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NEWS: Giornali Internet 14/03/08



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CACCIA
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Chiuse le indagini sulla licenza facile della Provincia a Gobbo: probabile
la richiesta di rinvio a giudizio
Nei guai il dirigente della caccia
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3717445&Pagina=TREVISO
La Procura di Treviso ha chiuso le indagini sulla contestata licenza di
caccia assegnata al sindaco uscente di Treviso Gian Paolo Gobbo. L'atto,
formalizzato due giorni fa, ha un significato preciso: la Procura si
appresta a chiedere il rinvio a giudizio per il dirigente del settore Caccia
della Provincia Paolo Pagnani. Per lui l'ipotesi di reato formulata dal
pubblico ministero è quella di abuso in atti d'ufficio. Il dirigente, che
avrebbe favorito il rilascio della licenza a Gobbo, è stato sentito in
settimana dal magistrato, ma le sue spiegazioni non sono state
sufficientemente convincenti da spingere la Procura a chiedere
l'archiviazione del caso. Tutt'altro. Al terzo piano del palazzo di
giustizia si è deciso di andare fino in fondo a questa vicenda, che presto,
quindi, potrebbe arrivare di fronte al giudice.Era il 20 settembre dello
scorso anno quando il sindaco Gobbo si presentò nella sede provinciale per
sostenere l'esame per la licenza di caccia. Solo un errore allo scritto,
davanti al quale i commissari chiusero un occhio o, semplicemente,
trascrissero una votazione errata. Tutte sufficienze all'orale: esame,
quindi, ampiamente superato. Il fatto è che il primo cittadino sostenne
l'esame davanti non ai sei commissari previsti dal regolamento, ma soltanto
a due, l'indagato e il responsabile dell'ufficio Caccia. Un vizio
procedurale che spinse qualcuno che si era accorto del "favore" fatto al
sindaco del capoluogo a presentare una denuncia all'autorità giudiziaria. Da
lì non solo la decisione del direttore generale della Provincia Carlo
Rapicavoli di annullare la prova d'esame con conseguente ritiro del
patentino al primo cittadino, ma, soprattutto, l'apertura di un fascicolo da
parte della Procura, che in questa storia ha voluto vederci chiaro. E che
tra l'altro sta ancora indagando su un'altra licenza di caccia
"pasticciata", quella rilasciata allo stesso presidente della Provincia
Leonardo Muraro.Non è un periodo facile, insomma, per gli uffici di viale
Cesare Battisti. O sarebbe meglio dire per l'ufficio Caccia. E quelli delle
licenze non sono gli unici casi in cui la struttura si è ritrovata nei guai:
sui tavoli della Procura, infatti, sono finite anche le indagini sul
traffico di uccelli da richiamo condotte dalla Forestale e quelle sui tanto
discussi corridoi di caccia.
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CACCIA. Nuovi criteri per l’abbattimento
Specie in deroga: «Modica quantità»
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/provincia/D.htm
«Saranno due i progetti di legge sul prelievo in deroga che presenterò
all'ufficio legislativo della Giunta Regionale: così Viviana Beccalossi,
vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, da Roma
a margine del Comitato tecnico permanente cui ha partecipato con il ministro
De Castro e gli assessori regionali all’Agricoltura, annuncia la novità in
materia venatoria che presenterà oggi all’attenzione del Governo lombardo.
«La prima strada, quella tradizionale, – spiega Viviana Beccalossi -
consiste nell'autorizzare i 16 mila cacciatori che hanno optato per
l'appostamento fisso al prelievo di un preciso numero di capi in modo tale
da garantire che non venga superata la piccola quantità consentita. La
seconda strada è quella di autorizzare all'esercizio delle deroghe tutti i
cacciatori lombardi, assoggettandoli però all'obbligo di annotare le catture
su di un apposito tesserino da riconsegnare tempestivamente, ogni 15 giorni,
alla propria amministrazione provinciale. Con questo sistema, non appena le
rilevazioni delle province segnaleranno l'approssimarsi della soglia, la
Regione provvederà a chiudere il prelievo delle relative specie.
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Forlì, in città i cartelli di 'Divieto di caccia'
http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=304279&section=news/Prim
a%20pagina
FORLI’ – Spuntano i cartelli di divieto di caccia in piena città. “Divieto
di caccia. Zona di ripopolamento e cattura” si può leggere in viale
Salinatore, nella zona industriale ed a Forlimpopoli. Anche se può sembrare
insolito, gli ambientalisti lo definiscono uno stratagemma della Provincia,
che, per legge, deve arrivare al 23% di aree protette, per non togliere ai
cacciatori parte delle zone nelle quali sono abituati a cacciare. La replica
non si fa attendere.
La Provincia ricorda come gli ambientalisti avessero denunciato il rumore di
spari vicino al Parco Urbano e all’ospedale e come sempre più spesso i
contadini incappino in disastri provocati dai cinghiali. La polemica sul
nuovo Piano faunistico non si attenua. Dalla Provincia spiegano come
cresceranno le aree protette in pianura e saranno fissati i limiti in
montagna.
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CANGURI
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AUSTRALIA/ ANIMALISTI SCUDI UMANI CONTRO ABBATTIMENTO 400 CANGURI
Da domani tenteranno di bloccare i cancelli area nord Canberra
http://notizie.alice.it/notizie/search/index.html?filter=foglia&nsid=1429502
6&mod=print
Roma, 14 mar. (Apcom) - Gli animalisti australiani sono pronti a tutto,
anche a farsi scudo umano per impedire l'abbattimento di oltre 400 canguri a
nord di Canberra, una strage decisa dal governo, secondo il quale negli
ultimi tempi la popolazione dei marsupiali è aumentata così tanto da mettere
a rischio la loro stessa sopravvivenza. Nella battaglia animalista scende in
campo anche l'ex Beatle Paul McCartney.
Secondo l'esecutivo una colonia di canguri, che occupa una ex base navale
della Marina a nord della capitale, sono troppi e rischiano la morte per
fame. Il piano, proposto dal ministero della Difesa e già approvato dalle
autorità locali, si oppone a una nuova sistemazione degli animali.
L'Associazione per la protezione degli animali australiana (Wildlife
Protection Association of Australia) non ci sta: la gente è "molto
arrabbiata" e i manifestanti sono pronti a farsi arrestare davanti al
recinto ad alta sicurezza che circonda l'area militare. "Bloccheremo i
cancelli 24 ore su 24 da sabato (domani, ndr), così non potranno entrare e
ucciderli", ha annunciato il portavoce dell'ong, Pat O'Brian, dicendosi
sicuro che alcune persone faranno da scudo umano, mettendosi di fronte a chi
spara le iniezioni letali.
A difesa dei marsupiali scende in campo anche Sir Paul McCartney, che ha
chiesto di fermare "questo vergognoso massacro". Il gruppo britannico da lui
appoggiato, "Viva", chiede al governo australiano, inoltre, di rivedere il
piano e rendere possibile il trasferimento degli animali. "E' urgente agire
per proteggere i canguri da un'industria barbarica che li macella per la
loro pelle e carne", ha dichiarato il celebre musicista in un comunicato
pubblicato sul sito del gruppo vegetariano.
Gli attivisti hanno accusato Canberra inoltre di "ipocrisia", di fronte alla
ferma opposizione alla caccia alle balene da parte dei giapponesi.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it