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Nuove regole per i canili in Lombardia




http://www.infolav.org:80/home/8638.htm

Nuove regole per i canili in Lombardia

23/04/2008-
Ieri, martedì 22 aprile, il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato il Regolamento di attuazione della Legge regionale 20 luglio 2006, n.16 "Lotta al randagismo e tutela degli animali d'affezione" (come previsto all'art.4 comma 2).

Fondamentale il contributo apportato dalla LAV - dichiara Simone Pavesi, Coordinatore LAV Lombardia - per introdurre elementi migliorativi nell'articolato originario trasmesso dalla Giunta al Consiglio Regionale. Il provvedimento vede infatti aspetti assolutamente innovativi nella gestione dei canili, come per esempio il limite di 200 cani per ogni struttura, deterrente per i malintenzionati che accumulano animali a scopo di lucro ostacolando le adozioni; ma anche la previsione che i canili non possono trovarsi a più di 30 km dal comune appaltante e che tutti i cani devono essere dati in adozione già sterilizzati o con un formale impegno da parte della nuova famiglia di provvedere entro 60 giorni.

Il provvedimento sblocca i fondi accumulati in 15 anni di vuoto normativo in Lombardia, per la mancata attuazione della Legge Quadro 281 del 1991, e che oggi ammontano a oltre 5 milioni di euro. Ora l'ultimo passaggio per rendere veramente operativa la legge regionale 16/2006 e il Regolamento di attuazione approvato ieri è la definizione del Piano triennale di intervento, con il quale si deciderà come utilizzare i fondi a disposizione per l'implementazione della legge: ad occuparsene sarà la Consulta Regionale, istituita con la legge 16, di cui la LAV è componente.

Ci saremmo aspettati di più - conclude Pavesi - in quanto tra le nostre richieste c'erano: parametri strutturali minimi dei box destinati ad ospitare i cani, più ampi rispetto a quelli adottati; previsione di parametri strutturali e gestionali anche per gli esercizi commerciali e per i ricoveri di ogni specie animale commercializzata come "animale d'affezione", come tra l'altro dispone la legge 16; immediata adozione di un modello base di convenzione tipo tra i Comuni ed i privati, per la gestione dei canili, anziché rimandare nuovamente a successivo provvedimento della Giunta. Il provvedimento è comunque innovativo e la LAV ringrazia i consiglieri regionali Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro (Verdi), Silvia Ferretto (AN), Sara Valmaggi (PD) che fino all'ultimo hanno sostenuto le nostre proposte, facendosi promotori di emendamenti migliorativi.

Il Regolamento di attuazione della l.r.16/2006 "Lotta al randagismo e tutela degli animali d'affezione":

Aspetti positivi:
- Anagrafe canina: obbligo di iscrizione in anagrafe a 30 giorni dalla nascita e comunque prima della cessione a qualsiasi titolo (da oggi, tutti gli allevatori non potranno più commercializzare cani non identificati); obbligo per i veterinari pubblici e privati accreditati di accertare la presenza dell'identificativo del cane. - Stop business randagismo: i canili non potranno ospitare più di 200 cani (deroghe saranno concesse solo previo parere favorevole della Consulta Regionale) - Animali di proprietà: i privati che detengono più di 10 cani e gatti devono trasmetterne comunicazione al Sindaco (ciò consentirà di monitorare situazioni di concentramento di animali in condizioni di disagio o maltrattamento, come accaduto in passato). - Requisiti dei canili: il Regolamento individua una serie di strutture, ambienti, uffici che dovranno essere presenti nei canili sanitari, canili rifugio (a gestione pubblica o in convenzione con privati); canili zoofili (gestiti da associazioni); pensioni per cani, gatti o altri animali; allevamenti; ricoveri amatoriali; strutture commerciali. I canili dovranno trovarsi entro 30 km dal Comune appaltante, ciò al fine di consentire adeguati controlli. - Tempi di adeguamento: entro 2 anni le strutture esistenti devono completare i lavori di adeguamento. - Convenzione tipo Comune-privato: la Giunta regionale dovrà adottare un modello base della convenzione che normalmente viene stipulata tra un Comune e un privato/associazione per la gestione dei cani accalappiati; ciò consentirà di armonizzare questi servizi su tutto il territorio regionale evitando le aste al ribasso a garanzia di un maggiore benessere per gli animali. - Deroghe: qualsiasi deroga alle disposizioni del Regolamento sarà concessa previo parere vincolante dell'ASL e della Consulta Regionale - Registro carico-scarico: tutte le strutture adibite al ricovero di cani, gatti o altri animali d'affezione (compresi allevamenti, pensioni ed esercizi commerciali), devono dotarsi di un registro per documentare entrate e uscite di animali. - Affido e cessione: in tutta la Regione deve essere utilizzato un unico modulo per l'affido o la cessione dei cani provenienti dai canili sanitari o canili rifugio: si tratta di un vero e proprio contratto dove sono evidenziati patti e condizioni chiare per chi si impegna ad adottare un cane; nessun cane può essere dato in affido se non già sterilizzato o con l'impegno formale da parte della nuova famiglia a provvedere entro 60 giorni. Compito delle ASL effettuare controlli post affido.

Aspetti negativi:
- Superfici minime dei box: le superfici previste sono veramente minime (1mq per cane di piccola taglia; 1,5mq per cane di taglia media; 2 mq per cane di taglia grossa). - Strutture plurifunzionali: non è chiaro come deve avvenire la "separazione fisica e funzionale" di strutture che in un unico complesso vedono la presenza di canili e pensioni, oppure di canili e allevamenti, ecc. Inoltre non è chiaro il motivo per cui strutture adibite al commercio di cani e gatti e che quindi in qualche modo alimentano il randagismo, possano essere autorizzate a gestire canili. - Zone di movimentazione dei cani nei canili: tra i requisiti strutturali dei canili è prevista la presenza obbligatoria di "una o più zone per la movimentazione dei cani", tuttavia non sono previsti parametri minimi dimensionali. - Negozi di animali: assenza di parametri minimi strutturali e gestionali per i ricoveri delle diverse specie animali normalmente commercializzate come animali d'affezione (come invece chiedeva la Legge Regionale).


Per approfondimenti:Randagismo