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NEWS: Giornali Internet 19/07/08



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CACCIA
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CACCIA: IN SICILIA VIA ALLE DOPPIETTE DAL 1 SETTEMBRE
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3224310.htm
l?ref=hpsbdx1
Caccia al via in Sicilia dal primo settembre. Le doppiette potranno sparare
fino al 31 gennaio. L'assessore regionale all'agricoltura, Giovanni La Via,
ha firmato il decreto che regolamenta la caccia in Sicilia per la stagione
2008-2009. Per quanto riguarda le Zps, le Zone di protezione speciale,
invece, si applicano i criteri stabiliti del decreto del ministero
dell'Ambiente del 17 ottobre 2007 e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 258
del 6 novembre 2007. "Abbiamo ascoltato - spiega l'assessore La Via - le
istanze di tutte le associazioni, accogliendo anche alcune proposte per la
tutela di diverse specie. Penso che abbiamo raggiunto un buon compromesso,
che rappresenta la sintesi delle varie parti in causa". All'inizio,
comunque, sara' consentito sparare solamente ad alcune specie. Il decreto
dell'assessore, infatti, pur anticipando l'apertura al primo settembre, pone
comunque delle limitazioni. Si potranno cacciare solamente conigli
selvatici, tortore e merli (fino all'11 dicembre), e colombacci (fino all'11
gennaio). Dal 14 settembre al 16 novembre, invece, si potra' sparare anche
alle quaglie. Dal 21 settembre via libera anche per tutta una serie di
uccelli. Il fagiano potra' essere cacciato solo nelle aziende
faunistico-venatorie e agro-venatorie.
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COMMERCIO
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ANIMALI: UE VUOLE SALVARE FOCHE ED ESCHIMESI / ANSA
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20080719180734695149.ht
ml
(ANSA) - BRUXELLES, 19 LUG - Bruxelles intende salvare le foche da una morte
crudele e dolorosa proibendo l'import dei prodotti derivati nei paesi
dell'Ue, ma al tempo stesso salvaguardare la tradizione degli eschimesi, in
particolare degli Inuit. Per questa piccola comunita' dei ghiacci la foca e'
da sempre un alimento base e un fondamentale sostentamento economico. La
proposta della Commissione arriva dopo una grande mobilitazione in tutta
Europa per salvare i mammiferi marini, spesso cacciati con metodi cruenti
come le trappole a tagliola. Il primo luglio scorso piu' di cinquanta
organizzazioni animaliste europee, tra cui la Lav, avevano manifestato a
Bruxelles davanti alla sede delle istituzioni comunitarie per sollecitare la
fine del commercio di pellicce e grasso di foca. Un grande numero di foche,
riconosce la Commissione, vengono uccise e scuoiate con metodi che provocano
agli animali stress e sofferenze inutili. Alcuni Stati membri, come Belgio e
Olanda, hanno gia' adottato provvedimenti; altri, come l'Italia, stanno
esaminando norme di legge per regolare il commercio dei prodotti derivati
dalle foche, vietandone l'import, ma in molti paesi Ue non esiste alcuna
restrizione. Di fronte a queste differenze, Bruxelles si propone di
armonizzare le regole per far rispettare ovunque il benessere degli animali.
Con il testo all'esame della riunione del collegio della prossima settimana,
la Commissione vuole infatti proibire in tutta l'Unione import, export ma
anche il transito di prodotti ottenuti con la caccia ''crudele'' alle foche
e ai loro cuccioli. Le uniche deroghe dovranno essere basate su dati certi
che testimoniano il rispetto degli animali. La caccia dovra' quindi avvenire
senza far soffrire inutilmente gli animali. I fondamentali interessi
economici e sociali della comunita' Inuit, tradizionalmente impegnate nella
caccia alle foche, spiega l'esecutivo Ue, ''non saranno influenzati
negativamente''. I prodotti della caccia tradizionale condotta da queste
comunita' e che contribuiscono alla loro sussistenza ''non saranno coperte
dal divieto previsto dalle regole''. Un particolare evidenziato dalla
Commissione e' quello che gli Inuit risparmiano, ad esempio, i cuccioli di
foca. La loro causa era stata perorata a Bruxelles anche dalla responsabile
per la pesca del governo canadese. ''I piccoli a pelo bianco non sono piu'
cacciati e le foche adulte non sono spellate vive'', aveva detto il ministro
Loyola Sullivan agli eurodeputati favorevoli ad una moratoria sul commercio.
La maggioranza dei prodotti derivanti dalle foche, ossia carne, olio,
grasso, pelli e pellicce, arriva nell'Ue da paesi terzi - Canada,
Groenlandia, Namibia, Norvegia e Russia - ma gli animali vengono cacciati
anche in due paesi dell'Unione, Finlandia e Svezia. Italia e Danimarca sono
tra i principali produttori di abbigliamento in pelle e pelliccia di
foca.(ANSA)
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PARCHI
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PARCHI: PRESTIGIACOMO; GESTIONE A PRIVATI, E' POLEMICA/ANSA
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20080719185434695185.ht
ml
(ANSA) - ROMA, 19 LUG - Rivoluzione in vista per gli oltre 800 tra Parchi ed
aree protette in Italia, la cui gestione dovrebbe passare in mano a privati.
L'annuncio arriva dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che al
convegno di Symbola a Montefalco ha parlato di ''rivisitazione totale'' per
il sistema parchi, che attualmente definisce ''una sorta di poltronificio''.
Oggi il circuito dei parchi, secondo gli ultimi dati disponibili, offre
lavoro a 80mila persone di cui 4mila diretti negli enti di gestione.
L'ipotesi prospettata dal ministro dell'Ambiente ha subito scatenato
reazioni e preoccupazioni su una gestione che potrebbe mettere in secondo
piano la salvaguardia della biodiversita', una sorta di servizio pubblico
svolto in tutte le aree protette. ''Non dico di privatizzare i Parchi - ha
spiegato Prestigiacomo - ma privata dovra' essere la loro gestione'',
attraverso la creazione di fondazioni. Un'ipotesi ritenuta ''bizzarra'' dal
ministro ombra dell'Ambiente del Pd, Ermete Realacci, se questo significasse
sostituire il governo da parte degli enti territoriali. Secondo Realacci,
che ha risposto alla Prestigiacomo proprio a Montefalco, ''se invece si
tratta di studiare forme di riorganizzazione piu' snelle sul fronte della
conservazione e dello sviluppo del territorio, affiancare le istituzioni per
garantire un maggiore flusso di risorse, allora si puo' ragionare''.
Preoccupato di una eventuale riforma e' Antonello Zulberti, presidente del
parco regionale dell'Adamello Brenta e membro della giunta esecutiva di
Federparchi. Secondo Zulberti questa ipotesi nasconde tagli dei fondi
pubblici, essenziali alla sopravvivenza delle aree protette. Infatti
''difficilmente i privati - spiega il presidente del parco dell'Adamello
Brenta - fanno investimenti a lungo termine per azioni su biodiversita',
cambiamenti climatici, sviluppo sostenibile. La salvaguardia dell'ambiente
e' un servizio pubblico che fanno tutti i parchi e questo non si puo'
derogare e ha dei costi''. Gia' da tempo, spiega Zulberti ''i parchi stanno
cercando risorse private: l'Adamello Brenta si autofinanzia con 800/900mila
euro l'anno, ma non bastano. Ci sono privati che fanno da sponsor per alcuni
progetti, ma all'interno del consiglio direttivo oggi ci sono i
rappresentanti degli enti locali, perche' la questione della gestione non
interessa''. Immediata all'annuncio del ministro dell'Ambiente e' stata poi
la replica di Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente, secondo cui
''le fondazioni o i privati non sono la risposta ai problemi dei parchi, ma
rischiano semmai di esserne la saracinesca''. Secondo l'esponente
dell'organizzazione ambientalista quella proposta ''e' una soluzione
farraginosa e impraticabile. Il Wwf invece punta a sottolineare che
''qualunque riforma dovra' mantenere alcune regole fondamentali che non
sminuiscano il ruolo dei parchi stessi'', senza stravolgere una ''ottima''
legge quadro sui parchi. Con ''circa 40 anni di esperienza nella gestione di
aree protette, anche regionali e nazionali, il Wwf mette a disposizione del
ministro Prestigiacomo la sua esperienza per un confronto sulla gestione
efficiente delle aree protette''. (ANSA).

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it