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NEWS: Giornali Internet 13/06/08



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CACCIA
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Biserni e i cacciatori di nuovo assolti
La Corte di appello conferma il verdetto di primo grado nei confronti dell’
ex sindaco di Scansano
Nessuna colpa per la battuta che aveva spaventato una giovane down
http://www.provincia.grosseto.it/rassegna/text.php?text=t130680&trova=caccia
GROSSETO. La terza sezione penale della Corte di appello di Firenze
(presidente Terranova, anche relatore) ha confermato la sentenza di
assoluzione dell’ex sindaco di Scansano, Giovanbattista Biserni, e di altri
sei imputati, finiti sotto accusa perché, permettendo o effettuando la
caccia in zone sottoposte a divieto, avrebbero provocato a una giovane, già
affetta da sindrome di down, gravi danni psichici per colpa del fragore
degli spari e del latrato dei cani di 40 cacciatori. I fatti risalgono all’8
gennaio 2000 e all’ottobre dello stesso anno. La sentenza di primo grado era
invece del maggio dello scorso anno: il giudice Puliatti non aveva accolto
la richiesta del pm (200 euro per Biserni e due capocaccia) né la richiesta
risarcitoria avanzata dalla parte civile, costituitasi con l’avvocato
Angelini (1 milione di euro) e aveva prosciolto tutti per non aver commesso
il fatto.
La sentenza assolutoria era stata impugnata dalla parte civile e dal pm
Massimiliano Rossi. In aula, il pg Bruno ha sollecitato la corte a
pronunciare un “non doversi procedere” per estinzione per prescrizione. Ma i
giudici di secondo grado hanno confermato il primo verdetto. Sono così stati
nuovamente prosciolti, oltre a Biserni, Leopoldo Tognetti (guardia della
Provincia), Elino Rossi e Vinicio Vecchieschi (responsabili delle squadre di
caccia al cinghiale Pomonte e Pianacce), nonché i cacciatori romani Fabio
Vergari, Massimo Deiana e Fausto Fortinelli.
Secondo l’accusa l’ex sindaco aveva autorizzato (su segnalazione della
guardia provinciale Leopoldo Tognetti che aveva indicato quella zona come
libera) la caccia alle squadre di cinghiale in quel punto, che per l’accusa
era ancora sottoposta a divieto. Vecchieschi e Rossi, la mattina dell’8
gennaio 2000, con 40 cacciatori avevano sciolto i cani e iniziato a
cacciare. La ragazza, impaurita, avrebbe subìto un aggravamento della
malattia. Da qui la denuncia. Vicenda simile si sarebbe replicata nell’
ottobre 2000, mentre i cacciatori romani erano all’opera coi segugi.
Vinicio Vecchieschi ed Elino Rossi erano difesi dall’avvocati Settimio
Chelli. L’ex sindaco Biserni dall’avvocato Ippolito Pollini, la guardia
provinciale Tognetti dall’avvocato Giuseppe Tilli, e i cacciatori romani dal
legale Giuseppe Nicosia.
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SANTA TERESA DI RIVA
Dalla zona jonica un appello contro la strage dei cinghiali
http://www.lasicilia.it
SANTA TERESA DI RIVA. Parte dai cacciatori della riviera jonica la raccolta
di firme per la presentazione di una petizione «per dire no all’estinzione
del cinghiale in Sicilia». I cacciatori di questo lembo di terra «amanti
degli animali e della natura», con questa nota «vogliono arrestate l’inutile
massacro di scrofe gravide consentito dal calendario venatorio che prolunga
le battute di caccia fino al 31 gennaio, non rispettando i tempi biologici
dell’animale».
I cacciatori jonici, facendo appello all’art. 1 della Legge regionale del 1°
settembre 1997, la quale recita che «La Regione tutela il patrimonio
faunistico e ne favorisce la ricostituzione nell’interesse della comunità
regionale, nazionale e internazionale», attraverso la petizione popolare
chiedono agli organi competenti, «l’anticipazione annuale al 31 dicembre
della chiusura della caccia al cinghiale», in modo da evitare il massacro
delle suine gravide il cui periodo di accoppiamento varia da novembre a
gennaio, in funzione degli aspetti climatici; in Sicilia tale periodo
risulta anticipato rispetto al resto d’Europa, in quanto gli accoppiamenti
avvengono a novembre e già a gennaio le scrofe o sono gravide o hanno i
piccoli. PIPPO TRIMARCHI

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it