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NEWS: Giornali Internet 17/07/08



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CACCIA
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Corridoi di caccia: al Consiglio di Stato vince la linea Galan
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Treviso&Codice
=3852967&Pagina=TREVISO
«Speriamo che il Consiglio di Stato depositi la sentenza sui corridoi di
caccia in tempo perchè con l'avvio della stagione venatoria non si verifichi
la stessa mattanza dell'anno scorso». Diego Bottacin, consigliere regionale
in quota Pd, come molti altri, pare ben informato: l'attesa sentenza, pare
già promulgata ma non ancora depositata, dovrebbe portare gioia al
Governatore e qualche scompiglio in Provincia, che si troverebbe a rivedere
l'intera faccenda corridoi. «Da quanto ho sentito - afferma - il Consiglio
di Stato avrebbe dato ragione al Presidente Galan. Ora speriamo che questa
situazione sia definita perchè la legislazione sulla caccia nella provincia
di Treviso è un vero scadalo». Consigliere che replica seccamente al suo
collega leghista Federico Caner, che l'aveva accusato di «aver contribuito
ad approvare il piano faunistico venatorio» che tanto accusa. «Il mio
gruppo - spiega Bottacin - non ha mai proposto i 500 metri, in quanto io non
ho mai fatto parte dei Ds. La Margherita era contraria ai corridoi e il Pd
ha confermato quella linea. Per noi i corridoi possono sussitere solo a
partire dalle aziende faunistiche future».
Insomma i cacciatori trevigiani per il momento rimangono in attesa di sapere
quale sarà la fine dei tanto contestati corridoi. Se la sentenza del
Consiglio di Stato, come sembra, farà esultare Galan che lo scorso settembre
con un decreto aveva vietato la caccia in queste zone, la Provincia si
troverebbe a dover rivedere l'intera normativa. Manuela Collodet
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TRAVESIO Tra Comunità Montana, Provincia, Coldiretti e Pro Segugio
Patto contro i cinghiali
Siglato un documento-guida per far fronte all’emergenza
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&Codi
ce=3852811&Pagina=MANIAGHESE%20SPILIMBERGHESE
Travesio
(lp) Si chiama "Patto per il contenimento dei danni provocati dal
cinghiale", ed è a tutti gli effetti il primo documento-guida sottoscritto a
più mani che tenta di arginare un'emergenza che le parti in causa non hanno
esitato a definire drammatica. Lo hanno siglato ieri pomeriggio, durante una
lunga riunione convocata nella sede di Meduno della Comunità Montana,
Adelchi Pellarin, assessore all'Agricoltura dell'ente ospitante, Eligio
Grizzo, assessore provinciale a Caccia e pesca, il presidente della
Coldiretti Cesare Bertoia e il suo omologo in Pro Segugio Andrea Bottecchia.
Un problema a tuttotondo, hanno concordato le parti, visto che riguarda non
soltanto i danni alle colture, ma anche le pericolosissime ricadute che la
transumanza dei cinghiali ha sulla circolazione stradale. Basti pensare che
nel 2007, nella Destra Tagliamento, l'incidentistica stradale riferibile a
questo animale ha causato danni in provincia per oltre 90mila euro, che
vanno sommati alle decine di migliaia di euro corrisposti dalla Provincia
agli agricoltori dei singoli Comuni.
Se poi ci riferiamo all'insieme degli animali nocivi, ha precisato Grizzo,
saliamo a oltre 200mila euro. Pellarin (vicesindaco di Travesio, area tra le
più colpite), a nome della Comunità il soggetto che ha di fatto riunito gli
attori intorno al tavolo, mantenendo un ruolo di coordinamento ha ricordato
a tutti l'esigenza «di fare un passo indietro, allo scopo di allineare
posizioni che sono risultate in alcuni casi abbastanza distanti»,
comunicando che nell'ultima Giunta la Comunità ha previsto di bandire una
gara per la ricerca di un professionista cui affidare l'incarico a
esseretrait d'union ufficiale e titolato a trattare con le parti in causa
«con l'obiettivo primario di addivenire a una soluzione efficace e condivisa
nel minor tempo possibile».
Capisaldi del documento siglato ieri in Comunità Montana, «la necessità è
scritto di riportare urgentemente la popolazione animale a un livello
numericamente sostenibile e compatibile con la presenza sul territorio
dell'uomo, di adottare pratiche di gestione venatoria ed eventualmente
modifiche normative che consentano il controllo della specie e il suo
mantenimento nelle aree stabilite e, infine, di coinvolgere in maniera
attiva, oltre al mondo agricolo, anche quello venatorio, nell'adozione di
tutte le misure utili volte a ridurre l'impatto della specie sulle attività
dell'uomo.
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Enalcaccia dimostri di aiutare gli uccellini indifesi
http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=
3852672&Pagina=LETTERE%20%26%20INTERVENTI
Forse è giunto il momento che una Associazione Venatoria, come l'Enalcaccia,
dimostri di avere una grande passione per la natura e per gli uccelli in
particolare. Io abito in provincia di Padova, ma vorrei parlare di tutto il
Veneto e non solo.
L'habitat per gli uccelli che arrivano in primavera per nidificare nelle
nostre campagne, non esiste più, e pensare che questa loro attività la fanno
da millenni, arrivano a marzo, si riproducono e se ne vanno ad agosto,
quindi non sono oggetto di caccia; Bene. Noi cacciatori, amanti della natura
e conoscitori della natura, ci dobbiamo preoccupare.
Ritorniamo a questi uccellini che sono centinaia di specie, arrivano da noi,
sulle nostre terre, e non trovano più alberi frondosi, campi d'erba dove si
possono trovare insetti particolari, come cavallette, grilli ecc. e allora
che fanno? Si avvicinano alla città, nei giardini alberati, negli orti
coltivati, ma assieme a loro, in queste zone, si sono insediati i corvidi:
cornacchie, gazze, ghiandaie e per i nostri uccellini sta andando peggio di
prima.
Ho letto nella rivista del FOI. Federazione Orticoltori Italiani" "Italia
Ornitologica" n. 12 del dicembre 2007, un documento con questo titolo:
"Impatto predatorio dei corvidi": sotto esame una coppia di gazze e una di
ghiandaia nel periodo della loro nidificazione, questo il risultato: di
tutti i nidi attivi di piccoli passerifomi, oltre alle 67 predazioni,
durante il periodo di studio, si sono involate solo quattro nidiate, una di
verdone una di verzellino, una di cardellino e una di merlo, su un totale di
71 nidi avvistati nel territorio oggetto di studio fino a Luglio 2007
durante il periodo di riproduzione. Questa è la situazione.
Nella zona in cui io abito ero abituato a vedere, fino a qualche anno fa,
fringuelli, verdoni, verzellini, passeri e merli; ogg, solo qualche merlo
che fa il suo nido sui vasi dei gerani o sui balconi e qualche passera, ma
numerose cornacchie. Cara Enalcaccia questo è il tuo momento, visto che
nessun movimento verde, giallo o rosso si sta preoccupando, perché, noi lo
sappiamo, se loro si muovono fanno solo per diffamare i cacciatori. Bisogna
mettere un freno a questi corvidi con drastici provvedimenti.
Cara Enalcaccia, dai il buon esempio e vedrai che tutti i cittadini e non
solo i cacciatori ti saranno riconoscenti, aiuta questi uccellini indifesi.
Silvano Perin

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it