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NEWS: Giornali Internet 21/07/08



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CACCIA
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ANIMALI/ Caccia al cervo in centro a Bolzano, due feriti
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=4027
Si è conclusa con l'abbattimento con tre colpi di fucile la folle corsa di
un cervo nelle vie del centro di Bolzano.Il Codacons ha subito protestato
per l'abbattimento, richiamandosi alle leggi che vietano il maltrattamento
degli animali. L'animale aveva raggiunto la cittadina del Sud Tirolo dopo
essere stato ferito e spaventato da un bracconiere, purtroppo la corsa e
l'inseguimento hanno causato due feriti, una donna e un bambino.
Feriti - La prima vittima è stata colpita lungo il torrente Talvera, che
attraversa la città. La seconda è stata incornata in Piazza delle Erbe, dove
è stata poi soccorsa e medicata dalla Croce bianca.
Animale braccato - Secondo l'Ufficio caccia della Provincia la disperata
fuga della bestia è stata scatenata probabilmente da un bracconiere, che ha
ferito il cervo a un occhio. Un forte temporale, abbattutosi sulle montagne
vicino alla città, ha poi contribuito a spaventare ulteriormente il povero
animale. Il cervo, dal peso di un quintale, era anche riuscito a irrompere
in due negozi sulla via dei Portici, poi l'inseguimento si è concluso.
Incalzato dalle sirene delle forze dell'ordine, il cervo è stato bloccato e
abbattutto in un parcheggio interrato da un guardacaccia con tre colpi di
fucile.
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Regione, il PD propone di liberare la caccia nei boschi bruciati
http://www.ivg.it/2008/07/21/regione-il-pd-propone-di-liberare-la-caccia-nei
-boschi-bruciati/
Regione. E’ stata presentata oggi dal consigliere regionale Ezio Chiesa del
Partito Democratico una proposta di legge alle Camere affinché nei
soprassuoli di boschi e pascoli percorsi dal fuoco si possano cacciare, ad
esempio, cinghiali, caprioli, daini, camosci, cervi, colombacci, beccacce,
allodole. L’iniziativa normativa “Modifica all’articolo 10 della legge 21
novembre 2000 numero 353”, sottoscritta anche dai colleghi del
centrosinistra Lorenzo Basso, Ubaldo Benvenuti, Michele Boffa, Fabio
Broglia, Luigi Cola, Antonino Miceli, Minella Mosca, Vito Vattuone, Moreno
Veschi, punta a cambiare la “Legge quadro in materia d’incendi boschivi”,
che in queste zone danneggiate dai roghi vieta anche l’attività venatoria
per dieci anni.
Le prescrizioni della legge 353 nazionale hanno lo scopo di contribuire a
creare le condizioni per una ricrescita spontanea dei boschi distrutti dal
fuoco e per rigenerare l’habitat naturale dove la fauna stanziale possa
ritornare a vivere. Ma Chiesa sottolinea che il no all’esercizio della
caccia può produrre una serie di problemi legati alla riproduzione del manto
vegetale nelle aree percorse da incendi laddove sono molto diffusi gli
ungulati selvatici.
“Può accadere infatti” spiega il consigliere Ezio Chiesa, “che la presenza
di cinghiali, caprioli, daini, camosci e cervi ostacoli la crescita delle
piccole piante e dei germogli, rendendo più ardua la ricostituzione dell’
ambiente naturale, non più esistente a causa del fuoco. Si determina in
questo modo una situazione anomala rispetto alla finalità della legge, che
vieta il pascolo agli animali domestici, ma non contiene alcuna misura per
impedire i danni alla ricrescita del bosco da parte degli ungulati
selvatici.”
Questo problema ha conosciuto dimensioni più ampie con l’aumentare della
presenza degli ungulati selvatici nell’intero territorio della Liguria e ha
eguale portata anche nelle zone che sono oggetto di normale sfruttamento
forestale da parte dei silvicoltori. Da queste considerazioni nasce la
proposta di prevedere che il divieto di caccia nei soprassuoli colpiti da
incendi per dieci anni non valga per gli ungulati, modificando di
conseguenza il comma 1 dell’articolo 10 della legge 353/2000. “Riteniamo
inoltre” sottolinea Chiesa, “che il divieto all’esercizio della attività
venatoria previsto abbia la finalità di tutelare in particolare la fauna
selvatica stanziale, il cui habitat naturale è stato percorso dal fuoco e
che deve essere ricostruito spontaneamente, per permettere un ripopolamento
di specie animali autoctone. Da questa valutazione ne deriva che non
sussistano analoghe e particolari esigenze di tutela per quanto riguarda l’
avifauna migratoria, ovvero gli uccelli migratori, per i quali non vi è un
legame così diretto con uno specifico ambiente come nel caso della fauna
stanziale.”

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it