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NEWS: Giornali Internet 18/05/08



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CACCIA
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MAMMA TASSO NELLA TRAPPOLA. PROVVIDENZIALE LIBERAZIONE
http://www.lecceprima.it
LECCE - Nei giorni scorsi l'Osservatorio faunistico della Provincia di Lecce
è stato contattato da una pattuglia della polizia provinciale di Lecce in
seguito all'avvistamento di un tasso in pericolo. Gli agenti della polizia
provinciale (il tenente Antonio Capone, i marescialli Raffaele Martena e
Luigi Caracciolo e l'agente Massimiliano Damiano), di pattuglia in località
'Bosco Fiore, sono stati allarmati dalla presenza di una trappola per
selvaggina posta in un foro del muro a secco che cinge i 20 ettari di bosco.
Insospettiti dal ritrovamento, hanno deciso di separarsi e fare un'ispezione
completa della recinzione rinvenendo altre quattro trappole in
corrispondenza dei buchi nel muro che permettono l' accesso agli animali.
Nel corso del sopralluogo, inoltre, è stato avvistato l'esemplare di tasso,
aggrovigliato nel filo d'acciaio e stremato per aver lottato per ore nel
tentativo di liberarsi. La trappola in questione, che nel gergo dei
bracconieri è chiamata 'lu lazzu, è realizzata con il filo dei freni di
auto o ciclomotori, ed era utilizzata in passato per la caccia alla
selvaggina. Attualmente è proibita grazie alle leggi contro il
maltrattamento animale. Gli agenti hanno immediatamente allertato
l'Osservatorio faunistico affinchi intervenisse.
Il tasso, infatti, è un mustelide molto aggressivo e può arrecare profonde
ferite sia con i suoi denti affilati (è un carnivoro) che con i grossi
artigli con cui scava profonde e articolate tane. Gianfranco Fiorentino,
tecnico del centro esperto nel recupero di tali specie, ha provveduto a
liberare l'animale dalla trappola e a trasferirlo a Calimera.
Il veterinario del centro, Gianluca Nocco, ha visitato l'esemplare -
ribattezzato 'Dora - ed ha rilevato che si trattava di una femmina adulta,
in ottimo stato di nutrizione, ma disidratata. Il filo d'acciaio, stretto a
cappio, comprimeva seriamente l'addome, adducendo una leggera lesione
cutanea. L'esemplare, inoltre, presentava mammelle gonfie, ma senza latte ad
indicare che probabilmente aveva partorito e svezzato da poco i suoi
cuccioli. Dato allarmante e significativo, quest'ultimo, dato che questi
avrebbero potuto necessitare ancora delle cure materne. Dopo avere sedato
l'animale, il dottor Nocco ha proceduto a reidratarlo, a fornirgli una
copertura antibiotica ed antiparassitaria e, dopo avere constatato l'assenza
di ulteriori lesioni, ha stabilito di reinserirlo in habitat naturale dopo
24 ore di osservazione, allo scopo salvaguardare i cuccioli.
Il tasso è specie protetta ai sensi della legge regionale 27/98 e i
bracconieri in questione (ignoti, purtroppo) sono imputabili di
maltrattamento animale (reato punito dal codice penale), esercizio della
caccia al di fuori del periodo consentito (la stagione di caccia è terminata
il 31 gennaio) e uso di mezzi non consentiti. "Dora", nonostante la
disavventura, è stata fortunata perchi il cappio, destinato a serrarsi
intorno al collo ed ucciderlo per soffocamento, si è stretto sull'addome
permettendo agli agenti di ritrovarlo ancora in vita, sebbene stremato. Il
loro provvidenziale intervento ha impedito all'animale una morta atroce per
mano dei bracconieri, che lo avrebbero finito a bastonate.Il reinserimento
in habitat naturale è avvenuto nella mattinata odierna, nell'identico luogo
del recupero (bonificato da tutte le trappole) nella speranza che sia il più
vicino possibile alla tana dei cuccioli. Erano presenti, oltre gli agenti
della polizia provinciale di Lecce, il sig. Claudio Spedicato, in
rappresentanza della tenuta 'Bosco Fiore e i tecnici dell' osservatorio
faunistico Simona Potenza e Simone Tarantino. Chiunque avvistasse tali
trappole o illecite azioni di bracconaggio può segnalarle agli enti preposti
ovvero il Corpo forestale delo Stato (1515) e la Polizia Provinciale
(0832/683964).
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SPILIMBERGO La Regione ha anticipato il prelievo e sta valutando altre forme
di difesa
Caccia, un piano anti-cinghiali
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3791895&Pagina=MANIAGHESE%20SPILIMBERGHESE
Spilimbergo
Opportunisti e predatori. Non stiamo parlando di loschi esponenti della
camorra, ma di animali. Il giudizio non ha valore morale, ma puramente
tecnico. Così vengono definiti, infatti, quegli animali come le volpi, i
cinghiali e i corvidi che provocano danni alle attività agricole. Di loro si
è parlato recentemente, in occasione dell'inaugurazione di una mostra
insolita, avvenuta nei giorni scorsi alla Casa dello studente.
In esposizione i trofei dei prelievi da caccia di selezione del Distretto
venatorio 9, a cui hanno partecipato le Riserve di caccia di Spilimbergo,
Arba, Fontanafredda e di Morsano al Tagliamento. A fare gli onori di casa
erano presenti il direttore Graziano Ponzi. All'incontro sono intervenuti
anche il sindaco della città Renzo Francesconi e i consiglieri regionali
Mara Piccin, Daniere Gerolin e Danilo Narduzzi. Il presidente del Distretto
Mario Debedin ha illustrato l'andamento dell'attività dei prelievi di
selezione. Ponzi da parte sua ha presentato i risultati consolidati
dell'attività venatoria degli ultimi tre anni e Marco Dreosto (commissione
distrettuale di valutazione dei trofei) ha sottolineato la corretta gestione
delle risorse che ha portato a una crescita generale della qualità delle
specie sul territorio.Ma la mostra ha fornito anche l'occasione per alcune
riflessioni più generali. È stata sottolineata la necessità della lotta
contro volpi e corvidi, che oltre ai danni alle attività agricole, non
avendo competitori naturali, stanno crescendo a dismisura con il rischio di
alterare l'equilibrio naturale e comportano gravi danni alla selvaggina. Il
loro, pertanto, è considerato un problema serio, che richiede pertanto un
impegno continuo di monitoraggio. Un capitolo a parte per i cinghiali, che
destano una diffusa preoccupazione tra la gente perché si avvicinano alle
abitazioni e in alcune zone stanno causando anche rischi per gli
automobilisti. In questo caso la Regione oltre a confermare l'intenzione già
sancita dalla nuova legge 6 di anticipare il prelievo della specie al 15
maggio, sta valutando quali forme alternative si potranno adottare per
limitare i danni causati soprattutto dai cinghiali.Cla.Ro.
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COMMERCIO
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Trasportavano tartarughe
Randazzo. Detenzione di «specie protetta», 2 denunce dei Cc
http://www.lasicilia.it
Due fratelli di San Teodoro di 24 e 28 anni stavano trasportando in auto,
verso chissà quale meta, ben 78 tartarughe terrestri, una specie che è
assolutamente vietato prelevare in natura, perché minacciata di estinzione e
per questo inserita nella lista rossa dell’«Unione mondiale per la
conservazione della natura». Purtroppo per loro però una pattuglia dei
carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Randazzo li ha fermati,
scoprendo il carico illegale.
L’episodio è accaduto nelle strade di Bronte ieri mattina. I due a bordo di
una Fiat Bravo alla vista dei carabinieri che gli intimavano l’alt hanno
accostato, ma hanno subito mostrato segni di nervosismo. Così i militari
insospettiti hanno perquisito l’auto trovando nel baule un sacco di juta. I
due non hanno fatto in tempo a spiegare cosa contenesse che i carabinieri
hanno visto il sacco muoversi, scoprendo all’interno il prezioso carico.
Interrogati i due hanno detto di aver raccolto le tartarughe per anni nelle
campagne e che per una passione particolare le avevano allevate. Adesso però
avevano deciso di trasportarle nella tenuta di uno zio. Una spiegazione cui
i carabinieri certamente non potevano credere e così i due sono stati
denunciati alle autorità giudiziarie per detenzione e trasporto di animali
di specie protetta. Le tartarughe sono state consegnate al prof. Luigi Lino
del Centro recupero fauna selvatica di Catania. A leggere i dati dell’
Organizzazione internazionale protezione animali il traffico di animali
esotici in Italia ha un volume d’affare da milioni di euro, secondo solo a
quello degli stupefacenti e delle armi. GAETANO GUIDOTTO

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it