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NEWS: Giornali Internet 21/04/08



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CACCIA
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BRACCONAGGIO: SEQUESTRATI NUMEROSI ESEMPLARI DI AVIFAUNA PROTETTA
L’operazione è avvenuta nel parco nazionale del Vesuvio; gli uccelli sono
stati liberati sull’isola di Procida
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=6664
21 aprile 2008 - Una brillante operazione portata a termine dagli agenti del
Comando Provinciale di Napoli del Corpo forestale dello Stato, insieme agli
uomini del Nucleo CITES, lo speciale reparto del Corpo forestale
specializzato nella repressione del traffico internazionale di esemplari di
animali e piante protette ed in collaborazione con una delegazione della
LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) di Napoli, ha portato al sequestro
di 62 fanelli, 60 cardellini, 11 verzellini, 7 fringuelli, 4 verdoni e 3
lucherini rinvenuti sul terrazzo di copertura di una palazzina al centro di
Sant'Anastasia (Napoli), ai piedi del Monte Somma, nel cuore del Parco
nazionale del Vesuvio. Un uomo aveva un vero e proprio sistema di
ricettazione e vendita di uccelli protetti con tanto di biglietto da visita
che veniva diffuso a scopo promozionale. Il sequestro è scattato dopo la
perquisizione dell'abitazione dell'uomo e del lastrico solare nella sua
disponibilità. Il trafficante è stato denunciato alla Procura della
Repubblica. I 147 uccelli, dopo la lunga detenzione in gabbie strette ed
anguste, sono stati restituiti finalmente alla libertà. La liberazione è
avvenuta sull'isola di Procida, in occasione di un incontro con una
scolaresca finalizzato ad un intervento programmato di sensibilizzazione
alle tematiche ambientali.
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NOCIVOSARAITU
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I piccioni di Todi condannati alla fucilazione
di LUIGI FOGLIETTI
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20080421&ediz=06_UMBRIA&npag=43&fil
e=D_2503.xml&type=STANDARD
TODI - A Todi i cosiddetti piccioni "torraioli" sono stati definitivamente
condannati a morte mediante fucilazione. E in argomento, ed a corredo della
azione volta alla eliminazione dei volatili, il sindaco ha emesso
l'ordinanza n. 64 il 17 scorso, che prevede una serie di obblighi per tutta
la cittadinanza.
In effetti questi animali producono molti danni sia alla salute dei
cittadini, in quanto portatori di inconvenienti igienico-sanitari dovuti al
fatto che sono ricettacolo di parassiti, in particolare zecche, vettori di
numerose malattie infettive come ricketziosi, borreliosi, malattia di Lyme,
eccetera, sia per la gravità delle problematiche consistenti in danni alle
colture, specie quelle cerealicole e di girasole, e non ultimo per
l'imbrattamento continuo dei monumenti artistici.
E' da un po' quindi, che in città, si tenta di liberarsi da questi
inopportuni inquilini, appartenenti alla specie Colomba Livia, addirittura
si era parlato di pillola anticoncezionale per non farli riprodurre. Ma gli
animalisti insorsero perché temevano che l'operazione, che sarebbe stata
portata a termine attraverso la somministrazione di mais appositamente
trattato, avesse determinato la perdita dei piaceri del sesso e tutto si
fermò. Non furono sufficienti a riprendere il progetto le attestazioni della
ditta produttrice che giurava che il mais rendeva si sterili, ma non
impotenti.
Si passò poi all'installazione di un falco meccanico, un sofisticato
brevetto tedesco, nascosto tra i merli ghibellini del palazzo del Popolo che
con meccanismo ad orologeria tarato ad intervalli, nel corso della giornata
emetteva il verso tipico del falco in attacco. Incedibile ma vero la cosa
funzionò per un bel periodo fino a che i furbi "torraioli" si accorsero che
il bel simulacro faceva tanto rumore per nulla e finirono col posarglisi
addirittura in testa.
Ora, i tempi cambiano e malgrado a Todi ci sia ancora chi ricorda che
venivano sgridati i bambini che, giocando, infastidivano i piccioni quando i
"donzelli" comunali o qualche vecchina di cuore dava loro da mangiare
intorno a mezzogiorno sulla Piazza del Popolo, si è passati alla maniere
forti.
Infatti si ordina che "venga impedito l'accesso a tutti i siti ove possono
nidificare o comunque trovare riparo; che i proprietari di immobili
disabitati curino la manutenzione degli stessi onde impedire ai piccioni
l'accesso e la nidificazione; che nessuno alimenti i piccioni in alcuna
maniera". E soprattutto "che è autorizzato nei fondi agricoli del Comune di
Todi l'abbattimento mediante arma da fuoco".
Dure le sanzioni per gli inottemperanti da 25 euro ad un massimo di 500.
Controlli affidati alla Polizia urbana, al personale dei Servizi veterinari
della Asl n. 2, ai Carabinieri ed alla Guardia Forestale.
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COMMERCIO
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CITES: SEQUESTRATE 1.400 TARTARUGHE ARRIVATE DALLA TUNISIA AL PORTO DI
PALERMO
Gli animali erano tutti nascosti all'interno del sedile posteriore di
un'auto
http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=6665
21 aprile 2008 – Gli agenti del Corpo forestale dello Stato hanno bloccato
oggi un traffico illegale internazionale di tartarughe terrestri,
precisamente Testudo graeca, una specie protetta minacciata di estinzione,
inclusa nella Convenzione di Washington (Convenzione internazionale che
regolamenta il commercio delle specie animali e vegetali). Il carico di
tartarughe è stato scoperto dai Nuclei CITES di Palermo e della Sezione
aeroportuale di Punta Raisi del Corpo forestale dello Stato, all'interno del
sedile posteriore di un'automobile appartenente ad un giovane tunisino
incensurato che è stato, per il momento, denunciato a piede libero.
L'operazione, svolta nell'area portuale di Palermo in stretta collaborazione
con l'Agenzia delle Dogane, coordinata dal Comando Regionale della Calabria
del Corpo forestale dello Stato e dalla Sezione Investigativa del Servizio
CITES Centrale di Roma ha consentito il rinvenimento di circa 1.400
esemplari vivi di tartarughe terrestri in pessime condizioni. L'intero
carico è infatti risultato gravemente infestato da zecche. L'attività
investigativa da parte degli inquirenti della Forestale prosegue. Il ragazzo
tunisino denunciato sarà ascoltato nelle prossime ore per spiegare la
destinazione delle 1.400 tartarughe. Il valore commerciale di ogni singolo
esemplare appartenete alla stessa specie sequestrata oscilla dai 100 ai 1000
euro, come nel caso del mercato austriaco e tedesco. L'operazione si
inserisce in un'attività più ampia che nel passato ha portato ad importanti
sequestri di questa ed altre specie di tartarughe terrestri e di rettili in
genere. Le indagini condotte nel tempo dal Corpo forestale dello Stato hanno
messo in luce come questi esemplari vengano fatti circolare nel mercato
europeo mediante l'uso di false certificazioni CITES italiane e dell'est
europeo.
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AMBIENTE
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AMBIENTE: GB, IN CRISI FLUSSI MIGRATORI UCCELLI
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20080421165634638218.ht
ml
(ANSA) - LONDRA, 21 APR - Molti degli uccelli che ogni primavera dall'Africa
migrano verso l'Europa e la Gran Bretagna, non tornano piu'. A lanciare
l'allarme e' la Royal Society for the Protection of Birds britannica secondo
la quale l'intero sistema migratorio tra l'Africa e l'Europa sarebbe entrato
in crisi. Ogni primavera - e' stato calcolato - sono circa cinque miliardi
gli uccelli che raggiungono l'Europa per riprodursi, prima di tornare in
Africa in autunno. Molti sono uccellini piccolissimi il cui viaggio di
migliaia di chilometri, spesso attraverso il deserto del Sahara, viene
spesso considerato come uno dei miracoli della natura. Ma non per molto:
dallo studio che verra' pubblicato probabilmente entro la fine dell'anno,
emerge che delle 36 specie che ogni anno viaggiano tra l'Africa e la Gran
Bretagna, 21 sono diminuite in maniera drammatica. Nel resto d'Europa le
cose non vanno meglio, con numeri in picchiata per 27 delle 37 specie
migratorie. Gli ornitologi non hanno dubbi: se il flusso migratorio entrera'
in crisi, gli uccelli si riprodurranno sempre meno e, pian piano, spariranno
del tutto. A rischio sono specie note come la tortora ed il cuculo ed altre
meno conosciute come il pigliamosche, il prispolone, la cannaiola verdognola
e la cutrettola. Le ragioni di questa crisi restano un mistero. Potrebbe
trattarsi del degrado del loro habitat in Africa, o dei cambiamenti
climatici, o dei problemi che incontrano durante il viaggio o di una
combinazione di tutti questi fattori. Allo scopo di gettare luce su questo
interrogativo gli ornitologi di tutto il mondo si incontreranno il prossimo
mese in Germania e discuteranno la creazione di una rete di stazioni di
ricerca in Africa per studiare quanto sta accadendo. (ANSA).

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it