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enpa mi - Nuovo canile municipale: presunti illeciti nelle gare di appalto



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Nuovo canile municipale: presunti illeciti nelle gare di appalto.
 
Milano, 16 giugno 2008. Le gare di appalto per il nuovo canile municipale, chiuse pochi giorni fa, potrebbero essere illegittime e forse preconfezionate a favore di chi era già pronto a concorrere per la gestione della struttura. Questo il sospetto dell'ENPA di Milano, descritto e motivato in dettaglio nelle sei pagine di un esposto depositato giovedì scorso alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti a firma del Presidente Ermanno Giudici.

Con l'apparente fine di evitare una gara su normativa europea, il Comune ha spezzato l'appalto e predisposto tre gare diverse, rispettivamente per il servizio di custodia dei cani, di gestione del loro benessere e della struttura del gattile. In questo modo non soltanto il Comune avrebbe violato la normativa comunitaria, che non consente frazionamenti, ma ha creato anche una situazione paradossale costringendo a operare contemporaneamente nello stesso luogo, sugli stessi animali, quattro realtà diverse (i tre aggiudicatari e la ASL Veterinaria).

"Sono molte le presunte illegittimità e i punti non chiari dei tre bandi che abbiamo rilevato e segnalato alle Procure – commenta Ermanno Giudici, Presidente della Sezione ENPA di Milano -. In primo luogo i tempi delle gare, pubblicate il 22 maggio con scadenza il 29, portata poi al sei giugno per una nostra protesta. Questi tempi sono eccessivamente brevi per comporre in modo sensato un'offerta e perciò a nostro parere, sono stati probabilmente pensati in favore di chi già disponeva di determinate strutture.
Una delle tre gare, quella per la custodia dei cani, è stata poi destinata solo alle Cooperative Sociali di tipo B, in piena violazione della legge regionale sul randagismo che non consente in queste convenzioni una esclusività e dà per contro maggiori diritti alle organizzazioni di volontariato."

Molto sospetta secondo ENPA anche la più totale indeterminatezza dei capitolati, tra cui spicca quello per la gestione del gattile dove non si indicano né il numero di gabbie, né quello degli animali, lasciando quindi la stima delle risorse da impiegare alla fantasia più pura.

"Le gare sono state chiuse ed aggiudicate pochi giorni fa –prosegue Giudici-, senza peraltro che il nuovo canile civico abbia ricevuto il parere autorizzativo da parte della ASL. Una fretta poco comprensibile e una procedura di urgenza che non ci sembra giustificabile per una struttura in costruzione da quattro anni; il tutto peraltro in un totale silenzio, consentito dalla legge ma che rende ancora più sospetto l'iter di questa pratica. Per questo abbiamo chiesto alla Procura della Repubblica di avviare un'indagine sui bandi ed alla Corte dei Conti di verificare i possibili danni di natura patrimoniale, chiamando il Comune a rispondere delle sospette violazioni e del possibile preconfezionamento dei bandi."

ENPA punta il dito in particolare sulle presunte responsabilità del Garante per i Diritti degli Animali, Gianluca Comazzi, una figura la cui nomina era già stata contestata da ENPA in passato per l'assenza dei requisiti previsti dalla delibera istitutiva e per l'alto emolumento (90mila euro circa). Il Garante, indicato nelle gare come futuro Coordinatore delle attività del nuovo canile, non ha mai avviato alcun tipo di concertazione con le associazioni sul progetto di gestione della struttura, nonostante sia stato, secondo ENPA, il punto centrale di coordinamento e il riferimento direzionale in tutte e tre le gare. Nello scorso inverno peraltro il Comune aveva avanzato un'offerta di convenzionamento con ENPA per il soccorso ad animali sul territorio che però non si è mai concretizzata per mancanza di adeguate disponibilità economiche dell'Amministrazione.