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NEWS: Giornali Internet 29/12/07



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CACCIA
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Ucciso da un colpo partito dal suo fucile
Fatale incidente di caccia a Montegiovi poco prima di una battuta al
cinghiale
http://www.iltirreno.it
CASTEL DEL PIANO. È stato trovato ancora vivo ma in un lago di sangue.
Silvano Fazzi, 52 anni, originario di Massa Marittima ma residente a Castel
del Piano, è stato trasferito, da Pegaso, al policlinico delle Scotte di
Siena, dove è spirato in serata.
L’incidente è avvenuto poco prima delle 14,30. Fazzi aveva raggiunto
Magliesi, nei pressi di Montegiovi, dove avrebbe dovuto partecipare a una
battuta di caccia al cinghiale. Fermata l’auto, ha iniziato a scaricare
tutto quanto gli sarebbe servito per stazionare nella posta. Era da solo.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il colpo sarebbe partito mentre il
cacciatore stava preparando il fucile compreso, un Beretta semiautomatico
caricato a palla (tre colpi). Caduto o maneggiato comunque inavvertitamente,
il fucile avrebbe fatto partire il colpo che, dopo aver perforato mano e
gamba destra, ha reciso il fusto di una vite a poca distanza. Un colpo
sicuramente esploso da distanza ravvicinatissima.
I compagni di battuta hanno trovato Fazzi poco dopo: era vicino all’auto, in
un lago di sangue, ma cosciente. Hanno allertato il 118 e lo sfortunato
cacciatore è stato trasportato a bordo di un’ambulanza all’ospedale di
Castel del Piano per le prime cure. In seguito, poiché aveva perso molto
sangue, è stato deciso il trasferimento a Siena, mentre il fucile veniva
sequestrato dai carabinieri della stazione di Castel del Piano.
Silvano Fazzi, soprannominato dai concittadini “Stomachino”, a
Casteldelpiano lo conoscevano tutti. Abitava alle Ciaccine, in via Alba, una
delle borgate più antiche del paese. Vi risiedeva con la compagna, con la
quale viveva dopo la fine del suo primo matrimonio da cui erano nati due
figli. Una famiglia numerosa, quella di Fazzi, una sorella gemella e un
fratello, che abitano e lavorano a Casteldelpiano. Fazzi aveva sempre
lavorato in campagna: da poco in pensione per motivi di salute, era stato a
lungo dipendente della Cooperativa Amiata Verde. La notizia della sua morte
è arrivata inaspettata. Tutti credevano che la ferita non fosse così grave.
Molti compagni della sua squadra già verso le 19,30, ora in cui è avvenuto
il decesso, hanno deciso di recarsi a Siena per vegliare l’amico scomparso.
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LO SPARO ERA DIRETTO A UN CINGHIALE
Cacciatore colpito di rimbalzo dal colpo di un fucile
Incidente di caccia in località Fogneto, a Gambassi Terme. Un 63enne è stato
colpito di rimbalzo allo zigomo da un colpo di fucile esploso in direzione
di un cinghiale da un altro cacciatore. L'uomo non è in pericolo di vita
http://lanazione.quotidiano.net/firenze/2007/12/28/56984-cacciatore_colpito_
rimbalzo_colpo_fucile.shtml
Firenze (Gambassi Terme), 28 dicembre 2007 - Incidente di caccia in località
Fogneto, a Gambassi Terme. Un uomo di 63 anni è stato colpito di rimbalzo
allo zigomo da un colpo di fucile esploso in direzione di un cinghiale da un
altro cacciatore.
Il ferito, trasportato con l'eliambulanza presso l'ospedale Careggi di
Firenze, è ricoverato in prognosi riservata,
ma non è in pericolo di vita.
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Capoterra. A Sinnai colto in flagrante un uccellatore, disinnescate 125 reti
Sequestrati 700 tordi,denunciati due bracconieri
http://www.unionesarda.it
"Il primo cacciatore di frodo l’-hanno fermato mentre scendeva a valle con
un bel cinghiale catturato con un laccio. Il secondo bracconiere aveva
lasciato le zone di Gutturu Mannu portandosi dietro alcuni pettirossi uccisi
con i nodi scorsoi realizzati con i crine di cavallo. Entrambi, M. G. di 46
anni e F. I. di 50, tutti e due di Capoterra, sono stati bloccati, ma nell’
abitazione di quest’ultimo, perquisita su ordine del magistrato, i forestali
della stazione di Capoterra (impegnati in un’operazione di controllo del
territorio predisposta dall’Ispettorato ripartimentale di Cagliari) hanno
scoperto e sequestrato ben settecento volatili divisi in buste di plastica
da otto uccelli ognuna e pronti per essere cotti per diventare tacculas.
Altri tordi erano stati invece già cucinati e uniti tra loro con i rami di
mirto per essere venduti.
I due bracconieri sono stati denunciati. A Gutturu Mannu i ranger hanno
anche recuperato e reso inattivi ottomila trappole e numerosi cavetti d’
acciaio per la cattura di cervi e cinghiali.
Un’altra operazione contro la caccia di frodo è stata predisposta sui Sette
Fratelli dai forestali di Sinnai. Denunciato un uccellatore, S. R. di 62
anni. L’uomo è stato sorpreso in flagranza di reato mentre disponeva le reti
di nylon nella zona di Sa Corti. Gli uomini del Corpo forestale hanno
disattivato e messo sotto sequestro 125 reti per la cattura dei violatili.
Sequestrati anche 75 tordi. L’uomo è stato denunciato all’autorità
giudiziaria per caccia di frodo. (a. pi.)
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CACCIA
Prorogato il divieto di usare richiami vivi
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3628736&Pagina=ROVIGO
(f.p.) Prorogato di un altro anno il divieto di usare richiami vivi per la
caccia in valle. La disposizione è stata presa dal ministero della Salute
attraverso un'ordinanza controfirmata dal ministro Livia Turco. In pratica
viene allungato fino al 31 dicembre 2008 il termine di validità della
precedente ordinanza del 26 agosto 2005 che scadeva il 31 dicembre 2007. Il
provvedimento venne preso per evitare che le anatre germanate usate
abitualmente dai cacciatori come richiamo per la selvaggina migratoria
potessero diventare veicoli di infezione da aviaria. L'ordinanza entrerà in
vigore il giorno della pubblicazione in Gazzetta e, in teoria, potrebbe
sussistere un periodo di vacatio legis in cui si presume possa essere
consentito, anche se solo per pochi giorni, l'impiego di detti richiami
vivi.
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CROAZIA; A CACCIA CON IMPUTATO DEL TPI: SI DIMETTE MINISTRO KIRIN
Mladen Markac, in libertà vigilata, era partito col ministro
http://notizie.alice.it/notizie/top_news/2007/12_dicembre/29/croazia_a_cacci
a_con_imputato_del_tpi_si_dimette_ministro_kirin,13721620.html
Zagabria, 29 dic. (Ap) - Le prove sono schiaccianti, l'imbarazzo palpabile,
e il ministro degli Interni croato Ivica Kirin ha dato le dimissioni davanti
alle foto. Quelle della sua battuta di caccia a fianco dell'ex generale
Mladen Markac, imputato per crimini di guerra dal Tribunale penale
internazionale dell'Aja. Un imputato, oltretutto, che essendo in libertà
vigilata non aveva il diritto di andarsene a caccia senza avvertire: nemmeno
se come garanzia aveva a fianco il titolare del dicastero che controlla la
polizia...
La polizia croata, difatti, ha dovuto oggi arrestare Markac perchè il Tpi ne
ha richiesto l'immediato trasferimento all'Aia per violazione delle norme
sulla libertà vigilata. La battuta di caccia non autorizzata a fianco di
Kirin ha avuto luogo la settimana scorsa ed è stata debitamente documentata
dai fotografi.
Markac, 52 anni, è in libertà vigilata dal 2004, in attesa del processo per
omicidio e violazione dei diritti umani. E' stato arrestato nella sua casa
di Zagabria. Il ministro Kirin, invece, ha espresso "le sue scuse e il suo
rammarico" in una lettera al primo ministro da poco riconfermato, Ivo
Sanader.
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PESCA
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PESCATI DUE VOLTE A CACCIA DI RICCI NELL'AREA PROTETTA
http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=5462
L’occasione fa l’uomo ladro, anzi il pescatore di frodo. Come dire: il lupo
(di mare) perde il pelo, ma non il vizio. Due 40enni leveranesi hanno deciso
per queste festività di regalarsi il pieno di denunce, e sempre per lo
stesso reato. Il 20 dicembre, dunque poco più di una settimana fa, i due
pescatori di frodo sono stati sorpresi dalla squadra nautica della polizia
nelle acque di Porto Cesareo a fare il pieno di ricci. Si erano appostati
nell’area marina protetta, dove vige, ovviamente, il divieto assoluto di
pesca.
Ma il deferimento sembra non sia servito davvero a nulla. Il fatto di dover
rendere conto davanti all’autorità giudiziaria del reato non è servito
neanche da deterrente. Ieri i due sono infatti tornati alla carica, a Torre
Chianca, rinomata località cesarina, a caccia di ricci. Frutti di mare che
portano soldi, perché molto richiesti sotto le festività. Ed è quasi certo
il fatto che i due volessero fare approvvigionamento per poi rivenderli.
Quando gli agenti della squadra nautica li hanno fermati, avevano con sé già
diverse “prede” che, d’intesa con il magistrato di turno, Gugliemo Cataldi,
sono stati restituiti al loro habitat naturale. Per i due 40enni di Leverano
è scattata la seconda denuncia.
A dimostrazione di quanto sia fiorente il fenomeno della pesca di frodo, val
la pena ricordare che nella stessa area protetta, il 21 dicembre scorso,
durante un pattugliamento gli agenti hanno sequestrato a carico di ignoti,
un “palamito”, attrezzatura da pesca di 200 metri, corredato di 100 ami,
ancora senza prede. Alcuni giorni addietro, invece, un 25enne di Gallipoli è
stato sorpreso a Torre Pali, ad effettuare pesca subacquea professionale su
una barca da diporto. Per lui è scattata una sanzione amministrativa.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it