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NEWS: Giornali Internet 24/05/08



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CACCIA
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PORTO TOLLE L’idea del sindaco Finotti che ha affidato a Giorgio Azzalin l’
assessorato per l’attività venatoria
«Per la caccia togliere 114 ettari dal Parco»
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Rovigo&Codice=
3798764&Pagina=DELTA
La caccia, come la pesca, ha sempre destato molto interesse tra i
portotollesi e spesso è stata oggetto di discussioni in ambito politico
extra comunale. «Il Delta del Po - è scritto nel programma elettorale del
sindaco, Silvano Finotti, che nelle elezioni amministrative del 13-14 aprile
scorso è stato largamente condiviso dagli elettori - è un'area di grande
interesse venatorio, e la caccia nel nostro comune, prima di essere
passione, sport, vivere a contatto con la natura, è tradizione e come tale
va salvaguardata, tutelata e difesa. Con l'approvazione del Piano d'area
prima, del Parco dopo, e adesso con il recepimento da parte della Regione
Veneto della direttiva comunitaria, delle zone Sic e Zps il nostro
territorio (diminuendo di molto la superficie cacciabile) è soggetto di
grande attenzione da parte delle Istituzioni. Pensare di praticare la caccia
come 20 anni fa non è più possibile. Bisogna andare verso una gestione della
caccia di selezione ogni senso, con il rispetto delle leggi da parte di
tutti».
Fatta questa premessa, vengono indicate alcune priorità e le proposte di
soluzione di alcuni importanti problemi. "L'Amministrazione s'impegna a
sostenere il documento approvato dal Consiglio comunale dove si andrà a
chiedere alla Regione e all'Ente Parco, di togliere dal perimetro del Parco
114 ettari, per la creazione di alcuni posti caccia, per altro già
esistenti, da dividere nel territorio con i comuni limitrofi; di istituire
una delega alla caccia, in collaborazione con l'assessorato alla pesca o
agricoltura; di collaborare con l'Atc (Ambito territoriale di caccia),
Regione, Provincia, aziende faunistiche venatorie private e associazioni dei
cacciatori, al fine di creare quel clima, dove tutti i soggetti interessati,
si sentano partecipi per migliorare l'attività venatoria; che il cacciatore
senta quella vicinanza da parte dell'Amministrazione comunale e possa avere
più sicurezza negli spostamenti durante il periodo dell'attività venatoria,
visto le tante normative che regolamentano il territorio».
Ora che l'amministrazione Finotti ha già iniziato a lavorare a pieno ritmo,
il presidente dell'Atc-R03 Delta del Po, Lorenzo Carnacina, afferma: «Sono
soddisfatto dell'operato del sindaco Finotti per ave istituito la delega
alla caccia ed averla assegnata, insieme a quella dell'agricoltura,
all'assessore Giorgio Azzalin. Auspico che venga rispettato da ambo le
parti, Atc e Amministrazione comunale, quanto previsto nel programma e che
la caccia venga riconosciuta in tutta la sua importanza che da sempre
riveste nel territorio portotollese e nel Delta». Giannino Dian
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COMMERCIO
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Cardellini, verzellini e fanelli liberati dalla Guardia di finanza
http://www.laltramolfetta.it/
Molfetta (BA) - I militari della Tenenza di Molfetta della Guardia di
Finanza al comando del Ten. Giuseppe Mattiello, in collaborazione con le
Guardie del WWF, hanno effettuato nella mattinata di martedì un'azione di
repressione del commercio illegale di fringillidi (in violazione della legge
157/92) nel mercato settimanale di Terlizzi.
Tale commercio illegale, che interessa diversi tipi di fringillidi, nella
specie di cardellini, verzellini e fanelli, è perpetrato, in particolare,
durante i mesi primaverili ed autunnali, in occasione delle rotte di
migrazione.
Nell'operazione di ieri sono stati posti sotto sequestro nove uccelli di
specie protetta, tra cardellini, verzellini e fanelli (oltre alle gabbie)
che sono stati consegnati in custodia giudiziale al WWF e, su disposizione
del sostituto procuratore Antonio Savasta, sono stati successivamente
liberati all'interno del Parco Nazionale dell'Alta Murgia.
A monte del commercio c'è tutta una sequenza di atti illegali per la cattura
dei fringillidi. Al sorgere del sole, i bracconieri posano le reti di
cattura sul terreno precedentemente preparato, sistemano un cardellino
solitamente femmina, che costringono a svolazzare in quanto legato ad uno
spago; intorno all'area appendono le gabbiette con i cardellini  detti di
richiamo  i quali, al sopraggiungere dello stormo dei loro simili, iniziano
a cinguettare attirandone l'attenzione. Il movimento della cardellina legata
in mezzo alle piantine diventa irresistibile per tutto lo stormo,
costringendolo a posarsi intorno. Proprio in questo momento entra in azione
il bracconiere, il quale tira le cordicelle delle reti che si chiudono su
tutta l'area preparata, imprigionando tutti gli uccelli che si sono posati.
In altri casi i bracconieri usano del vischio (colla per topi), delle panie
(piccoli rami unti di colla) e piccoli contenitori d'acqua. Viene sempre
utilizzato un richiamo (generalmente un cardellino femmina) chiuso in una
gabbia. Con il suo cinguettio attira i maschi che, posandosi sui rami unti
di colla, rimangono imprigionati. Spesso questi sistemi causano la morte dei
piccoli esemplari che, nel tentativo di liberarsi, si dimenano
invischiandosi completamente di colla.
Tali precisazioni pongono nella giusta luce il lavoro svolto dalla Guardia
di Finanza a favore della natura, per cui vivo apprezzamento è stato
manifestato dal coordinatore regionale del WWF Pasquale Salvemini, che ha
voluto esprimere il proprio ringraziamento alla Tenenza di Molfetta per aver
svolto un servizio di polizia ambientale e venatoria importante ed unico nel
nostro territorio.
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MALTRATTAMENTI
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Spara contro un gatto, denunciato un pergolese
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=29F4EFD444272865F9F90D1
2EE364110
Pergola – Una denuncia contro un ignoto che si è messo a sparare nella
frazione di Monterolo e ha ferito un gatto è stata presentata ai carabinieri
da una signora di Pergola che si occupa di una colonia di felini ospitati
nel piccolo centro abitato. La signora ha raccontato che alcuni giorni fa
mentre dava da mangiare ai suoi gatti in località Monterolo si accorgeva che
nel lasso di tempo in cui non li aveva visti ignoti avevano ferito uno di
loro al torace presumibilmente con una piccola arma da fuoco, aggiungendo
che in passato sono spariti molti gatti, un fatto che autorizza il sospetto
che altre volte siano stati feriti in modo irreparabile. Il veterinario,
vista la dimensione del foro di entrata, ha ipotizzato un’arma da fuoco di
piccolo-medio calibro, ma di elevata velocità, tipo carabina 22 o similare.
L’animale è stato ferito al torace con un foro di entrata ed uno di uscita
del proiettile. Per gli amici degli animali un fatto gravissimo, ma in ogni
caso è molto preoccupante che qualcuno sia stato tanto irresponsabile da
mettersi a sparare in un centro abitato contro degli innocui felini, col
rischio di colpire delle persone. Anche per questo è auspicabile che questo
squallido personaggio venga individuato e subisca le conseguenze del proprio
comportamento, anche se non sarà facile, visto che la signora non ha potuto
indicare delle persone sospette. Comunque chi ha commesso questo gesto
inqualificabile sa che è stato denunciato e che sarà meglio che lasci in
pace i gatti di Monterolo. Se scoperto dovrà anche risarcire la signora
delle spese per le cure veterinarie che non saranno brevi. Il gatto è stato
infatti operato e avrà bisogno di molto tempo per guarire. E’ l’ennesimo
caso di crudeltà verso gli animali che rischia di danneggiare anche le
persone. Recentemente a Pergola qualcuno aveva segnalato dei tentativi di
eliminare cani e gatti con dei bocconi avvelenati, anche in questo caso
mettendo a rischio le persone, soprattutto i bambini.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it