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NEWS: Giornali Internet 18/03/08



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CACCIA
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CASTELVOLTURNO (CASERTA)
OPERAZIONE ANTIBRACCONAGGIO CORPO FORESTALE
http://lnx.casertasette.com/modules.php?name=News&file=article&sid=14113
CASTELVOLTURNO (Caserta) - Sei persone sono state sorprese e denunciate
allAutorità Giudiziaria, per esercizio dellattività venatoria in periodo
di divieto generale in varie località del Comune di CastelVolturno
(Caserta); sono stati sequestrati tre fucili, centinaia di cartucce e
richiami elettroacustici che, riproducendo il canto nuziale degli uccelli
acquatici, ingannano i volatili attraendoli a portata di sparo di fucile.-
E noto infatti che in questo periodo avviene il cosidetto  ripasso nuziale
primaverile dellavifauna acquatica migratoria per ritornare nei siti di
nidificazione che, transitando per il litorale Domitio, posto sulla maggiore
linea direttrice migratoria tirrenica, viene presa di mira dai bracconieri
che si appostano, anche con il supporto di mezzi illeciti, per abbatterla
senza scrupolo. Pertanto il Comando Provinciale del Corpo Forestale dello
Stato di Caserta, ha predisposto da tempo una serie di servizi mirati al
controllo del territorio e finalizzati principalmente alla prevenzione ed
alla repressione di tale increscioso fenomeno. Rientra nellambito di tali
servizi quindi, lultima operazione condotta ieri notte dal personale della
locale Stazione Forestale di CastelVolturno, agli ordini del Sovr.
Verdicchio Paolo. La lotta ai bracconieri proseguirà a ritmo incessante
anche nelle prossime settimane, allo scopo di arginare un fenomeno divenuto
orami deleterio e che fa da eco a livello nazionale.
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CANSIGLIO
«Perché abbattere i cervi per forza quando invece si possono salvare»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3721756&Pagina=6
Cansiglio
La settimana scorsa si è svolta in Cansiglio una conferenza stampa sul
problema dei cervi. «Dai toni pacati -affermano Toio De Savorgnani e Antonio
Scarpa di Mountain Wilderness- anche se, visti i precedenti, c'è poco da
star tranquilli». Secondo i due ambientalisti il messaggio lanciato tra le
righe è sembrato fin troppo chiaro: «I cervi sono incompatibili con
l'attività zootecnica, mettono in ginocchio le aziende agricole e dunque o
via loro o vie le aziende. Messa in questi termini -spiegano- ci sono ben
poche alternative e l'unica soluzione possibile sembra essere ancora quella
degli abbattimenti. Noi continuiamo invece ad avere il sospetto che invece
ci sia stata una scelta a monte, molto tempo fa, per promesse fatte al mondo
venatorio locale. De Savorgnano e Scarpa presentano alcuni dati: la legge
nazionale prevede che se una specie animale rappresenta un grave pericolo
per l'ambiente, ciò deve essere inequivocabilmente dimostrato da uno studio
scientifico e poi si deve procedere a una riduzione molto drastica della
specie dannosa (anche del 70/80 per cento) in tempi molto brevi, due, tre
anni al massimo. Sono anni che si parla di danni da cervi in Cansiglio e
ancora non esiste una stima ufficiale dei danni. Perfino sui numeri ci sono
contrasti: dovessero essere davvero 2500, ciò significa doverne uccidere
2000 e in fretta. Lo dice la legge. «Una mattanza mondiale, di cui si
parlerebbe in tutto il pianeta -affermano ancora quelli di MW- In
quest'ultimo anno, inoltre, molti parchi italiani hanno comprato cervi,
probabilmente a centinaia, molti lo stanno facendo ora, soprattutto al sud.
E molti parchi avevano chiesto di poter avere i cervi del Cansiglio, ma non
hanno ottenuto risposta e questa è l'ulteriore prova che non esiste la
volontà di seguire vie diverse, ma si vuole arrivare all'abbattimento, punto
e basta. In un solo anno avrebbero potuto lasciare il Cansiglio, da vivi,
centinaia di cervi e le azioni di cattura li avrebbero resi un po' più
prudenti, per cui si sarebbero fatti vedere meno sulla Piana». Infine MW fa
riferimento al nuovo Piano di sviluppo rurale, che prevede un indenizzo non
specifico per i danni causati dalla fauna, proprio per aziende agricole che
operano in zona Sic e Zps, come lo è il Cansiglio. Ma nessuno parla di
questa misura specifica. «Come mai? È così scomoda? Va tenute segreta? Va
contro le aspettative dei cacciatori e dei loro sponsor politici?» si
chiedono Scarpa e De Savorgnani? sarà interessante sapere dalla provincia
come intende rispondere e come penserà di regolarsi.
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FIERE VENATORIE
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GODEGA La pioggia ha in parte rovinato la manifestazione che ha perso 4mila
visitatori
Fiera dei Osei, i vincitori del concorso
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3722178&Pagina=11
Godega di Sant'Urbano
Nonostante la pioggia abbia in parte rovinato la parte spettacolare, che si
svolgeva all'esterno, della 30. edizione della Fiera dei Osei di Godega
S.Urbano, circa novemila persone - secondo l'organizzazione - hanno preso
d'assalto domenica le biglietterie del campo fiera, e si sono aggirate per
tutta la giornata negli stands al coperto."Avremmo potuto fare anche meglio
se il tempo ci avesse aiutato. Ci sono mancati almeno 3-4 mila visitatori -
si rammarica il presidente dell'associazione Ornitologica e Canina Giampiero
Zava - Ma non possiamo lamentarci: tutto è andato per il verso giusto.
Abbiamo ospitato oltre trecento tra espositori ed allevatori per le mostre
ornitologica e canina con un migliaio di soggetti esposti, arrivati dal
tutto il Veneto, dal Friuli e anche da diverse altre regioni che aderiscono
alla nostra Confederazione Ornitologica". Oltre alla gara canora,
particolarmente seguite l'esposizione dei tradizionali sistemi di cattura,
la mostra di spingarde antiche e la mostra antibracconaggio del Corpo
Forestale dello Stato. Sempre apprezzata e spettacolare l'esibizione dei
cani antidroga della Guardia di Finanza.
Per il concorso canoro, la classifica: Tordi: 1. Bruno Da Re (Godega); 2.
Bruno Bariviera (S.Lucia); 3. Tomaso Mazzoli (Prata). Cesene: 1. Giovanni
Bessega (Fiaschetti); 2. Enrico Pivetta (Prata PN). Prispolone: 1. Enrico
Pivetta (Prata PN); 2. Francesco Morassi (Prata PN); 3. Silvano Modolo
(S.Fior). Merli: 1. Enrico Simoni (Montebelluna); 2. Guerrino Rossi
(Montebelluna); 3. Dino Politti (Ronchi dei Legionari). Fringuelli: 1.
Luciano Marangon (Caerano); 2. Bruno Bariviera (S.Lucia); 3. Denis Visentin
(S.Fior). Allodole: 1. Giovanni Bessega (Fiaschetti); 2. Gildo Poloni
(Caerano); 3. Danilo Gardenal (Mareno). Sasselli: 1. Danilo Gardenal
(Mareno); 2. Denis Visentin (S.Fior); 3. Paolo Favret (Sacile). Peppole: 1.
Giovanni Bessega (Fiaschetti); 2. Natalino Battagello (Montebelluna); 3.
Maria Pia Gon (Fiaschetti). Quaglie: 1. Mario Mazzer (Mareno); 2. Giovanni
Giacomazzi (Oderzo); 3. Antonio Tomasella (Cimetta). Lucherini: 1. Natalino
Battagello (Montebelluna); 2. Enrico Pivetta (Prata PN); 3. Luciano Zonta
(Gorizia). Cardellini: 1. Pierino Gioi (Gradisca); 2. Alcide Collodet
(Gradisca); 3. Giovanni Bessega (Fiaschetti). Mutati: 1. Natalino Battagello
(Montebelluna); 2. Giovanni Pelizzari (Caerano); 3. Vittorio Ragazzo
(Sacile).
Canarini: 1. Martino Gazzola; 2. Gino Casarin; 3. Odino Maccoratti. Ibridi:
1. Odino Macoratti; 2. Gino Casarin; 3. Gino Bordignon. Esotici: 1. Luciana
Bergamo; 2. Giancarlo Biolo; 3. Vittorio Ragazzo.Fulvio Fioretti
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PESCA
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BALENE/ ARRESTATI TRE SUDCOREANI PER CACCIA ILLEGALE
E' vietata nel paese dagli anni '80; si rischia carcere e multe
http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2008/03_marzo/18/balene_arrestati_tre
_sudcoreani_per_caccia_illegale,14323792.html?pmk=nothpe
Seoul, 18 mar. (Ap) - La polizia ha arrestato tre pescatori sudcoreani
sospettati di caccia illegale e commercio di carne di balena: lo riferisce
una guardia costiera di Seoul.
La Corea del Sud ha vietato la caccia alle balene alla metà degli anni
Ottanta, ma è permesso bandire aste di carne di balena quando i grossi
cetacei finiscono per errore nelle reti dei pescatori o quando si arenano e
muoiono.
Chiunque violi il divieto, ricorda la Guardia costiera, rischia fino a tre
anni di prigione o un multa fino a 20 milioni di won (12.500 euro).
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ELEFANTI
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Elefante a rischio estinzione per la spietata caccia dei contadini
I pachidermi sono ghiotti di banane e riso e saccheggiano le coltivazioni,
devastando tutto. I contadini danno loro la caccia o li avvelenano, per
difendere il magro guadagno. Esperti: occorre dare migliori opportunità di
vita e lavoro ai contadini.
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=11800&size=A
New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Gli elefanti rischiano di scomparire da
intere nazioni dell’Asia per la feroce caccia degli agricoltori che
difendono le piantagioni. Dappertutto la rapida deforestazione e l’
espandersi delle coltivazioni ha aumentato il millenario conflitto tra
elefanti e contadini. Gli elefanti sono ghiotti di banane, riso, canna da
zucchero e meloni e saccheggiano intere piantagioni.
In Asia si stimano esserci ancora tra 40 e 50mila elefanti. Ma in 6 dei 13
Paesi dove abitano (Bangladesh, Cina, Bhutan, Cambogia, Vietnam e Nepal) ce
ne sono non più di 300.
Esperti osservano che roditori, uccelli e scimmie causano danni molto
maggiori alle coltivazioni, ma gli elefanti sono più odiati perché spesso
nelle loro scorribande devastano tutto e uccidono o feriscono i contadini.
Nell’India, casa di circa il 60% degli elefanti selvaggi dell’Asia, si
calcola che tra 200 e 250 persone muoiano ogni anno mentre si oppongono a
questi saccheggi. In risposta, i rurali uccidono i pachidermi con vecchi
fucili o li avvelenano.
“Una volta che un elefante ha gustato i cibi coltivati – dice Raman Sukumar,
uno dei massimi esperti mondiali – sviluppa una predilezione e tornerà
sempre a cercarli, perché li preferisce a quelli selvatici della foresta”.
Esperti suggeriscono di mettere nelle coltivazioni pacchetti di sigarette,
bottiglie di birra e altre sostanze di cattivo sapore. Ma gli elefanti
comunque calpestano i raccolti e danneggiano case e barche. E’ stato anche
offerto denaro per coltivare melanzane e spezie che gli elefanti non
gradiscono.
Altri osservano che i contadini vogliono solo una vita migliore e
suggeriscono di offrire miglioramenti del tenore di vita e un altro lavoro.
In Vietnam ci sono non più di 80 elefanti, al confine con Cambogia e Laos.
Ha Bich Nguyen del gruppo Fauna e flora internazionale, dice che “abitano in
zone dove vive una popolazione davvero povera”. “Il conflitto è per la
sopravvivenza di uomini o elefanti. Anche con tutti i nostri sforzi, non
possiamo salvare gli elefanti dall’estinzione”.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it