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NEWS: Giornali Internet 11/01/07



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CACCIA
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BRACCONAGGIO. Nella zona di Nuvolera
Spiedo fuorilegge Maxi sequestro in una trattoria
Nelle dispense erano pronti 514 uccelli di specie protette
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/provincia/Bad.htm
Irregolarità e violazioni sono state riscontrate in un esercizio pubblico
valsabbino, nella zona di Nuvolera.
Il nucleo ittico-venatorio della Polizia Provinciale, guidato dal
commissario Dario Saleri, ha effettuato un controllo in un ristorante,
insieme agli ispettori dell’Asl, e l’esito ha portato al sequestro di 514
esemplari, nella maggior parte di specie non cacciabili o non commerciabili
Il ristorante aveva in dispensa 34 fringuelli, 4 peppole, 6 passere
mattugia, 2 passere scopaiole, 40 fanelli, 62 pispole, 1 capinera, 1
ballerina bianca, 1 saltinpalo, 64 migliarini di palude, 10 strillozzi, 1
zigolo nero, 1 spioncello, 2 verdoni, 1 cappellaccia, 217 allodole e altri
67 uccelli già spiumati.
I reati ipotizzati vanno dalla ricettazione al commercio e detenzione
illegale di avifauna protetta. Indaga la Procura.
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BRACCONAGGIO: UNA “BEFANA ECOLOGICA” IN VENETO
Sono state sequestrate due morette comuni, due morette tabaccate, cinque
alzavole brasiliane e tre fischioni
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=6131
11 gennaio 2008 – Complessa operazione antibracconaggio nella giornata del 6
gennaio 2008. Uomini del Corpo forestale dello Stato di Asiago, della
provincia di Bolzano, personale della Polizia di Stato del Brennero e
ornitologi della Lipu di Parma e Verona, hanno controllato numerosi pullman
ed automezzi vari, provenienti da una fiera ornitologica per verificare gli
acquisti e la relativa documentazione in possesso degli animali trasportati.
Nell'ambito dell'operazione sono stati controllati sette pullman, due
camper, due due furgoni e un fuoristrada. Sono state redatte tre notizie di
reato di cui una per maltrattamento di animali e due per mancanza di anello
identificativo. I vari visitatori e collezionisti di avifauna hanno
acquistato numerosi volatili che in alcune situazioni non erano in regola
con i documenti per il trasporto. Sono state sequestrate due morette comuni,
due morette tabaccate, cinque alzavole brasiliane e tre fischioni.
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Pianella: il Comune vieta la caccia in contrada Collalto
http://www.primadanoi.it/modules/news/article.php?storyid=1825
CRONACA. PIANELLA. Caccia vietata a partire da venerdì 11 gennaio in tutta
la zona di contrada Collalto a Pianella. L’ordinanza è stata firmata stamane
dal sindaco, l’onorevole Giorgio D’Ambrosio, per garantire la sicurezza dei
cittadini che risiedono nell’area.
«Da diverse settimane il sindaco sta ricevendo esposti con relative
richieste di intervento da parte dei residenti di contrada Collalto,
«costretti a chiudersi in casa in tutto il periodo venatorio per non
rischiare di essere impallinati dai cacciatori, purtroppo tanti, che non
rispettano la distanza da abitazioni e strade stabilita dalla legge».
L’ordinanza ha dunque istituito il divieto di caccia in tutta l’area
compresa tra strada comunale Morelli Antonio, dalla strada provinciale bivio
per Castellana-Cavaticchi sino a Fosso Milone; strada provinciale
Cavaticchi, dal bivio Castellana km 100 al km 300; strada comunale Collalto,
dalla strada provinciale Case D’Annibale fino a Fosso Milone; Fosso Milone,
lungo l’intersezione strada Morelli e Case D’Annibale.
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BRACCONAGGIO: OTTIMI I RISULTATI DEI CONTROLLI STRAORDINARI EFFETTUATI DAL
CORPO FORESTALE DI LUCCA
L’attenzione resterà molto alta fino al termine della stagione venatoria
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=6132
11 gennaio 2008 – In occasione della fine dell’anno, il Corpo forestale di
Lucca ha deciso di effettuare una serie di controlli straordinari mirati a
prevenire e reprimere le attività di bracconaggio, confermando in questo
modo il proprio impegno attivo nell’attività di tutela di tutte quelle
persone che, vivendo in campagna, sembravano sentirsi abbandonate, e dando
loro nuova fiducia nelle istituzioni. Numerosi sono stati gli episodi di
caccia non conforme al regolamento scovati dalle pattuglie che, in divisa e
come in borghese, hanno operato continuativamente di giorno di notte. Sono
stati così sorpresi ben sei cacciatori sulle colline lucchesi impegnati in
una battuta di caccia al cinghiale con i cani, non segnalata e oltre l’
orario consentito, e soprattutto troppo vicini alla zona abitata. Nella zona
di Pescaglia è stato invece trovato un uomo che durante una battuta di
caccia al cinghiale stava trascinando via un capriolo, il cacciatore, vista
la pattuglia ha tentato la fuga ma è stato prontamente fermato e denunciato.
Questo è lo spirito operativo della forestale di Lucca che garantisce ancora
un’attenzione molto alta per il settore, soprattutto fino al 31 gennaio,
data del termine della stagione venatoria.
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LAMON Il giudice infligge una multa di 50 euro. Secondo la parte offesa gli
aveva puntato contro un fucile
Cacciatore condannato per minacce
I cani avevano fatto scappare le pecore e il pastore lo aveva denunciato
dopo un diverbio
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3640615&Pagina=FELTRE
Lamon
Un diverbio fra due cacciatori e un pastore finisce con una condanna in
Tribunale. Una multa di 50 euro per minacce è la sentenza pronunciata ieri
mattina dal giudice Antonella Coniglio nei confronti di Remo Resenterra, 71
anni, di Lamon, difeso dall'avvocato Davide Fent dello studio Azzalini. La
pena è stata condonata per effetto dell'indulto.Il caso risale al 29
settembre 2004 quando Resenterra era passato per la proprietà di Luciano
Varago insieme all'amico Giuseppe Boldo.I cani avevano spaventato le pecore
che il pastore teneva in uno spazio recintato, facendole scappare nel bosco.
L'uomo si era arrabbiato e aveva avuto una discussione con Boldo.Resenterra,
che era già 200 metri avanti rispetto all'amico, era tornato indietro
intervenendo nel diverbio. Prima però, come aveva dichiarato a suo tempo
agli inquirenti l'amico in seguito scomparso, aveva scaricato il fucile, lo
aveva aperto e con l'arma piegata in spalla era intervenuto nel diverbio.
Per Resenterra il fucile avrebbe sfiorato Varago durante la discussione, ma
senza intenzione né pericolo.Secondo quanto sostenuto dal pastore invece il
cacciatore lo avrebbe minacciato puntandogli l'arma al torace. Per questo
l'uomo lo aveva denunciato per minacce aggravate, così come aveva fatto
Resenterra che lo aveva portato dal giudice di pace per ingiurie, poi
ritirando la querela.Anche Luciano Varago aveva ritirato la propria
denuncia, ma l'aggravante del fucile non aveva permesso di azzerare il reato
per la remissione di querela essendo procedibile d'ufficio.Simona Pacini
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Nuove 49 abilitazioni
Si allarga la famiglia delle doppiette
Pordenone
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3640888&Pagina=1
Selezionati anche loro come quegli animali che saranno d'ora in avanti
chiamati a valutare con precisione prima di poter tirare il grilletto. Così,
dopo una severa selezione, la Provincia di Pordenone ha abilitato
all'esercizio della caccia quarantaquattro nuove doppiette nel corso del
2007. Si è chiuso di recente il corso che l'assessorato alle politiche
venatorie dell'ente di largo San Giorgio aveva indetto per la scorsa annata
e al quale avevano partecipato 89 aspiranti nelle due sedi di Maniago e
Pordenone.
I corsisti, che hanno seguito un ciclo di lezioni per complessive 108 ore di
lezione nell'arco di sette mesi, si sono cimentati nella parte teorica con
materie dedicate alla legislazione venatoria internazionale e comunitaria,
quella nazionale e regionale, la tutela ambientale, la conoscenza della
fauna selvatica, il pronto soccorso, l'etica venatoria e la cinofilia.
Due istruttori, inoltre, hanno illustrato e insegnato a maneggiare le armi
da caccia, facendo applicare scrupolosamente le norme di sicurezza. Alla
conclusione del corso, gli aspiranti hanno dovuto superare prove di tiro a
segno e di tiro a volo per manifestare le proprie capacità all'utilizzo
dell'arma e alla perizia nella mira, nonché un esame orale sulle materie
oggetto di studio.
«Rivolgo un meritato plauso a tutti i docenti - dichiara l'assessore
provinciale alla Caccia, il leghista Danilo Narduzzi - perché hanno
partecipato con grande professionalità ai corsi. È merito loro la formazione
di cacciatori dotati di una mentalità nuova, che non considera la selvaggina
come una preda, bensì come un bene pubblico che deve essere prelevato solo
nel rispetto dei criteri di buona gestione faunistica. La severa selezione
compiuta tra tutti i partecipanti - conclude Narduzzi - ha consentito di
abilitare 44 neo-cacciatori, che ora hanno titolo per chiedere alla Questura
il rilascio della prima licenza di caccia».
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COMMERCIO
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FALCONARA
Pappagallo rarissimo in casa: condannata
Il volatile, detenuto illegalmente dalla signora, fu scoperto nel 2005 dal
servizio Cites del corpo forestale dello Stato, su segnalazione della
polizia municipale. Si tratta di un 'Ara Macao', una specia a rischio di
estinzione
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/ancona/2008/01/11/58936-pappagallo_r
arissimo_casa_condannata.shtml
Ancona, 11 gennaio 2007 - Teneva in casa, a Falconara, un pappagallo
rarissimo, appartenente ad una specie (l'Ara Macao') a rischio di estinzione
e privo della certificazione di provenienza. La padrona del volatile, Alda
Spinelli, nomade di Falconara, fu scoperta nell'agosto 2005 dal servizio
Cites del corpo forestale dello Stato, su segnalazione della polizia
municipale, ed è stata oggi condannata dal giudice monocratico di Ancona,
Carlo Cimini, a due mesi di arresto e 5.400 euro di ammenda, per violazione
della legge sulla detenzione di fauna a rischio estinzione.
E' stato il vice questore aggiunto del servizio Cites Macerata del Cfs,
Fabrizio Mari, a ripercorrere oggi, in aula, la vicenda del 2005 e a
ricordare che quel tipo di pappagallo ha un valore commerciale di circa
tremila euro. Ad ogni modo, per legge, ogni esemplare allevato in cattività
deve essere certificato dal Cites, che esegue un test del Dna e ne attesta
la provenienza in una ''carta d'identità''. La difesa, dal canto suo, ha
invece sostenuto che la detenzione del pappagallo non era penalmente
rilevante e che l'imputata possedeva la documentazione ma l'aveva smarrita.
La signora Spinelli, in verità, riuscì a produrre solo un certificato di
vaccinazione che non attestava però la provenienza del volatile.
Mari ha spiegato che all'epoca gli uomini del Cites arrivarono a casa della
signora Spinelli dopo una segnalazione dei vigili urbani, allertati a loro
volta dai vigili del fuoco, che avevano recuperato in strada un altro
pappagallo di tipo Ara Rauna. In quell'occasione la Spinelli aveva ripreso
l'esemplare sostenendo che si era allontanato dalla sua abitazione, ma
quando i vigili urbani andarono a recuperare quel pappagallo scoprirono che
nella casa vi era anche l'altro esemplare, ancora più raro, e avvertirono il
corpo forestale. I due volatili furono posti sotto sequestro e, poiché
l'imputata non era in possesso dei certificati necessari per legge, furono
portati in centri per il ricovero di animali selvatici ed esotici in
Toscana.
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CITES: SEQUESTRATE A MILANO DALLA FORESTALE DUE TONNELLATE DI CORALLI
Il sequestro fa seguito a quello di oltre un centinaio di coralli recuperati
a fine dicembre presso gli scali aeroportuali di Milano e Palermo poco prima
di finire nel mercato illegale
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=6125
11 gennaio 2008 – Ammonta a circa due tonnellate, tra esemplari vivi ed
esemplari morti, il carico di coralli dell’ordine Scleractinia sequestrati
oggi dagli uomini del Servizio Cites del Corpo forestale dello Stato di
Milano presso una ditta di Settimo Milanese che si apprestava a immetterli
nel commercio illegale. Il titolare della ditta, che importa ed esporta beni
per acquari, era già stato denunciato il mese scorso dagli agenti della
Forestale con l’accusa di aver violato la normativa internazionale sul
commercio delle specie in via di estinzione. La brillante operazione
effettuata dalla Cites (la Convenzione internazionale di Washington che
regolamenta il commercio delle specie animali e vegetali) fa seguito al
sequestro di circa un centinaio di coralli vivi recuperati lo scorso 28
dicembre presso l’aeroporto Linate di Milano e l’aeroporto Falcone e
Borsellino di Palermo poco prima di finire nel mercato illegale. Entrambe le
operazioni, quella di dicembre e quella di oggi, sono state coordinate dalla
Sezione investigativa Cites dell’Ispettorato Generale di Roma e sono partite
grazie ad alcune segnalazioni del Nucleo Cites di Napoli. Nel caso del
sequestro di ieri, la segnalazione riferiva della presenza di un carico di
73 colli di coralli nascosti all’interno di spedizioni irregolari e quindi
non sottoposte al controllo Cites e doganale. Il carico, sulle cui tracce
gli investigatori erano da settimane, proveniva via terra dalla Germania ed
era diretto al mercato partenopeo e siciliano. I coralli sequestrati ieri
sono stati trasferiti all’Acquario di Genova e collocati in apposite vasche
curatoriali non esposte al pubblico, così come già avvenuto per i coralli
sequestrati il mese scorso.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it