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NEWS: Giornali Internet 21/03/08



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ALLEVAMENTO
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Aveva già macellato clandestinamente una ventina di agnelli
http://www.ilmessaggero.it
di DANIELA FOGNANI
Frascati (RM) - Aveva già macellato clandestinamente una ventina di agnelli
destinati alla vendita in occasione delle festività pasquali e si apprestava
a proseguire il lavoro con altre decine di animali quando è stato sorpreso
dai militari della Guardia di Finanza di Frascati in un locale di via
Montiglioni, in una zona periferica di Grottaferrata. Ad eseguire la
macellazione era un allevatore di ovini di origini sarde, S. P., 50 anni,
titolare di un'azienda agricola nella zona dei Castelli Romani, che è stato
denunciato alla Procura della Repubblica per violazioni delle leggi
sanitarie. I finanzieri inoltre hanno posto sotto sequestro circa duecento
chilogrammi di carne fresca, già lavorata e pronta per la vendita ed hanno
sequestrato anche il locale, attrezzato con i macchinari necessari per la
lavorazione della carne. Gli abbacchi macellati senza alcun controllo,
provenivano, con molta probabilità, dallo stesso allevamento di S.P. ed
erano destinati forse ai ristoranti della zona per il pranzo pasquale.
Al locale di via Montiglioni gli uomini del Nucleo Mobile della Guardia di
Finanza del Gruppo di Frascati sono arrivati nell'ambito dei controlli
svolti in questi giorni presso aziende, ristoranti e rivendite di generi
alimentari, a tutela dei consumatori. Si dovrà ora accertare dove ed a chi
S. P. intendeva vendere la carne macellata e già preparata e capire se,
anche in passato, l'uomo era solito macellare clandestinamente gli animali.
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Latte alla diossina, caccia ai campi infetti
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20080321&ediz=SALERNO&npag=49&;
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LORENZO CALÒ Indagate almeno altre dieci persone (fra cui il sindaco di un
Comune del Casertano): si sposta su funzionari Asl e tecnici regionali (per
ipotizzate omissioni nei controlli e nell’applicazione di misure di
prevenzione sanitaria) l’inchiesta condotta dai carabinieri del Noe e del
Nas su presunte frodi commerciali e contaminazione di prodotti alimentari in
relazione alla produzione e alla vendita di mozzarella di bufala
confezionata con latte alla diossina. Ieri sono proseguiti gli accertamenti
da parte dei carabinieri che hanno complessivamente eseguito perquisizioni e
ispezioni in 112 fra allevamenti e caseifici delle province di Caserta,
Napoli e Avellino. L’inchiesta, coordinata dai pm Paolo Sirleo, Giuseppe
Noviello e Alessandro Milita (quest’ultimo della Dda) nasce da accertamenti
sui clan della camorra attivi nel Casertano nel settore zootecnico. A far
scattare gli accertamenti gli incendi - appiccati nei mesi scorsi ai cumuli
di rifiuti - dai quali si sarebbe sprigionata diossina che sarebbe poi
entrata nella catena alimentare attraverso il foraggio delle bufale da cui è
derivato il latte utilizzato per la produzione di mozzarella. I controlli
(su 29 caseifici e 83 allevamenti, ma le verifiche hanno riguardato anche
altre aziende già interessate nelle settimane scorse dalle ispezioni dell’
Asl) si sono conclusi ieri: sequestrate partite di latte e mozzarella in cui
sono state riscontrate concentrazioni di diossina superiori ai limiti
stabiliti per legge; recuperate fialette di anabolizzanti e ormoni per la
crescita; acquisita documentazione presso l’Asl Ce 1, Ce 2 e gli uffici
regionali in relazione alle modalità di controllo. Sconcertanti anche i
riscontri investigativi desumibili dai verbali redatti dai carabinieri dopo
i sopralluoghi nelle aziende, soprattutto sulle modalità di smaltimento del
latte non utilizzabile per la produzione di mozzarella (destinato alla
termodistruzione) che in varie circostanze alcuni dei titolari degli
allevamenti perquisiti hanno ammesso di aver smaltito semplicemente
riversandolo nel terreno. Ieri intanto - dopo le prime controanalisi - sono
state dissequestrate 12 aziende (sui 69 allevamenti chiusi fra Aversa, Villa
Literno, Casal di Principe, Castelvolturno, Cancello e Arnone) mentre la
manager dell’Asl Ce 2 Antonietta Costantini precisa che in due mesi
(novembre-dicembre 2007), secondo quanto prescritto dalla legge 3 del 2005,
«l’Asl ha eseguito da sola 127 accertamenti sui 150 dell’intera Campania».
Ma la polemica sulla sicurezza alimentare, sull’affidabilità di un prodotto
(che fruisce di un marchio Dop) e sulla crisi di immagine e di mercato che
sta investendo il comparto, è deflagrata. Per il ministro alle Politiche
agricole Paolo De Castro «chi sbaglia deve pagare, i controlli ci sono e
vengono applicati a garanzia dei consumatori e dei tanti produttori onesti
che non devono subire una criminalizzazione». L’assessore regionale alla
sanità Angelo Montemarano insiste «sull’efficacia della rete dei controlli
nel settore veterinario, sanitario e ambientale» mentre il collega delle
attività produttive Andrea Cozzolino precisa che «solo nel 2007 l’Istituto
zooprofilattico ha effettuato 75.500 esami totali (di cui 2500 positivi),
20.500 esami microbiologici e parassitologici (1330 positivi). Questa
condizione ha determinato il blocco delle produzioni di 83 allevamenti che
erano prevalentemente quelli che conferivano il latte ai 29 caseifici in
questione». Il presidente del Consorzio di tutela Franco Consalvo precisa
che «soltanto 9 caseifici dell’area Dop risultano coinvolti e sono fruitori,
non soci, del consorzio con un mercato di appena il 2,84 per cento». A
sostegno della Dop invocati anche «i piani di autocontrollo adottati delle
aziende in base alle vigenti norme comunitarie». Secondo Coldiretti «occorre
fare al più presto chiarezza per tutelare l’immagine di uno dei prodotti più
rappresentativi del Made in Italy».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it