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NEWS: Giornali Internet 26/02/08



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CACCIA
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Uccellagione. Operazione della Polizia Provinciale a Cavallino
http://www.provincia.venezia.it/ecm/faces/public/guest//home/provincia/uffic
i/ufficio-stampa/comunicati-stampa/dettaglio?portal:componentId=dettaglio&po
rtal:type=action&portal:isSecure=false&uicomponent=RemoteDetail&op=viewDocum
ent&objectId=production:/cms/dinamico/provincia/uffici/ufficio-stampa/comuni
cati-stampa/Uccellagione
Gli agenti della Polizia Provinciale di Venezia hanno dato vita, tra il
pomeriggio di lunedì e la mattinata di martedì, ad un’operazione volta a
reprimere un’attività di uccellagione a Cavallino Treporti.
Il responsabile, G.P. di sessanta anni residente a Mestre, è stato trovato
in possesso di due archetti e di una voliera nella quale erano rinchiusi
quattro cardellini e cinque verdoni.
Il fatto è avvenuto in un terreno agricolo di Cavallino Treporti nel quale
G.P. aveva piena libertà d’accesso.
“La pratica dell’uccellagione – spiega il Comandante della Polizia
Provinciale, Giuseppe Chiaia – molto diffusa in molte province della nostra
Regione.
A dire il vero sul nostro territorio i fenomeni sono meno frequenti, ma non
per questo più semplici da scoprire e reprimere. Per riuscire in operazioni
come quella brillantemente condotta dagli Agenti a Cavallino serve piena
conoscenza del territorio, appostamenti e tempestiva capacità di intervento.
Forse non si comprende – continua Chiaia – quale efferato crimine si compia
nell’uccidere specie protette con strumenti che, di fatto, sono una sorta di
tagliole che al passaggio del volatile scattano e lo decapitano. Nel caso in
questione il responsabile subirà una pena pecuniaria per la detenzione dei
due archetti visto che, al momento dell’intervento non erano in funzione, ma
è stato denunciato alla Magistratura per aver catturato e chiuso in una
voliera quattro cardellini e cinque verdoni.”
“La Polizia Provinciale di Venezia – commenta soddisfatto l’Assessore
Provinciale, Luigi Solimini – si conferma, ancora una volta, un gruppo
capace di rispondere al meglio alle tante esigenze che il nostro territorio
vive. Questa operazione, condotta con precisione e tempismo, ci permette di
liberare cinque volatili protetti ritrovati in buone condizioni che
andranno, così, a ripopolare un ecosistema compromesso da chi, in maniere
scellerata, ancora si affida a queste pratiche barbare che nulla hanno a che
vedere con la cultura del nostro territorio”.
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Etna, una fucilata e resta soltanto una coppia di aquile reali
http://giornale.lasicilia.it/giornale/2602/CT2602/PCR/PCR1/08.html
Un'aquila reale femmina impallinata da un bracconiere deficiente e
amorevolmente curata per giorni nel Centro recupero fauna selvatica del
Fondo siciliano della natura nel tentativo di salvarla, è morta ieri
pomeriggio. Il bellissimo e maestoso esemplare (le femmine delle aquile sono
del 20 per cento più grandi dei maschi e raggiungo il peso di circa 6 chili
e mezzo) era stato trovato a Randazzo, nel parco dell'Etna, da alcuni
forestali che l'avevano segnalata al Centro Recupero.
Prelevata dal naturalista Luigi Lino - fondatore del Fondo siciliano per la
natura - l'aquila (vedi foto) era stata operata nella stessa giornata dal
dottor Salvo Rubbino, uno dei veterinari dirigenti dell'Ausl 3. Il maestoso
rapace, che era già debilitato (evidentemente languiva da giorni),
presentava una vasta frattura scomposta a un omero. L'intervento è
tecnicamente riuscito ma il rapace purtroppo non ce l'ha fatta. Nonostante
gli sforzi fatti dai volontari, non riusciva a cibarsi.
L'aquila reale faceva parte di una piccola comunità di due coppie di rapaci
che si libravano sui boschi dell'Etna; il suo compagno di certo ne soffrirà,
perché le aquile sono animali fedeli per la vita; il maschio e la femmina,
una volta formata la coppia e scelto il territorio, rimangono stanziali per
molti anni costruendo nei dintorni, sulle pareti a picco dei dirupi o fra i
rami degli alberi più alti, anche una decina di nidi scegliendo, di anno in
anno, quello che sembra il più adatto. In tutta la Sicilia si calcola che le
coppie di appartenenti a questa specie protetta siano appena dieci. Da ciò
si può facilmente capire quanto necessaria sia una loro efficace protezione
per evitare che si estinguano. I parchi andrebbero meglio controllati.
Bracconieri e cacciatori dovrebbero starne alla larga e dovrebbero essere
puniti in modo esemplare quando sgarrano, per il danno che arrecano agli
equilibri della natura, danno di certo lontano dalla loro comprensione.
Carmelo Nicoloso, vicepresidente del Fondo siciliano per la natura,
rilevando la gravità della perdita di questo esemplare, ricorda che di
recente altre due aquile reali sono state uccise dalle doppiette di
cacciatori senza scrupoli nei due parchi regionali (protetti?) dell'Etna e
dei Nebrodi.
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MAROSTICA In Fiera a Vicenza siglato il patto che lega la scuola di
formazione del museo ornitologico all’associazione degli esperti di Rabat
Gemellaggio tra falconieri scaligeri e marocchini
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Vicenza&Codice
=3696844&Pagina=BASSANO
Marostica
Un altro gemellaggio per la città di Marostica, all'Hunting Show di Vicenza,
tra il museo ornitologico Angelo Fabris e l'associazione Marocaine de
Fauconniers al Noubla, l'associazione dei falconieri di Rabat, facente capo
alla famiglia reale del Marocco. Durante l'incontro, al Salone della Caccia
e dell'Attività venatoria della fiera di Vicenza, evento organizzato
dall'assessorato regionale alle politiche faunistico-venatorie e a cui erano
presenti l'assessore Elena Donazzan, il vice sindaco di Marostica Lorenzo
Bertacco e il direttore del museo ornitologico Salvatore Foglio, si è tenuta
una mostra fotografica sull'attività dei falconieri italiani e marocchini.
L'idea del gemellaggio è sorta a seguito dell'intensa attività formativa
offerta dalla scuola di Marostica (Scuola italiana di Falconeria e
Astoreria), unica in Italia ad offrire un corso per falconieri a qualifica
professionale riconosciuta a livello europeo, che prepara allievi
provenienti da ogni parte d'Italia per intervenire in aree a rischio come
aeroporti, discariche, allevamenti, colture agricole, città d'arte. Uno dei
primi obiettivi del gemellaggio sarà la traduzione dal latino all'arabo del
fondamentale trattato di falconeria De Arte Venandi cum Avibus di Federico
II (1194 1250), il falconiere per antonomasia, primo uomo ad aver introdotto
il pensiero scientifico in testi ornitologici, ispirati a testi
mediorientali.Con questa iniziativa si va in un certo senso a restituire
alla cultura araba un tesoro che partì nell'antichità proprio da lì. Il
gemellaggio rappresenterà un modo proficuo per fare da ponte tra la
tradizione cristiana e quella musulmana, con un'etica pacifista e di
collaborazione di cui la società odierna ha necessità. Tra le altre
iniziative, lo scambio di insegnamenti tra le diverse scuole di falconeria e
la realizzazione di un documentario di viaggio Marostica Rabat. Arianna Zen

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it