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NEWS: Giornali Internet 25/03/08



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CACCIA
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Capoterra. Bloccati da Forestali e carabinieri quattro cacciatori di frodo
http://www.unionesarda.it
Blitz a Monte Nieddu, bracconieri denunciati Operazione antibracconaggio
nella zona di Monte Nieddu-Su Lillioni, al confine tra i territori comunali
di Villa San Pietro e Sarroch.
I forestali della stazione di Pula, in stretta collaborazione con i
carabinieri dello stesso paese, hanno denunciato quattro persone con l’
accusa di caccia in periodo vietato all’attività venatoria e con mezzi non
consentiti. Sono G. B., R. L.,W. B. e E. S., tutti di Capoterra e già
conosciuti alle forze dell’ordine per analoghi precedenti.
I primi tre bracconieri sono stati denunciati anche per resistenza al
pubblico ufficiale, mentre G. B. e W. B., oltre a dover rispondere di caccia
illegale dovranno difendersi dall’accusa di porto ingiustificato di arma da
punta e da taglio.
I fatti risalgono a giovedì, quando dopo segnalazione arrivata alla stazione
dei ranger di Pula sono stati istituiti due posti di blocco lungo la strada
che da Monte Nieddu-Su Lillioni conduce alla statale. I quattro sono stati
intercettati dai carabinieri mentre rientravano dalla montagna a bordo di
tre motorini, ma alla vista dei militari hanno forzato il posto di blocco
dandosi alla fuga.
Incappando però nella pattuglia dei forestali. Uno dei cacciatori di frodo,
sentendosi ormai in trappola, ha tentato di far marcia indietro ed è
scappato dopo essersi liberato di un cinghiale catturato illegalmente. Il
giovane è stato rintracciato e l’animale recuperato. I quattro cacciatori di
frodo sono stati quindi identificati. I loro nomi erano già noti ai ranger
perché fermati in precedenti operazioni antibracconaggio. Così la decisione
di mettere in atto una serie di perquisizioni nelle loro abitazioni.
C’era il sospetto, poi confermato, che nelle case i bracconieri custodissero
parecchio materiale per l’attività venatoria illegale. I forestali hanno
infatti trovato e sequestrato lacci d’acciaio per la cattura di cinghiali e
cervi, trappole, lacci di crine e reti per l’uccellagione e varie corna di
cervo. A. PI.
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Operazione antibracconaggio nel Cilento liberati decine di uccelli protetti
da WWF Salerno
Il Nucleo Guardie Ambientali - WWF Salerno comunica il resoconto
dell'attività di vigilanza venatoria effettuata nel giorno 22 Marzo 2008.
http://www.salernonotizie.it/
Salerno - A seguito di segnalazioni pervenute presso gli uffici
dell'Assessorato Provinciale alla Tutela Animali di Salerno, gli agenti del
WWF, sollecitati dall'Assessore Piero Cardalesi, si sono portati nel comune
di Castellabate per verificare la presenza di bracconieri che praticano
l'uccellagione (cattura massale di uccelli con reti da posta) nell' area del
Parco del Cilento. Giunti nell'area segnalata e dopo un'attenta
perlustrazione, gli agenti hanno avvertito un forte cinguettio provenire
dalla mansarda di una casa della zona, segno inequivocabile della presenza
di avifauna. Ottenuta la pronta collaborazione dei Carabinieri della vicina
Stazione di Castellabate, si è proceduto a visitare l'interno
dell'abitazione con la piena disponibilità del proprietario. E' stato solo a
quel punto che il gruppo formato da oltre 10 agenti si è reso conto
dell'estrema gravità della situazione scoperta: diverse reti usate per
l'uccellagione, gabbie trappole a scatto manuale, centinaia di gabbiette,
voliere, aste per zimbelli vivi, etc. Insieme ai mezzi di cattura vietati
sono stati ritrovati anche molti uccelli vivi, circa un centinaio, tutti
appartenenti a specie particolarmente protette e tenuti in gabbia in
condizioni precarie. Tra questi vi erano: cardellini, fanelli, lucherini,
frosoni, fringuelli, verzellini e verdoni. La cosa che ha più inorridito gli
operanti è stato scoprire che molti esemplari erano stati legati con
imbracature di spago per facilitarne l'uso come richiami vivi (gli uccelli
vengono strattonati per provocarne il volo ed attirarne degli altri), altri
avevano le ali tagliate per costringerli a non muoversi e purtroppo, in
alcuni casi, ai poveri uccelletti erano stati accecati gli occhi, pratica
barbara usata per stimolarne le doti canore. Giunti in caserma, al
bracconiere è stata ipotizzata l'infrazione di diversi reati e in
particolare, esercizio dell'uccellagione, con l'aggravante dell'Area Parco,
detenzione di specie particolarmente protette dalla Convenzione di Berna,
furto venatorio, ricettazione, ma soprattutto il crudele e ingiustificato
maltrattamento animale. L'unica nota positiva della giornata è stata la
liberazione di più della metà degli esemplari in aperta campagna, sotto lo
sguardo contento di alcuni curiosi attirati dall'evento inconsueto. Più
volte è accaduto di avere a che fare con atti di bracconaggio di questo
genere, che il più delle volte si possono reprimere solo laddove ci sia l'
impegno e la sensibilità di persone civili, ma ogni volta non si può che
restare basiti di fronte alla crudeltà gratuita di uomini che osano definire
passione la sevizia di uccelli inermi al solo scopo di procurarsi piacere o
facile guadagno.=========
COMMERCIO
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AFRAGOLA
Testuggini nel negozio denunciato
http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20080325&ediz=CIRC_NORD&npag=3
9&file=DES.xml
MARCO DI CATERINO Afragola. Cardellini e tartarughe in gabbia. I volatili e
le testuggini, inseriti nelle specie protette, pronti per essere immessi sul
ricco mercato clandestino, sono stati scoperti nel corso di un controllo
presso i negozi per la vendita di animali dai carabinieri della caserma di
Afragola, diretta dal luogotenente Fedele Del Vecchio. Gli animali, sessanta
uccellini e sessanta tartarughe, tenuti in un cattivo stato igienico
sanitario, erano nascosti nel retro di un negozio in via Bruno Buozzi ad
Afragola, dove i militari hanno anche trovato e sequestrato tre di quelle
reti speciali, utilizzate per catturare cardellini, usignoli e altre razze
di uccelli selvatici. E per il titolare, G. A., 35 anni, di Afragola è
scattata una denuncia a piede libero per ricettazione, maltrattamenti di
animali e detenzione di animali di specie protetta finalizzata al commercio
e alla vendita. I cardellini e le tartarughe, sono stati affidati al
personale della polizia forestale, che provvederà a rimetterli in libertà in
zone protette, dopo un periodo di cura reso necessario per l’evidente stato
di denutrizione degli animali. Il sequestro delle due specie protette è
scattato nell’ambito di un piano di controllo finalizzato a stroncare questo
tipo di commercio, predisposto dai carabinieri di Afragola, proprio con l’
inizio della primavera. Proprio in questo periodo, nelle zone di campagna la
cattura dei cardellini è molto facile a causa della stagione della
riproduzione. Dopo aver montato le reti occultate da rami e foglie, basta
solo azionare il richiamo acustico del verso delle femmine della specie per
far accorrere centinaia di esemplari maschi. Ancora più facile la cattura
delle tartarughe di terra, che si sono appena svegliate dal letargo.
Stressate per il digiuno e ancora disorientate, escono allo scoperto per
nutrirsi e allora diventa un gioco da ragazzi catturarle.
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CIRCO
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Analoghe vessazioni erano praticate su altre persone provenienti dall'Europa
dell'Est
A Salerno il circo degli orrori: ragazze costrette in vasca con i piranha
Arrestati i tre gestori che avevano ridotto in schiavitù una famiglia
bulgara
http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_25/circo_orrori_vasca_piranha_bb54f
7e0-fa61-11dc-b669-00144f486ba6.shtml
SALERNO - Potremmo definirlo il circo degli orrori. Dove alcune ragazze
venivano intimidite e violentate e poi terrorizzate costringendole ad
affrontare animali pericolosi. Era stata costretta ad immergersi in una
vasca trasparente di acqua gelida, nella quale nuotavano pesci piranha, una
diciannovenne bulgara salvata dai carabinieri insieme con la sua famiglia a
Petina (Salerno) dopo mesi di riduzione in schiavitù per mano di tre gestori
di un circo arrestati dai militari di Eboli. A finire in manette Enrico
Raffaele Ingrassia, 57 anni, il figlio William, 33 anni, entrambi di Santa
Croce di Magliano in provincia di Campobasso e il genero Gaetano Belfiore,
25 anni, di Lucera (Foggia), tutti titolari del circo «Marino». I deferiti
in stato di libertà sono S.I., 27 anni, e due cittadine bulgare. Le
indagini, condotte dai militari e coordinate dal pm Mariella De Masellis,
della Direzione distrettuale antimafia di Salerno, hanno consentito di
liberare una famiglia di bulgari composta dai genitori e da due figlie, una
di 19 anni e l'altra di 16 anni, che, dall'inizio del 2008, erano secondo
l'accusa in uno stato di costante riduzione in schiavitù.
NELLA VASCA CON I PIRANHA - Secondo i carabinieri entrambe le ragazze erano
sottoposte a torture. Una di esse era quella della vasca: se la ragazza
tentava di emergere da una vasca d'acqua piena di piranha veniva costretta
con una mano al capo da Enrico Ingrassia, uno degli arrestati, a rimanere
sotto l'acqua. La sorella della giovane, di 16 anni, invece, era costretta a
stare in un invaso mentre le si rovesciavano addosso rettili e anche una
tarantola. Durante uno spettacolo sarebbe stata morsa da un serpente. Con
minacce, inoltre, la famiglia di bulgari era costretta a svolgere turni
massacranti di lavoro per 15-20 ore al giorno, ricevendo soltanto 100 euro
alla settimana, rispetto ai 480 pattuiti. La famiglia viveva in condizioni
disumane e di completo assoggettamento, in due cassoni di autocarro.
Analoghe vessazioni erano praticate su altre persone provenienti dall'Europa
dell'Est, riuscite a sottrarsi agli aguzzini. La famiglia bulgara è stata
trasferita in una struttura protetta.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it