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NEWS: Giornali Internet 13/02/08



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CACCIA
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BRACCONAGGIO: VENDEVA UCCELLI SELVATICI CATTURATI ILLEGALMENTE
Un allevatore “trafficante” di uccelli è stato denunciato all’Autorità
giudiziaria per maltrattamento di animali, possesso illegale di fauna
selvatica e detenzione di trappole
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=6294
13 febbraio 2008 – Spacciava per “allevati” uccelli selvatici catturati
illegalmente per poi metterli in commercio, traendone enormi guadagni. Con
questa accusa nei giorni scorsi è stato fermato a Vipiteno (Bolzano) dagli
uomini del Coordinamento Distrettuale di Asiago del Corpo forestale dello
Stato, dalla Guardia di Finanza e dal Corpo forestale della Provincia
Autonoma di Bolzano, L.S. un allevatore “trafficante” di uccelli di Aosta,
proveniente dalla Germania. Nel suo furgone gli agenti hanno scoperto oltre
a numerosi esemplari di volatili detenuti illegalmente, reti da
uccellagione, trappole per la cattura di avifauna e diversi attrezzi
utilizzati per inanellare gli uccelli. L’uomo è stato denunciato all’
Autorità Giudiziaria competente per maltrattamento di animali, possesso
illegale di fauna selvatica e detenzione di trappole. Questo il risultato di
una vasta operazione denominata “anelli dorati” frutto di accurate indagini
e di una forte sinergia tra le varie forze di polizia, tra cui anche il
Corpo Forestale della Valle d’Aosta e la Procura di Aosta che ha coordinato
e diretto le indagini. In Italia il fenomeno di apporre anelli falsificati
alle zampe degli uccelli che vengono poi inseriti nel circuito commerciale
con false dichiarazioni di provenienza da allevamento è in forte aumento.
Durante l’operazione, infatti, sono state scoperte, oltre a numerosi mezzi
di cattura illegali, due valigette contenenti migliaia di anelli e attrezzi
per la loro falsificazione, e documenti ritenuti molto importanti anche per
ulteriori indagini da parte degli organi competenti. Inoltre gli uomini
della Forestale hanno trovato anche vasetti di crema tipo vasellina che
consentono di far scivolare meglio gli anelli da infilare, diverse pinze
utilizzate per stringere gli anelli già posti alle zampette degli uccelli e
per allargare gli anelli prima di infilarli, oltre a cinquanta “collane”
formate da più di mille anelli falsi, inamovibili, di vario diametro per
legalizzare gli esemplari illegalmente catturati con mezzi vietati. Sono
stati posti sotto sequestro vari esemplari di peppola e di passera mattugia,
tutti sprovvisti di anello inamovibile e diversi esemplari di prispolone e
di ballerina bianca con l’anello che si sfilava senza alcuna difficoltà.
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PORTO VIRO Convegno sull’avifauna: come evitare l’avvelenamento da piombo
dei fenicotteri nel Delta
I cacciatori vanno educati
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3681240&Pagina=5
Per evitare il fenomeno della moria di fenicotteri per avvelenamento da
piombo, occorre un'ampia opera di prevenzione, vigilanza ed educazione dei
caciatori. Una tirata d'orecchie, dunque, al mondo della caccia nel Delta
durante il convengo nella sala Eracle su "Esperinze di ricerca e gestione
dell'avifauna acquatica nel Delta del Po", a cura dell'Ambito Territoriale
di Caccia "RO3", guidato da Lorenzo Carnacina. Nel meeting, molto
partecipato, si è spaziato dallo studio degli anatidi, al problema
dell'influenza aviaria, per finire con le problematiche della contemporanea
vallicoltura.
A coordinare l'incontro, lo stesso Carnacina, che ha evidenziato la
necessità di una caccia futura più attenta alla sua gestione e
programmazione. Il saluto, per Porto Viro, dal consigliere delegato Virginio
Mantovan, poi la parola è andata a: Giovanni Chillemi, direttore della
sezione Ricerca di Veneto Agricoltura; Renzo Marangon, assessore regionale;
Sonia Calderola, capufficio Caccia, e Gino Sandro Spinello, vicepresidente
della Provincia. Quindi i sei interventi scientifici, presieduti dal tecnico
faunista Emiliano Verza, a iniziare da "La gestione della caccia agli
acquatici nelle zone Sic e Zps, affrontato da Alessandro Costato, capo
Ufficio Caccia della Provincia di Rovigo. Costato, tra l'altro, ha parlato
di normativa e regole dell'atività venatoria, nelle zone umide del Delta.
Poi Michele Sorrenti, biologo dell'Acma ed Emiliano Verza, tecnico faunista,
hanno relazionato di oltre un decennio di studio sugli anatidi, nell'area
del Delta: un importante raffronto, tra dati di censimento e di prelievo
venatori, per gestire consapevolmente il patrimonio faunistico. I temi di
scottante attualità (anche a causa della moria di fenicotteri nel Delta
negli ultimi due anni), relativi all'avvelenamento da piombo (saturnismo), e
all'influenza aviaria nelle zone umide, sono stati investigati da Roberta De
Nardi, dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezia che ha
parlato dell'esigenza di vigilanza, prevenzione ed educazione dei
cacciatori. L'attività di inanellamento scientifico dell'avifauna, è stata
descritta da Massimilano Costa, della Provincia di Ravenna. Stefano Volponi,
massimo esperto in Italia del cormorano, ha aggiornato la situazione in
Europa e in Italia. Infine l'esperto vallicoltore Giuseppe Penzo, con uno
spaccato sulla vallicoltura tradizionale e sua situazione evidenziando la
necessità di una gestione consapevole e condivisa degli ambienti vallivi.
Enrico Mancin

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it