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gatto nero



Fonte: corriere della sera

L'ironia di Vittorio Feltri su Libero: lo iettatore era Figo, non il felino
Il gatto nero e le sfighe dell'Inter
Un micio accusato di portare sfortuna e la sfortuna vera che arriva solo dopo la sua morte

MILANO - Guai a dire che i gatti neri portano sfortuna. Anzi: lo fanno veramente, ma solo 
quando si cerca di fare loro del male. E' questa la morale che viene fuori 
dall'articolo-commento a cui Vittorio Feltri ha deciso di dedicare lo spazio centrale 
della prima pagina di Libero, nell'edizione di oggi, venerdì 9 maggio.

LO IETTATORE E LA PINETINA - Nel suo intervento il direttore del quotidiano racconta la 
storia di un micione nero che viveva ad Appiano Gentile, dove ha sede il ritiro 
dell'Inter. Un gatto innocuo, se non nei pregiudizi che, a quanto si dice, alcuni 
giocatori avevano nei suoi confronti. Pregiudizi legati alla scaramanzia che classifica i 
felini dal manto color carbone come portatori di sfortuna.. Secondo quanto riferisce 
Feltri, alla Pinetina avrebbero fatto di tutto per tentare di allontanarlo, dopo essersi 
accorti della sua presenza. Nonostante urla e inseguimenti, però, non ci sono mai 
riusciti. Un brutto giorno, però, il gatto è stato tolto di mezzo. E nel peggiore dei 
modi: investito e ucciso da Figo con la sua Jeep.

ROVESCIO DI FORTUNA - Ecco allora che arriva il contrappasso: lungi dall'essersi liberati 
di quello che consideravano uno iettatore, i neroazzurri hanno dovuto solo da quel 
momento fare i conti con la vera sfortuna, mettendo insieme una serie di sventure che, a 
chi credeva agli influssi malefici di quel micio, non potranno ora apparire come una 
semplice coincidenza: proprio Figo alla prima partita che gioca dopo l'uccisione del 
gatto si infortuna alla gamba e vede finire la sua stagione; la squadra, poi, inizia a 
mettere insieme risultati non proprio esaltanti fino alla sconfitta di domenica con la 
Juventus che ha di fatto ridotto a un'inezia il distacco tra i milanesi e la Roma. La 
conclusione di Feltri è tranchant: «Non era il micio nero che menava sfiga, ma chi lo ha 
ucciso, lo sfigato Figo». E di conseguenza, «se Figo mi attraversa la strada, mi tocco».


09 maggio 2008