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Cervo ucciso a Bolzano, LAV presenterà denuncia



Cervo ucciso a Bolzano, LAV presenterà denuncia
  • 22/07/2008
  • BOLZANO: CERVO UCCISO NEL CENTRO CITTADINO, LA LAV PRESENTERA’ UNA DENUNCIA AFFINCHE’ SIANO ACCERTATE LE RESPONSABILITA’ NELL’ABBATTIMENTO DELL’ANIMALE.

    La LAV presenterà una denuncia alla Procura della Repubblica di Bolzano per uccisione di animali senza necessità ex art 544 bis C.P., contro i responsabili dell'uccisione del cervo avvenuta ieri a Bolzano

    “In seguito ad alcuni elementi emersi dalle cronache e dalle testimonianze raccolte in queste ore, chiederemo all'Autorità Giudiziaria di verificare la reale necessità di procedere all’abbattimento dell’animale, avvenuta, sembra, per mano di un cacciatore e non di una guardia forestale, in ulteriore violazione della legge 157 del 1992 che all’art. 1 definisce come patrimonio indisponibile dello Stato gli animali selvatici, ivi compreso il cervo in questione, soprattutto in un periodo di chiusura della caccia come quello attuale” precisa Gianluca Felicetti, presidente della LAV.

    L’evidente controsenso dell’intervento della Polizia sanitaria, che era pronta a sedare l’animale, rispetto all’uccisione repentina ed improvvisa da parte del guardiacaccia  in assenza di alcun tipo di pericolo, giacché il cervo era stato isolato e non poteva nuocere a nessuno, saranno tutti elementi che la LAV depositerà nella denuncia per chiedere un’approfondita valutazione all’Autorità giudiziaria affinché l’uccisione dell’animale non resti impunita.

    La LAV chiede di accertare, quindi, l'identità di chi ha effettuato materialmente l'abbattimento, a che titolo e in quale veste tale persona ha agito, e infine quale autorità ha dato disposizione per  uccidere l'animale.

    Chiederà inoltre al Magistrato di accertare chi abbia decretato lo stato di imminente pericolo per la pubblica sicurezza e sulla base di quali elementi, viste in particolare le condizioni di totale e palese impossibilità di reagire dell'animale al momento dell'uccisione, e chi abbia impartito l'ordine definitivo di abbattimento del cervo e sulla base di quali elementi decisionali.

    Nell'analisi di questi elementi la LAV chiederà conto alle autorità intervenute delle ragioni per cui non si è atteso l'arrivo del medico veterinario dell'Azienda Sanitaria competente – tra l'altro l'unico tecnico che poteva valutare clinicamente e giuridicamente le condizioni di salute dell'animale, qualora l'abbattimento fosse stato decretato per porre fine alle sofferenze dello stesso.

    “Un'altra circostanza di difficile interpretazione che si chiederà alla Magistratura di accertare con particolare cura, poiché riguarda direttamente la scelta della tecnica di uccisione dell'animale, è per quale ragione siano stati esplosi tre colpi e da chi, considerato che un animale in quelle condizioni qualora fosse stato colpito in modo competente da personale esperto, avrebbe quanto meno trovato la morte in modo istantaneo. – aggiunge la LAV di Bolzano – Risulta infatti che i colpi esplosi siano stati tre, di cui due sembra provenienti dalle armi di ordinanza di due agenti di polizia, che evidentemente sono stati costretti a intervenire per l'imperizia del primo esecutore”.

    “La nota più inquietante dell'intera vicenda risulta essere la destinazione che le autorità hanno riservato alla carcassa dell'animale, che sembra sia stata “donata” al cacciatore invece di essere conferita nella sua interezza all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Tre Venezie ente preposto giuridicamente e istituzionalmente a effettuare la perizia necroscopica e gli esami post-mortem atti a escludere patologie di rilievo per l'uomo e per gli altri animali” conclude la LAV di Bolzano.

    22.07.2008

    Ufficio stampa LAV 06.4461325 – 329.0398535                                                   www.lav.it