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NEWS: Giornali Internet 14/01/07



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CACCIA
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Foggia: cacciatore precipita in pozzo, morto
http://www.corriere.it/ultima_ora/detail.jsp?id=%7B0446C452-B852-4DDF-A6A1-0
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FOGGIA - Un cacciatore di 85 anni e' morto oggi dopo essere precipitato in
un pozzo nelle campagne di Zapponeta, in provincia di Foggia. Il pozzo era
coperto da assi di legno marcio che si sono sgretolate sotto il peso della
vittima. (Agr)
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BRACCONAGGIO: FERMATI CACCIATORI NEL PARCO NAZIONALE DELL’ALTA MURGIA
Nel mirino dei bracconieri esemplari di tordi e beccacce
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=6141
14 gennaio 2007 - Gli uomini del Comando Stazione di Ruvo di Puglia (Bari)
del Corpo forestale dello Stato hanno sorpreso all’alba due uomini intenti a
cacciare uccelli migratori della specie “tordo”. I bracconieri, originari
del sud barese, si trovavano in località “Lama Pagliara”, un’area sottoposta
a divieto assoluto di introduzione di armi e di esercizio dell’attività
venatoria, caratterizzata da boschi naturali di roverella e considerata zona
di grande valore naturalistico che comprende l’intera scarpata murgiana. Si
tratta dell’ennesimo episodio che si registra nella stessa località, nell’
annata venatoria corrente, nonostante la continua azione di controllo e i
ripetuti sequestri già operati dalla Forestale. Le ragioni che spingono i
cacciatori ad addentrarsi nell’area protetta, sono date dal fatto che in
questo habitat le specie migratorie trovano le condizioni ideali per
superare l’inverno, riposarsi e affrontare il viaggio verso i siti di
nidificazione. I due cacciatori, a seguito del sequestro di armi, munizioni
e della fauna abbattuta, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Trani. Nel medesimo giorno è stato accertato dallo
stesso personale di Ruvo di Puglia un altro episodio di bracconaggio, questa
volta in località “Bosco Jatta”, una delle zone più suggestive del Parco. La
battuta di caccia, ad opera di due uomini provenienti dall’hinterland
napoletano, privi per di più di alcuna autorizzazione all’esercizio dell’
attività venatoria nella provincia di Bari, si è consumata a danno di un’
esemplare di beccaccia, specie di avifauna migratoria molto ambita dal mondo
venatorio, presente in questo periodo nei nostri boschi. L’abbattimento
della beccaccia è stato effettuato con l’ausilio di tre cani setter muniti
di radio collari, usati per fiutare le tracce del volatile e scovarlo dal
suo nascondiglio. Anche in questo caso è scattato il sequestro dei mezzi di
caccia, compresi i radio collari, e l’esemplare abbattuto, atti necessari
per la denuncia alla locale Procura. In entrambi i casi le sanzioni previste
dalla legge sono l’arresto fino a sei mesi o un’ammenda per un massimo di
12.900 euro, la confisca dei mezzi di caccia e la sanzione accessoria della
sospensione della licenza di caccia.
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A caccia senza porto d'armi. Arrestato
http://www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=4131&goback_link=index.ph
p
È finito agli arresti domiciliari un uomo di 55 anni di Sant'Anastia, comune
della provincia di Napoli, scoperto a cacciare nei boschi di Cercemaggiore
senza porto d'armi e senza licenze.
A beccare sul fatto il cacciatore di frodo nella giornata di sabato scorso,
gli uomini della Forestale della stazione di San Giuliano del Sannio.
L'uomo, dopo essere stato notato da una pattuglia, è stato avvicinato per un
normale controllo. Alla vista degli agenti, il cacciatore si è dato alla
fuga. Raggiunto dopo un breve inseguimento a piedi, è stato acciuffato dagli
agenti ed accompagnato per accertamenti presso il comando di San Giuliano
del Sannio.
Per l'uomo, che è risultato sprovvisto di porto d'armi, sono scattate le
manette con l'accusa di porto abusivo di arma e esercizio dell'attività
venatoria senza autorizzazione.
Durante la perquisizione di rito, è stato inoltre rinvenuto un grosso
coltello, posto sotto sequestro insieme al fucile da caccia e alle cartucce
detenute illegalmente dal 55enne.
Su disposizione del Pubblico ministero di turno, Rossana Venditti, l'uomo è
stato condotto presso la propria abitazione di Sant'Anastasia dove resterà
in stato di custodia cautelare agli arresti domiciliari, a disposizione
dell'Autorità giudiziaria che nelle prossime ore valuterà la sua posizione.
Le indagini sono tuttora in corso per individuare un altro uomo, che
presumibilmente era in compagnia del soggetto arrestato, e anch'esso datosi
alla fuga.
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VIVISEZIONE
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Da maiali e topiil primo cuore biotech tecnica sperimentale
Medici dell'università del Minnesota hanno "rinnovato" un organo prelevato
da animali creandone uno nuovo
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=618045&IDCate
goria=583
Londra. Un'equipe medica dell'Università del Minnesota ha creato il primo
cuore "bioartificiale": ovvero un organo prelevato da un maiale o da un
topo, "rinnovato" in tutte le sue parti non essenziali e fatto tornare a
battere in laboratorio grazie all'utilizzo delle cellule staminali.
Si tratta, scrive la rivista Nature Medicine, di una prima assoluta, che
potrebbe segnalare una svolta nel mondo dei trapianti, mettendo fine alla
cronica mancanza di donatori che mette a rischio milioni di persone che
hanno bisogno di un cuore nuovo.
Ma è anche una novità che lascia prevedere un futuro non troppo lontano in
cui tutti gli organi necessari possano essere creati in laboratorio. Con un
pregio enorme: il cuore bioartificiale riduce di molto il rischio di
rigetto, secondo i ricercatori statunitensi.
«Quando lo abbiamo visto contrarsi per la prima volta siamo rimasti senza
parole», ha scritto Harald Ott, uno dei partecipanti alla ricerca, che ora
lavora al General Hospital in Massachusetts.
La procedura ha visto il cuore dell'animale spogliato di tutte le cellule
non essenziali. Solo la proteina scheletro, che ha generato la forma del
cuore, non è stata toccata dai ricercatori. Questo scheletro cellulare è
stato poi ripopolato con cellule "progenitrici" staminali prese dall'organo
di animali neonati, che sono cresciute attorno a quanto era rimasto, creando
alla fine un nuovo organo, che ha quindi ripreso a contrarsi.
La tecnicaper il momento è stata testata su maiali e ratti, ed è bene
precisare, è ancora considerata "altamente sperimentale". Si procede,
insomma, con la massima prudenza, nonostante l'entusiasmo per i primi
risultati ottenuti. Test su cuori umani sono lontani ancora molti anni. Ma
ora c'è una buona base di partenza.
Doris Taylor, direttrice del centro per la ricostruzione cardiaca
dell'università del Minnesota, dice infatti che questo è un passo essenziale
verso la creazione di cuori su misura, ma anche vasi sanguigni ed altri
organi per persone in attesa di trapianto.
L'idea, dice Taylor al Sunday Times, «sarebbe quella di sviluppare vasi
sanguigni trapiantabili o interi organi che sono fatti delle tue stesse
cellule. L'idea, guardando avanti, è di costruire un cuore usando le cellule
staminali del paziente. Apre la porta alla nozione che puoi generare
qualsiasi organo: reni, fegato o pancreas. Dicci quale e noi speriamo di
farlo», conclude la direttrice dell'università del Minnesota.
La procedura usata da Taylor e dai suoi colleghi è chiamata
decellularizzazione: con l'uso di composti chimici, si tolgono le cellule
non essenziali dall'organo dell'animale morto. Lo scheletro proteico viene
quindi ripopolato con le staminali cardiache.
Quattro giorno dopo, le cellule hanno iniziato a contrarsi, e dopo otto,
afferma Taylor, i cuori bioartificiali di topi e maiali hanno iniziato a
battere.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it