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NEWS: Giornali Internet 27/06/08



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CACCIA
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CACCIA [/AGENDA1]Atc, ora serve trasparenza
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/rubrica/Lettera1.htm
Egregio direttore, le difficoltà intercorse negli ultimi mesi nel mondo
venatorio bresciano culminate col commissariamento dell’ATC Unico, il più
grande d’Italia per estensione e per numero di cacciatori, evidenziano anche
l’opportunità come proposto dall’avv. Gorlani di riaprire il dibattito su
quanti dovrebbero essere gli ATC a Brescia per svolgere in modo ottimale la
gestione di caccia e territorio così come previsto dalle leggi vigenti, una
gestione dinamica, oculata e condivisa del territorio agro-silvo-pastorale
che consenta lo sviluppo naturale della selvaggina ed un prelievo della
stessa attraverso piani di abbattimento che lascino sul territorio un numero
idoneo di riproduttori senza dover ricorrere in eterno all’avvilente pratica
del pronto-caccia. Questa è la sfida che abbiamo di fronte a Brescia, l’
occasione per impostarla su basi nuove potrebbe essere data dal rinnovo
forzato del Comitato di gestione dell’ATC caduto sotto il peso del “caso
lepri”, infatti in questi giorni le varie associazioni devono proporre alla
Provincia i nomi dei propri rappresentanti per essere nominati nel nuovo
Comitato. Vorrei ricordare a tutte queste associazioni che i loro
rappresentanti nella quasi totalità non hanno ben compreso la gravità di
quanto avvenuto sul “caso lepri” come più volte richiamato dallo stesso
assessore provinciale, tant’è che più volte il deprecabile operato della
presidenza è stato avvallato e assolto con inspiegabili voti di fiducia e
poi con la decisione di auto-dimettersi in un numero superiore alla metà,
cosa che ha costretto l’assessorato a commissariare l’ATC, sarebbe davvero
paradossale e incomprensibile che costoro (destituiti e dimissionari)
venissero riproposti dalle rispettive associazioni nel nuovo Comitato di
gestione. Spero che ciò non avvenga e che il nuovo Comitato di gestione sia
rafforzato in credibilità e autorevolezza per poter voltare pagina dandosi l
’obbiettivo di gestire davvero la caccia e il territorio con trasparenza e
col concorso di tutti coloro che la legge individua come protagonisti. Sono
certo che questo è quanto vuole la stragrande maggioranza dei cacciatori
bresciani. Silvio Parzanini COMPONENTE DEL COMITATO DI GESTIONE ATC UNICO DI
BRESCIA
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PESCA
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Tremila ricci di mare sequestrati dalla GdF
http://www.lasicilia.it
RAGUSA. Positiva operazione delle Fiamme Gialle della Compagnia di Ragusa
nell’ambito della lotta alla pesca abusiva. Alle porte della fazione
marinara di Punta Braccetto una pattuglia Mobile ha bloccato due auto,
munite di carrelli per il trasporto delle imbarcazione; all’interno degli
scafi vi erano dei contenitori pieni di oltre tremila ricci di mare poco
prima pescati. I cinque soggetti che viaggiavano a bordo delle due auto,
tutti sprovvisti di licenza alla pesca professionale, sono stati denunziati
all’autorità giudiziaria per pesca sportiva subacquea con l’ausilio di
autorespiratore e detenzione di ricci di mare in quantità superiore a quella
consentita dalla legge.
I ricci di mare (pari a circa 350 chilogrammi), ancora vivi, sono stati
rigettati in mare. E’ stata sequestrata tutta l’attrezzatura utilizzata per
la pesca fuorilegge, tra cui tre bombole di 18 e 20 litri, tre erogatori e
quattro caschi da cantiere edile, modificati, con annesse quattro torce. A
carico dei cinque soggetti sono scattate sanzioni amministrative fra
cinquecento e tremila euro. I controlli ora proseguiranno lungo tutta la
fascia costiera, per evitare il depauperamento selvaggio della fauna marina
da parte di pescatori senza scrupoli. Un analogo sequestro, sempre nei
pressi di Punta Braccetto, era stato effettuato qualche tempo fa, pure dagli
uomini della Compagnia del capoluogo della Gdf. G.P.
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VALDERICE
Pesca illegale al porto di Bonagia sequestrata un’imbarcazione
http://www.lasicilia.it
VALDERICE. Multe per 3 mila euro, oltre 50 metri di rete da posta non
consentita requisiti e un’imbarcazione sequestrata perché sprovvista di
assicurazione obbligatoria e munita di un attrezzo abitualmente usato dai
pescatori professionisti e di cui, invece, l’equipaggio si avvaleva per la
pesca sportiva. Questo il bilancio di un duro colpo inflitto alla pesca
illecita. A sferrarlo la Capitaneria di porto che, ieri, ha condotto dei
controlli a tappeto su tutte le imbarcazioni impegnate in battute di pesca e
su quelle attraccate al porticciolo di Bonagia.
Sotto la scure delle ispezioni della guardia costiera, coadiuvata dalla
locale delegazione di spiaggia e dal mezzo nautico veloce Gc A/04, sono
finiti numerosi pescherecci intenti, in questo periodo dell’anno, nella
pesca delle menole, meglio note come «minnule», nella zona di mare
antistante il litorale di Pizzolungo, Lido Valderice e Cornino. I militari
hanno esaminato i motopesca arrivati in porto per scaricare quanto raccolto
con le reti, verificando la regolare tenuta dei documenti di bordo con
particolare riferimento alla licenza di pesca, dove è indicata la zona di
mare in cui si può esercitare l’attività e la strumentazione permessa. Ma
gli accertamenti hanno anche consentito di contrastare il lavoro nero.
Alcuni membri degli equipaggi controllati sono, infatti, risultati assunti a
bordo in modo irregolare e senza l’obbligatoria sottoposizione a visita
medica biennale d’idoneità all’imbarco. ANTONELLA VELLA

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it