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NEWS: Giornali Internet 09/04/08



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CACCIA
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Bracconieri scatenati, capriolo ucciso nel bosco
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20080409&ediz=06_UMBRIA&npag=41&fil
e=D_2208.xml&type=STANDARD
di MASSIMO BOCCUCCI
GUBBIO – Un capriolo ucciso a Montanaldo con un’arma da fuoco di piccolo
calibro vietata per la caccia, un altro intrappolato dai lacci di una
trappola e salvato in extremis a Nogna. E’ il segno lasciato da cacciatori
bracconieri in azione sul territorio eugubino. Ci sono due denunce contro
ignoti per caccia di frodo e posizionamento vietato di trappole. Le
segnalazioni con i due casi sono venute da alcuni cacciatori alla Polizia
Provinciale che ha subito attivato i veterinari del Dipartimento di
prevenzione di Gubbio dell’Asl. Il capriolo trovato morto è un esemplare
maschio adulto, ed il decesso viene fatto risalire a domenica scorsa. Non
sono stati ritrovati i proiettili. Gli stessi agenti provinciali hanno
quindi prestato i primi soccorsi ad un altro esemplare che era rimasto
intrappolato in un laccio piazzato. La crescente sofferenza stava per
portarlo alla morte. La tecnica di posizionamento della trappola fa pensare
che, stando ai primi riscontri, ad agire siano stati brecconieri piuttosto
esperti.
Per fortuna l'animale era rimasto imprigionato da qualche ora nel corso
della notte, e questo ha consentito ai veterinari di poter intervenire con
cautela per riuscire a liberarlo senza ulteriori traumi. I lacci sono stati
posti sotto sequestro. É stata la Polizia Provinciale a dare notizia delle
due vicende, che inducono a pensare alla presenza nelle zone boschive dell’
eugubino di bracconieri esperti e decisi ad agire in modo scientifico con
obbiettivi mirati.
Il ritrovamento non è stato del tutto casuale, poichè nei giorni scorsi
alcuni cacciatori di selezione impegnati nell’attività di autocontrollo per
avvistamenti e censimenti, nella zone di Montanaldo e Nogna, hanno rinvenuto
la carcassa del capriolo rinvenuto morto e nella perlustrazione hanno
trovato l’altro esemplare sofferente. “Quello delle trappola con i lacci è
un fenomeno che purtroppo conosciamo piuttosto a fondo – spiega il dottor
Norberto Quadraroli, dirigente veterinario dell’Asl – perchè nel territorio
è in uso. La legge lo vieta, e sono molto importanti i controlli che vengono
esercitati dagli stessi cacciatori come forma di tutela e prevenzione. Gli
animali che finiscono intrappolati vanno incontro a sofferenze atroci
riportando lesioni progressivamente sempre più gravi nel disperato tentativo
di liberarsi. Nel caso del capriolo di Nogna è andata bene: l’esemplare ha
potuto riprendersi velocemente perchè i tessuti non erano particolarmente
lesionati e le medicazioni hanno fatto subito effetto”.
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AGUGLIARO
Caccia vietata vale “multa” a cacciatore di Asigliano
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Faa.htm
Era stato trovato dagli agenti venatori della polizia provinciale a cacciare
in un’area protetta. Quella che la legge regionale individua come zone di
ripopolamento e cattura. Ieri mattina l’appassionato di Diana Paolino
Eppiani, 46 anni, di Asigliano, via Campostrino, ha patteggiato in tribunale
1316 euro di ammenda, in sostituzione di 27 giorni di arresto, e la pena
pecuniaria di 240 euro.
Il fatto avvenne il 23 settembre dell’anno scorso quando i poliziotti
provinciali nella tarda mattinata in località Calliana di Agugliaro
fermarono il cacciatore nell’area di ripopolamento, com’era segnalato dalla
presenza della cartellonistica prevista dalla disciplina della caccia.
Quel giorno i poliziotti sequestrarono il fucile Beretta calibro 12 e
trasmisero l’annotazione alla procura che ha aperto gli accertamenti penali
sul conto di Eppiani per la sua presenza a cacciare in una zona qualificata
come di “rifugio”.
Sette mesi dopo la denuncia, si è svolto il processo col rito speciale del
patteggiamento che ha consentito all’imputato di ottenere lo sconto di un
terzo della pena.
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IN TOSCANA. Tra i due c’erano vecchi contrasti per ragioni ereditarie,
sfociati in alcune cause
Imprenditore ucciso: in cella il fratello
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/nazionale/Daa.htm
LIVORNO
È stato arrestato dalla polizia Salvatore Inghilleri, il sessantaquattrenne
accusato di aver ucciso l’altra sera a colpi di fucile il fratello Vito, 69
anni, imprenditore. Ieri mattina Salvatore aveva fatto ritorno a casa dopo
una notte trascorsa nei boschi ed era in evidente stato confusionale.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il sessantaquattrenne ha sparato
i due colpi fatali da una doppietta a canne mozze che, legalmente detenuta,
usava abitualmente per la caccia. L’anziano, dopo essersi consegnato alla
polizia intorno alle 7.30, è stato trasferito negli uffici della mobile dov’
è stato ascoltato dal pm, che ne ha disposto il fermo con l’accusa di
omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione e del vincolo di
parentela.
In una conferenza stampa tenuta insieme al procuratore Francesco de Leo, il
pm Santoro conferma che l’uomo aveva fatto ritorno nella sua casa di primo
mattino dopo aver trascorso la notte fuori in seguito alla fuga messa in
atto subito dopo l’omicidio. Al momento del rientro in casa, sul posto non c
’erano agenti, che sono andati là solo successivamente a prendere in
custodia Inghilleri dopo che i suoi familiari avevano avvertito il 113. L’
uomo è da tempo in cura psichiatrica ed era in stato confusionale per l’
abbondante ricorso agli psicofarmaci che aveva portato con sé nella breve
fuga. Gli inquirenti confermano anche che i parenti della vittima hanno
riferito che i due fratelli erano da molti anni in lite per questioni
ereditarie, e che la lite era sfociata in una complessa controversia legale.
Proprio durante una delle udienze per l’assegnazione dei beni di famiglia,
pare che Salvatore Inghilleri abbia detto al fratello: «Tanto ti ammazzo».
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NOCIVOSARAITU
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BARCIS La Comunità montana, il Comune e la Coldiretti "studiano" insieme la
legge sulla fauna selvatica
Agricoltura, vertice contro i cinghiali
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3746026&Pagina=SPILIMBERGHESE%20MANIAGHESE
Barcis
(lp) Un incontro finalizzato all'individuazione dei soggetti da coinvolgere
nella risoluzione delle problematiche inerenti i danni provocati dalla fauna
selvatica è stato promosso nei giorni scorsi dall'assessore all'Agricoltura
della Comunità Montana, Adelchi Pellarin, delegato in questa delicata
questione dai Comuni. «Abbiamo analizzato il percorso più idoneo da seguire
ha osservato Pellarin anche in considerazione dell'applicazione della nuova
normativa regionale, la legge 6 del 2008, inerente le disposizioni per la
programmazione faunistica e per l'esercizio dell'attività venatoria. È stato
raggiunto un accordo di collaborazione finalizzato alla prosecuzione del
cammino intrapreso con l'impegno, ciascuno per il proprio ruolo, di
coinvolgere chi socialmente è interessato dal fenomeno ed a qualsiasi ambito
appartenga, sia esso economico, di tutela ambientale e così via».
L'assessore ha comunque ribadito la disponibilità degli uffici della
Comunità di Barcis a collaborare per la risoluzione di eventuali
problematiche sollevate. Tra le zone più colpite da questo fenomeno l'area
compresa tra Pinzano al Tagliamento, Castelnovo del Friuli e Travesio, nel
mandamento spilimberghese e Cavasso Nuovo e Fanna, in quello maniaghese, nel
quale esiste anche un serio pericolo legato all'attraversamento degli
animali soprattutto cinghiali in particolar modo lungo la strada provinciale
2 dei Maraldi, nella quale si soo anche verificati numerosi sinistri, anche
gravi. Stessa cosa accade sulla Statale 464, nella zona compresa tra il
cementificio della Zillo e l'incrocio che conduce ad Arba.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it