[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 14/02/08



======
CACCIA
======
Operazione della Forestale contro il traffico illecito di animali protetti
La persona denunciata scoperta con un arsenale di trappole proibite
Uccelli illegali e attrezzi di tortura
bloccato il re dei bracconieri
L'uomo falsificava gli anelli di riconoscimento usati dagli allevamenti
Apriva e richiudeva i volatili per dividerli tra maschi e femmine
di VALERIO GUALERZI
http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/ambiente/bracconaggio/bracconaggio/
bracconaggio.html
Una parte del materiale sequestrato dalla Forestale
ROMA - Poteva sembrare l'attrezzatura di un artigiano o quella di un
elettricista. Invece era l'armamentario di uno dei più grandi e feroci
bracconieri mai finiti nelle mani del Corpo Forestale. Trappole per
catturare illegalmente gli uccelli, migliaia di falsi anellini per la
certificazione di origine legale, attrezzi vari per riuscire ad applicare i
piccoli cerchietti metallici alle zampette dei volatili a costo di atroci
sofferenze e un set di strumenti di tortura per capire il sesso degli
animali.
Hanno avuto un sussulto gli agenti del coordinamento del Corpo Forestale di
Asiago quando nei giorni scorsi al confine di Vipiteno hanno controllato il
furgone, finalmente individuato grazie a una lunga indagine condotta insieme
ai colleghi della provincia di Bolzano e della Val D'Aosta e in
collaborazione con la Guardia di Finanza e la consulenza della Lipu. Da
tempo erano sulle tracce di L. S., un allevatore avicolo originario di Aosta
denunciato ora per maltrattamento di animali, possesso illegale di fauna
selvatica e detenzione di trappole, ma non credevano di poter trovare un
tale campionario di atrocità. Eppure si tratta di professionisti della lotta
ai maltrattamenti agli animali.
Il campionario di malvagità custodito nel centro soccorso fauna selvatica
della riserva di Somadida, a pochi chilometri da Cortina, che la Forestale
ha aperto pochi giorni fa ai giornalisti proprio mentre era alle calcagna di
L. S., mostra il volto oscuro di una società che non ha ancora debellato
atrocità che discendono direttamente dal medioevo.
Tagliole dai denti aguzzi di tutte le dimensioni, gabbiette dai meccanismi
che sembrano uscite dalle mani di un orologiaio malvagio, lacci e cappietti
per catturare i pregiati osei da accompagnare alla polenta. Un medioevo che
quando vuole sa però mettersi al passo con la modernità, ad esempio con i
richiami di uccelli vietati inseriti come suonerie dei cellulari.
Con le reti e gli altri attrezzi sequestrati all'uomo fermato a Vipiteno i
piccoli volatili erano catturati con metodi illegali. Le femmine venivano
immesse sul mercato nero che alimenta la tradizione della polenta e osei.
"Spiumati valgono anche due euro l'uno - spiega il vicequestore Isidoro
Furlan, il comandante del Coordinamento distrettuale di Asiago - anche se
recentemente abbiamo colpito duramente molti ristoratori e il fenomeno sta
andando diminuendo".
Ai maschi, in parte catturati in maniera illecita e in parte importati di
contrabbando dall'Europa dell'Est, venivano invece applicati gli anellini
illegali. Quando è stato fermato L. S. stava appunto tornano da uno dei suoi
viaggi "d'affari". Negli allevamenti questi cerchietti numerati inamovibili,
che il bracconiere aveva trovato il modo di falsificare, vanno inseriti
nelle zampette entro pochi giorni dalla nascita. Per infilarli agli
esemplari adulti usava vaselina e vari tipi di pinze di precisione, spesso
spezzando le zampette. "Sono solo i maschi che cantano e i cacciatori li
usano come richiamo per le loro battute, a certe condizioni si tratta di una
pratica legale, ma la persona denunciata li vendeva anche ad altri
bracconieri per essere utilizzati nelle trappole illegali", spiega ancora
Furlan.
Per capire come dividere la sua merce tra maschi e femmine l'uomo aveva con
sé anche bisturi, tubetti di colla e Coca Cola. "Con la lama incideva gli
uccelli per controllare il sesso, poi richiudeva i maschi con una goccia di
Attak, fatta saldare attraverso la reazione con la bibita", racconta Furlan
con un leggero brivido nella voce.
La Forestale insieme a tutto il resto ha sequestrato anche vari esemplari di
peppola, di passera mattugia, di prispolone e di ballerina bianca. "Quello
del bracconaggio è purtroppo un fenomeno in forte crescita e in alcune
provincia come Brescia rappresenta una vera piaga", commenta ancora il
comandante Furlan. Nel 2006 i reati accertati sono stati 1461 per un totale
di otto arresti.

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it