insieme agli
altri cacciatori aveva anche cercato il cadavere dell'amico e aveva
partecipato al funerale.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it