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NEWS: Giornali Internet 10/05/08



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CACCIA
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Caccia in deroga alle specie protette: l'Umbria non "spara" contro l'Unione
europea
La Regione ha deciso di non seguire Lombardia, Liguria e Marche che sfidano
le direttive comunitarie a rischio di pesanti sanzioni
http://www.iltamtam.it/ArticleDetail.aspx?articleId=6710
La questione della caccia in deroga a specie protette sta spaccando l’
Italia. Il contrasto oltre tra difensori e contrari alla caccia è anche tra
istituzioni.
Lo si ricava dalla risposta fornita dalla Regione Umbria ad una
interpellanza del consigliere Tracchegiani che accusava l’amministrazione
umbra di non aver aderito ad un documento proposto da altre tre regioni.
“La Regione Umbria con l'ultima modifica alla legge regionale n. 14/94,
approvata a giugno 2007, si è adeguata a quanto prescritto dalle direttive
europee, evitando pesanti sanzioni”: è quanto ha sottolineato l'assessore
regionale alla caccia, Lamberto Bottini. “Non è stato tralasciato - ha
precisato Bottini - alcun atto volto a verificare la possibilità di un
prelievo delle specie in deroga, tant'è vero che la Regione Umbria, anche
per quest'anno, ha chiesto come le regole prescrivono, che l'Istituto
nazionale per la fauna selvatica definisse la `piccola quantità'. Nessun
documento ufficiale - ha continuato l'assessore - è stato invece prodotto o
approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, che non ha mai avuto all'ordine
del giorno tale argomento".
"C'è stata - ha precisato l'assessore Bottini - solo una 'presa d'atto' di
una relazione presentata dalla Regione Lombardia 'fuori sacco' alla fine
della riunione del 23 marzo scorso. In merito si ricorda inoltre che nel
protocollo richiamato in tale relazione, stilato e sottoscritto nel 2004 da
tutte le regioni interessate ai prelievi in deroga, veniva stabilito che
l'unico Istituto riconosciuto per la quantificazione a livello nazionale
della 'piccola quantita’ ammissibile al prelievo, era l'Istituto nazionale
per la fauna selvatica.
Il documento redatto dalle Regioni Lombardia, Liguria e Marche - ha
aggiunto - si ritiene privo di ogni fondamento scientifico e legale, essendo
arbitrario e contrario al protocollo firmato nel 2004 dalle stesse Regioni".
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"La Regione Umbria - ha concluso Bottini - non è stata sentita, come
d'altronde la Toscana, l'Emilia, il Lazio, la Campania e tutte le altre,
molto probabilmente perchè era chiaro che l'amministrazione non era
interessata ad avallare procedure discutibili e sicuramente passibili di
procedura d'infrazione a livello comunitario. È bene evidenziare, pertanto,
come le approssimazioni del consigliere Tracchegiani servano solo a creare
confusione nel mondo venatorio”.
GENOVA. POLIZIA PROVINCIALE: CACCIA AI BRACCONIERI ANCHE ON LINE
http://www.genovapress.com/index.php/content/view/22802/107/
Visori notturni, fotocamere digitali e anche nuove tecnologie che rivelano i
richiami elettronici per uccelli, proibiti
nella caccia (e permessi solo per fotografie, documentari e attività
distudio e ricerca) ma che i bracconieri usano ugualmente, comandati
adistanza dai telecomandi e mimetizzati tra gli alberi. Sono alcuni dei
nuovi strumenti di cui la Polizia Provinciale di Genova si è dotata per
contrastare i reati ambientali e faunistici e raccoglierne le prove
nell'epoca in cui anche l'illegalità ricorre alle tecnologie avanzate.
Ne hanno parlato i suoi ufficiali e investigatori al convegno nazionale
specialistico delle polizie organizzato oggi dalla Polizia Provinciale e
aperto al Teatro della Gioventù di via Cesarea dal presidente Alessandro
Repetto e dal prefetto Anna Maria Cancellieri..Al convegno, moderato dalla
comandante Francesca Bellenzier - che ha consegnato il crest della Polizia
Provinciale al presidente Repetto e al prefetto Cancellieri - hanno
partecipato trecento ufficiali e agenti investigatori di tutta Italia delle
Polizie provinciali, municipali, delle Forze dell'ordine dello Stato,
guardaparco, guardie ecologiche volontarie, con l'intervento di numerosi
esperti del settore, compreso
un magistrato spagnolo e il capo del nucleo di polizia ambientale della
Catalogna.
La tracciabilità dei rifiuti nello smaltimento e trasporto, le analisi
balistiche e documentali, il campionamento delle acque e degli inquinanti,
le nuove tecniche anti-bracconaggio, i rapporti tra investigatori e
magistratura inquirente nell'attività di polizia ambientale sono stati temi
principali per fare il punto su modalità e procedure di indagine e ricerca
delle prove  e sulla complessa normativa di tutela del patrimonio
ambientale. "La Polizia Provinciale
- ha detto presidente Repetto - ha fatto passi da gigante per contenuti e
conoscenze ambientali, capacità scientifiche e giuridiche in tema ambientale
che fanno onore alle sue professionalità e rispondono pienamente all'impegno
pieno e convinto della Provincia per la salvaguardia del territorio e lo
sviluppo sostenibile.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it