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NEWS: Giornali Internet 13/03/08



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CACCIA
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Caccia: Tar sospende abbattimento daini nel senese
http://www.instablog.org/ultime/16205.html
FIRENZE - ''Il Tar di Firenze, sulla base di un ricorso presentato dalla
Lav, ha disposto l'immediata sospensione del provvedimentò' della provincia
di Siena che prevedeva l'abbattimento di decine di caprioli, daini e
cinghiali da parte dei cacciatori. Lo rende noto la Lav, Lega
antivivisezione. ''E' un risultato che ci riempie di gioia - dichiara
Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica della
Lav - sottrarre quanti più animali possibile alla insaziabile voracità dei
cacciatori, con gli strumenti offerti dalla approfondita conoscenza delle
norme, è uno dei nostri impegni primarì'. (Agr)
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PIAN CANSIGLIO Il presidente della Provincia ha incontrato i titolari delle
aziende agrofaunistiche locali che da tempo lamentano una massiccia presenza
di ungulati
«Difenderemo l'agricoltura dall'invasione dei cervi»
Reolon affida uno studio per verificare la consistenza dei pascoli. Un
gestore: «È la prima volta che qualcuno si occupa di noi»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3715576&Pagina=6
Pian Cansiglio
«Siamo entrati in una fase in cui la Provincia vuole porre il problema come
un allarme, un'emergenza da prendere in considerazione seriamente». Usa toni
decisi, Sergio Reolon, nel commentare l'incontro di ieri mattina, nella sede
di Veneto Agricoltura in Pian Cansiglio, con le aziende agrofaunistiche
dell'Altopiano. Problema all'ordine del giorno: i cervi e la loro
"ingombrante" presenza. Il confronto tra Reolon e i gestori delle varie
malghe della zona è stato «molto positivo, ed è servito per mettere a fuoco
la situazione di disagio creata dalla fauna selvatica in relazione alle
attività zootecniche - come spiega lo stesso Reolon -. Negli ultimi anni la
popolazione di cervi aumenta dismisura, causando un impatto negativo sulle
attività agricole, in particolare sull'approvvigionamento del foraggio, che
è la vera ricchezza del Cansiglio, la base per la produzione di prodotti
caseari biologici tipici». In parole povere: più erba in pancia ai cervi,
meno in quella delle vacche che pascolano nell'altopiano. «Vogliamo
verificare la consistenza di questo impatto, dei danni provocati - prosegue
Reolon -, per questo abbiamo incaricato il professor Ramantin,
dell'Università di Padova, di studiare la questione, per avere un'idea della
produzione di foraggio mettendo a confronto aree libere al pasocolo dei
cervi e aree protette dalla loro presenza».
Tale studio pare essere il primo passo che la Provincia vuole muovere per
far capire, mettendolo nero su bianco, la consistenza del problema. Come
sottolinea infatti il presidente: «Le aziende del Cansiglio sono a rischio
di chiusura. Si dice sempre che la presenza zootecnica è fondamentale per la
montagna e per il turismo: ebbene, quella del Cansiglio è una presenza
straordinaria, che va difesa. Se si decide che queste aziende devono
chiudere, bisogna che chi ha la responsabilità di governo lo dica
chiaramente... e s'impegni a risarcirle. In Provincia abbiamo richieste di
danni per cinquantamila euro nel solo 2006, ma dalla Regione non è arrivato
un soldo finora».
Viste le ragioni degli uni, chi pensa a quelle degli altri, ossia dei
mammiferi dal grande palco tanto cari ad Artemide?«Sono pronto a qualunque
discussione - chiude Reolon - penso che i cervi vadano chiaramente difesi, e
da quando sono assessore alla caccia la presenza faunistica è aumentata, ma
sono anche per la tutela delle attività umane».
Tutela che finora, in Cansiglio, non c'è mai stata, come spiega Danilo
Fullin, gestore della Malga Filippon: «Come agricoltori siamo stati contenti
di questo incontro. E' la prima volta che si cerca di sollevare chiaramente
il problema. Speriamo che lo studio proposto dalla Provincia chiarisca il
problema. I danni causati dai cervi vanno oltre la semplice questione del
foraggio: recinzioni e altre strutture danneggiate non ce le paga nessuno, e
quassù in Cansiglio, con trenta gradi sotto zero in inverno e fuori dal
mondo, non è facile vivere». Maudi De March
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Modica: Un tragicomico incidente di caccia costa caro all'imputato.
Procedimento in corso
http://www.radiortm.it/Notizia.asp?Id=10278
Un incidente di caccia, dai toni finanche fantozziani, costa a quasi
diciottomila euro all’imputato perché la sua assicurazione è fallita per cui
ha rinunciato all’appello dopo la condanna emessa dal giudice ordinario
aggregato del Tribunale di Modica, Dell’Arte. Rosario Caruso, difeso dall’
avvocato Antonio Borrometi, in primo grado era stato condannato a 5252 euro
oltre agli interessi maturati dal 5 settembre del 1988 ad oggi, che hanno
superato altri 5500 euro. Somma che avrebbe dovuto pagare la società
assicurativa La Tirrena che era in liquidazione coatta amministrava. In
Appello, una volta che la società ha rinunciato a presentare istanza, c’è
stata la rivalsa nei confronti dell’uomo che ha subito il pignoramento di un
immobile. Caruso, adesso, ha chiesto la conversione del pignoramento in
pagamento di natura economica che ammonta a quasi 18 mila euro. L’episodio
si verificò a Maganuco, frazione balneare di Modica. Tre amici si erano
incontrati per una battuta di caccia, la zona prescelta è quella del centro
rivierasco. I tre cacciatori si erano piazzati nell’attesa della selvaggina
oppure di qualche volatile cacciabile. Ad un certo punto Rosario Caruso, di
Ispica, aveva puntato una beccaccia. Si era preparato per abbatterla, aveva
preso la mira ed aveva sparato. “Bella mira”, avrebbe detto qualcuno visto
che si era udito un grido lì vicino. Era l’amico Giuseppe Modica, 42 anni,
di Pozzallo, che si era contemporaneamente accasciato. L’uomo è stato
colpito dal proiettile all’occhio. La vittima era stato trasportato,
sanguinante, presso l’Ospedale Maggiore, ma, successivamente, era stato
costretto a peregrinare nei vari ospedali d’Italia ed a subire alcuni
interventi chirurgici. Giuseppe Modica, è stato patrocinato dagli avvocati
Piero e Guglielmo Rustico. Secondo le indagini, il pallino partito dal
fucile da caccia dell’imputato avrebbe assunto una linea strana. I due
coinvolti al momento dello sparo erano distanti in linea. Il processo
coinvolge le assicurazioni.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it