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NEWS: Giornali Internet 26/03/08



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ALLEVAMENTO
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Aviaria, «sono le anatre a infettare, non i polli»
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=21248&sez=HOME_SCIENZA
ROMA (26 marzo) - I principali veicoli di infezione dell'influenza aviaria
altamente patogena H5N1 non sono i polli ma le anatre. È quanto emerge da
uno studio condotto da un gruppo di esperti della Fao e pubblicato
sull'ultimo numero degli Atti della National Academy of Sciences of the
United States (Pnas). Scagionati i polli e i volatili selvatici, finora
ritenuti responsabili o fattori di rischio per la trasmissibilità della
malattia agli esseri umani, ora è chiaro che sono le anatre, gli esseri
umani ed i campi di riso i principali fattori dietro i focolai di influenza
aviaria verificatisi in Tailandia e in Vietnam e probabilmente sono
responsabili anche della loro persistenza in altri paesi limitrofi come
Cambogia e Laos.
Dallo studio emerso un chiaro nesso tra il modo in cui si nutrono le anatre
e l'intensità di coltivazione del riso. Questi uccelli si cibano
prevalentemente di chicchi di riso avanzati nelle risaie e quelle ruspanti
sia in Tailandia che in Vietnam si spostano seguendo i raccolti di riso.
«Ora conosciamo molto meglio dove e quando aspettarci una recrudescenza del
virus H5N1 - ha detto il veterinario senior della Fao, Jan Slingenbergh - e
questo ci aiuta ad organizzare la prevenzione ed il controllo».
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A LAMBIOI
Asinello "dimenticato" muore di fame Era di proprietà del papà dell'ex
sindaco
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3730072&Pagina=3
(lm) È morto di fame, di stenti. Solo, nel piccolo box costruito nell'area
vicino al Palaghiaccio di Lambioi, proprio lungo la fascia di terra che
corre lungo la scarpata che costeggia la strada che sale verso a Prade.
Una fine orrenda per la povera bestiola, scoperta solo ieri mattina da una
donna che, casualmente, per qualche giorno di fila, aveva notato l'asino
sempre buttato a terra nella stessa posizione. Allertati i carabinieri, si è
così scoperto che l'animale era morto ormai da diverso tempo, in avanzato
stato di decomposizione. Faceva parte di un gruppo di altre tre bestiole,
tutte di proprietà del papà dell'ex sindaco di Belluno, Celeste Bortoluzzi,
grande amante degli animali assieme alla moglie. Era lui a prendersene cura,
ma alla sua morte gli asini furono costretti a cambiare residenza,
trasferiti da un contadino.
Secondo una prima versione dei fatti pare che la presenza del quarto asino
fosse sconosciuta alle persone che vennero incaricate di trasferire il
gruppo. Sarebbero stati a conoscenza solo della presenza di tre asini. E tre
ne avrebbero caricati. Probabile quindi che la presenza del quarto animale
sia sfuggita, forse perché nascosto da qualche cespuglio. L'area, infatti, è
piuttosto vasta. Ma la sostanza non cambia. Il povero asinello è morto di
stenti, sotto gli occhi di tutti. Perché quell'area non è certo isolata e
nemmeno nascosta. (nella foto l'asino morto all'interno del box)

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it