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NEWS: Giornali Internet 14/05/08



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CACCIA
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La decisione lunedì scorso nel consiglio dei ministri
Caccia, il governo impugna la legge approvata dal Friuli
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&Codice=3786584&P
agina=10
Udine
NOSTRA REDAZIONE
Libertà di catturare volatili utilizzando le reti, obbligo per i cacciatori
di iscriversi ad un'associazione facente capo alla Regione e riduzione delle
aree di territorio dove sia vietato l'uso delle doppiette. Sono alcuni dei
punti critici della legge sull'attività venatoria che il Consiglio regionale
del Friuli Venezia Giulia ha approvato lo scorso marzo. E che ora viene
impugnata dal nuovo governo Berlusconi di fronte alla Corte costituzionale.
La decisione è stata presa nel corso del Consiglio dei ministri lunedì
scorso, dopo che già l'esecutivo di Romano Prodi aveva rinviato l'esame
della questione a cavallo delle elezioni di metà aprile.
Il Governo ha stabilito di impugnare la legge sulla caccia perché, stando a
quanto indicato nel documento che motiva la decisione, essa viola la
Costituzione, lo Statuto speciale, precise competenze statali e alcune
direttive Cee. La legge, a cui aveva lavorato il centrosinistra che
sosteneva l'ex governatore Riccardo Illy, presenta secondo Roma degli errori
legislativi che erano già stati evidenziati in Friuli da una parte dal mondo
dei cacciatori e dall'altro da quello degli ambientalisti.
In particolare, le competenze dello Stato vengono ignorate (la Regione ha
potestà primaria in materia, ma è comunque sottoposta agli standard minimi
di tutela) a partire dall'inserimento dell'intero territorio regionale,
compresa la fascia di mare sino a un miglio dalla costa, le lagune e la
pianura friulana, nella "zona faunistica delle Alpi", scelta che ha
consentito l'abbassamento del 10\% della porzione di territorio da
sottoporre a tutela della fauna selvatica e che non tiene conto degli
standard minimi di salvaguardia dell'ambiente faunistico fissati dalle norme
nazionali (legge 157/92) che nel territorio extra alpino oscillano tra i 20
e il 30\% del territorio.
La legge regionale viola il diritto alla libertà d'associazione perché
obbliga ad aderire al sodalizio dei cacciatori i distretti venatori che
accorpano le riserve di caccia, mentre è in disaccordo con quanto indicato
dalla normativa nazionale la concentrazione della gestione faunistica «nelle
mani di un'unica categoria».
La legge nazionale 157/92 prevede infatti che negli organismi di gestione
faunistica siano presenti, oltre ai cacciatori, i rappresentanti degli
agricoltori, quelli delle associazioni di protezione ambientale e quelli
delle associazioni venatorie nazionali. Inoltre sempre senza tener conto
degli standard minimi fissati a livello nazionale, la norma regionale non
considera "esercizio venatorio" la caccia nell'ambito delle aziende
faunistico-venatorie e agri-turistico-venatorie, esonerandole così dagli
obblighi di legge. Infine, nel mirino il permesso di utilizzare le reti per
la cattura indiscriminata degli uccelli, che è vietato dalle Convenzioni di
Parigi (1950) e Berna (1979) e recepito dalla legislazione italiana con una
norma diventata esecutiva nel 1981. Lorenzo Marchiori
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Impugnazione da parte del Governo
Caccia, una legge piena di difetti
Nel mirino uccellagione e associazione
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3787212&Pagina=8
Udine
Ci si attendeva il ricorso già a metà aprile, con l'esecutivo di Romano
Prodi. Invece, è arrivata all'insediamento del consiglio dei ministri
presieduto da Silvio Berlusconi l'opposizione alla contestata legge
regionale sull'attività venatoria approvata sul finire del quinquennio del
Centrosinistra.
Il Governo ha stabilito di impugnare, davanti alla Corte Costituzionale, la
legge sulla caccia approvata in Friuli Venezia Giulia dal precedente
Consiglio regionale lo scorso marzo perché, stando a quanto indicato nel
documento che motiva la decisione, essa viola la Costituzione, lo Statuto
speciale, precise competenze statali e alcune direttive Cee.
La legge, a cui aveva lavorato l'assessore Enzo Marsilio, presenta secondo
Roma degli errori legislativi già evidenziati da una parte dal mondo dei
cacciatori e dall'altro da quello degli ambientalisti.
In particolare, le competenze dello Stato vengono ignorate ( la Regione ha
potestà primaria in materia, ma è comunque sottoposta agli standard minimi
di tutela) a partire dall'inserimento dell'intero territorio regionale,
compresa la fascia di mare sino ad un miglio dalla costa, le lagune e la
pianura friulana, nella "zona faunistica delle Alpi", scelta che ha
consentito l'abbassamento del 10 per cento della porzione di territorio da
sottoporre a tutela della fauna selvatica e che non tiene conto degli
standard minimi di salvaguardia dell'ambiente faunistico fissati dalle norme
nazionali (legge 157/92) che nel territorio extra alpino oscillano tra i 20
e il 30 per cento del territorio.
La legge regionale, sempre secondo il parere degli esperti del ministero
degli Affari regionali, viola il diritto alla libertà d'associazione perché
obbliga ad aderire al sodalizio dei cacciatori i distretti venatori che
accorpano le riserve di caccia, mentre è in disaccordo con quanto indicato
dalla normativa nazionale la concentrazione della gestione faunistica «nelle
mani di un'unica categoria».
La legge 157/92 prevede infatti che negli organismi di gestione faunistica
siano presenti, oltre ai cacciatori, i rappresentanti degli agricoltori,
quelli delle associazioni di protezione ambientale e quelli delle
associazioni venatorie nazionali. Infine, e sempre senza tener conto degli
standard minimi fissati dalla legge 157/92, la norma regionale non considera
"esercizio venatorio" la caccia nell'ambito delle aziende
faunistico-venatorie e agri-turistico-venatorie, esonerandole così dagli
obblighi di legge, ed è considerata illegittima per quanto concerne
l'utilizzo delle reti per la cattura indiscriminata degli uccelli.
Un utilizzo, quest'ultimo, vietato dalle Convenzioni di Parigi (1950) e
Berna (1979) e recepito dalla legislazione italiana con una norma (812/78)
diventata esecutiva nel 1981. A ciò si aggiunge che la legge 157/92 vieta
ogni forma di uccellagione e che la Corte Costituzionale nel 1990 ha già
dichiarato incostituzionale una legge del Friuli Venezia Giulia nella parte
che ne autorizzava la pratica con appostamenti fissi.
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NOCIVOSARAITU
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«Troppi daini a Villa Duchessa di Galliera? Macelliamoli»
Voltri
Piana, Lega Nord: così si ricaverebbe carne di ottima qualità che potrebbe
essere venduta dal Comune alle macellerie
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=645106&IDCate
goria=590
TROPPI DAINI a Villa Duchessa di Galliera? «Macelliamoli». Non è una
provocazione ma la proposta convinta di Alessio Piana, capogruppo della Lega
Nord in consiglio comunale. Dove, ieri, proprio su iniziativa di Piana e di
Guido Grillo (Forza Italia) si è affrontato il problema del sovraffollamento
del parco di Voltri per quanto riguarda la fauna ospite: un centinaio di
daini, appunto, contro la quindicina di esemplari che in origine conteneva
il recinto nella parte della villa.
«La mancanza di spazio vitale - ha ricordato Grillo - crea notevoli problemi
ai daini costretti anche a competere per la conquista del cibo».
Che fare? «Una soluzione tampone - ha spiegato l'assessore al Verde, Roberta
Morgano - è quella di realizzare un altro recinto per potere suddividere i
daini in due gruppi». L'idea è separare i maschi dalle femmine per bloccare
la proliferazione degli ungulati, divenuti tanto numerosi che mantenerli in
buona salute è diventata un'impresa quasi impossibile (e oltretutto molto
costosa) per il Comune.
«In prospettiva - continua Morgano -, come già fu fatto nel '97, vogliamo
trasferire buona parte dei capi in due aree protette: a Fonni, in provincia
di Nuoro, e nel centro addestramento della Guardia di Finanza, a Orvieto».
Il progetto della Morgano non piace per niente al consigliere Piana,
cacciatore ed esperto di fauna selvatica: «Il trasporto dei daini è sempre
dannoso per questi animali, soprattutto durante la bella stagione». In
alternativa, però, Piana propone un intervento che suona ancora più
drastico: «I daini di Villa Duchessa possono essere utilizzati per produrre
carne di pregio».
Non è affatto una battuta: «Sì, molti di essi potrebbero essere abbattuti,
secondo un programma di sfoltimento a lungo termine: così si ricaverebbe
carne di ottima qualità che, dopo i necessari controlli sanitari, potrebbe
essere direttamente venduta dal Comune alle macellerie».
Il consigliere leghista si dice «ben consapevole della reazione negativa che
la mia proposta susciterà dentro e fuori dalla giunta». «Ma - continua - non
mi pare affatto un'ipotesi irragionevole. Anche la Provincia sta pensando,
in accordo con le associazioni venatorie, di utilizzare per iniziative di
turismo gastronomico la carne degli animali selvatici che, nell'entroterra,
sono oggetto di abbattimenti selettivi o restano vittime di incidenti.
Un'azione analoga potrebbe essere predisposta, a lungo termine, per i daini
di Villa Duchessa: in fondo tutto questo fa parte del normale ciclo
biologico». Inutile, secondo Piana, anche la sterilizzazione: «Serve solo a
congelare la situazione esistente, che è già molto difficile. Per ottenere
solo una lieve riduzione del numero di daini bisognerebbe aspettare troppo
tempo, visto che questi animali vivono mediamente nove anni». V.G.
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INCENDI
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Bruciò 1.500 ettari di bosco sulle colline condannato a 4 anni trimestrale
forestale
http://www.lasicilia.it
al. se.) Quattro anni per l’allevatore di Militello Rosmarino Giuseppe
Lombardo Pontillo, 37 anni (nella foto), arrestato il 17 agosto scorso con l
’accusa di aver distrutto, tra il 23 ed il 25 luglio scorsi, oltre 1.500
ettari di bosco e macchia mediterranea sulle colline di Messina. E’ la
condanna decisa ieri dal Gup Maria Teresa Arena, che ha giudicato l’operaio
con il rito abbreviato. Il pm Claudio Onorati aveva chiesto la condanna a 7
anni. Il trimestrale del Corpo Forestale, in servizio sui Peloritani,
avrebbe dato fuoco alle colline di Rodia per farne pascolo per il proprio
bestiame. Ad incastrarlo è stato l’esame del Dna eseguito dal Ris dei
carabinieri su tracce di saliva trovate su un innesco, un mozzicone di
sigaretta e due fiammiferi. Pontillo è stato difeso dagli avv. Mancuso e
Carrabba. Legambiente e Wwf, parti civili, erano rappresentate dagli avv.
Notarianni e Bambina.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it