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NEWS: Giornali Internet 20/04/08



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CACCIA
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Colpito inavvertitamente da un colpo sparato dallo zio
Bimbo ferito al viso dai pallini
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=33E03CB39A3360D52710953
FC255CA4C
PESARO - Si è presentato con tre pallini di piombo sul viso. Tre ferite che
per fortuna non hanno provocato danni più seri di quelli riscontrati dai
medici del San Salvatore. Il ferito è un bambino di 11 anni, e sembra che
quei pallini sono stati sparati accidentalmente dallo zio.
Il fatto è questo: il bambino, abitante a Villa Ceccolini, ieri aveva
accompagnato il padre e lo zio, entrambi cacciatori, al campo di
addestramento per cani in località Onferno, in Romagna. Con loro, il cane da
caccia che aveva bisogno di essere addestrato, e di abituarsi soprattutto ai
colpi di doppiette e automatici che vengono sparati nelle battute di caccia.
Secondo il racconto fornito agli agenti della Questura di Pesaro, che sono
intervenuti per interrogare i protagonisti della vicenda, lo zio, a un certo
punto, avrebbe sparato un colpo, e tre pallini “vaganti” hanno colpito al
volto il nipotino.
Naturalmente, sono stati immediati e preoccupatissimi i soccorsi. Il bambino
è stato caricato un automobile e trasportato rapidamente a Pesaro, al pronto
soccorso dell’ospedale San Salvatore, dove i medici lo hanno sottoposto ai
primi accertamenti e alle prime cure. Per fortuna, com detto, si tratta di
ferite superficiali che guariranno rapidamente. Della brutta avventura
resterà solo un ricordo.
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NOCIVOSARAITU
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Cacciatori di nutrie: «I Comuni li aiutino»
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/Baf.htm
Aiutare i cacciatori, anche economicamente, nella lotta alle nutrie che
dalla Bassa si stanno diffondendo sempre più nel resto del veronese. Questo
l’invito della Provincia lanciato nei giorni scorsi a 67 Comuni, ai consorzi
di bonifica e ai rappresentanti degli agricoltori per contrastare la
diffusione dell’animale che provoca danni a colture e argini oltre ad essere
un potenziale pericolo per la salute pubblica. Un invito che, come afferma
Luca Coletto, assessore all’Ecologia non è stato però del tutto colto: «Non
erano molti i sindaci all’incontro. Così, per ora, il problema viene
affrontato solo da cacciatori volontari che a spese proprie, in un periodo
ben determinato, cercano di limitare la diffusione dell’animale». La nutria
appartiene alla fauna selvatica non cacciabile per cui il suo abbattimento
viene fatto solo in deroga alla legge, sotto il controllo della Polizia
provinciale. «I danni provocati all’agricoltura vengono pagati direttamente
dai cacciatori con versamenti annuali e sostenendo di propria tasca tutte le
spese», spiega Coletto. La Provincia ha messo a disposizione anche 700
gabbie per i fondi agricoli. A.C.
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Gli animalisti veneziani si mobilitano contro l’ordinanza di Ca’ Farsetti
che dal 1 maggio vieterà di vendere grano per volatili in tutto il
territorio comunale, compresa Piazza San Marco
Un ricorso al presidente Napolitano per salvare i colombi
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&Codice
=3760575&Pagina=4
Chiesta la sospensione del provvedimento: «Esistono metodi meno cruenti e
soprattutto meno costosi delle continue catture»
Un ricorso straordinario al capo dello Stato, Giorgio Napolitano. É l'ultima
arma degli animalisti veneziani contro l'ordinanza del Comune che, dal
prossimo 30 aprile, vieterà di nutrire i colombi in tutto il territorio
comunale, compresa Piazza San Marco.
Lo ha presentato l'Associazione vegetariana italiana, assistita
dall'avvocato Maria Caburazzi. Ma gli animalisti - questa volta attraverso
l'associazione Animali in città, assistiti sempre dall'avvocato Caburazzi -
interverranno anche nel giudizio davanti al Tar promosso dai venditori di
grano. L'ordinanza, come noto, prevede la sparizione dei loro banchetti e i
venditori che l'hanno impugnata ne chiedono intanto la sospensiva: l'udienza
è fissata per martedì prossimo. «Il nostro intervento, ovviamente, è per
tutelare i colombi - spiega Cristina Romieri -. Nel dibattito banchetti
sì-banchetti no, nessuno parla della loro sorte e si continua con continue
catture e uccisioni, anche in Piazza San Marco, dietro le transenne
dell'impalcatura».
La posizione degli animalisti è nota, ribadita anche in un manifesto (dal
titolo «Colombi, no alla strage, sì alla riduzione numerica con metodi non
cruenti») che è stato affisso in città. Vi si criticano i metodi usati dal
Comune, ormai da dieci anni a questa parte: il divieto di nutrirli e le
catture.
«Ogni anno vengono uccisi circa 20.000 colombi - scrivono gli animalisti -.
Finora sono stati spesi dalla collettività ben più di 850.000 euro. Un
metodo inaccettabile, costoso e anche inutile, bocciato dal mondo
scientifico. Ci sono altri mezzi usati con successo in varie città, come ad
esempio la somministrazione di grano dalle proprietà antifecondative unita
ad altri interventi. Visto il fallimento del suo piano (i piccioni
superstiti continuano a riprodursi trovando più spazio e più cibo a
disposizione) il Comune ora vuole sterminarli anche per fame, estendendo il
divieto di somministrare loro cibo in tutto il territorio comunale».
Gli animalisti minimizzano anche le ragioni alla base del provvedimento, a
cominciare dall'allarme dell'Ulss: «Si prende il pretesto del pericolo
sanitario, con allarmismi e criminalizzazioni ingiustificate: le analisi
dell'Ulss non hanno mai evidenziato niente di allarmante, come dichiarato da
eminenti studiosi; sono necessarie normali precauzioni igieniche. Si prende
anche il pretesto del danno ai monumenti: ma è ben maggiore ad esempio il
degrado provocato in questi ultimi decenni dall'inquinamento atmosferico
(che fa male anche alla salute), soprattutto quello causato dal passaggio
delle grandi navi, verso cui non c'è altrettanta attenzione».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it