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NEWS: Giornali Internet 23/06/08



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CACCIA
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Caccia (di frodo) notturna nella valle del Recco. Cinghiali nel mirino
http://edicola.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=653027&IDCate
goria=591
Avegno. Trovato un cinghiale ucciso a colpi di doppietta sulle alture di
Salto. L'animale deve essere stato colpito a morte almeno una settimana fa,
quando, come noto, la caccia era già chiusa. Dunque non ci sono dubbi che si
tratti di un atto di bracconaggio, che conferma i timori espressi negli
ultimi giorni, dopo che erano stati segnalati alcuni spari nella notte. In
paese, in particolare nella zona di Testana e di Arbora, ma anche sulle
alture di Recco (Verzemma a ponente e Cotulo a levante) il mistero delle
detonazioni nasconde il più classico dei segreti di Pulcinella: si tratta
colpi di schioppo indirizzati a cinghiali. I bestioni, come avviene ormai da
qualche anno, all'inizio di giugno si avvicinano all'abitato, complice la
chiusura della caccia. Puntano su orti, terreni incolti, alberi di frutta e,
da qualche tempo, anche sui rifiuti depositati nei cassonetti.
Così c'è chi sceglie di risolvere il problema con il metodo spiccio ma
efficace della doppietta: «Capita spesso, che qualche residente decida di
imbracciare il fucile e mirare ai cinghiali che invadono il terreno di
proprietà? confermano al comando del Corpo Forestale - ovviamente si tratta
di un sistema del tutto illegale». Va da sé che le associazioni animaliste
protestano, mentre chi si trova i terreni devastati fa notare che in qualche
modo il problema deve essere risolto: «Non riusciamo a far crescere più
nulla, tutte le coltivazioni vengono distrutte». E. M.
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CACCIA E DINTORNI. Ci sono 90 nuovi volontari
Operatori faunistici La squadra cresce
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/provincia/Eaa.htm
Si chiamano «operatori faunistici volontari» e si occupano di effettuare
censimenti della popolazione di specie considerate problematiche per i danni
che possono causare in particolare all’agricoltura: cinghiali, corvidi e
nutrie; ma anche piccioni, per fare qualche esempio.
E da qualche giorno, ai 400 già operativi sparsi sul territorio (questa
nuova figura volontaristica è stata «inventata» a partire dal 2002 con i
primi corsi) se ne sono aggiunti altri 90, freschi di «abilitazione» al
termine del corso organizzato dall’assessorato provinciale alla Caccia che è
stato ospitato dalla «Galleria del tiro»: il poligono di Lograto.
La cerimonia di consegna degli attestati è però avvenuta nella sede della
polizia provinciale di Brescia, nell’ambito della quale opera il Nucleo
ittico-venatorio.
Alla consegna degli attestati ai novanta nuovi controllori hanno partecipato
Alberto Cavalli, presidente dell’amministrazione provinciale; Guido
Bonomelli, assessore alla Sicurezza e alla Polizia provinciale; Dario
Saleri, responsabile del Nucleo ittico-venatorio e ambientale, e Federico
Pea, direttore dell’assessorato Caccia e Pesca. S.BO.
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CALABRIA: APERTURA CACCIA 1* SETTEMBRE
http://www.asca.it/moddettregione.php?id=296055&img=&idregione=&nome=&artico
lo=CALABRIA:%20APERTURA%20CACCIA%201*%20SETTEMBRE
(ASCA) - Catanzaro, 23 giu - Il 1* settembre sara' ufficialmente aperta la
nuova stagione della caccia. Lo ha deciso la Giunta
Regionale che, su proposta dell'Assessore all'Agricoltura, Mario Pirillo, ha
approvato stamani il nuovo calendario venatorio
2008/2009. Dal 21 settembre, terza domenica del mese, fino al 31 gennaio
2009 (giorno della chiusura generale), la caccia sara'
consentita su tutto il territorio regionale per tre giorni la settimana, a
scelta del cacciatore, fra lunedi', mercoledi', giovedi',
sabato e domenica, con l'esclusione del martedi' e venerdi' e dei giorni di
silenzio venatorio, cosi' come previsto dalla normativa
nazionale.
''Anche quest'anno - ha dichiarato l'Assessore Pirillo - abbiamo voluto
seguire le indicazioni forniteci dall'Istituto Nazionale per
la Fauna Selvatica, che per legge deve essere sentito, mentre devo esprimere
la mia personale soddisfazione anche nei riguardi dei
membri della Consulta Faunistica Venatoria, che hanno valutato positivamente
i nostri sforzi, approvando la proposta del calendario
gia' lo scorso mese di maggio''. Dal 1 settembre si potra' cacciare la
tortora, il colombaccio, la cornacchia grigia, la ghiandaia,
la gazza.
Per la quaglia bisognera' aspettare il 7 settembre, il 21, invece, per la
volpe. Apertura della caccia al cinghiale confermata al 1
ottobre e solo nei giorni fissi di giovedi' sabato e domenica. Divieto su
tutto il territorio per starna e coturnice, fatta
eccezione per le manifestazioni cinofile con l'abbattimento del cosiddetto
selvatico d'allevamento.
Vietata la caccia, per dieci anni, nelle zone boscate percorse dal fuoco.
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CACCIA: BRUSCHINI (E.ROMAGNA), COSTITUIRE UN 'TAVOLO NAZIONALE'
http://www.asca.it/moddettregione.php?id=296053&img=&idregione=&nome=&artico
lo=CACCIA:%20BRUSCHINI%20(E.ROMAGNA),%20COSTITUIRE%20UN%20'TAVOLO%20NAZIONAL
E'
(ASCA) - Bologna, 23 giu - Costituire un tavolo nazionale permanente sulla
caccia, in cui siedano i rappresentanti di cacciatori,
agricoltori, mondo ambientalista, Regioni e Atc.
E' l'impegno preso dall'assessore regionale alla caccia Marioluigi Bruschini
a conclusione del convegno svoltosi nei giorni scorsi a
Bologna ''Gli ambiti territoriali di caccia protagonisti della gestione del
territorio''. ''Porro' la richiesta alla Conferenza
Stato-Regioni - ha spiegato Bruschini - il tavolo potrebbe diventare la sede
in cui confrontarsi sulle tante questioni che attengono
al ''pianeta'' caccia: dal tema dei danni all'agricoltura e al problema
degli incidenti stradali, alle risorse economiche che lo
Stato deve riconoscere alle Regioni e che sono ferme dal 2001, alla gestione
degli ATC''. Bruschini ha espresso soddisfazione per la
convergenza che su alcuni temi importanti si e' registrata nel corso del
convegno da parte dei Presidenti nazionali delle
organizzazioni dei cacciatori, agricoltori e associazioni ambientaliste. Tra
questi: la necessita' di difendere la legge nazionale
L.157/92 sulla caccia , che ha il pregio di aver saputo mediare tra
interessi contrapposti, e l' impegno corale espresso per il
pieno dispiegamento delle molteplici funzioni degli ATC. ''La sfida
dell'oggi e' la difficile e impegnativa gestione degli ATC, cui
sono chiamati tutti gli esponenti del mondo ambientalista, agricolo e non
solo venatorio- ha detto l'assessore, sottolineando '' il
clima di positiva discussione che sembra aver superato le ostilita' e le
posizioni ideologiche contrapposte che hanno circondato la
caccia in passato''.
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Dall'audizione a Palazzo Cesaroni emerge un calendario sostanzialmente
condiviso
Caccia: 'Chiedono di reinserire pernici rosse e quaglie, offrono più
rispetto per ambiente e la selvaggina'
http://www.orvietosi.it/notizia.php?id=14251
Calendario venatorio umbro 2008-09 meno contestato degli altri anni, perché
adottato in tempi giusti e con scelte sostanzialmente
condivise; ma che si può integrare ed aggiustare in alcuni punti, ad esempio
intensificando la caccia al cinghiale, i cui danni
all'agricoltura sono in crescita e reintroducendo alcune specie cacciabili,
come la  pernice rossa che nel frattempo si è ripopolata
e la quaglia richieste da  più associazioni, e perfino della coturnice,
proposta da Libera Caccia,  purché "in forma sperimentale e
controllata".
E' quanto è emerso, a Palazzo Cesaroni, dalla audizione organizzata dalla
terza Commissione, presieduta da Enzo Ronca, che giovedì
prossimo esaminerà il testo del documento annuale che regola la caccia.
Più che sulle specie cacciabili il confronto che ha registrato quindici
interventi, a nome di associazioni venatorie, enti ed altre
organizzazioni, si è incentrato sulla necessità non nuova di perseguire un
calendario omogeneo con le regioni confinanti: un tema
affrontato da tutti, anche se molti hanno sottolineato la difficoltà a
raggiungere questo obiettivo che, è stato detto, interessa di
fatto  solo dell'Umbria, regione cerniera e interclusa del centro Italia, e
per certi versi, ha evidenziato l'assessore provinciale
Massimo Buconi "è anche controproducente, in quanto, a parità di date di
apertura, riduce la possibilità di interscambio con i
territori confinanti".
Richiami ad una caccia più corretta, sia nel rispetto della selvaggina che
dell'ambiente, sono venuti da più di un rappresentante
delle associazioni venatorie. Hanno chiesto in particolare di porre fine e
limitare la cosiddetta "scacciarella", in pratica lo
spingere la selvaggina verso cacciatori appostati, Stefano Tacconi (Libera
Caccia) e Tito Sposini (Federcaccia) che ha anche
stigmatizzato l'abbandono dei bossoli delle cartucce sugli appostamenti e la
realizzazione di questi ultimi con il
taglio di piante o vegetazione pregiata. Tutti d'accordo nel proibire le
segnalazioni fatte dai cacciatori anche con mesi di
anticipo e spesso con plastica colorata, per precostituire il diritto di
realizzare lì un appostamento da utilizzare nel giorno
della apertura della caccia; ma a
richiesta unanime si propone di portare il limite a 24 ore prima, rispetto
alle 12, troppo drastiche del Calendario e alcuni
propongono l'obbligo di appostamenti artificiali in materiali sintetici
recuperabili e riutilizzabili.
Al termine della audizione, il presidente della Commissione Enzo Ronca,
presente all'incontro con i colleghi Aldo Tracchegiani (La
Destra) e Massimo Mantovani (Fi-Pdl) si è detto soddisfatto per il numero e
la qualità la qualità degli interventi, anticipando la
volontà di approvare il calendario già nella seduta di giovedì prossimo 26
giugno, senza escludere la possibilità di recepire alcune
delle osservazioni pervenute.
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"Vogliamo cacciare due mesi di più"
http://www.iltirreno.it
Marco Pomella
MASSAROSA (LU). Stop al divieto di pallini in piombo nelle zone a protezione
speciale. Inserimento, tra le specie cacciabili, del fringuello, dello
stormo e del piccione. Esenzione per le tasse governative agli over 65. Stop
alla teleprenotazione per la caccia migratoria. Sono queste alcune delle
novità previste nella bozza di modifica della legge 157 presentata dalle
principali associazioni venatorie (con Libera Caccia in testa) al Governo di
Roma.  Giovedì le associazioni di caccia (ad eccezione di ArciCaccia) si
sono riunite nella capitale per arrivare ad un documento condiviso. Che è
già stato consegnato a diversi ministri e parlamentari. "L'attuale governo -
dice Sisto Dati, vicepresidente di Libera Caccia - sicuramente fornirà
quelle risposte che i cacciatori si aspettano da tempo".  Numerose le novità
previste dal documento. A partire dal periodo di caccia che si chiede sia
esteso dal 15 di agosto al 28 di febbraio (oggi la caccia si apre la terza
settimana di settembre e si chiude il 31 gennaio). Le associazioni chiedono
anche l'abolizione della teleprenotazione (che comporta perdite di tempo e
denaro) per quanto riguarda la caccia migratoria, mentre sono disposti a
mantenerla per la stanziale.  La bozza di legge prevede anche che tra le
specie cacciabili non in deroga siano inseriti gli stormi, i fringuellidi
(fringuelli e peppola) e il piccione toraiolo (quello, per intenderci, che
in città deturpa i monumenti e in campagna rovina i raccolti).  Per quanto
riguarda le imposte i cacciatori vorrebbero l'esenzione (o almeno delle
agevolazioni pari al 50%) per la tassa governativa (che ammonta a circa 170
euro) per gli over 65. E chiedono che le tasse governative siano stornate
per migliorare le condizioni ambientali delle stesse Atc.  Una soluzione per
evitare che i cacciatori siano costretti a cambiare tutte le canne dei
fucili e a pagare il doppio ogni singola cartuccia potrebbe essere, per le
Zps (le zone umide, a protezione speciale), anzichi il divieto di sparare
pallini in piombo, l'obbligo di usare pallini nichelati. Ossia pallini in
piombo ricoperti di acciaio che, quindi, diminuirebbero anche l'impatto
ambientale e la possibilità, per gli animali, di ammalarsi di saturnismo.
Il documento consegnato al governo chiede però anche maggiore equità nella
rappresentanza delle associazioni venatorie. Chiedono cioè che tutte e 6 le
principali associazioni di caccia siano incluse sia nella gestione delle Atc
che in quella dei Parchi naturali. "Se gli ambientalisti possono prendere
parte agli Atc - dice Dati - perchi i cacciatori non possono partecipare
alla gestione dei Parchi? Del resto la salvaguardia dell'ambiente naturale è
un aspetto che riguarda e trova l'attenzione anche e soprattutto dei
cacciatori". Ma del resto i cacciatori vorrebbero anche che gli aspetti che
riguardano la caccia non siano trattati solo da un ministero (nella
fattispecie quello dell'Ambiente) ma siano invece discussi con la presenza
di tecnici e per mezzo di un coordinamento tra tutti i ministeri.  Di questi
temi, qualche giorno fa, si è discusso anche a Torre del Lago, in una
riunione organizzata da FerderCaccia con il sindaco di Viareggio, Luca
Lunardini, gli assessori Antonio Tedeschi e Nicodemo Pistoia e il presidente
del Parco Giancarlo Lunardi. In quell'occasione è stato anche chiesta una
maggiore attenzione per il risanamento del Lago e per la difesa degli
appostamenti da caccia.
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C'è chi li vuole amazzare, chi li vuole selezionare, chi addestra personale
per stanarli e farli fuori. E poi, ironia della sorte, c'è chi li salva
quando loro decidono di ammazzarsi da soli.
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3830076&Pagina=1
Dura la vita dei cinghiali di questi tempi. Braccati tra cacciatori,
Provincia e agricoltori, tentano la fuga e vengon rimessi sulla via di
Damasco dai vigili del fuoco e pure dalla polizia municipale. Così tanto
dispiegamento di forze si è attivato domenica pomeriggio per mettere in
salvo quattro cinghiali che erano caduti in un torrento pieno d'acqua in
quel di San Fior. Due degli ungulati sono stati 'tratti in salvo' e poi se
la son data a gambe verso la campagna. Degli altri due si son perse le
tracce. Faccenda strana e anomala non tanto per il recupero di bestie che in
troppi cercano di ammazzare, ma anche per i luogo. A quanto pare l'emergenza
cinghiali, lanciata da Provincia e agricolturi ancora mesi fa, non sembra
placarsi. Ma anzi, ora gli ungulati scendono dai boschi e arrivan a valle
alla ricerca di cibo. Un'emergenza che quest'anno è ancora più grave per il
ritardo, dovuto a "disguidi burocratici", con cui la Provincia ha provveduto
a redigere la determina per il dare via alla "caccia". La stessa determina
l'anno scorso era stata redatta ancora febbraio, mentre quest'anno è
arrivata solo nei primi giorni di maggio. Due mesi di ritardo che hanno
causato non pochi danni agli agricoltori, perché stavolta i cinghiali si son
cibati di semine e prati già bel che compiuti. Ma il ritardo è grave anche
perché non è più facile attirare il cinghiale verso le postazioni di sparo,
in quanto le bestie trovano cibo in abbondanza nel territorio e non sono più
attratte dalle esche distribuite nelle vicinanze delle postazioni. Ma facili
o meno agli battimenti si è dato il via negli orari notturni, grazie ad una
forte adesione del mondo venatorio, che ha dato disponibilità in massa e
ottenendo dalla Provincia corsi di abilitazione. E così da un lato la
Provincia li ammazza e dall'altro lo Stato li salva. Manuela Collodet
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PESCA
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Al 60esimo summit a Santiago del Cile, processo ai grossi cetacei
La denuncia dei paesi "balenieri", Giappone, Norvegia e Islanda. Al Wwf
affidata la difesa
I cacciatori accusano le balene
"Rubano il pesce ai poveri"
Gli ambientalisti: "Assurdo, la carenza di risorse ittiche è colpa
dell'uomo"
http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/ambiente/balene-giappone/balene-rub
ano-pesce/balene-rubano-pesce.html
ROMA - Il processo alle balene è iniziato. L'accusa, rappresentata dai tre
grandi paesi cacciatori - Giappone, Norvegia e Islanda -
sostiene che i grossi cetacei "rubano" i pesci ai paesi in via di sviluppo
intaccando le risorse ittiche dei mari. La difesa,
rappresentata dal Wwf, replica affermando che la denuncia è "assurda". Lo
scontro si annuncia feroce al sessantesimo summit della
Commissione baleniera internazionale che si apre oggi a Santiago del Cile
presenti ottanta paesi.
La prima questione sul tavolo sarà proprio il calo delle risorse ittiche.
"Giappone, Norvegia e Islanda - spiega Massimiliano Rocco,
responsabile del programma Traffic e specie del Wwf Italia - continuano ad
affermare che i cetacei stanno intaccando le risorse
ittiche dei nostri mari, causando un calo del pescato. Assurdo. La colpa è
dell'uomo e della pesca selvaggia. La tesi dell'accusa
serve solo per giustificare la caccia alle balene e per sviare l'attenzione
dal vero problema, quello della pesca che sta
letteralmente ripulendo i mari, provocando un calo preoccupante di tonni,
merluzzi e salmoni".
I difensori dei giganti dei mari stanno affilano le armi: "Nel summit -
continua Rocco - smentiremo le tesi dell'accusa con studi
scientifici, dimostrando come sia l'uomo il vero responsabile
dell'overfishing, cioè l'eccessivo sfruttamento delle risorse
attraverso la pesca".
Ma i paesi "cacciatori" non si fermano. La loro arringa prevede un'accusa
ancor più precisa: le balene-imputate sarebbero colpevoli
di sottrarre pesce ai paesi in via di sviluppo. "Si tratta ancora una volta
di un'assurdità", ribadisce l'esponente del Wwf Italia.
"Presenteremo un dossier Who's eating all the fish? (Chi sta mangiando tutto
il pesce?) con cui dimostreremo come oltre il 60% del
pesce pescato in paesi poveri non rimane nei mercati locali ma finisce in
quelli europei, giapponesi, nord-americani e cinesi".
Anche l'Italia avrà voce in capitolo al summit che deciderà le sorti dei
giganti dei mari, e sarà rappresentata da una delegazione
mista costituita da esperti dell'Icram (l'istituto per la ricerca sul mare),
del ministero dell'Ambiente e delle Politiche agricole.
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ZOO
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ZOO
Novità al parco faunistico "Valcorba" sono arrivati i simpaticissimi
suricati
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=
3830000&Pagina=1
Molte le novità quest'anno al Parco faunistico "Valcorba" di Stroppare di
Pozzonovo che si arricchisce, nei suoi 200.000 metri quadrati d'estensione,
di nuovo verde e di tanti animali. Sono recentemente arrivati, infatti, i
simpaticissimi suricati, dagli atteggiamenti quasi umani, Belon, una femmina
di leopardo, uno stupendo esemplare di gnu, e i vivacissimi lemuri del
Madagascar. Questi ultimi rappresentano la più bella sorpresa del Parco
perchè hanno già dato alla luce due favolosi cuccioletti. Come ogni anno le
nuove figliate sono state tante, tra le quali meritano uno speciale ricordo
l'ippopotamo "Rosario" (nella foto), alcune antilopi Addax, Sitatunga e
Cobolichi, le orici, i lama e il canguro di Bennet.
Il parco diviene così sempre più appetibile per i visitatori, specie per le
scolaresche del Veneto che vi sperimentano i laboratori, le visite guidate e
le lezioni in classe. Valcorba poi collabora con i maggiori giardini
zoologici italiani e sta programmando le attività per il 2009, anno
bicentenario della nascita di Charles Darwin, padre della teoria della
"selezione naturale". Valcorba si qualifica anche come sito privilegiato per
la quiete, l'ordine e la pulizia che vi regnano, nonché per la presenza di
tantissime specie, per gli incontri tra esperti. Il 25 maggio scroso è stato
infatti scelto a sede d'un importante convegno dei medici veterinari della
Provincia di Padova che hanno discusso le problematiche legate al mondo
degli animali esotici. Due studentesse dell'Università di Torino stanno poi
approntando una tesi di laurea sui Lemuri del Madagascar, presenti in gran
numero al Valcorba. A ottobre avrà luogo poi l'Eduzoo, la riunione
quadrimestrale degli zoo italiani, durante il quale gli addetti discuteranno
su ciò che ruota attorno alla didattica e alla divulgazione scientifica.
Informazioni: www.parcovalcorba.it; infoÌparcovalcorba.it e telefono 0429
773055 e 049 605820. Alfredo Pescante

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it