[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 15/01/07



======
CACCIA
======
INCIDENTE A PIETRASTORNINA
Ferisce il nipote durante una battuta di caccia
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20080115&ediz=AVELLINO&npag=39
&file=FUMO.xml
Summonte. Scivola sull’erba bagnata e ferisce col fucile il nipote. E’
accaduto durante una battuta di caccia a Pietrastornina dove un 32enne è
rimasto colpito alla regione inguinale destra da un colpo di arma da fuoco
esploso in modo accidentale dalla zio che partecipava insieme a un altro
gruppo di amici, tutti di Summonte, a una battuta di caccia. Il giovane è
stato ricoverato subito al «Moscati» di Avellino in prognosi riservata.
Presentava una grave ferita alla regione inguinale. Immediatamente sono
scattate le indagini della polizia. Ricostruita dagli agenti della squadra
Volanti la dinamica del ferimento. Dalle testimonianze degli altri
cacciatori presenti e da un sopralluogo nella zona dov’è avvenuto l’
incidente, è stata confermata la dinamica, compatibile con la ferita
riscontrata sul corpo del 32enne che partecipava alla caccia al tordo. I
due, zio e nipote, si erano allontanati dal gruppo degli altri cacciatori
quando è avvenuto l’incidente, in una strada scoscesa e alquanto impervia.
Qui, anche a causa anche del terreno bagnato, lo zio sarebbe scivolato e dal
fucile sarebbe partito il colpo che ha ferito il nipote. La polizia ha
provveduto a denunciare a piede libero lo zio per lesioni colpose, mentre
tutti i partecipanti alla battuta di caccia - secondo qaunto accertato dagli
agenti della questura di Avellino - verranno segnalati per avere esercitato
attività venatoria in località «Gizzi», una zona protetta e già sottoposta a
tutela ambientale.
-----
San Donato
Parte un colpo mentre è a caccia
Ferita guardia provinciale
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20080115&ediz=04_FROSINONE&npag=36&;
file=D_2035.xml&type=STANDARD
Un agente della polizia provinciale di Frosinone è rimasto ferito ad una
gamba da un colpo di arma da fuoco, ieri pomeriggio, mentre era a caccia nei
boschi di San Donato Val Comino. Antonio C., 61 anni, vecchio appassionato
della doppietta, essendo fuori servizio, ne ha approfittato per una battuta
alla periferia di San Donato.
Era da solo, e giunto in località Palombara, tra boscaglia e piante di
olivo, ha visto alzarsi in volo un paio di tordi. A quel punto non ha
esitato a prendere il fucile che portava a spalla, con la canna rivolta
verso il basso.
Ma nell’afferrare l’arma, il grilletto è rimasto impigliato in uno dei ganci
del giubbotto e, inavvertitamente, è partito un colpo che, di struscio, ha
colpito la gamba destra.
Soccorso dagli uomini del 118, l’agente della polizia provinciale è stato
trasferito all’ospedale di Cassino con un “codice giallo”.
Sul posto sono intervenuti subito i carabineiri di San Donato che hanno
ricostruito la dinamica dopo aver ascoltato il ferito.
Non essendoci responsabilità di terzi non ci sarà alcun rapporto alla
magistratura e il caso, praticamente, è chiuso.
Non è chiuso invece per Antonio C. che resta ricoverato in ospedale e per il
quale i medici del pronto soccorso gli hanno prognosticato trenta giorni di
cure. A. Sim.
-----
Sparano al cinghiale, centrano finestra
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20080115&ediz=13_ANCONA&npag=43&fil
e=F_4781.xml&type=STANDARD
di MARIO CARDILLI
FOSSOMBRONE – Ancora un incidente di caccia (al cinghiale) in un centro
abitato alla periferia di Fossombrone che, questa volta, per fortuna non è
finito in tragedia. Erano appena trascorse le 14 di domenica quando nella
frazione di San Lazzaro, nell’abitazione sopra il bar-tabacchi-alimentari
del piccolo centro, la signora Fernanda Cordella, di 88 anni, dopo aver
pranzato, aveva rassettato e lasciato il cucinotto. «Ho sentito un forte
botto, ma non mi sono preoccupata più di tanto. Dalla mattinata avevo
sentito i cacciatori. Dopo essere tornata nel cucinotto, ho visto i vetri in
mille pezzi sparsi per terra. La tapparella distrutta. Nella parete di
fronte un buco provocato dal proiettile che successivamente era rimbalzato
sul tavolo dove avevo pranzato poco prima…». Una fortuna che la donna si
fosse appena spostata perché, stando alla ricostruzione della traiettoria
del proiettile questo rimbalzando l’avrebbe colpita in pieno alle spalle.
I carabinieri di Fossombrone nel giro di poco tempo sono riusciti ad
individuare i responsabili della “squadra” di cacciatori che operava nella
zona. Si tratta di U. V. e T. T. che dovranno ora segnalare i nomi dell’
autore materiale dell’incidente. C’è l’aggravante di aver “cacciato” nei
pressi di un centro abitato. Un fatto è certo, secondo il parere d’esperti
cacciatori: il colpo è stato sparato dalla parte del greto del fiume Metauro
o, addirittura, dalla zona che costeggia la Fano-Grosseto.
-----
DELTA DEL PO
Usavano i richiani acustici: cacciatori denunciati dalla Forestale
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3645478&Pagina=ROVIGO
Nel weekend appena trascorso, nelle valli del Delta del Po, il Corpo
forestale dello Stato ha eseguito una serie di attività antibracconaggio,
impiegando circa venti operatori. Gli uomini della Forestale, provenienti
anche da altre province e specialisti del settore, hanno cercato di
contrastare il fenomeno dell'impiego dei richiami acustici a funzionamento
elettromagnetico. Nel corso dell'operazione sono stati identificati numerosi
cacciatori: due, in particolare, utilizzavano 2 fonoriproduttori e sono
stati denunciati alla Procura della Repubblica. A loro carico è stato
eseguito il sequestro dei materiali oltre che dei fucili utilizzati. I due,
per essere stati colti nel fatto nelle primissime luci dell'alba, non
avevano ancora eseguito alcun abbattimento di uccelli. Il servizio svolto
dalla Forestale Stato si inserisce nell'ambito della repressione dei reati
commessi durante l' attività venatoria nelle aree protette del Parco del
Delta del Po.
-----
Vasta operazione antibracconaggio del Corpo Forestale nel fine settimana
A caccia senza autorizzazione, campano finisce in manette
CAMPOBASSO Stava cacciando nelle campagne di Cercemaggiore senza nessuna
autorizzazione e senza porto d'armi. Avvicinato dagli uomini del Corpo
Forestale dello Stato per un normale controllo, ha provato a darsi alla
fuga, ma poco dopo è stato arrestato.
http://www.iltempo.it/molise/2008/01/15/826650-caccia_senza_autorizzazione_c
ampano_finisce_manette.shtml
Cosimo Santimone
Protagonista dela vicenda un 55enne dell'hinterland partenopeo. Questi in
sintesi i fatti: nel fine settimana appena trascorso, c'è stata, da parte
del Corpo Forestale, una vasta operazione antibracconaggio che ha
interessato l'intero territorio della Provincia del capoluogo. E gli uomini
del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione di San Giuliano del
Sannio, come detto, hanno arrestato A.D. di Sant'Anastasia (NA), mentre
esercitava l'attività venatoria nelle campagne di Cercemaggiore. L'uomo,
individuato da una pattuglia, veniva avvicinato per un normale controllo
quando, alla vista degli agenti, si dava alla fuga. Una corsa terminata dopo
alcuni metri perchè, raggiunto dopo un breve inseguimento a piedi, veniva
fermato ed accompagnato per gli accertamenti di rito presso il Comando di
San Giuliano del Sannio. Per l'uomo, che risultava sprovvisto di porto
d'armi, sono scattate le manette con l'accusa di porto abusivo di arma e
esercizio dell'attività venatoria senza autorizzazione. Durante la
perquisizione di rito è stato rinvenuto inoltre un grosso coltello posto
sotto sequestro unitamente al fucile da caccia e alle munizioni. Su
disposizione del P.M. di turno dott.ssa Rossana Venditti, l'uomo è stato
condotto presso la propria abitazione di Sant'Anastasia (NA) dove resterà in
stato di custodia cautelare agli arresti domiciliari a disposizione
dell'Autorità Giudiziaria che nelle prossime ore valuterà la sua posizione.
Le indagini sono tuttora in corso per individuare un'altro uomo, che
presumibilmente era in compagnia del soggetto arrestato e anch'esso datosi
alla fuga. Nel frattempo, gli uomini del Corpo Forestale, continuano senza
sosta la loro opera di monitoraggio del territorio per cercare di arginare
altri simili fenomeni.
-----
Depositate nella sede della Regione di Udine le settemila firme che chiedono
di bloccare l’iter del ddl che oggi approda in Aula
I cacciatori e la legge che non piace
Lettera aperta a Illy e Tesini: «Si rischia di tornare indietro di trent’
anni, meglio rinviare»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Udine&Codice=3
645240&Pagina=FRIULI%20VENEZIA%20GIULIA
Udine
Guerra aperta contro il disegno di legge 246 sulla caccia che oggi approda
in Consiglio regionale. Hanno affilato le armi i cacciatori del Friuli
Venezia Giulia aderenti ad Italcaccia, Arcicaccia, Circolo friulano
cacciatori, oltre a una parte di Federcaccia, che ieri hanno depositato
nella sede udinese della Regione le 7 mila firme raccolte, in appena venti
giorni, con cui tentare di bloccare l'iter proprio attraverso il pressing
del successo della petizione popolare.
Hanno allegato alle firme una lettera aperta al governatore Illy e al
presidente del Consiglio, Tesini, per chiedere un atto di coraggio:
sospendere tutto per convocare, all'inizio della prossima legislatura, il
tavolo aperto a tutti i soggetti, coinvolgendo cacciatori, ambientalisti,
agricoltori ed enti locali. E se non riuscissero a stoppare? «Niente paura:
il presidente nazionale Arcicaccia, Osvaldo Veneziano, e Legambiente
impugneranno la legge, se dovesse essere approvata», ha annunciato Valerio
Pituelli, coordinatore regionale Arcicaccia, al bar Caucigh, che ha messo a
nudo la contraddizione fra l'operato del Pd a livello regionale e il Pd a
livello nazionale: «Non riusciamo proprio a capire come mai i partiti
politici che rappresentano Intesa democratica dicano il contrario rispetto
alla posizione del Pd nazionale».
Per i settemila sottoscrittori impegnati nell'operazione-verità (il 95\%
delle firme sono di cacciatori, il 5\% frutto del sodalizio con
ambientalisti), questo ddl, se dovesse ricevere l'imprimatur, farebbe
precipitare la regione indietro di trent'anni e peggiorerebbe la già nera
situazione del Friuli Venezia Giulia che si colloca agli ultimi posti nella
graduatoria della gestione venatoria. Non ci stanno, i cacciatori e tanti
direttori di riserva, ad assistere alla riproposizione dell'organo gestore
che risorge dalle ceneri - spiega Pietro Luigi Bortoli, ex direttore
regionale alle Foreste - con il nome di Associazione cacciatori: «È
incostituzionale - denunciano - e annulla l'autonomia delle riserve di
caccia che, di fatto, diventano strumento in mano all'Associazione che farà
comodo solo alla Federcaccia», dichiarano Giovanni Cipriani, presidente
provinciale e regionale Italcaccia e Renzo Ambrosi, presidente del Distretto
venatorio del Carso.
Il dramma, secondo loro, è che non solo nella legge non si parla minimamente
di tutela della fauna, ma si rischia di esautorare il ruolo finora ricoperto
dalle riserve, non più organo di primo grado. Addio riserve? Il loro destino
è di finire «come fantocci nelle mani dell'Associazione la quale, elemento
incostituzionale numero due, si occuperà persino dei provvedimenti
disciplinari, creando un conflitto evidente fra controllore e controllato».
Che succederà, si chiedono i cacciatori, se una riserva di caccia non
intende affiliarsi all'Associazione? «Non ci obbligheranno mica a non
cacciare?», si chiedono, mentre agitano lo spettro di costi aggravati,
procedure poco trasparenti e il tentativo di arginare dai distretti
ambientalisti ed enti locali, per una caccia meno sicura e meno
garantita.Irene Giurovich

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it