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NEWS: Giornali Internet 16/05/08



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CACCIA
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Bracconiere condannato a 2 mesi di arresto
http://www.parcopotorinese.it/dettaglio.php?id=2826
GASSINO TORINESE.     Il tribunale di Chivasso ha condannato a due mesi di
arresto il sig. V., il cacciatore che il 20 settembre 2006 era stato
sorpreso in flagranza di reato dalle guardie del Parco Fluviale del Po
Torinese, mentre abbatteva a fucilate un esemplare di airone bianco maggiore
(nome scientifico: Ardea alba), specie particolarmente protetta per la sua
rarità.
L’airone fu colpito a morte lungo il fiume Po, non lontano da Mezzi Po, ma
nel territorio del Comune di Gassino, nella mattina del 20 settembre 2006. I
guardiaparco del Parco del Po che quella mattina stavano controllando il
territorio, uditi gli spari, riuscirono subito a ritrovare e recuperare l’
airone ucciso ed a individuare la direzione da cui erano provenuti gli
spari, cogliendo il bracconiere in flagranza di reato. Grazie anche alle
prove raccolte ed alla documentazione fotografica subito eseguita dai
guardiaparco, il tribunale di Chivasso ha ora condannato a 2 mesi di arresto
il signor V., per violazione della legge sulla caccia (legge n. 157 del
1992).
L'uccello, che è tuttora custodito in congelatore sotto sequestro presso gli
uffici dell'ente parco e che probabilmente verrà confiscato dall'autorità
giudiziaria quale corpo di reato, potrebbe venire tassidermizzato
(imbalsamato) ed esposto nel futuro centro visitatori del Parco del Po che
sarà allestito presso l'Ecomuseo del Freidano a Settimo Torinese.
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Narduzzi (Lega nord): «Bisogna mettere mano ai punti segnalati dal Governo»
«Caccia, la legge va rivista»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Udine&Codice=3
789383&Pagina=7
Trieste
Riporre le logiche clientelari della legislatura Illy e tracciare una linea
coerente e capace di soddisfare le esigenze del comparto della caccia.
Così il capogruppo in consiglio regionale della Lega Nord Danilo Narduzzi
intende mettere mano alla legge regionale sulla caccia impugnata dal Governo
dopo i rilievi della presidenza del consiglio dei Ministri.
«Quanto avvenuto ha dimostrato in modo inequivocabile che la legge aveva uno
scopo meramente elettorale - sostiene Narduzzi - Non era stata concepita per
risolvere i problemi che il mondo venatorio regionale aveva più volte
manifestato, ma a promettere tutto a tutti con norme contraddittorie e in
molte parti sbagliate».
Narduzzi entra nello specifico: «Ora sarà necessario che la nuova
maggioranza regionale riprenda in mano le questioni aperte dagli appunti del
Governo, soprattutto sulla contrastata costituzione di un'associazione
obbligatoria dei cacciatori, che la Lega Nord e moltissimi cacciatori
avevano criticato anche con migliaia di firme raccolte. E' chiaro che questo
tenore coercitivo è del tutto inaccettabile. Auspichiamo che il nuovo
assessore alla caccia Claudio Violino, con la coerenza e la competenza di
sempre, trovi una soluzione condivisa per uscire da questo empasse».
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ALIMENTAZIONE
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terraterra
Il «Veggie Pride» e l'etica del cibo
Marinella Correggia
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/16-Maggio-2008/art88.html
Era il 2001 quando si svolse per la prima volta la «marcia dell'orgoglio
vegetariano» a Parigi. Nel paese d'Oltralpe tuttora chi si nutre senza
prodotti animali non di rado è preso in giro. In Italia il movimento
vegetariano e vegan - da molto tempo diffusissimo nei paesi anglosassoni, e
da millenni una caratteristica dell'India - è ormai «sdoganato»; non succede
più, come nei decenni scorsi, di suscitare ilarità o condanna. Rimane però
un certa incomprensione sulla ragione di fondo della scelta: il rispetto
della vita degli animali. Così molti vegetariani e vegan preferiscono
nascondere la motivazione empatica ed elencare quelle ormai diventate
abbastanza consensuali, almeno in teoria: le emergenze ecologiche, la fame
nel mondo, la salute, o il disgusto personale.
Ma il movimento «veg» vuole sottolineare proprio il diritto-dovere alla
compassione di fronte alle torture quotidiane: «Uccelli infilzati
arrostiscono nelle vetrine, corpi smembrati guarniscono gli scaffali. Sui
ponti delle barche mucchi di pesci muoiono silenziosamente e lentamente di
asfissia. Vitelli, polli, maiali, mucche da latte, galline ovaiole, vivono
in un inferno permanente. Negli allevamenti si consumano povere vite. Si
tagliano al vivo e senza anestesia becchi, denti, testicoli. Ovunque
circolano camion pieni di condannati a morte». Nel 2006, solo in Italia,
sono stati abbattuti più di 480 milioni di animali»; potendo contare i
pesci - che invece sono calcolati solo a tonnellate, sarebbero molti
miliardi.
Così domani, a Roma per la prima volta come a Parigi da anni, si svolgerà il
Veggie Pride, i cui partecipanti rivendicheranno la fierezza e il piacere
del non mangiar carne, pesce e altri prodotti animali - che sono parte dello
stesso circuito di sfruttamento e morte. «Il vegetarismo mette in
discussione la legittimità dello sfruttamento degli animali» si legge sul
sito www.veggieprige.org; «rivendichiamo i nostri diritti: diritto allo
stesso spazio che hanno gli onnivori per esprimersi sui mass-media, diritto
a pranzi senza animali nelle mense, diritto di rifiutare ogni partecipazione
allo sfruttamento animale con le nostre tasse. I nostri diritti sono gli
unici che questi animali oggi, indirettamente, posseggano».
I partecipanti alla marcia italiana (partenza dalla metro Colosseo alle 14)
denunceranno il macello globale, guerra intrecciata a tutte le altre guerre
e distruzioni. Che l'inferno animale - in aumento con la progressione nel
consumo di carne a livello planetario - non aiuti gli umani e anzi abbia
gravi responsabilità nell' affamare i poveri (vista la scarsa resa
energeticoproteica degli allevamenti), a riscaldare il clima (vedi il
rapporto Fao del 2006), a distruggere le foreste è ormai ufficialmente
riconosciuto (poi non se ne fa quasi nulla). Il Veggie Pride vuole affermare
il suo rifiuto etico anche se la zootecnia non avesse questi giganteschi
effetti collaterali.
Antico, il rifiuto. Plutarco: «Io mi domando con stupore in quale
circostanza e con quale disposizione spirituale l'uomo toccò per la prima
volta con la bocca il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale
morto (...) Come mai quella lordura non stornò il senso del gusto che veniva
a contatto con le piaghe di altre creature e che sorbiva gli umori e i sieri
essudati da ferite mortali? (...) Furono sollecitati dalla fame. Ma se
tornassero in vita e riacquistassero la voce, direbbero: beati voi, quanta
ricchezza potete mietere dai campi, quanti prodotti gustosi potete cogliere
dagli alberi».
Rispetto ai tanti cambiamenti negli stili di vita e dunque nei modelli di
produzione che l'emergenza socioecologica planetaria impone, la rivoluzione
alimentare è la più immediata e facilmente realizzabile anche da parte dei
singoli cittadini - basta volere, informarsi, decidere- senza bisogno di
strutture, tecnologie nuove, svolte politiche, incentivi pubblici. Le
proteine etiche sono alla portata di tutti.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it