[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

NEWS: Giornali Internet 22/04/08



======
CACCIA
======
Sull'auto fermata di notte lungo la Via Militare trasportavano le carcasse
di 4 caprioli e un cervo: 2 denunce per bracconaggio in Valle Stura
I CARABINIERI DI VINADIO INSOSPETTITI DAGLI SPARI PROVENIENTI DAI BOSCHI
HANNO SORPRESO I CACCIATORI TRADITI DAI FARI DURANTE IL RITORNO
http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=8559&typenews=primapagina
Una battuta di caccia illegale si è conclusa con due denunce per
bracconaggio in Valle Stura: i carabinieri di Vinadio, impegnati in servizi
sul territorio nel pomeriggio di sabato, sono stati allertati da spari
provenienti dai boschi in quota.
Insospettiti, hanno proseguito i controlli e nella notte è così scatatta la
trappola. Alle 23,45 circa, guidati dai fari di un’auto che percorreva la
vecchia via militare, hanno istituito un posto di blocco. Il mezzo, su cui
viaggiavano due persone, trasportava anche le carcasse di 4 caprioli e di un
cervo. Gli animali sono stati immediatamente sequestrati  e affidati in
custodia al personale dell’Asl, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Per B.D., 52 anni, e M.E, 58, entrambi italiani, è invece scatata la
denuncia per cacciacione dopo la chiusura generale. a.g.
-----
Il presidente del comprensorio caccia Christian Lieutaud: "Atto ignobile,
dovremmo fare i nomi dei due che hanno ucciso 4 caprioli e un cervo"
IL BRACCONIERE PIU' ANZIANO ERA UN CACCIATORE TESSERATO IN VALLE STURA DA
VENT'ANNI CHE SOLO NEL 2007 NON AVEVA RITIRATO IL PERMESSO
http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=8615&typenews=primapagina
FRANCESCO DOGLIO - Il presidente del comprensorio caccia "Cn4 valle Stura",
Christian Lieutaud, interviene sulla vicenda dei bracconieri fermati dai
Carabineri sabato notte dopo una battuta illegale di caccia. (Nella foto
d'archivio un animale ucciso)
“Stamattina – dice Lieutaud - abbiamo mandato una lettera ai Carabinieri per
ringraziarli dell’egregio lavoro svolto nel finesettimana. Quello che hanno
fatto quelle due persone è un atto gravissimo che va condannato in modo
forte e senza tentennamenti”.
La battuta di caccia illegale si era conclusa, per merito degli uomini dell’
Arma di Vinadio, con due denunce per bracconaggio sabato notte in valle
Stura. Durante il loro giro di pattugliamento pomeridiano, infatti, i
militari avevano sentito alcuni spari provenienti dai boschi in quota. Visto
il periodo di assoluto stop alle battute di caccia avevano quindi bloccato
la vecchia strada militare e, alle 23,45 avevano fermato un’auto sospetta.
Il mezzo, su cui viaggiavano due persone (B.D., 52 anni, e M.E, 58)
trasportava le carcasse di 4 caprioli e di un cervo.
Lieutaud rincara la dose: “A nostro avviso dovrebbe essere resa pubblica l’
identità di queste due persone. Voglio segnalare che da anni il nostro
comprensorio si impegna nella gestione e nella vigilanza del patrimonio
faunistico della valle Stura. Abbiamo sempre portato avanti una lotta senza
quartiere contro il bracconaggio, atto ignobile che deve essere perseguito
in tutte le sue forme. Noi ci impegnamo in questo senso nella convinzione
che che la caccia non abbia a che vedere con l’uccisione di animali fuori da
ogni regola, dobbiamo tener separati caccatori e bracconieri. A volte i
bracconieri  non sono nemmeno cacciatori”.
Non è questo però il caso dei due uomini denunciati. Il presidente del
comitato Cn4 conosce perfettamente il bracconiere più anziano: “Sì – dice
Lieutaud – so chi sono. Il più giovane è un nostro socio tesserato che,
però, l’anno passato non ha rinnovato né ritirato il permesso di caccia per
il nostro comprensorio. Il secondo è un suo amico. B.D. è socio da almeno
vent’anni e, in tutto questo tempo, non è mai stato richiamato per un’
uccisione fuori dal periodo stabilito dalla legge. Ma ciò non cambia né
giustifica quello che ha fatto”.
I vertici del comprensorio stanno infatti valutando la possibilità di
costituirsi parte civile contro i due bracconieri o di intraprendere un’
azione legale, magari insieme ad altre associazioni ambientaliste e
venatorie.
Non è nelle possibilità del presidente Lieutaud, invece, impedire che l’uomo
si presenti l’anno prossimo e ritiri il suo permesso di caccia. “Noi non
possiamo non rinnovargli la tessera – dice - se si presenterà con un porto d
’armi valido. Se invece la questura non gli rinnovasse quel documento,
allora potremmo non rinnovare la sua iscrizione. Purtroppo non abbiamo
questi poteri, anche volendo non possiamo agire contro i bracconieri in
questo modo”.
Ma come si spiega che un cacciatore, per vent’anni ligio alle regole
(perlomeno quelle sul bracconaggio), tutto ad un tratto decida di sparare al
di fuori della finestra temporale legale? “Io non lo so – dice Lieutaud -.
In questo periodo gli animali, caprioli e cervi, di notte sono fuori. È il
momento in cui si vedono di più. Forse ci può essere un commercio illegale
di selvaggina, forse. Ma con le possibilità che hanno i nostri soci, durante
la stagione e secondo le regole, veramente è un atto inspiegabile”.
Francesco Doglio
-----
La mostra dei trofei ha innescato una ruvida polemica fra il presidente
della Federazione e i promotori dell’evento
Verdi e cacciatori sparano a zero
Grones: «Dagli ambientalisti attacchi immotivati». Soppelsa: «Siete un costo
inutile»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Belluno&Codice
=3762241&Pagina=AGORDINO
Taibon
Leandro Grones, presidente della riserva e principale promotore della mostra
dei trofei di caccia ospitata domenica al Nof Filò di Cencenighe, nel
rimarcare il successo dell'evento, ha colto anche l'occasione per rispondere
alla accuse mosse dalla Federazione dei Verdi di Belluno a firma di Fabrizio
Soppelsa.
«Una polemica cercata e voluta dagli esponenti del mondo ambientalista che
hanno criticato i cacciatori e il mondo venatorio. La risposta del
presidente della Provincia e dell'assessore De Bona è stata molto dura.
Quello dei Verdi è stato una attacco gratuito che non ha nulla a che vedere
con la realtà dei fatti. I cacciatori svolgono un ruolo importante nella
tutela dell'ambiente alpino. Certe accuse sono del tutto gratuite e fuori
luogo».
La dichiarazione non è piaciuta a Fabrizio Soppelsa che si è subito
premurato di replicare: «Sembra che vogliamo l'abolizione della caccia.
Falso. Ho solo insistito sui costi economici a carico di tutti, per
l'attività della caccia. Non vogliamo impedire a nessuno di esercitare la
propria "passione". Sarebbe una pretesa che lascerebbe il tempo che trova.
Però ci fa un po' di tristezza la destinazione di ingenti somme all'attività
venatoria. Cito a titolo di esempio il finanziamento della rivista, il
rimborso dei danni da fauna selvatica introdotta, la festa del cacciatore,
le spese promozionali. Il motivo non è repulsione ideologica, ma di
proporzioni matematiche. Se infatti i trasferimenti per sanità,
infrastrutture e istruzione vanno a beneficio del 100\% della popolazione,
quelli per la caccia vanno soltanto a una esigua parte. Non si vede perciò
per quale motivo non debbano essere altrettanto proporzionati».
Secondo Soppelsa i cacciatori rivestano un determinato ruolo nell'equilibrio
ambientale al punto tale che l'assessorato alla caccia dovrebbe essere
accorpato a quello per l'ambiente.
«Perchè non viene fatto? E perchè -continua Soppelsa- non appena paventato
un eventuale allargamento dei confini del Parco nel comune di Agordo, i
cacciatori si sono subito opposti? Mi sembra un controsenso? Il mio non è un
partito, ma una federazione di realtà locali, che vanno avanti autonomamente
e spesso su linee politiche distanti da quelle di Roma. Che ci siano o no
parlamentari della Federazione dei verdi alla Camera o al Senato, per noi
che seguiamo la politica locale, non cambia molto». Mirko Mezzacasa
=============
NOCIVOSARAITU
=============
Ieri ad Arcevia l’operazione della Provincia
Emergenza cinghiali Una battuta di caccia
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=3173E786E83D542F0C3ECD0
1FEFF2A3D
ARCEVIA - “La battuta di caccia libera organizzata dalla Provincia di Ancona
rappresenta la prima risposta concreta delle istituzioni al gravissimo
problema dei danni causati dai cinghiali alle imprese e ai cittadini di
questo territorio. Non possiamo che esserne soddisfatti”. Ad affermarlo è il
presidente di Coldiretti Ancona, Maurizio Monnati, al termine del primo
appuntamento con l’operazione promossa dall’amministrazione provinciale e
dal vicepresidente Giancarlo Sagramola, che ha interessato il territorio di
Arcevia. Accompagnate dal dirigente di Coldiretti Sassoferrato, Eugenio
Zucca, le guardie venatorie e le squadre di cacciatori sono intervenute
nella zona di Colle Aprico con l’obiettivo di garantire un riequilibro della
presenza di cinghiali, a tutela dalla sicurezza dei cittadini, dell’attività
delle imprese agricole e della stessa salvaguardia dell’ecosistema,
minacciato dalla proliferazione indiscriminata degli animali selvatici. “Due
settimane fa avevano organizzato un incontro ad Arcevia al quale erano
intervenuti circa duecento imprenditori, assieme a molti rappresentanti
delle istituzioni – aggiunge il direttore di Coldiretti Ancona, Alberto
Bertinelli -, e tutti avevano denunciato una situazione che sta portando le
aziende alla chiusura”. A livello regionale i danni causati dagli animali
selvatici alle produzioni hanno ormai raggiunto il milione di euro, ma solo
una parte viene effettivamente rimborsata.
=======
CAVALLI
=======
Sora. Ferito da un'arma da fuoco, s'indaga nel giro delle corse clandestine
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20080422&ediz=04_FROSINONE&npag=38&;
file=D_1887.xml&type=STANDARD
       E’ giallo sul ferimento di un giovane rom che vive a Sora: il ragazzo
l’altra sera si è presentato all’ospedale SS Trinità della città fluviale
con una ferita da arma da fuoco a una gamba. Fortunatamente le sue
condizioni non sono gravi: per lui dieci giorni di prognosi. E.D.S., 29
anni, è rimasto ferito ad Avezzano in circostanze su cui gli investigatori
vogliono vederci chiaro.
Sul caso, infatti, stanno indagando sia gli agenti di polizia della
cittadina abruzzese sia i colleghi di Sora, che stanno svolgendo
accertamenti anche su corse clandestine di cavalli che si svolgerebbero
nella zona del nucleo industriale del capoluogo marsicano. Ad allertare i
poliziotti di Avezzano sono stati quelli di Sora diretti dal commissario
Giuseppe Di Franco. Agli agenti del posto, infatti, il ferito ha raccontato
che l’altro ieri pomeriggio stava assistendo ad Avezzano a una corsa
clandestina di cavalli quando si è avvicinato a un gruppo di alcuni zingari
che stavano litigando e ha sentito uno sparo e subito dopo un forte dolore
alla gamba. Il ragazzo, secondo la ricostruzione degli investigatori, è
stato colpito in modo lieve da un colpo di fucile. Interrogato anche dalla
polizia di Avezzano, il giovane ha detto di non conoscere nessuna delle
persone viste quel giorno nell’area dove si stavano svolgendo le corse. Ad
ogni modo, gli inquirenti tra le ipotesi non escludono nemmeno un
regolamento di conti tra rom.

-----
Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it