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NEWS: Giornali Internet 28/12/07



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CACCIA
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 Più controlli sul porto d'armi e doppiette pronte alla protesta
(f.p.) Federcaccia va all'attacco del disegno di legge del ministro degli
Interni Amato bollato come l'ennesimo affronto ai cacciatori e a tutti gli
sportivi che utilizzano armi da fuoco.
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3627615&Pagina=ROVIGO
La presa di posizione è rimbalzata sulle cronache nazionali dopo
l'intervento del presidente nazionale di Fidc Franco Timo e ora è fatta
propria anche a livello locale dalla sezione rodigina dell'associazione
guidata da Arnaldo Pisetti. «Credevamo di doverci difendere solo da Pecoraro
Scanio (ministro dell'Ambiente, ndr), invece arriva anche il suo collega
Amato a crocifiggere i cacciatori e quanti utilizzano armi da fuoco per fini
sportivi».
Nel mirino - è proprio il caso di dirlo - vi è il disegno di legge 7617 che
modifica il Tulps, Testo unico di pubblica sicurezza, presentato dal
ministro dopo gli episodi di ferimenti e uccisioni per l'uso improprio di
armi da parte di soggetti con problemi psicofisici.
Inaccettabile per Federcaccia è l'articolo 5 che va a cambiare l'articolo 43
del Testo unico. Viene aumentata la cadenza della verifica dell'idoneità
psicofisica portandola a tre anni e affidandola a una commissione composta
anche da uno psichiatra. «Così aumenta solo il carico burocratico della
norma e si scoraggiano tanti cacciatori e tiratori che già si sentono
vittime dello Stato - sottolinea Federcaccia - senza peraltro raggiungere
alcun scopo. Nessuno meglio del medico di famiglia e del medico legale può
giudicare tale idoneità».
Federcaccia lamenta infine che il ddl di Amato porta alla memoria la
circolare Pisanu del 2004 e che la legislazione, sia in tema ambientale che
di pubblica sicurezza viene modificata in senso punitivo sulla scorta di
sentimenti emozionali senza considerare le gravi ricadute sociali ed
economiche delle misure introdotte.
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PULFERO Lo ha stabilito l’assemblea dei soci
Riserva di caccia al voto appuntamento in febbraio
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Udine&Codice=3
627324&Pagina=PROVINCIA
Pulfero
Avranno luogo il 23 febbraio prossimo le votazioni per il rinnovo degli
organi statutari della Riserva di caccia di Pulfero. Lo ha stabilito
l'assemblea dei soci della riserva, convocata dall'incaricato della Regione
Friuli Venezia Giulia.
Si avvia in questo modo a conclusione l'incarico assegnato dal direttore del
servizio tutela ambienti naturali e fauna ad un funzionario regionale di
provvedere alla gestione degli aspetti pubblicistici della Riserva di caccia
di Pulfero, a seguito delle dimissioni del direttore e di sette consiglieri.
L'incaricato ha anche dato avvio alla caccia alla selvaggina migratoria e a
quella alla minuta stanziale (lepre e volpe) ed ha provveduto ad assegnare
nominalmente la titolarità del prelievo, al fine di garantire che il
prelievo di queste specie rispetti il piano di abbattimento approvato
dall'amministrazione regionale. È stata inoltre predisposta una modifica
regolamentare, individuando altri soci per la verifica dei capi ungulati
abbattuti e la corrispondenza con le disposizioni del piano di abbattimento.
La gestione regionale della Riserva cesserà con l'elezione del nuovo
direttore e del consiglio direttivo.
Spetterà ai nuovi organi statutari affrontare e risolvere le questioni
interne che hanno determinato l'intervento della Regione.
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COMMERCIO
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Caviale “protetto”, due negozianti nei guai
Le uova sono di una specie di storione in via di estinzione, rischiano 3
anni di carcere e maxi multe
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20071228&ediz=14_PESARO&npag=39&fil
e=D_4637.xml&type=STANDARD
Venduto a peso d'oro direttamente dal mercato nero. E' ricercatissimo dai
palati fini. Un prodotto di lusso, particolarmente richiesto per il Natale e
il cenone di capodanno. Uova di Beluga, ma chiamatelo semplicemente caviale.
No di certo un normale caviale, ma appunto Beluga o Servuga, una specie a
rischio estinzione e protetta dalla convenzione di Washington. Due
negozianti pesaresi lo vendevano in barba a ogni legge. A scoprirli gli
uomini del Cites e del corpo forestale che hanno sequestrato 11 vasetti da
50 grammi. Si tratta di due negozianti della città titolari di gastronomie o
botteghe con prodotti raffinati che vendevano i vasetti anche a 220 euro. Il
reato è materia penale e ora rischiano fino a tre mesi di carcere o
un'ammenda fino a 100 mila euro. Roba da far passare ogni voglia di pensare
al noto abbinamento di caviale e champagne. Gli Agenti del Servizio Cites
insieme ai reparti del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato
hanno svolto indagini approfondite per contrastare il commercio illegale
delle pregiate uova ricavate dall'ormai rarissimo storione. Li hanno trovati
durante alcuni controlli capillari nei negozi. Il dito è puntato per via di
una dubbia etichettatura e per la mancanza della destinazione d'origine.
Parliamo di un traffico che si è intensificato in questi giorni in tutta
Italia senza escludere Pesaro. L'importatore è stato già preso in un'altra
operazione al nord Italia e pare che le uova di storione vengano dalla Russa
o dai paesi bagnati dal mar Caspio. Ora i campioni di caviale sequestrato
saranno sottoposti ad analisi genetiche e chimico-fisiche dall'Unità di
Repertazione e Indagini Scientifiche della Forestale. Le indagini
permetteranno di accertare il caviale e la sua effettiva origine, compresa
la verifica della natura selvatica o allevata in cattività degli esemplari
da cui è stato prelevato. Sarà così possibile ricostruire l'esatta
provenienza del caviale venduto in Italia e potranno essere tratte
informazioni preziose nella ricostruzione dei flussi del commercio illegale.
«La specie è sulla soglia dell'estinzione - sottolinea il responsabile del
servizio Cites, Fabrizio Mari - il fiorente mercato nero sta minacciando la
sopravvivenza delle specie di storioni ed i trafficanti del prezioso
alimento sono ben organizzati e spesso legati alla criminalità organizzata.
Anche a Civitanova Marche, sono state sequestrate altre due confezioni di
osetra e siberiano». E non finirà qui perché fino a capodanno nel mirino ci
saranno anche i ristoranti. I controlli saranno a tappeto per scoprire se ci
sono canali illegali dato che il caviale rappresenta un enorme fonte di
guadagno. Basti pensare che il volume d'affari fino al mese di settembre di
quest'anno nel mondo è stato di circa 10 milioni di euro. Lu.Ben.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it