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NEWS: Giornali Internet 27/01/08



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CACCIA
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L’episodio nel quartiere di Favale, dove i cittadini hanno chiesto l’
intervento della polizia
Tivoli, spara vicino alle case
Per un cacciatore denuncia, ritiro della licenza e sequestro delle armi
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20080127&ediz=11_METROPOLIT&npag=39
&file=A_3854.xml&type=STANDARD
di CATERINA CIAVARELLA
Colpi di fucile a raffica vicino alle case. Ieri mattina un cacciatore è
stato denunciato e “disarmato” dagli agenti del commissariato di Tivoli dopo
l’allarme lanciato intorno alle 8.30 dai residenti del quartiere tiburtino
di Favale, preoccupati per il pericolosissimo fronte di fuoco che
avvertivano da qualche ora nell’abitato. Per distogliere L.V., un operaio di
cinquant’anni in possesso di un regolare licenza per l’attività venatoria,
dall’impegnativo appostamento agli storni che da un fondo agricolo lo aveva
fatto spingere fino a poche decine di metri dalle finestre delle palazzine
sono dovuti intervenire i poliziotti. Ma lui, inarrestabile, ha continuato a
sparare, provocando inavvertitamente anche il lieve ferimento di un agente
che è stato sfiorato da alcuni pallini a “ricaduta” sul collo. Poi, forse
per evitare ulteriori grane, ha L.V. cercato di nascondersi dietro dei
cespugli, infine si è “arreso”. «Scusate – si è giustificato - non volevo
fare del male a nessuno, sono appassionato di caccia e stamattina ho deciso
di fare un’uscita di “allenamento” visto che alla fine del mese si chiuderà
la stagione venatoria».
Nei confronti dell’operaio è scattata subito la denuncia penale per il reato
di esplosioni di arma da fuoco in adiacenza del centro abitato, con il
conseguente sequestro del fucile da caccia, le munizioni che aveva addosso e
il ritiro della licenza. Il poliziotto ferito è stato medicato nel pronto
soccorso dell’ospedale di Tivoli, dove il personale sanitario ha costatato
che i piombini avevano provocato solo bruciature superficiali da contatto
guaribili in pochi giorni.
Difficilmente, però, l’operaio potrà praticare, almeno nel prossimo futuro
il suo sport preferito. A seguito della denuncia, gli investigatori hanno
effettuato una perquisizione domiciliare nella sua abitazione di
Campolimpido, a poche centinaia di metri dal luogo che aveva scelto per
sparare contro gli uccelletti, e sono finite sotto sequestro amministrativo
tutte le armi che l’uomo deteneva in casa con regolare permesso. Sono
quattro fucili, una pistola e centinaia di munizioni, tutte legali e
perfettamente funzionanti ma che non possono più essere a disposizione di
L.V. in mancanza dei necessari requisiti previsti dalla legge. Compresa l’
affidabilità della persona armata.
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Non vogliamo la nuova legge sulla caccia
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Udine&Codice=3
659657&Pagina=LETTERE
Con il disegno di legge 246 in approvazione, l'assessore regionale Enzo
Marsilio sorretto solo da Paolo Viezzi presidente provinciale della
Federazione Italiana di Udine, si accinge a modificare la Legge Regionale
30/99 sulla caccia. Entrambi da circa un anno cercano di dimostrare che le
loro idee per cambiare la legge 30/99 sono propizie. Ci sono stati numerosi
convegni, incontri, riunioni e audizioni anche in Consiglio Regionale con la
partecipazione del mondo agricolo, degli amministratori locali, dei
presidenti dei Distretti venatori, dei direttori delle Riserve di caccia,
delle Associazioni ambientaliste e dei rappresentanti delle Associazioni
venatorie. Tutti si sono dichiarati contrari al disegno di una nuova legge
sulla caccia. Tanto da chiedere la completa applicazione della legge 30/99
in vigore, magari aggiungendo maggiori poteri alle Province e un Testo Unico
che raggruppi le attuali normative, disposizioni di legge sulla caccia.
Tutto questo non ha fatto cambiare opinione l'assessore Marsilio e al
presidente Viezzi forte di rappresentare attualmente il 60\% dei cacciatori
in Regione. La nuova legge che sta per essere approvata impone
un'associazione unica dei cacciatori, in contrasto con la libertà di
associazione sancito dalla Costituzione Italiana. Sarà creato in
"carrozzone" al servizio solo delle Federcaccia, ma a spese di tutti i
cacciatori. Se è vero che ogni anno la Regione effettua circa novemila atti
per la gestione della caccia con un costo di circa 200 mila euro, con la
creazione dell'organismo chiamato "associazione dei cacciatori" in cui
convergeranno allora i novemila atti il costo di 200 mila euro dovranno
sottrarli dalle tasche dei cacciatori, non meno il costo di un tecnico
faunista per comporre e sottoscrivere il Piano Faunistico Distrettuale.
Costi celati dalla presunzione del miglioramento della gestione
amministrativa e di quello ambientale (oggi sostenuto dal Piano di Sviluppo
Rurale Regionale). Il Governo Italiano, i sindacati, gli amministratori
locali si stanno stracciando le vesti per ridurre le tasse. In
controtendenza l'Assessore regionale Marsilio sta proponendo una legge per
aumentare la tassa regionale del 20\% e favorire la Federazione Italiana
della Caccia. Per fermare questa azione i cacciatori friulani devono mettere
in atto due opportunità: da subito valutare con quale Associazione venatoria
tesserarsi (ci sono altre associazioni che offrono servizi e soprattutto
condizioni assicurative migliori) e tra qualche mese, al rinnovo del
Consiglio regionale, verificare quali partiti politici sono a favore della
caccia.
Filippo Discipio. Consigliere Unione Nord Est Caccia e Tiro - Sezione
Pordenone

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it