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NEWS: Giornali Internet 16/01/07



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CACCIA
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Va a caccia, si sente male e muore
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20080116&ediz=AVELLINO&npag=39
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Gesualdo. Non era la prima volta che si recava in quel luogo impervio per
trascorrere qualche ora in battute di caccia. Da solo o in compagnia.
Gerardo Michele Scoppettuolo, un 74enne di Grottaminarda, quella passione
per la caccia ce l'aveva nel sangue da quando era giovanissimo. Ieri
l'altro, però, il suo cuore, non ha retto. Un malore improvviso l'ha
strappato alla vita. Persona riservata e dignitosa, l’anziano era in
compagnia di un suo amico, Mario Barrasso. E' stato proprio quest'ultimo a
lanciare l'allarme. L'episodio si è verificato in una macchia impervia,
località Bosco, a Gesualdo. Un luogo ideale, e tra l'altro ben conosciuto
per la caccia. Era quasi buio, poca o nulla la luce tra la fitta boscaglia,
quando Michele, il più anziano dei due, ha avvertito un forte dolore al
petto. Pochi istanti poi la morte. ni.di.
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AMBIENTE. Accolti i ricorsi. Gli ambientalisti: «E ora cambi proposte»
La caccia al piccione di Tosi bocciata due volte dai giudici
Il Tribunale amministrativo ha sospeso l’ordinanza con la quale si disponeva
l’abbattimento dei colombi
http://www.larena.it/ultima/oggi/cronaca/Cah.htm
Affossata forse definitivamente l’ordinanza di Flavio Tosi sulla caccia ai
piccioni. Il 10 gennaio scorso, il Tar ha sospeso il provvedimento del
sindaco che aveva dato la possibilità ai cacciatori di abbattere i 4000
colombi, presenti nella nostra città, nelle zone adibite all’attività
venatoria. I giudici amministrativi hanno, quindi, accolto le obiezioni
degli ambientalisti della Lega abolizione della caccia, patrocinata in
giudizio dall’avvocato Massimo Rizzato. In realtà quella del 10 gennaio, è
la seconda bocciatura all’ordinanza di Tosi che aveva già subito una censura
dagli stessi giudici amministrativi con l’ordinanza 3357 del 22 ottobre
scorso. In quella occasione, il Tar evidenziò che il provvedimento del
sindaco, emesso il 28 giugno 2007, contrastava con la legge nazionale sulla
caccia. «Il primo cittadino, però, non si arrese», riporta una nota della
Lav, «e nel novembre scorso, ripresentò l’ordinanza dopo averla modificata».
Ma anche questa volta, gli ecologisti si sono opposti e hanno fatto
richiesta al Tar di sospendere il provvedimento. Il 10 gennaio l’istanza è
stata accolta con la stessa motivazione della prima. In pratica, il sindaco
sosteneva che i piccioni non erano animali selvatici e, quindi, non
rientravano nella disciplina della legge del 1992. Su questo punto, invece,
l’avvocato Rizzato ha dimostrato che, i colombi rientrano nella categoria
degli animali selvatici e, quindi in base alla normativa di 16 anni fa, non
possono essere cacciati. Una vittoria per gli ecologisti che ora invitano
Tosi a trovare altre vie per limitare i danni dei colombi. «Si potrebbe»,
sostengono gli ecologisti, «istituire la figura del colombofilo con il
compito di somministrare granaglie anticoncezionali nei punti della città,
deputati all’ alimentazione dei colombi. Laddove questo metodo è stato
adottato, si è registrato in un paio di anni un calo drastico nel numero dei
pennuti. Per salvaguardare gli edifici, basta eliminare le cavità utilizzate
dai piccioni». GP.CH.
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BRACCONAGGIO: DENUNCIATI DUE UOMINI DEL DELTA DEL PO
Impiegavano richiami acustici nelle valli del Delta della provincia di
Rovigo
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=6152
16 gennaio 2008 – Nel week-end scorso, nelle valli del Delta del Po, in
provincia di Rovigo personale del Corpo forestale dello Stato, è stato
impegnato in una serie di attività antibracconaggio, impiegando circa venti
persone. Gli uomini della Forestale, provenienti anche da altre province e
specialisti del settore, hanno operato al fine di contrastare il fenomeno
dell’impiego nella attività venatoria dei richiami acustici a funzionamento
elettromagnetico, previsto e punito quale reato, dalla legge. Nel corso
della operazione, sono stati identificati numerosi cacciatori, due dei
quali, per aver utilizzato due fonoriproduttori di, sono stati denunciati
alla competente Autorità giudiziaria di Rovigo. A loro carico è stato
eseguito il sequestro penale dei materiali stessi, oltre che dei fucili di
cui erano dotati. I due, per essere stati colti nel fatto nelle primissime
luci dell’alba, non avevano ancora eseguito alcun abbattimento di avifauna.
Il servizio svolto dalla Forestale, si inserisce nel particolare ambito
della repressione dei reati commessi durante l’attività venatoria, volto ad
impedirne la stessa nelle aree protette ricadenti nel Parco del Delta del
Po, oltre che ad evitare l’uso di strumenti a ciò vietati.
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Tre pubblici ufficiali arrestati dai carabinieri
http://www.tranionline.it/notizia.asp?notizia=6367&pagina=bat
I Carabinieri della Compagnia di Barletta hanno arrestato tre persone in
esecuzione di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari
emessa dal Gip presso il Tribunale di Trani
Nella mattinata di oggi i Carabinieri della Compagnia di Barletta hanno
arrestato tre persone in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare agli
arresti domiciliari emessa dal Gip presso il Tribunale di Trani. Si tratta
di un appartenente al Corpo Forestale dello Stato, di un importante
rappresentante del WWF e di una guardia venatoria volontaria.
I tre pubblici ufficiali, nel periodo compreso tra il 2005 e il 2007, si
sarebbero resi responsabili di violenza privata continuata aggravata,
omicidio colposo con morte come conseguenza di altro delitto, falsità
ideologica e materiale, abuso d'ufficio, calunnia continuata aggravata,
lesioni aggravate. Il forestale dovrà rispondere anche della modifica di
un'arma legalmente detenuta che aveva predisposto artigianalmente per
l'utilizzo con silenziatore e di detenzione illegale di munizionamento. Di
quest'ultimo reato risponderà anche la guardia venatoria volontaria.
Gli arrestati, nell'ambito dei controlli effettuati nell'area del nord
barese, abusando delle qualifiche loro attribuite, agendo talvolta
travisati, avevano costretto i cacciatori a tollerare atti di perquisizione
con metodi "poco ortodossi". Un controllo particolarmente aggressivo operato
in Spinazzola, in data 6 novembre 2005, avrebbe provocato la morte di un
cacciatore 82enne, originario di Riccione che, vistosi accerchiato, veniva
colto da arresto cardiocircolatorio accasciandosi al suolo. Nel corso di un
altro controllo avvenuto a Barletta il 14.01.2007, il forestale avrebbe
addirittura provocato, con una testata, la rottura del setto nasale di un
cacciatore. Dalle indagini emergerebbe inoltre come i tre, in un caso,
avessero preordinato una serie di attività finalizzate ad accusare
ingiustamente alcuni ignari cacciatori dell'utilizzo di richiami per
uccelli, preventivamente occultati nei pressi delle zone di caccia. Nel
corso delle perquisizioni, a sostegno di quanto emerso, sono stai rinvenuti
a casa del forestale più di 30 riproduttori elettromagnetici con cd e
musicassette utili al richiamo degli uccelli oltre riproduzioni di allodole.
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Iniziato ieri in Consiglio l’esame del disegno di legge di riforma del
settore. Si tratta sugli emendamenti
Caccia, il nodo del corpo regionale
Rifondazione punta i piedi per garantire l’accorpamento delle guardie
ittico-venatorie
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Udine&Codice=3
646425&Pagina=FRIULI%20VENEZIA%20GIULIA
Trieste
Cinque anni di attesa e trattative per varare la nuova legge sulla caccia.
Ma l'argomento fa così discutere, che anche ieri durante la prima giornata
di lavori del Consiglio regionale dedicati al provvedimento, si è dovuto
trattare più fuori che dentro l'aula.
Mentre nell'emiciclo si sono alternati i relatori di maggioranza e
opposizione, nelle sale attigue si sono susseguiti gli incontri per trovare
la più ampia convergenza su un disegno di legge che al momento riscuote
ancora molti malumori.
Prova ne siano i circa 200 emendamenti depositati, che ieri sera Igor Dolenc
(Ds-Pd) e l'assessore Enzo Marsilio hanno provato a sfoltire trattando con
il Centrodestra, visto che nei gruppi di Forza Italia, An e Udc c'è più di
un consigliere pronto ad approvare almeno parte delle novità proposte dalla
giunta. Ma ancor prima, la pausa pranzo era stata dedicata ad un vertice
interno a Intesa democratica, mentre è toccato all'assessore Gianni Pecol
Cominotto discutere con Rifondazione comunista.
Il disegno di legge in esame, infatti rivede l'impianto della legge
regionale 30 del 1999, proponendosi la ripartizione delle competenze di
tutela e gestione dell'attività venatoria, trasferendole dalla Regione alle
Province e ad una nuova Associazione dei cacciatori; superare le difficoltà
interpretative e applicative dei procedimenti disciplinari; semplificare la
programmazione, portandola al livello regionale, mediante il Piano
faunistico regionale e quello locale, mediante il Piano venatorio
distrettuale; snellire i procedimenti amministrativi di controllo sulla
gestione faunistica e venatoria, di ammissione e trasferimento dei
cacciatori nelle riserve di caccia e quelli disciplinari.
Propositi condivisi da tutti, ma che nella pratica pratica raccolgono
critiche da più parti. Da qui le trattative esterne all'aula, per concordare
le modalità di rappresentatività - nella futura associazione - dei
cacciatori delle quattro province senza favorire quella di Udine (che vanta
il maggior numero di appassionati); ma anche per decidere se sarà il
direttivo del sodalizio a eleggere il presidente, o se questo verrà scelto
direttamente da tutti i praticanti l'attività venatoria.
Altra questione ancora da risolvere, quella del corpo unico regionale di
vigilanza ittico-venatoria. «Non basta - ha spiegato ieri Kristian Franzil
per Rifondazione - prevedere il riordino della materia entro il 2009. Anche
la legge in vigore fissava dei termini temporali che non sono stati
rispettati. È opportuno che nella legge sia decisa la data in cui verrà
istituto il corpo unico, senza equivoci di sorta».
«Siamo disponibili al confronto e ad accogliere miglioramenti - ha fatto
sapere l'assessore Marsilio a nome della giunta - purché non sia alterata la
struttura complessiva della norma e non siano intaccati i presupposti
fondamentali. Inoltre, bisogna dimostrare con i numeri che questa legge è
più burocratica della precedente, visto che ci saranno 7000 protocolli in
meno: 3500 per le procedure e altrettanti per le attività disciplinari».
«A nostro avviso - è intervenuto da Udine Giorgio Colutta, presidente
regionale di Confagricoltura - potevano essere introdotte delle norme che
consentissero anche di dare impulso al turismo venatorio, un po' come
avvenuto in altre regioni. Ciò avrebbe consentito di garantire positive
ricadute sul territorio specie nel periodo "morto" per il comparto
turistico, che va dall'autunno alla primavera, fatta eccezione per il
turismo sciistico».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it