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NEWS: Giornali Internet 17/04/08



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CACCIA
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Uccide di frodo un cinghiale, denunciato cacciatore della Piana
http://www.iltirreno.it
LUCCA. Un cacciatore di 55 anni residente nel Compitese è stato denunciato
dalla polizia provinciale nell'ambito di un'attività di prevenzione del
bracconaggio. Nella sua cantina è stato rinvenuto un cinghiale, già scuoiato
e privo di testa, pronto per essere cucinato. L'animale è stato cacciato in
un periodo di divieto e all'uomo sono stati sequestrati sette fucili, le
cartucce e l'ungulato appena abbattuto.
Sono state delle tracce di sangue che portavano a un edificio nel
Capannorese, l'indizio che ha messo in allerta gli agenti della polizia
provinciale impegnati da giorni in un'intensa attività di prevenzione del
bracconaggio. Vicino all'abitazione gli agenti hanno notato macchie
rossastre di natura animale che li hanno insospettiti. Seguendo la scia sono
andati verso la porta di accesso alla cantina della casa. Lì si trovavano
alcune persone che, alla vista degli agenti, hanno manifestato uno stato di
agitazione accentuatosi quando hanno chiesto informazioni sull'abitazione. A
quel punto è scattata la perquisizione dei locali. Nella cantina c'era il
cinghiale appena ucciso e già eviscerato. Ulteriori accertamenti hanno
portato alla scoperta di utensili impiegati per la macellazione, una
cartucciera e, in un annesso agricolo, il veicolo sul quale erano ancora ben
visibili tracce di sangue. Probabilmente quel mezzo era stato utilizzato per
trasportare l'animale dopo che era stato colpito sino alla cantina
dell'abitazione del Compitese.
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Laccio di bracconierestrangola un cane
casola
Il primo cittadino chiede all'Asl più medici e tecnici affinchè siano
impiegati nel reparto per fronteggiare l'emergenza
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=639825&IDCate
goria=593
E' FURIBONDO Piergiorgio Belloni,sindaco di Casola Lunigiana, di fronte al
nuovo ritrovamento di un cane, l'amico dell'uomo per antonomasia, morto in
maniera atroce vittima di un cavo d'acciaio teso per catturare cinghiali e
caprioli all'interno del territorio del suo comune. Quest'onta doveva
accadere proprio a lui che, oltre ad essere amante degli animali per
questioni di principio, è oltrettutto proprietario di Max, bellissimo
esemplare di pastore tedesco. Questa volta ,a farne immeritatamente le spese
è stato Buck,un cane Terranova di oltre mezzo quintale di peso e di 7 anni
d'età; un'animale nel pieno delle proprie forze che giornalmente era a
passeggio in compagnia del suo proprietario F.S. residente a Casciana nei
boschi fra Codiponte e quest'ultima località. Ad un certo punto Buck è
scomparso, inutili le ricerche fino a buio inoltrato da parte del padrone
che ad un certo punto, nonostante i richiami e le ricerche del proprio fido
compagno ha dovuto desistere dalle ricerche. Ricerche riprese di prima
mattina che purtroppo hanno condotto ad una triste scoperta: il Terranova,
per ironia della sorte fra l'altro è una razza specializzata per il
salvataggio di persone che sono in procinto d'annegare, è stato purtroppo
trovato strangolato dal solito cavo d'acciaio teso al limitare d'un bosco.
ROBERTO OLIGERI
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SAN VITO AL TAGLIAMENTO La richiesta riguarda in particolare volpi e
volatili che causano danni all’agricoltura
Caccia in deroga, l'ombra del ricorso
Dopo l’appello della Riserva, gli abolizionisti sono pronti a far bloccare
il provvedimento
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3756330&Pagina=SANVITESE
San Vito al Tagliamento
La Lega per l'abolizione della caccia del Friuli pronta a ricorrere al Tar
per chiedere l'annullamento della caccia in deroga. Ipotesi concreta che
sarà portata avanti, se ci saranno i presupposti, quando verranno emesse le
autorizzazioni regionali per cacciare uccelli e mammiferi.
Non è passato inosservato l'appello lanciato dalla Riserva di caccia di San
Vito per chiedere alla Regione di autorizzare la caccia in deroga di volpi
colpevoli di depredare pollai e allevamenti all'aperto, cornacchie e gazze
di nutrirsi in particolare del mais appena seminato dagli agricoltori.
«Ancora una volta i cacciatori non vedono l'ora di farsi paladini degli
agricoltori allarga le braccia sconsolato Alessandro Sperotto, delegato Lac
del Friuli- e pertanto invocano il provvedimento della regione che consenta
di sparare, a caccia chiusa, a specie che sono già cacciabili da settembre a
gennaio quali volpi, cornacchie, gazze». Quest'anno c'è poi la concreta
possibilità di vedere tutti i cacciatori e non più solo i guardacaccia -
accompagnati dal proprietario del fondo agricolo interessato sparare a
questi animali in virtù della recente legge regionale 14/2007».
«È il caso di ricordare che la caccia in deroga, secondo le norme
comunitarie ricorda Sperotto - è prevista solo per gli uccelli selvatici,
non anche per i mammiferi come le volpi. E non è certo contemplata per
consentire di continuare a sparare a specie di uccelli e mammiferi già
cacciabili tra settembre e gennaio come lo sono appunto le volpi, le
cornacchie e le gazze. Inoltre, ai sensi dell'articolo 9 della "direttiva
uccelli" dell'Unione europea le deroghe sono attuabili solo in rari,
specifici e comprovati, casi e qualora altre soluzioni siano state ritenute
insoddisfacenti».
La Lega per l'abolizione della caccia non si nasconde dietro un dito e dice
chiaramente che «i paventati danni all'agricoltura non sono che un pretesto
per poter sparare» e che in realtà «il problema è creato dai cacciatori
stessi» che liberano nelle campagne pordenonesi, per la pronta caccia, i
fagiani allevati in allevamento intensivo, fornendo in questo modo cibo
fresco e facilmente catturabile dalle volpi. «Che la richiesta di
abbattimenti sia un pretesto è dato anche dal fatto che agli agricoltori è
dovuto per legge un indennizzo per i danni derivanti dalla fauna selvatica.
Inoltre, fino a oggi si è provato a limitare il numero dei cosiddetti nocivi
solamente per mezzo degli abbattimenti». Autorizzazioni, è stato ricordato,
che prevedevano anche la possibilità di utilizzare i cani nelle tane delle
volpi e poi l'uccisione delle stesse per mezzo dei fucili.
«Per queste ragioni e per il motivo fondamentale che ogni specie animale
deve essere soggetto di tutela . conclude la Lac del Friuli Venezia Giulia -
vigilerà sulle eventuali autorizzazioni regionali e non mancherà di
rivolgersi al Tar per farne dichiarare l'annullamento». Emanuele Minca

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it