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NEWS: Giornali Internet 22/05/08



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CACCIA
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Caccia dalla terza domenica di settembre
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Venezia&Codice
=3796571&Pagina=7
Avvio della stagione venatoria per tutti dalla terza domenica di settembre:
questa la proposta avanzata dalla Provincia di Venezia alla Regione Veneto,
chiamata entro la fine di giugno a promulgare il calendario venatorio per la
stagione 2008-2009. E l'apertura della caccia alla fauna stanziale dovrà
avvenire gradualmente, permettendo alle doppiette di sparare nelle prime due
settimane in giornate fisse (mercoledì, sabato e domenica). «Abbiamo riunito
lunedì spiega l'Assessore provinciale alla Caccia, Luigi Solimini tutte le
rappresentanza del mondo agricolo e delle associazioni venatorie. Con loro
abbiamo valutato quali possano essere le migliori soluzioni per far maturare
quel rapporto di reciproca comprensione che stiamo coltivando in questi
ultimi anni. Bisogna riconoscere che le proposte individuate hanno ottenuto
un largo consenso tra i presenti e che c'è una estesa maggioranza che
sollecita la Regione ad accogliere questa mediazione».
Nella lettera indirizzata all'assessorato regionale alla Caccia si specifica
che «la pre-apertura dell'attività venatoria nelle prime due decadi del mese
di settembre comporterebbe l'acuirsi delle tensioni con la categoria degli
agricoltori, per i quali il mese di settembre risulta decisivo per la
conclusione di molti cicli agronomici». Dal punto di vista dei cacciatori
invece il Settore caccia provinciale ritiene che una apertura anticipata
provocherebbe un prematuro impoverimento delle popolazioni locali della
fauna stanziale, non porterebbe alcun beneficio per la caccia alla piccola
selvaggina migratoria in settembre presente in quantitativi trascurabili.
Comunque la Provincia propone pertanto un contenimento della pressione
venatoria nelle prime settimane consentendo, nel periodo dal 21 settembre al
5 ottobre, lo svolgimento dell'attività venatoria in forma vagante per tre
giornate fisse a settimana (mercoledì, sabato e domenica).
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Aveva ucciso l'animale per difendere la moglie
Spara alla volpe, paga
http://www.ilgazzettino.it
Spilimbergo (PN) - (Ro) Seicento e venti euro d'ammenda: questa la condanna
che il giudice Rodolfo Piccin ha inflitto al cacciatore Giovanni Simoni, di
Spilimbergo. L'uomo, assistito e consigliato dagli avvocati Romeo Bianchin e
Giancarlo Cescutti, era chiamato a rispondere dell'accusa , sostenuta dal pm
Piera De Stefani, d'aver ucciso, nel 2002, una volpe in violazione di quanto
previsto dalla legge. Il giudice non ha accolto la tesi della difesa,
secondo la quale il cacciatore-agricoltore di Spilimbergo avrebbe ucciso la
volpe per difendere la moglie e la proprietà.Ricevuta la segnalazione
dell'uccisione della volpe, la Procura pordenonese ha chiesto e ottenuto un
decreto penale di condanna da trecento euro per Simoni. L'imputato,
ritenendosi innocente, si è rivolto all'avvocato Bianchin, proponendo
ricorso. Il cacciatore-agricoltore era certo di poter dimostrare la propria
innocenza. Il motivo? Simoni - è stata la ricostruzione della difesa -
avrebbe sparato e ucciso la volpe perchi l'animale stava per mordere la
moglie. Non solo. La volpe aveva già sbranato alcuni polli.Il pm De Stefani,
sulla base delle prove portate al processo dalla Forestale, ha invece
chiesto la conferma della condanna del cacciatore spilimberghese. Tesi che
il giudice Piccin ha accolto. La difesa attende le motivazioni per
presentare un eventuale appello per Cassazione.
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Elba Ora la polizia ha finito le munizioni Sono oltre 5mila gli ungulati
sull’isola
http://www.lanazione.it
di MICHELA BERTI
CONTINUA a proliferare la famiglia elbana dei cinghiali, mentre la polizia
provinciale, che in un anno ha abbattuto mille esemplari, ha finito le
munizioni. Non è uno scherzo, ma l’amara realtà: il 4 marzo il comandante
Giuliano Luciani ha presentata alla Provincia la richiesta per acquistare
munizioni (richiesta che deve essere approvata dalla Questura) ma, fino ad
oggi, nessuna risposta. Così i cinghiali continuano a mangiar bene, con
tanto di pasturazione mirata, ingrassano a tal punto che si parla di
ungulati con il diabete. «Se ne stimano oltre 5mila solo all’isola d’Elba —
dice Luciani — mentre dovrebbero essere poco più di mille». Un pericolo per
la popolazione che, anche su continente, deve fare i conti con frequenti
incursioni negli orti e nelle serre per non parlare degli incidenti sulle
strade. I danni arrivano sui tavoli della Provincia che, anziché investire
in un piano di abbattimento selettivo, continua a risarcire i cittadini.
«Quando parlo di cinghiali in consiglio, le persone si mettono a ridere —
dice in 5° e 6° commissione l’assessore alle politiche ambientali Rocco
Garufo — Ci sono problemi seri, come la gestione della pasturazione da parte
dei cacciatori e la mancanza di un progetto per l’abbattimento selettivo
degli ungulati». Parole smentite pochi minuti dopo dal comandante Luciani:
«Ho presentato alla Provincia un progetto dettagliato per l’abbattimento dei
cinghiali, ma non so che fine abbia fatto».
INSOMMA, il piano ci sarebbe, come i 30mila euro necessari al suo
finanziamento, ma nessuno si prende la responsabilità di dare il via all’
operazione. «Siamo in una situazione di emergenza — dice Benito Gragnoli di
An — e certi discorsi sono inutili mentre si continua a buttare via soldi
pubblici per risarcire i danni». A chiedere una presa di responsabilità
Roberto Posarelli del Pd: «Se le istituzioni non riescono a parlare con le
associazioni venatorie, la Provincia deve prendersi le proprie
responsabilità ed agire». Mentre Gianluca Gentili dei Verdi e Franca Rossi
di Sd denunciano il comportamento dei cacciatori che «sabotano le trappole
nel Parco dell’Elba e continuano a dare da mangiare agli ungulati». A
difendere le doppiette Massimo Minuti del Pd: «A rovinare l’isola oltre alle
scelte non condivisibili di alcuni cacciatori, anche gli ambientalisti che
hanno ingessato l’Elba».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it