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NEWS: Giornali Internet 11/04/08



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CACCIA
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Sinnai. Sequestrati armi, un potente cannocchiale e un cinghiale appena
abbattuto
Tre bracconieri nella rete dei Forestali
Cacciavano durante la notte con fucili e visori agli infrarossi
http://www.unionesarda.it
Tre cacciatori di frodo sono stati denunciati dai Forestali.
I ranger hanno sequestrato fucili, un visore agli infrarossi e un cinghiale.
Tre cacciatori di frodo,
due di Sinnai e uno di
Quartu, sono stati bloccati
dai Forestali durante
un’operazione antibracconaggio.
I ranger hanno sequestrato armi e altre apparecchiature indispensabili per
poter insidiare gli animali selvatici durante la notte. Oltre a fucili
automatici calibro 12 e due doppiette, gli uomini della stazione di Sinnai
al comando dell’Ispettore Antonio Zonca hanno sequestrato cartucce, torce e
un potente visore notturno utile per inquadrare e mirare meglio cervi e
cinghiali durante le ore di buoi. Un’apparecchiatura di grande valore e
particolarmente sofisticata che i bracconieri montano sull’arma, così come
fanno normalmente con le torce che si accendono grazie ad un sistema di
controllo. Nella rete tesa dagli uomini del Corpo forestale sono finiti L.
R. e C. P., entrambi di Sinnai e in possesso di regolare porto d’arma. Un
documento che però ha valore esclusivamente per poter utilizzare le armi in
campagna durante i giorni di permesso di caccia, nel periodo insomma
concesso dal calendario venatorio regionale e non certo in queste settimane.
Di più, i due cacciatori non potevano sicuramente operare durante la notte.
Per questo sono stati denunciati per attività di caccia illecita e
detenzione abusiva di armi da fuoco.
Tutta l’apparecchiatura sequestrata è stata trovata all’interno della loro
auto fermata in un posto di blocco predisposto dai ranger verso l’una e
trenta del mattino nelle campagne tra Sinnai e Quartu. Nel cofano è stato
anche rinvenuto e naturalmente sequestrato un cinghiale appena abbattuto.
Nei giorni scorsi, sempre i ranger della stazione di Sinnai hanno bloccato
nella zona di Is Gruttas, durante un giro di pattugliamento, un uomo di 59
anni, I, G. di Quartu. Quando i forestali lo hanno sorpreso aveva con sé un
fucile calibro 12 a cui aveva fissato una rudimentale torcia e si stava
accingendo a raggiungere la postazione di cattura su cui aveva attirato un
cinghiale.
Il cacciatore di frodo, alle domande degli agenti del Corpo forestale non
riusciva a dare spiegazioni e giustificazioni sulla sua presenza verso le
ventidue e trenta di sera in campagna, armato con il fucile. Così è stata
predisposta anche una perquisizione domiciliare. In casa c’era un fucile con
matricola illeggibile per il quale sono state avviate ulteriori indagini. A.
PI
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BIODIVERSITÀ: SCOPERTE TRAPPOLE PER ANIMALI AI CONFINI DEL PARCO NAZIONALE D
’ABRUZZO
Sorpreso sul luogo un uomo in possesso di un fucile clandestino, si indaga
per scoprire un collegamento tra i due reati
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=6617
11 aprile 2008 - Trappole per animali ai confini del Parco nazionale
d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) sono state segnalate da un passante agli
uomini del Comando Stazione di Trasacco e Magliano bis (L’Aquila) del Corpo
forestale dello Stato che hanno avviato subito le indagini per accertarne
l'appartenenza. Gli agenti della Forestale hanno pensato di tendere un
tranello ai bracconieri ma, dopo essere arrivati sul posto hanno trovato un
cane pastore abruzzese intrappolato in una delle due gabbie che si trovavano
sul Monte Labbrone nel Comune di Trasacco (L'Aquila). In attesa
dell'autorizzazione della magistratura per il posizionamento di telecamere
per cogliere sul fatto i bracconieri, i Forestali di Trasacco hanno trovato
sul posto un uomo con un fucile. L'arma è stata sequestrata e dagli
accertamenti è emerso che si trattava di fucile clandestino. A quel punto è
stato denunciato anche per ricettazione, possesso di arma clandestina e
porto abusivo di arma da fuoco. Ora si indaga per accertare se ci siano
eventuali collegamenti tra l'uomo denunciato e il posizionamento delle
gabbie metalliche.
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CACCIA. Gli animali liberati in provincia sarebbero "di scarsa qualità e
dubbia provenienza;
Il "giallo: delle lepri Legambiente attacca
http://www.bresciaoggi.it
Provincia di Brescia - Legambiente chiede al presidente della Provincia di
Brescia il commissariamento del comitato di gestione dell'ambito
territoriale di caccia (Atc), così come previsto dalla legge regionale 26.
Il motivo? Legambiente parla di "tante irregolarità nell'acquisto di 2mila
lepri da ripopolamento, che avrebbero dovuto essere selvatiche e provenire
da Slovacchia e Romania - spiega Silvio Parzanini, rappresentante di
Legambiente e membro del comitato di gestione dell'Atc - mentre invece sono
risultate, da controlli veterinari, allevate in due allevamenti di Padova e
Venezia".
Altro problema: per l'acquisto di selvaggina (valore superiore ai 10mila
euro) è obbligo indire la gara d'appalto, mentre per questa fornitura si è
andati a trattativa privata.
Dove sta l'illecito? Lo spiegano bene gli avvocati Giuseppe Bertazzoli e
Pietro Garbarino nel loro esposto indirizzato, per conto di Parzanini, al
presidente Alberto Cavalli e all'assessore provinciale alla Caccia
Alessandro Sala: "E' noto che le lepri italiane a disposizione dei fornitori
sono di allevamento, perchè in Italia ci sono sì lepri di cattura, ma sono
quelle che gli Atc catturano nelle zone di ripopolamento e che trasferiscono
per la riproduzione in zona di caccia. Esse hanno pertanto una qualità
nettamente inferiore a lepri da cattura (catturate in libertà) provenienti
dall'estero".
Per questo i legali ipotizzano la vendita di un "bene per un altro" con
conseguente possibilità di risolvere il contratto e farsi restituire i soldi
versati, oltre gli eventuali danni.
Insomma, il contratto stipulato dal comitato di gestione dell'Atc secondo
Parzanini non è stato rispettato perchè il fornitore il 10 dicembre ha
consegnato all'Atc di Brescia (precisamente ad Ospitaletto) una partita di
600 lepri senza i requisiti previsti, perchi italiane e perchi provenienti
da allevamenti di Padova e Venezia, come documentato dall'Usl di Parma.
"Lepri di dubbia qualità - aggiunge Parzanini - come sottolineato dai
delegati comunali dei cacciatori presenti all'atto della consegna. Tali
esemplari sul mercato valgono meno della metà di quanto sono stati
effettivamente pagati e il loro stato di salute probabilmente non è stato
neppure adeguatamente verificato".
Il rappresentante di Legambiente ha quindi avvisato il presidente dell'Atc,
invitandolo ad effettuare le opportune verifiche. P.GOR.
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Cinghiali unica specie problematica.
Non c'è invasione di caprioli e daini
Gli ambientalisti contro Pasquali
http://www.lalibertadipicanza.it
Piacenza - I gruppi ambientalisti intervengono sul ricorso presentato da
associazioni venatorie e alcuni Atc contro la Provincia di Piacenza. Motivo
del contendere, lo stop alla selezione di caprioli e daini nonostante il
parere positivo dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica. "Da mesi
siamo al corrente del ricorso al presidente della Repubblica presentato
dalle associazioni venatorie piacentine e dagli Atc 9 e 7 - si legge nel
documento di Legambiente, Wwf e Lipu -. Pur nella legittimità dell'atto,
nessuno dei contenuti del ricorso ci trova concordi: più maturo sarebbe
stato accettare la decisione assunta e, evitando vittimismi e polemiche
inutili, lavorare fortemente a migliorare la situazione faunistica degli
ungulati in provincia e la vigilanza sul bracconaggio".
"A fronte di un numero di caprioli e daini censiti ancora molto basso, al
limite del numero per il quale per legge è possibile e sottolineiamo solo
possibile, autorizzare la caccia di selezione, la giunta provinciale ha
espresso una corretta valutazione che ha tenuto conto oltre che di elementi
prettamente tecnici, anche di altri elementi in senso politico più ampio,
tra i quali la sempre più diffusa sensibilità ambientale della maggioranza
dei piacentini. Sentir parlare ancora di 'sacrifici' imposti ai cacciatori
lascia sempre sorpresi, perchi in realtà è la legge stessa che chiede ai
cacciatori tutta una serie di attività gestionali e di tutela dell'ambiente
necessari per poter cacciare".
Laura Chiappa (Legambiente), Antonio Ruggieri (Wwf) e Vittorio Vezzulli
(Lipu) criticano anche "il tentativo di giustificare l'apertura della caccia
di selezione come controllo del bracconaggio".
"L'affermazione del consigliere provinciale Roberto Pasquali sull'esistenza
di un esubero di cinghiali, cervi e caprioli e di ingenti danni
all'agricoltura, facendo di ogni erba un fascio, è assolutamente deviante.
Basta un'attenta lettura del piano faunistico venatorio da poco approvato
per avere un quadro della situazione aggiornato. L'unica specie realmente
problematica in provincia è il cinghiale, la cui gestione è materia
estremamente complessa, ma prefigurare pericolose mandrie di cervi e
caprioli che devastano il territorio per giustificarne la caccia fa
sorridere. Il numero dei cervi presenti è molto basso, tanto che nel Piano
si suggerisce di creare un'area di protezione mentre il numero dei caprioli
è ancora molto contenuto (7,5 capi per chilometro quadrato). Un conto è il
corretto risarcimento dato a chi ha subito questi danni alle proprie
attività, altro è lanciare allarmismi sul numero di danni e di animali
presenti non supportato da dati reali, al solo scopo di favorire gli
interessi di una categoria. L'accenno al favore fatto dalla giunta alle
associazioni ambientaliste merita scarsa attenzione: è il frutto di una
visione di contrapposizione vecchia e superata", concludono gli
ambientalisti.
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E’ la novità del mondo venatorio che potrebbe portare alla nascita di un
unico sodalizio
Caccia, coordinamento tra associazioni
Il presidente Antognoni chiede una politica per il contenimento degli
ungulati
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=E3DA7EBADF36FDA81FF3912
58ABCACEF
FANO - Terminata la stagione venatoria, con un giudizio altalenante da parte
del presidente della sezione della Federcaccia di Fano, Paolo Antognoni, le
attività che coinvolgono i seguaci di Diana non sono finite: due iniziative
particolarmente coinvolgenti seguiranno la prossima assemblea ordinaria,
convocata per sabato 19 aprile nella sala riunioni della Cooperativa Tre
Ponti.
Si tratta della seconda edizione del torneo intestato ad Alberto Iacucci che
prevede la prima gara il 10 e l’11 maggio nel campo di tiro a volo “La
Chiusa” e “Marotta” e le finali il 7 e l’8 giugno nel campo di tiro a volo
di Monteschiantello.
L’altra iniziativa è la festa del cacciatore programmata il 18 luglio al
ristorante l’Alberone con l’estrazione di una ricca lotteria, di cui il
primo premio sarà costituito da un fucile Benelli. All’assemblea che
terminerà con il tradizionale spuntino a base di vino e porchetta, saranno
presenti: il sindaco Stefano Aguzzi, il presidente della Provincia Palmiro
Ucchielli, il presidente dell’Atc “Pesaro 2” Giovanni Rondina, il presidente
regionale della Federcaccia Ignazio Nardini, il presidente provinciale
Alberto Roscetti. Nell’occasione Antognoni svolgerà la sua relazione
annuale, porrà in votazione i bilanci e darà il via al dibattito, sempre
particolarmente coinvolgente sui temi di attualità.
Una novità è costituita dalla costituzione del coordinamento delle
associazioni venatorie che riunisce sia la Federcaccia che la Liberacaccia,
l’Enalcaccia e l’Anuu, l’associazione uccellatori uccellini. Si auspica che
ciò sia il preludio (almeno questo figura negli intenti) per riunire tutte
le associazioni sotto un’unica bandiera. Un successo acquisito viene intanto
considerato l’attribuzione al nostro territorio dell’osservatorio faunistico
regionale, istituito con lo scopo di raccogliere, grazie anche alla
collaborazione delle associazioni venatorie, dati sulla presenza di
selvaggina che serviranno poi per programmare i piani di abbattimento, in
modo particolare per quanto riguarda le specie in deroga.
“Tra le esigenze vantate dalla nostra associazione - ha evidenziato Paolo
Antognoni – c‘è la necessità, a fronte della richiesta di continue
modifiche, di non stravolgere la legge regionale sulla caccia che porta la
firma di Alberto Iacucci; mentre occorre rivedere la gestione degli
ungolati, daini, caprioli e cinghiali, il cui numero cresciuto in maniera
indiscriminata costituisce un vero problema per la tutela del territorio e
la salvaguardia dell’agricoltura”. Tra i buoni auspici: la presenza di 17
giovani nuovi iscritti alla scuola per ottenere la licenza di caccia.M.F.,

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it