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NEWS: Giornali Internet 19/06/08



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CACCIA
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Capriolo, da oggi si caccia1500 i capi da abbattere
Polemica sui costi
L'assessore Scrivano: il numero degli esemplari nei boschi resta alto
http://www.ilsecoloxix.it
Alberto Parodi
Genova - Oggi parte la caccia "estiva" al capriolo, organizzata dalla
Provincia per far fronte al proliferare degli animali e ai relativi danni a
boschi e agricoltura.
Tra le proteste questa volta non solo degli animalisti, ma anche dei
cacciatori valbormidesi per le novità legate al pagamento anticipato della
tassa "una tantum" da versare per ogni capo, insieme al vincolo di dover
abbattere non solo i maschi (da un minimo di quota di 52 euro), ma anche
femmine e piccoli (per complessivi 285 euro).
Ne dovranno essere abbattuti circa 1500 esemplari (per la precisione 1461),
il 10% circa del contingente di animali censito nel savonese dall'Università
di Genova fissato a quasi 14 mila (13 894).
La stagione di caccia, in base a quanto annunciato dalla Provincia, sarà
aperta da oggi sino al 14 luglio, e sempre in estate dal 16 agosto al 29
settembre, per quanto riguarda i maschi del capriolo. La cui presenza
eccessiva sul territorio rappresenta una seria minaccia per l'esistenza
stessa dell'ecosistema e delle coltivazioni agricole oltre che dei boschi.
Per quanto riguarda le date invece le femmine potranno essere cacciate,
insieme ai piccoli, dal 1 gennaio al 15 marzo. Tempi e scadenze sono stati
indicati dall'amministrazione provinciale tenendo conto delle direttive
dell'Istituto Nazionale perla Fauna Selvatica. Periodi ritenuti "ottimali"
dalla Provincia "per la conservazione della specie e per il rispetto della
biologia della stessa". L'assessore provinciale alla caccia Carlo Scrivano
mette le mani avanti e anticipa le possibili polemiche del fronte
animalista: "Ogni anno c'è chi parla di stragi di animali. Stiamo parlando
invece di una caccia di selezione per una specie che di anno in anno aumenta
vistosamente con quasi 14 mila capi censiti che proprio per il loro numero
eccessivo causano seri danni sia ai boschi sia alle attività agricole".
Anche dal fronte delle doppiette valbormidesi- 160 sono i cacciatori
regolarmente iscritti nell'Ambito Territoriale 3 dell'entroterra - sale
qualche mugugno, soprattutto per vedersi costretti a pagare in anticipo i
versamenti per i capi (femmine e piccoli) che potranno cacciare soltanto tra
diversi mesi. E soprattutto per non essere più liberi di cacciare soltanto
l'esemplare maschio, più pregiato per via del trofeo (corna), ma anche la
femmina.
Le modalità di questa decisione sono state contestate da un gruppo di
cacciatori capitanati da Giulio Crozza che hanno consegnato le proprie
lamentele all'assessore di Cairo, Franco Caruso, che ha la delega allo
sviluppo economico, ma è soprattutto un cacciatore.
La contestazione principale riguarda l'obbligo imposto, previo pagamento
anticipato della tassa "una tantum" da versare per ogni capo abbattuto: "La
quota, essendo legata al numero di animali da abbattere risulta un esborso
maggiore, rispetto a quello che i singoli cacciatori erano abituati a pagare
in precedenza" spiega Caruso. "Infatti il contributo sale da un minimo di 50
ad un complessivo 285 euro, da pagare subito, per l'esemplare maschio che
verrà cacciato da oggi, ma per la femmina e il cucciolo si potrà partire
soltanto dal 1 gennaio dell'anno prossimo". Invece secondo i responsabili
dell'Ambito di Caccia valbormidese "le tariffe sono rimaste le stesse". E'
quanto precisa Daniele Pera, responsabile tecnico dell'Ambito e dell'Unità
di Gestione che si occupa dell'organizzazione della caccia al capriolo per
conto della Provincia. Chiarisce le novità: "L'impegno che viene chiesto al
cacciatore è l'abbattimento non soltanto del maschio, ma anche delle femmine
e dei piccoli, per porre un freno al proliferare dell'invasione e ai danni".
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L’associazione locale contesta il calendario
Caccia, polemica rovente
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=5B3D286128431DC42C354B4
7F407942F
ASCOLI - I Cacciatori della Federcaccia locali ancora una volta sono delusi
dal Calendario Venatorio emanato dalla Regione Marche.
“Pur trovandoci in accordo sull’apertura differenziata - si legge in una
nota - non condividiamo alcune scelte fatte, tipo: la riduzione del carniere
riguardo alcune specie migratorie; la pre-apertura vietata alle specie
acquatiche; la chiusura della caccia alla beccaccia il 25 gennaio anziché il
31 dicembre; non viene specificato se in pre-apertura può essere utilizzato
il cane per il solo riporto; mentre speriamo che le promesse fatte dall’
assessore Petrini, di inserire in pre-apertura merlo e colombaccio ed in
deroga fringuello e storno, con successivi atti amministrativi, vengano
mantenute. Non condividiamo, soprattutto, la decisione di aprire la caccia
al cinghiale il 1° ottobre e chiuderla il 31 dicembre. Riteniamo che tale
decisione non abbia il benché minimo supporto tecnico-scientifico e non
risolve sicuramente il problema dei gravi danni alle colture agricole che il
cinghiale arreca, limitando fortemente, di conseguenza, il reddito d’impresa
del mondo agricolo. Riteniam che questa problematica andava e va affrontata
in maniera diversa, coinvolgendo agricoltori e cacciatori. Riteniamo che
nelle zone assegnate alle squadre (zona B) i tempi di apertura debbono
essere diversi, come lo è stato negli anni passati”.
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PRATA Incontro annuale degli aderenti alla riserva comunale. Festeggiato
Cereser
Caccia, dubbi sulla nuova legge
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3826240&Pagina=HINTERLAND%20AZZANESE
Prata
Gli aderenti alla riserva comunale di caccia si sono ritrovati al ristorante
"Prissinotti" di Prata per trascorrere l'annuale serata conviviale. Ospiti
della serata sono stati Mara Piccin, consigliere regionale e componente la
IV Commissione nonchè, per quindici anni, funzionario nell'ufficio
provinciale caccia e pesca, e Marzio Maccan vicesindaco di Prata con deleghe
all'agricoltura, caccia, pesca e lavori pubblici. E tra una portata e
l'altra i cacciatori pratesi hanno potuto mettere in evidenza le tante
difficoltà che sta attraversando il mondo della caccia.
Ma sono pure stati sottolineati gli aspetti e positivi che questo "sport"
comporta e le ricadute "buone". Vale a dire: l'interesse e l'attenzione dei
cacciatori alla salvaguardia del territorio e della fauna anche se, il più
delle volte vengono additati invece come dei distruttori della natura.
Il consigliere Piccin si è a sua volta soffermata sulla nuova legge
regionale che sta mettendo in fermento tutto il mondo venatorio. «Noi,
comunque - ha ribadito - saremo a fianco dei cacciatori e, sempre nel
rispetto delle norme, appoggeremmo quanti operano per la salvaguardia del
territorio e, nel contempo, ne regolano lo sviluppo faunistico».
Durante la serata, Girolamo (Momi) Cereser, che per oltre quarant'anni è
stato segretario e per cinque pure direttore della riserva pratese, è stato
gratificato con una targa proprio per il suo operato.
Va detto che la riserva di Prata conta attualmente una quarantina di
iscritti e da qualche mese Massimiliano Tesolin è il direttore. Romano
Zaghet
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LA LETTERA
Ora tutti "segugisti"? Noi non ci crediamo
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Udine&Codice=3
825928&Pagina=1
All'improvviso sono diventati tutti segugisti. O almeno così sembra. Nei
giorni scorsi, Arcicaccia e Circolo friulano si sono scagliati contro l'ex
assessore Marsilio contestando la validità della nuova legge sulla caccia.
Fin qui niente di nuovo. La novità è che si sono dichiarati favorevoli alla
caccia con il segugio seppure secondo il regolamento predisposto dall'allora
presidente nazionale della Pro segugio, Giancarlo Bosio. Molti probabilmente
hanno pensato che potrebbe trattarsi di una svolta illuminata. La Pro
segugio, invece, ricorda bene le parole pronunciate da Lacoonte quando per
convincere i Troiani a non accettare il famoso cavallo preparato dallo
scaltro Ulisse, affermava: "Timeo danaos et dona ferentes". Attualizzato
potrebbe suonare così: "Attenzione, non ci si deve fidare dei nemici anche
se mostrano atteggiamenti amichevoli". I signori in questione, infatti,
fanno finta di non sapere che la proposta del dottor Bosio non era
generalizzata ma era riferita al solo prelievo dei cervidi e, in ogni caso,
non riguardava la nostra regione, perché qui da noi tale pratica è ormai
consolidata da tanti anni ed è esercitata compatibilmente con le esigenze di
una corretta conservazione della fauna, cosa che è stata riconosciuta anche
in una recente sentenza dal Tar regionale e supportata da solide basi
scientifiche.
Il presidente Bosio ha quindi preso spunto dai buoni risultati ottenuti
nella nostra regione proponendo l'estensione dell'utilizzo dei segugi nella
caccia ai cervidi anche nel resto d'Italia dove tale forma di prelievo è
ancora vietato. A tal fine il 17 ottobre 2006 è stato depositato un disegno
di legge d'iniziativa del sen. Carrara recante norme per il prelievo
venatorio dei cervidi con il cane da seguita.
Com'è possibile allora credere che le affermazioni del presidente del
Circolo friulano siano amichevoli e degne di stima quando egli continua a
definire "anarchia" l'attuale sistema di caccia con il segugio?
E come possiamo fidarci di lui quando dichiara che "cacciare caprioli e
cervi con il segugio è sicuramente dannoso per la specie e crudele nei
confronti dei singoli soggetti, inseguiti e terrorizzati per ore e senza
tregua comprese le femmine incinte" quando, invece, in forza delle leggi
attualmente in vigore, gli unici a poter sparare alle "mamme" che stanno per
partorire sono i cacciatori di selezione e non i segugisti!
E, infine, non basta certo che il signor Pituelli chieda la tessera della
Pro segugio per farci credere che l'Arcicaccia non stia puntando
all'eliminazione dei segugi. Né si capisce che senso abbia avuto la
sottoscrizione della proposta Bosio quando si sa benissimo che i
sottoscrittori erano tutti selecontrollori i quali, come al solito, pensano
di poter decidere anche passando sopra la testa dei segugisti.
Tutto questo per dire che il finto atteggiamento conciliante e di grande
disponibilità mostrato da certe associazioni, non c'incanta. Noi della Pro
segugio cerchiamo in ogni nostra azione, grande o piccola che sia, di
comportarci da cacciatori responsabili e siamo certi di raccogliere consensi
praticando una caccia sostenibile.
Essere cacciatore e per di più segugista oggi non è una moda ma una sfida
che non intendiamo assolutamente perdere e concludiamo con un caloroso
appello all'assessore regionale alla caccia affinchè non si faccia incantare
dalle sirene.
Federico Vidoni presidente SIPS valli del Torre e del Cornappo
Roberto Dorbolò presidente Sips Valli del Natisone

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it